Atti umani - Han Kang –
recensione a cura di Alice Bassoli
“Atti umani” è un romanzo corale ispirato a un evento
storico reale: il massacro di Rivolta di Gwangju, avvenuto nella Gwangju nel
maggio 1980, quando una rivolta democratica fu repressa con estrema violenza
dall’esercito sudcoreano.
Il libro si apre con Dong-ho, un ragazzo adolescente che
cerca il corpo di un amico tra i cadaveri raccolti in una palestra trasformata
in obitorio improvvisato.
Da lì il romanzo si sviluppa attraverso più voci e più
epoche: sopravvissuti, parenti delle vittime, testimoni, persone segnate per
sempre da quei giorni. Ogni capitolo segue un personaggio diverso e mostra come
la violenza continui a vivere nel tempo, nei corpi, nella memoria e nel
silenzio.
Han Kang racconta la brutalità politica con realismo
serafico.
Il risultato è un romanzo durissimo, ma profondamente umano.
Il romanzo si interroga continuamente su una domanda
essenziale: come si conserva la dignità quando il mondo l’ha distrutta?
Infatti la strage non finisce quando cessano gli spari, ma
continua in traumi psicologici, sensi di colpa vite spezzate e
censura.
La scrittura è limpida, controllata.
Non ci sono eccessi retorici.
E’ un romanzo che parla di temi universali, come la
repressione del dissenso, l’abuso del potere, il trauma collettivo, ma
soprattutto sottolinea che dietro ogni evento storico ci sono corpi, famiglie e
nomi.
genere: narrativa
anno di pubblicazione: 2023
pagine: 205
editore: Adelphi

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