mercoledì 10 dicembre 2025

LE DODICI DOMANDE

 





Le dodici domande – Vikas Swarup -

recensione a cura di Lilli Luini

 

Diciamolo: noi lettori spesso ci lamentiamo perché i romanzi ci sembrano “tutti uguali”, “dejà vu”, “la solita storia”. Non è vero, ogni romanzo ben scritto è unico. Ciò che spesso si ripete è il registro narrativo, cioè il modo in cui una storia viene raccontato. Allora, se vogliamo un modo davvero originale, ecco questo libro davvero geniale.

L’autore racconta la storia di Ram, giovanissimo indiano nato nella casta degli intoccabili. Lo incontriamo bambino e lo seguiamo fino ai diciotto anni. E dov’è la novità? Nel fatto che la vicenda è raccontata come in un puzzle, dove le tessere si vanno a incastrare non una dopo l’altra ma in un affastellarsi di vicende dure, dolorose, commoventi, esilaranti.

Swarup parte dalla fine: Ram partecipa a un gioco televisivo, Il Milionario (un format che è andato in onda anche da noi) e inaspettatamente vince. La cosa non era prevista, la produzione non ha neppure i soldi per pagarlo, e allora lo denuncia per truffa.

Come è possibile, si chiedono tutti, che un ragazzino senza istruzione abbia potuto rispondere a dodici domande di quella difficoltà?

Una giovane avvocatessa si offre di difenderlo pro bono e a lei Ram racconta la verità. Attraverso le domande, una dopo l’altra, Ram ricostruisce tutta la sua vita, perché è lì, sulla strada, negli incontri che ha fatto che ha appreso le risposte. Ram non racconta solo la sua storia, ne racconta cento, con un ritmo incalzante, attraverso avventure, fughe rocambolesche, amori improbabili e mette in scena l’India, paese pieno di contraddizione, dove povertà assoluta e ricchezza enorme convivono a due passi, tra ville sfarzose e baraccopoli.

Scritto benissimo, si gira una pagina dopo l’altra tra lacrime e risate, avendo sempre ben presente che si tratta di una favola, di una fantastica metafora della vita stessa. Non è realistico che tutte quelle domande abbiano a che fare con la vita di Ram? Sì, è vero, ma – come dice Ram stesso – “Dopotutto, com’è saltato in mente a uno spiantato cameriere di partecipare a un quiz per cervelloni? Il cervello non rientra nella lista degli organi che siamo autorizzati a usare.”

P.S. Se a qualcun, leggendo queste righe, è venuto in mente un film premio Oscar nel 2008, ha ragione, è proprio tratto da questo libro. Alcuni partecipanti al mio gruppo di lettura lo avevano visto in passato e mi hanno assicurato che il film è bello ma il libro lo è diecimila volte di più, perché va in profondità a ogni episodio, cosa che in due ore di film non era possibile.


genere: narrativa

anno di pubblicazione: 2017


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