L’ultimo m’accompagna – Al Gallo
Recensione a cura di Dario Brunetti
L’ultimo m’accompagna è una raccolta di dieci racconti
firmati dallo scrittore e sceneggiatore partenopeo Al Gallo uscita per Nulla
Die.
Mi capita di frequente di leggere antologie di racconti e
personalmente trovo indelicato individuare il racconto preferito, mi sembra
abbastanza ovvio che ci sono storie che possono aver colpito il lettore e alle
quali si resta particolarmente affezionati. Menzionarle alcune andrebbe
inevitabilmente a discapito di altre e si ridimensiona la vena creativa
dell’autore stesso.
Le storie che ci presenta Gallo sono ambientate nelle
periferie dove regna il degrado e l’autore volge uno sguardo attento verso gli
ultimi spesso abbandonati da una società che li relega ai margini.
Martiri, oppressi e angeli vendicatori che vanno incontro al
loro destino a volte beffardo, così Al Gallo da voce ai suoi personaggi.
Invisibili in cerca di un riscatto sociale che si portano cicatrici di un
passato che non ha fatto sconti, ne vengono tratteggiate le zone d’ombra
mettendo in evidenza gli aspetti di una realtà cinica e spietata.
Riconosceremo all’autore, la sua consolidata capacità di
alternarne lo stile di scrittura, passando da una narrazione più cruda che
contraddistingue il genere noir alla prosa lirica che ne caratterizza
l’intensità emotiva e l’aspetto più fragile dei protagonisti delle storie.
Non solo l’autore si avvale di un’ironia a tratti tagliente
per evidenziare le contraddizioni di una società schiava di una ipocrisia che
abita sia nelle periferie che nel ceto medio-borghese.
Gallo sembra seguire le orme di uno dei più grandi
intellettuali della nostra epoca, Pier Paolo Pasolini che in romanzi come Accattone
e Una vita violenta, denunciava il degrado delle periferie restituendo
dignità al sottoproletariato urbano, seppur povero spiccava per il suo essere
autentico con la differenza che questa raccolta di racconti denuncia una
società ai margini che per sopravvivere rischia di cedere al facile consumismo
o ricorrendo a volte anche a metodi poco ortodossi che consistono nell’arte della
contraffazione o semplicemente nel rubare.
Un altro esempio tangibile riguarda il racconto con
protagonista Domitilla Petrovna, la prostituta più invidiata dello scalo di
Maddaloni che si trasforma in una schiava del sesso pur di sopravvivere a
vantaggio di un cliente, la cui richiesta ne rappresenta la soddisfazione che
più lo appaga. La prostituta ne diventa La moneta vivente per citare un
fin troppo complesso e articolato saggio del filosofo francese Pierre
Klossowsky.
L’ultimo m’accompagna è la dissacrante cronaca della
realtà con la giusta dose di umorismo nero attraverso uno stile originale. Una
piccola gemma letteraria da tenere d’occhio.
genere: narrativa
anno di pubblicazione: 2025
pagine: 124
editore: Nulla die

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