Magma - Raffaele Costantini -
recensione a cura di Carmen Nolasco
Esistono romanzi che non si limitano a raccontare una storia, ma sembrano
scaturire da una necessità metaforicamente geologica, da un movimento cioè che
preme dalla materia per uscire in superficie.
Magma, l'ultima fatica letteraria di Raffaele Costantini, è esattamente
questo: un'opera incandescente che conferma la cifra stilistica già apprezzata
in Il bacio del figlio, elevandola a una maturità nuova, più dura e, al
contempo, ugualmente poetica.
Siamo negli anni Ottanta, in un Sud Italia che è una cartolina, ma
soprattutto è un organismo vivo che respira e soffre insieme ai protagonisti. È
anzi, esso stesso, co-protagonista. La narrazione si apre con un'immagine
iconica e sensoriale: il viaggio verso la spiaggia nell'auto del padre –
personaggio a dir poco pittoresco – di Luca e Nina. È l'inizio di un romanzo di
formazione, dove l'amicizia tra il protagonista e i due fratelli diventa il
perno attorno a cui ruota il passaggio violento dall'infanzia all'età adulta.
Raffaele Costantini, autore pugliese nato a San Pietro Vernotico, attinge
a quel formidabile serbatoio di idee che è la memoria, trasformando i frammenti
di infanzia vissuti nelle strade del Sud in un dovere etico verso il ricordo.
I corpi dei tre bambini si evolvono in un contesto sociale che divora i
sogni, un ambiente dominato dal contrabbando, dalla criminalità e dall'ombra
lunga di agguati mafiosi che segneranno per sempre le loro traiettorie
esistenziali.
Ciò che rende Magma un'opera rara nel panorama contemporaneo è la voce
dell'autore. La sua scrittura non si accontenta di descrivere fatti e paesaggi,
ma quasi liricamente scava e fa emergere l'interiorità ricca e sfaccettata del
protagonista. Si percepisce il lavoro scultoreo sull'aggettivo, la ricerca
della parola che sappia essere sì lirica, ma senza mai perdere la sua carica di
verità. Volendo indagare, direi che questa scrittura risente della lezione di
un maestro come Alessandro Baricco, pur lasciando intatta la crudità del
racconto e perfettamente delineata, e puntuale, la trama della storia.
In questo processo di "scavo" e gestione del fuoco interiore
emerge, secondo me, l'influenza determinante della disciplina dello yoga che
Costantini pratica e insegna. Questa ricerca di equilibrio e consapevolezza si
riflette nella capacità di osservare il dolore e la trasformazione delle anime
con una presenza consapevole, trasformando la scrittura in uno strumento in
grado di incanalare l'urgenza narrativa in una forma stupendamente compiuta.
Particolarmente riuscita è inoltre la gestione della dimensione erotica.
Mentre l'invaghimento per Nina — personaggio di una potenza magnetica — resta
un amore acerbo, puro e mai vissuto, l'erotismo della crescita esplode in altri
passaggi del romanzo. Laddove molti autori inciampano nella volgarità,
Costantini traduce queste esperienze con sublime maestria, mantenendo una prosa
lirica che saprà farsi crudele solo quando il clou della narrazione lo
richiede.
Il titolo, Magma, è un'evocazione geologica, metafora della condizione
umana. I protagonisti abitano una zona di confine, una terra di mezzo tra ciò
che sono stati e ciò che diventeranno. Il magma è quella roccia fusa che brucia
come fuoco e scorre sotto la pelle: un mix di rabbia, desiderio e dolore che
cerca ancora - e per sempre - una via d'uscita attraverso l'arte e la vita.
Magma è, in definitiva, un libro sulla perdita dell'innocenza e sulla
persistenza del legame umano, che conferma, a mio parere, Raffaele Costantini
come una voce profonda e attenta all'umanità nel suo complesso.
genere: narrativa
anno di pubblicazione: 2024

Nessun commento:
Posta un commento