mercoledì 25 febbraio 2026

DICIASSETTE DIVERSE POSSIBILITA' DI FALLIRE

 




Diciassette diverse possibilità di fallire - Julian Barnes

recensione a cura di Miriam Donati

 

Julian Barnes nell’introduzione avverte il lettore della possibilità di fallire ed è questo il fil rouge che – oltre a dare il titolo al libro – accompagna questa raccolta di racconti scritti nell’arco di quindici anni.

Nell’annosa polemica che vede contrapposti racconto versus romanzo, Barnes, scrittore soprattutto di romanzi, si schiera a favore del racconto e in questa raccolta ne dimostra la grandezza.

Come sempre, la scrittura di Barnes è stimolante, nitida e tagliente, a volte così tagliente da risultare crudele. Che sia domestica o straordinaria, ogni storia pulsa della risonanza, della scintilla e dell'umorismo pungente e toccante per cui Barnes è giustamente acclamato.

Si ha l'impressione che Barnes non perda una sola parola pronunciata vicino a lui, né un singolo momento di potenziale disagio emotivo che potrebbe finire in una storia come quelle di questo libro su relazioni, perdita, curiosità, amore, amicizia, vecchiaia e morte, ma il suo principale interesse è l'esperienza di essere vivi puntando sulla sproporzione della tradizionale divisione tra mente e corpo.

Come un buon birdwatcher, Barnes percepisce movimenti dove gli altri vedono immobilità, e cattura lampi di vita nascosti che esplora nelle sue storie. Illustra con la sua acuta comprensione le sfumature quasi invisibili dell'interazione umana. In questa raccolta di racconti cattura le sottigliezze di ciò che unisce e ciò che tiene isolati. I suoi personaggi sono persone multidimensionali, eccentriche, adorabili, egoiste, aggressive e innocenti allo stesso tempo, il che le rende ancora più piacevoli. 

Nella prima parte che si intitola Cross Channel Barnes si interroga sulla verità, la sua verificabilità e il rapporto con il passato.

Riprende da dove si era fermato in “Il pappagallo di Flaubert”. Drammatizza le riflessioni inglesi e auto-parodiche sui francesi e le espande in finzioni che suggeriscono un completamento reciproco attraverso un fraintendimento reciproco.

Da passeggero immaginario sul treno che attraversa la Manica, ricorda che gli anni dell’infanzia furono segnati non tanto dai compleanni quanto dai viaggi in treno verso Dover, Folkestone e Southampton, poi in traghetto per Calais, Dieppe e Cherbourg, e poi in treno fino a Parigi. Con l'avvento del Tunnel della Manica che ha avvicinato il paese che lo affascina così tanto, si elimina il "senso di transizione" che il vecchio canale con il traghetto forniva, i nomi, pieni di tanta storia, sono spariti: c'è solo il nuovo e elegante treno senza scomparti. Riflette con sgomento sulla "sorprendente banalità che nel corso della sua vita Parigi è diventata più vicina di Glasgow". Il progresso è una cancellazione del passato, e il narratore riflette sulla proposta di "razionalizzare" (cioè dissotterrare) i cimiteri di guerra francesi. "Un secolo di memoria è sicuramente sufficiente".

Il riferimento qui è a uno dei racconti, il più commovente della raccolta; "Evermore" che parla di una correttrice di bozze del Dizionario Oxford che ha perso il fratello nella Prima Guerra Mondiale e che compie un pellegrinaggio annuale alla sua tomba a Cabaret Rouge. È questa Francia, campo di battaglia e cimitero, che rimane l’immagine più potente di questa prima parte.

 

Nella seconda raccolta “The Lemon table” Barnes parla dell’invecchiare e del morire.

