martedì 31 marzo 2026

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Twist – Colum McCann -

recensione a cura di Francesca Tornabene

 

È stato un viaggio diverso dagli altri: sono partita con Antony, un giornalista irlandese, per documentare la riparazione di cavi in fibra ottica che trasportano i dati internet nelle profondità marine e connettono il mondo.

Mi sono sentita a bordo, parte dell'equipaggio su una nave posacavi lungo le coste dell'Africa.

Immersa per 2 settimane, in una storia frammentata di 249 pagine fatta di segreti e inganni.

Non è solo un reportage ma un viaggio che va oltre la superficie e si spinge negli abissi umani, nel fango, alla ricerca della luce.

Ho vissuto il mare nel profondo. Prima la vertigine, poi l'ebbrezza di una caduta libera tra solitudine e meraviglia.

L'essenza del viaggio è racchiusa nel concetto di unreachable by machine.

I cavi evocano la fragilità dei legami. Il punto di congiunzione è la scintilla umana che nessuna macchina può replicare.

In un mondo codificato, anticipato da algoritmi perfetti, la fragilità resta l'unico baluardo umano. È il collante che ci tiene uniti.

L'isolamento è invece il prezzo che paghiamo per la connessione perenne.

Conway incarna questa fragilità. Un ingegnere apneista, misterioso, magnetico, spezzato che vive nel silenzio spinto da un unico desiderio: Riparare le ferite del mondo!

Come in apocalypse now, la sua è una resistenza al caos, una missione disperata.

Un genio che cura affidandosi non ai calcoli, ma all'intuizione e al cuore.

Ho conosciuto Zanele. La sua compagna. Una donna legata alla terra. Solare che ama il rumore ma che ha un passato misterioso.

Il loro amore sembra un incastro di omissioni, silenzi, vuoti che entrambi accettano di non colmare ma che inevitabilmente li allontana.

Forse è in questi vuoti che si cela la forza della loro storia. Vuoti che ho cercato di colmare per decodificare i colpi di scena, finché ho scelto semplicemente di sentire.

"Tutta la verità, ma nessuna sincerità"

Adesso che il viaggio è finito, soffro di mal di terra. 

Che storia impossibile ho vissuto!

Straordinario il fremito che ho provato!

Ancora in apnea mi godo la samba, la risalita e la meraviglia di ciò che resta umano in un mondo di algoritmi.

"Non tutto può essere riparato. Ma ciò che conta è il tentativo".



genere: narativa 

anno di pubblicazione: 2025

pagine: 240

editore: Feltrinelli

 


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