venerdì 9 gennaio 2026

UN DRAGO A FORMA DI NUVOLA

 



Un drago a forma di nuvole – E. Scola, I. Milazzo -

recensione a cura di Francesca Tornabene

 

Dopo aver visto il film "Il materiale emotivo", ho acquistato il grafic novel

da cui tutto è partito.

Il titolo, una calamita per me! Ho pensato alla forza dell'effimero, del fugace, dell'inafferrabile.

Non è solo un libro, è un'esperienza artistica, cinematografica.

Ho amato come la fragilità dell'acquerello abbia dato sostanza poetica ed emotiva ad ogni singola illustrazione trasformandola in un'esperienza sensoriale profonda.

Una libreria a Parigi, la mia destinazione letteraria.

In quelle 103 pagine, il tempio sacro delle parole mi è apparso come un mausoleo.

Perchè Pierre ha rinunciato alla sua vita sociale per accudire la figlia paralizzata da anni.

Ed è come imprigionato in un monologo interminabile senza via d'uscita che si ripete tutti i giorni.

E ciò in quanto le sue parole si infrangono nel mutismo selettivo della figlia.

Mi ha colpito la performance del paradosso comunicativo.

Più il padre parla, parla parla e meno comunica con la figlia che invece è un fiume di pensieri.

Ma è la dimensione immaginaria in cui egli vive insieme alla figlia oltre i confini della realtà che rapisce totalmente la mia attenzione.

Quello spazio intimo che solo la lettura ad alta voce di un libro sa creare.

In quell'atmosfera chi legge e chi ascolta vivono e comunicano come sospesi nel tempo.

Mi sono chiesta più volte chi fosse quel Drago!?

Lei? L'immaginazione? I libri? O La connessione tra i tre elementi!?

Il momento più suggestivo è stato l'arrivo turbolento di una giovane donna in libreria.

Perchè quel monologo triste si è trasformato in un tumulto condiviso di idee, parole, sentimenti e gioia.

Una vera e propria catastrofe luminosa che ha condotto Pierre a riflessioni profonde sul suo futuro e quello della figlia.

È stato uno di quei viaggi intimi che lasciano un sapore dolce amaro e diversi interrogativi.

Ho riflettuto sull'AMORE come atto di fedeltà estrema; sui SACRIFICI che i genitori fanno per i figli;

sui LIBRI, quale rifugio, cura e nuovo vocabolario quando la realtà e le parole falliscono;

ma più di ogni altra cosa, ho pensato al SILENZIO come espressione comunicativa del linguaggio supremo dell'ESSERE.


genere: fumetti

anno di pubblicazione: 2020

 


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