Il libro delle sorelle – Amelie Nothomb -
recensione a cura di Alice Bassoli
Un romanzo breve ma teso, architettato su una prosa
particolarmente limpida. E’ tutto sommato una storia familiare che diventa una
vera e propria indagine metafisica sull’amore e sull’identità.
Protagonisti del romanzo sono Tristan e Laetitia, due
giovani inseparabili che si amano in modo esclusivo, quasi simbiotico. Il loro
legame è così totalizzante da lasciare poco spazio al resto del mondo.
Quando nasce la loro figlia, Diane, l’equilibrio non si
spezza e Diane cresce immersa in quell’amore assoluto tra i genitori, che però
non la include mai davvero fino in fondo. È una bambina intelligente e precoce,
e ben presto comprende che per essere vista deve diventare indispensabile.
Nel corso degli anni, Diane sviluppa un rapporto
profondissimo con la sorellina Célia, nata quando lei è ancora molto piccola.
Tra le due si crea un legame potentissimo, fatto di protezione e dedizione e
una forma di amore che rasenta l’adorazione. Diane si consacra a Célia, la
studia, la guida, la cresce quasi come una creatura propria.
Diane è lucidissima, estrema, capace di pensieri adulti
nonostante sia solo una bambina.
La domanda attorno alla quale ruota tutto il romanzo è:
si può vivere senza essere l’oggetto privilegiato dell’amore
di qualcuno?
Lo stile di Nothomb è asciutto, rapido, quasi geometrico.
Non c’è mai il melodramma, ma una tensione sottile che
cresce pagina dopo pagina.
genere: narrativa
anno di pubblicazione: 2023
pagine: 128
editore: Voland

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