La lista delle cose sospette - Jennie Godfrey –
recensione a cura di Stefania Calà
Fine anni '70, Inghilterra. In una cittadina dello Yorkshire
due ragazze di quasi 13 anni, Miv e Sharon, decidono di indagare sugli omicidi
che stanno sconvolgendo la regione, stilando una lista di possibili sospetti,
nessuno escluso. Le giovani investigatrici iniziano così una caccia all'uomo
(un serial killer che uccide donne, perlopiù prostitute) con i pochi mezzi che
hanno a disposizione, essendo poco più che bambine, osservando i comportamenti
di tutti gli adulti che le circondano.
Questo romanzo d'esordio ha, a mio avviso, più di un merito.
Intanto è ispirato a fatti realmente accaduti, infatti nella nota introduttiva
è già dichiarato il nome dell'assassino (Peter Sutcliffe, noto anche come lo
Squartatore). È un romanzo scritto bene, e questo non è per nulla scontato. La
storia è intrigante, la narrazione è coerente (sia nel linguaggio che nei
ragionamenti), tutto è ben argomentato, nulla risulta banale o superfluo. Ma,
soprattutto, sovverte la prospettiva. Siamo infatti abituati a indagini
condotte da adulti, qui invece il tutto è osservato dalla prospettiva di due
12enni che della vita sanno poco e niente (ci si interroga, per esempio, sul
significato del termine "prostituta").
E non solo. È un romanzo che parla di pregiudizi, di
resilienza e di amicizia.
Gli argomenti sfiorati sono molteplici (la violenza
domestica, il razzismo, la salute mentale, il tradimento, il bullismo), ma
sempre con l'ingenuità, l'innocenza e la spontaneità tipici di quell'età.
Mi è piaciuto moltissimo. Mi è piaciuta l'architettura
narrativa, mi è piaciuto il rapporto tra le due protagoniste, mi sono piaciuti
gli altri personaggi, tutti ben caratterizzati, nonché le storie che si
intrecciano, via via, alla vicenda principale.
Ottimo davvero.
Voto 9/10
CIT. "A quell'età avevo già scoperto quante cose
rivelano le persone se resti in silenzio."
CIT. "In qualche modo ci incastrammo così bene che alla
fine non si vedeva più dove finiva una e iniziava l'altra".
CIT. "Dirlo a Sharon era diverso dal dirlo a chiunque
altro - era come condividere le cose con una parte di me."
CIT. "Nel dolore non c'è vanità."
CIT. "Mi resi conto, anche se solo per un attimo, che
era sempre possibile tornare indietro dalla cosa peggiore che ti fosse mai
capitata. "
CIT. "Se abbiamo imparato qualcosa da questi ultimi
anni, è che si deve essere felici quando si può."
genere: giallo
anno di pubblicazione: 2025

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