Il primo amore - F. Dostoevskij -
recensione a cura di Alice Bassoli
L’amore nella sua fase originaria, assoluta, totalizzante.
Il protagonista è un giovane ragazzo, timido, fragile ed emotivamente esposto,
che vive l’amore come una rivelazione improvvisa e sconvolgente. Si tratta di
un racconto breve ma intenso, narrato in prima persona dal protagonista. La
vicenda ruota attorno al suo primo innamoramento per una donna matura e
sposata, che il ragazzo, inesperto, osserva con un misto di ammirazione e
gelosia. Attraverso gli occhi del giovane, il lettore assiste alle dinamiche
complesse dell’amore e della seduzione, tra gioia e sofferenza. L’innamoramento
porta una condizione di costante tensione interiore: felicità e angoscia, così
come speranza e paura dell’abbandono. Il primo amore diventa una sorta di
centro gravitazionale attorno a cui ruota l’intera identità del protagonista.
L’io si consuma nell’attesa, nel desiderio di essere visto, riconosciuto e
scelto. Ci troviamo davanti a una prosa introspettiva, che accompagna il
lettore dentro una mente inquieta. La narrazione procede come un flusso emotivo
più che come una sequenza di eventi.
Un piccolo grande capolavoro.
genere: narrativa

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