venerdì 17 aprile 2026

DOLORES CLAIBORNE




 


Dolores Claiborne – Stephen King -

recensione a cura di Francesca Tornabene

 

"Certe volte una donna deve fare la carogna per sopravvivere. Certe volte è tutto quello che le resta".

Non ne ho mai abbastanza dei viaggi con King.

Questo è stato puramente psicologico, privo di mostri o elementi soprannaturali: mi sono ritrovata stretta in un dramma che si consuma interamente tra le mura domestiche in una piccola isola.

Ho ascoltato la confessione di Dolores, accusata dell'omicidio della sua datrice di lavoro, Vera Donovan.

La sua deposizione precipita nell'oscurità in un pozzo pieno di segreti: il complesso rapporto con Vera, i suoi fantasmi, la verità sulla morte di suo marito, avvenuta anni prima.

Mi ha colpito la struttura: un monologo di 277 pagine senza alcuna interruzione.

Un flusso ininterrotto che scava nella paura, nella violenza e nella solidarietà femminile estrema.

È un racconto sull'amore materno e sul prezzo terribile che si paga quando, per sopravvivere, si è costretti a diventare "carogne".

È affascinante quanto le vite delle due donne siano speculari.

L'assenza di capitoli ha reso il ritmo serrato. La voce di Dolores, così cruda, mi ha tenuta incollata fino alla fine.

Ho cercato di trovare la luce in fondo ai suoi oscuri ricordi.

Il conflitto che alimenta l'intera storia precipita tra vendetta e sacrificio, in una tragedia che travolge la vita delle due donne: due MADRI pronte a tutto per i loro FIGLI.

Ancora una volta, King ha portato alla luce l'orrore più mostruoso. Quello che si annida tra le pieghe dell'animo umano: in un segreto di famiglia, in un trauma e persino nell'ombra di un'eclissi.

Un occhio che si chiude alla luce per abbracciare l'oscurità.


genere: horror

anno di pubblicazione: 2014

pagine: 278

editore: Sperling & Kupfer

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