domenica 8 febbraio 2026

MAGMA

 





Magma - Raffaele Costantini -

recensione a cura di Carmen Nolasco


Esistono romanzi che non si limitano a raccontare una storia, ma sembrano scaturire da una necessità metaforicamente geologica, da un movimento cioè che preme dalla materia per uscire in superficie.

Magma, l'ultima fatica letteraria di Raffaele Costantini, è esattamente questo: un'opera incandescente che conferma la cifra stilistica già apprezzata in Il bacio del figlio, elevandola a una maturità nuova, più dura e, al contempo, ugualmente poetica.

Siamo negli anni Ottanta, in un Sud Italia che è una cartolina, ma soprattutto è un organismo vivo che respira e soffre insieme ai protagonisti. È anzi, esso stesso, co-protagonista. La narrazione si apre con un'immagine iconica e sensoriale: il viaggio verso la spiaggia nell'auto del padre – personaggio a dir poco pittoresco – di Luca e Nina. È l'inizio di un romanzo di formazione, dove l'amicizia tra il protagonista e i due fratelli diventa il perno attorno a cui ruota il passaggio violento dall'infanzia all'età adulta.

Raffaele Costantini, autore pugliese nato a San Pietro Vernotico, attinge a quel formidabile serbatoio di idee che è la memoria, trasformando i frammenti di infanzia vissuti nelle strade del Sud in un dovere etico verso il ricordo.

I corpi dei tre bambini si evolvono in un contesto sociale che divora i sogni, un ambiente dominato dal contrabbando, dalla criminalità e dall'ombra lunga di agguati mafiosi che segneranno per sempre le loro traiettorie esistenziali.

Ciò che rende Magma un'opera rara nel panorama contemporaneo è la voce dell'autore. La sua scrittura non si accontenta di descrivere fatti e paesaggi, ma quasi liricamente scava e fa emergere l'interiorità ricca e sfaccettata del protagonista. Si percepisce il lavoro scultoreo sull'aggettivo, la ricerca della parola che sappia essere sì lirica, ma senza mai perdere la sua carica di verità. Volendo indagare, direi che questa scrittura risente della lezione di un maestro come Alessandro Baricco, pur lasciando intatta la crudità del racconto e perfettamente delineata, e puntuale, la trama della storia.

In questo processo di "scavo" e gestione del fuoco interiore emerge, secondo me, l'influenza determinante della disciplina dello yoga che Costantini pratica e insegna. Questa ricerca di equilibrio e consapevolezza si riflette nella capacità di osservare il dolore e la trasformazione delle anime con una presenza consapevole, trasformando la scrittura in uno strumento in grado di incanalare l'urgenza narrativa in una forma stupendamente compiuta.

Particolarmente riuscita è inoltre la gestione della dimensione erotica. Mentre l'invaghimento per Nina — personaggio di una potenza magnetica — resta un amore acerbo, puro e mai vissuto, l'erotismo della crescita esplode in altri passaggi del romanzo. Laddove molti autori inciampano nella volgarità, Costantini traduce queste esperienze con sublime maestria, mantenendo una prosa lirica che saprà farsi crudele solo quando il clou della narrazione lo richiede.

Il titolo, Magma, è un'evocazione geologica, metafora della condizione umana. I protagonisti abitano una zona di confine, una terra di mezzo tra ciò che sono stati e ciò che diventeranno. Il magma è quella roccia fusa che brucia come fuoco e scorre sotto la pelle: un mix di rabbia, desiderio e dolore che cerca ancora - e per sempre - una via d'uscita attraverso l'arte e la vita.

Magma è, in definitiva, un libro sulla perdita dell'innocenza e sulla persistenza del legame umano, che conferma, a mio parere, Raffaele Costantini come una voce profonda e attenta all'umanità nel suo complesso.


genere: narrativa

anno di pubblicazione: 2024


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