In fuga da settembre – Neomenia -
recensione a cura di Francesca Tornabene
Ho iniziato questo viaggio letterario carica di aspettive.
È stato come essere al BELLINI di Catania per lo spettacolo
di un'opera lirica in tre atti.
Il protagonista è un pittore dannato che vede la sua
salvezza dal male di vivere in un'anima fragile, pura, ancora incontaminata.
Attorno a loro aleggiano le storie dei personaggi secondari.
Ho sentito la musica, ho udito il canto degli attori e
trepidante ho cercato di leggere i sottotitoli, per non perdere il contatto con
la realtà, o almeno finché quella passione mi ha travolta e stravolta
completamente.
Tanto da non aver bisogno d'altro se non bere da quella
fonte d'arte che asseta e disseta allo stesso tempo.
Quelle parole scritte nere su bianco sono come poste
all'interno di un intervallo di una consonanza perfetta.
Una sinfonia elegante, pulita, poetica, profonda, spietata e
che non lascia scampo.
Una cellula sonora dotata di senso proprio che varia fino a
quella CADENZA D'IGANNO creando un momento di sospensione e mantenendo aperto
un discorso armonico totalmente inaspettato.
Ed è stato lì, in quel momento, in quel divario, che ho
potuto perdermi, lasciandomi sedurre dalla sostanza delle storie che custodisce
quest'opera.
Capitolo dopo capitolo su più livelli.
Tra lettere, personaggi, pagine nere di storia, bambini
smarriti, fantasmi di un mondo corrotto, malato e lontano, da cui non si può
fuggire se non attraverso la scrittura.
È l'arte come suprema espressione delle emozioni che mi ha
tenuta incollata fino alla fine di questo viaggio letterario.
Ripenso all'Innocenza e alla ferocia. L'Arte e la follia.
L'Amore, il male di vivere e la furia omicida.
Il conflitto interiore e quello esteriore. La voglia di far
tacere il dolore attraverso il movimento dei corpi a suon di quattrini.
E soprattutto a quella voglia di fuga.
Alla fine ho riletto alcuni passaggi sottolineati, ripensato
ad ognuno dei personaggi, soprattutto ad Alba, alla donna col cappello e a
quella viaggiatrice di mondi la cui presenza aleggia su quel treno e si
incastra nella mia memoria.
L'opera finisce, ma le emozioni restano sospese dentro di me
come una magia.
È tutto questo grazie alla SCRITTURA, il più potente mezzo
per viaggiare, creare, specchiarsi, curare, fuggire e persino per inchiodare la
realtà.
genere: narrativa
anno di pubblicazione: 2025

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