Un drago a forma di nuvole – E. Scola, I. Milazzo -
recensione a cura di Francesca Tornabene
Dopo aver visto il film "Il materiale emotivo", ho
acquistato il grafic novel
da cui tutto è partito.
Il titolo, una calamita per me! Ho pensato alla forza
dell'effimero, del fugace, dell'inafferrabile.
Non è solo un libro, è un'esperienza artistica,
cinematografica.
Ho amato come la fragilità dell'acquerello abbia dato
sostanza poetica ed emotiva ad ogni singola illustrazione trasformandola in
un'esperienza sensoriale profonda.
Una libreria a Parigi, la mia destinazione letteraria.
In quelle 103 pagine, il tempio sacro delle parole mi è
apparso come un mausoleo.
Perchè Pierre ha rinunciato alla sua vita sociale per
accudire la figlia paralizzata da anni.
Ed è come imprigionato in un monologo interminabile senza
via d'uscita che si ripete tutti i giorni.
E ciò in quanto le sue parole si infrangono nel mutismo
selettivo della figlia.
Mi ha colpito la performance del paradosso comunicativo.
Più il padre parla, parla parla e meno comunica con la
figlia che invece è un fiume di pensieri.
Ma è la dimensione immaginaria in cui egli vive insieme alla
figlia oltre i confini della realtà che rapisce totalmente la mia attenzione.
Quello spazio intimo che solo la lettura ad alta voce di un
libro sa creare.
In quell'atmosfera chi legge e chi ascolta vivono e
comunicano come sospesi nel tempo.
Mi sono chiesta più volte chi fosse quel Drago!?
Lei? L'immaginazione? I libri? O La connessione tra i tre
elementi!?
Il momento più suggestivo è stato l'arrivo turbolento di una
giovane donna in libreria.
Perchè quel monologo triste si è trasformato in un tumulto
condiviso di idee, parole, sentimenti e gioia.
Una vera e propria catastrofe luminosa che ha condotto
Pierre a riflessioni profonde sul suo futuro e quello della figlia.
È stato uno di quei viaggi intimi che lasciano un sapore
dolce amaro e diversi interrogativi.
Ho riflettuto sull'AMORE come atto di fedeltà estrema; sui
SACRIFICI che i genitori fanno per i figli;
sui LIBRI, quale rifugio, cura e nuovo vocabolario quando la
realtà e le parole falliscono;
ma più di ogni altra cosa, ho pensato al SILENZIO come
espressione comunicativa del linguaggio supremo dell'ESSERE.
genere: fumetti
anno di pubblicazione: 2020

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