Il titolo stesso della raccolta, come spiega l'ultima storia "Il Silenzio", allude a una tradizione finlandese in cui i commensali a un tavolo specifico erano obbligati "a parlare di morte".
I racconti descrivono la vita e gli eventi della vita principalmente dal punto di vista di maschi anziani. Le circostanze e il modo in cui reagiscono possono differire, ma spesso si fa il conto dei rimpianti passati e la consapevolezza che la vita è stata vissuta più di quanta ne resti da vivere. Il tutto raccontato con umorismo ironico.
Ci sono temi di occasioni mancate come in "La storia di Mats Israelson", Invece in "La gabbia della frutta" un coniuge maltrattato sopporta la moglie arpia per anni, finché non la lascia, ma un po' troppo tardi. È un racconto triste, toccante, inquietante e straziante. Due storie coinvolgono la musica: "Il Silenzio" racconta i flashback di un compositore famoso, i suoi successi, le sue carenze e l'incapacità di produrre un altro capolavoro. Nell’altro racconto molto divertente "Vigilanza", l’appassionato spettatore di concerti si autoproclama vigilante quando gli altri nel pubblico interrompono il suo ascolto concentrato di Mozart e Shostakovich. Un militare in pensione fa la sua scherzosa visita annuale a un'amante morta nove mesi prima (“Una pratica di salute”) mentre Turgenev è coinvolto in una storia d'amore tardiva ("La rinascita").

C’è calore e compassione anche verso i personaggi più sgradevoli. Barnes mostra come ci si aggrappa disperatamente agli ultimi bricioli di rispetto per sé stessi, alla convinzione che non si è cambiati molto da quando si era febbrili e resistenti, anche se ora si ha diritto a una tessera ferroviaria per anziani. Il tema che attraversa queste storie di maturità è la perforazione delle illusioni e come si conserva la residua dolcezza, la si custodisca, la si nutra come scorta per gli anni successivi.

Le altre tematiche sono: la persistenza del desiderio, la necessità della rinuncia, la fallibilità della memoria, l'esperienza viscerale del declino fisico e cognitivo e l'isolamento sociale. Funzionano come una potente contronarrazione letteraria al discorso dominante sull'invecchiamento di successo.
 

Nella terza parte, dal titolo “Pulse”, i racconti, ambientati in circostanze molto diverse e attraverso i cinque sensi, si concentrano su momenti cruciali dell'amore: cosa fa scegliere una persona rispetto a un'altra e i gesti banali che possono spezzare o dare vita a una nuova storia d'amore. Un senso di perdita e malinconia pervade quasi tutte le storie.

La maggior parte dei racconti tratta di fallimenti nelle relazioni tra uomini e donne, ma non solo.

Le storie più belle di questa raccolta esplorano i minuscoli impulsi misteriosi e delicati che causano cambiamenti potenzialmente significativi, ma anche forse illusori, nelle relazioni.

C'è un senso esaltante di libertà anche nelle storie tristi, perché per Barnes la curiosità per la natura umana sembra prevalere su tutto, Gli piace creare una zona senza guinzaglio per i suoi personaggi, dove possono fare ciò che vogliono.

Si passa da un uomo che rinuncia a farsi amare, a causa della sua ossessione per le escursioni, a un agente immobiliare che perde un’innamorata per la sua curiosità invasiva, da un vedovo che torna sull'isola scozzese che aveva custodito il ricordo del suo amore di coppia e impara quanto sia difficile liberarsi dal dolore a un  pittore itinerante sordomuto che conduce una vita miserabile. 

Nel racconto che dà il titolo alla raccolta, storia toccante di un matrimonio felice in contrasto con uno travagliato, crea un ritratto affettuoso di una coppia inglese sposata da tempo la cui salute inizia a peggiorare in modi insoliti. L'uomo perde l'olfatto e perde lentamente il profumo del mondo e la moglie, a sua volta è affetta da una malattia neurodegenerativa che le fa perdere progressivamente il controllo del proprio corpo. Bellissimo il passaggio dove il marito, al capezzale della moglie paralizzata, cerca di creare un momento condiviso impossibile facendole annusare erbe aromatiche di cui lui non può sentire il profumo.

 

Genere: Narrativa

 Anno di pubblicazione: 2025

pagine: 328

editore: Einaudi

 


Nessun commento:

Posta un commento