L’ombra di Lucia Joye – Ingrid Sciuto -
recensione a cura di Francesca Tornabene
Questo viaggio mi ha tenuta sveglia e assorta diverse notti.
Pensavo ad una lettura veloce e invece ogni volta che aprivo
le porte a questo libro, il tempo si fermava.
Era come un invito a rallentare, ad ascoltare, a sentire, a
guardare oltre, a leggere tra le righe, a cercare tra le pieghe di quelle
pagine l'ombra di un mistero.
Una immagine appena percepibile, discreta, che
prepotentemente si insinuava nella memoria.
Una presenza dall'identità violata, negata, non desiderata,
quasi cancellata.
Quella di una donna, figlia d'arte, che lotta per la sua
esistenza, per la sua accettazione, affermazione, contro l'oblio.
Mi sono immersa totalmente in quelle pagine che trasudano di
storia, cultura, dedizione, eleganza, sudore, lacrime, sofferenza, sogni, vita.
Come risucchiata dalla risonanza magnetica di quella
scittura elegante, poetica dal tratto deciso, fermo, studiato.
Mai banale.
Ho vissuto con un certo patos i dialoghi con Jung, il
rapporto tra Lucia e la sua famiglia, con Samuel Beckectt, la sua passione per
la danza.
Alla fine del mio viaggio non ho potuto fare meno di pensare
a come sarebbe stata la vita di Lucia, alle possibilità che avrebbe potuto
afferrare se avesse conosciuto l'amore sin dall'origine.
Quando ancora era solo una innocente SIRENA che nuotava
nell'amnio sacro tra sogni speranze, caparbietà e tanta voglia di esplorare il
suo talento nella sua danza.
Non posso fare a meno di pensare a quell'abbaglio
incompreso, scomodo.
Quella potente genialità e all'incapacità di gestire quella
luce.
Alla sua estrema fragilità, al suo comportamento erratico,
al desiderio e la follia.
Ma più di ogni altra cosa al sua voglia di essere amata,
accettata, compresa dalle persone più importanti della sua vita.
Sono rimasta Stregata dallo stile, dalla struttura e dal
modo in cui la scrittrice ha usato la scrittura come performance storica per
far rivivere un'epoca e un mistero sepolto nel tempo.
È stata un'esperienza immersiva, tanto da sentire ancora
quell'applauso ribelle del pubblico in quel lontano teatro francese.
Incantati, come in trance, tutti, davanti alla
bellezza senza tempo della danza di Lucia, la acclamano e chiedono giustizia.
Deve essere suo il primo posto.
"Serbate questo ricordo come qualcosa che non è mai
accaduto".
"Di tutta la mia vita, riterrò vero solo questo
sogno".
genere: narrativa
anno di pubblicazione: 2025

Nessun commento:
Posta un commento