venerdì 20 febbraio 2026

TU, MIO

 




Tu, mio – Erri de Luca -

recensione a cura di Francesca Tornabene

 

Un viaggio letterario fino ad Ischia per vivere un'ESTATE degli anni 50, in 114 pagine.

La mia prima immagine è stata quella dell'antica ARTE DELLA PESCA che il protagonista, un adolescente, impara dal suo mentore.

Un pescatore sopravvissuto alla guerra di nome Nicola che vive di mare.

Avidamente ho letto del difficile passaggio dall'innocenza all'età adulta di un ragazzo il cui nome non viene mai menzionato.

Del suo incontro con Caia, un'altra sopravvissuta. Una ragazza più grande che custodisce un segreto che solo lui conosce.

Ho visto nascere l'AMORE.

Quello assoluto che si prova a quell'età, che ti plasma, ma è anche precipizio della memoria di un passato che spesso non ci appartiene, ma inevitabilmente ci segna.

Quello di chi non conoscendo l'alfabeto dei sentimenti ne è travolto completamente e a volte tragicamente.

Tanto da annaspare in un precipizio di emozioni, tra inadeguatezza, vuoto, senso feroce di protezione per le persone che amiamo, rabbia verso i nemici e urgenza di giustizia riparativa contro i torti subiti.

Poi mi sono lasciata cullare da un'altra immagine dell'AMORE.

Quella SPIRITUALE che sana la memoria, che diventa anello di congiunzione di un'infanzia negata e postino di parole, gesti, sguardi delle persone care che non ci sono più.

Quella che ti fa sussurrare "Tu, mio" come promessa che va oltre ogni tempo.

Ogni parola è stata poesia, misura, di un pensiero artistico sconfinato.

Un momento per sognare ad occhi aperti, riflettere, perdermi nella fragilità dei personaggi, ma anche schiantarmi dinnanzi alla memoria di una guErra consumata, il cui fuoco ancora arde prepotentemente nei cuori dei sopravvissuti e alimenta curiosità, sentimenti contrastanti nelle nuove generazioni.

Tra quelle pagine ho visto consumarsi il conflitto tra la memoria e l'urgenza del presente. Tra il senso di veNdetta e la PACE.

Poi, ho trovato conforto nella VERITÀ disarmante rivelata da Nicola.

L'odio lascia solo voragini dentro di noi e nessun trionfo!

Non esiste alcun nemico.

Davanti alla morte siamo tutti uguali.

Il sangue non ripara la memoria, non restituisce giustizia.

Dobbiamo solo imparare a convivere con il vuoto e a comprendere il suo peso nella nostra VITA.


genere: narrativa

anno di pubblicazione: 2012

pagine: 128

Editore: Feltrinelli

 


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