venerdì 14 novembre 2025

IN FUGA DA SETTEMBRE

 




In fuga da settembre – Neomenia -

recensione a cura di Francesca Tornabene

 

Ho iniziato questo viaggio letterario carica di aspettive.

È stato come essere al BELLINI di Catania per lo spettacolo di un'opera lirica in tre atti.

Il protagonista è un pittore dannato che vede la sua salvezza dal male di vivere in un'anima fragile, pura, ancora incontaminata.

Attorno a loro aleggiano le storie dei personaggi secondari.

Ho sentito la musica, ho udito il canto degli attori e trepidante ho cercato di leggere i sottotitoli, per non perdere il contatto con la realtà, o almeno finché quella passione mi ha travolta e stravolta completamente.

Tanto da non aver bisogno d'altro se non bere da quella fonte d'arte che asseta e disseta allo stesso tempo.

Quelle parole scritte nere su bianco sono come poste all'interno di un intervallo di una consonanza perfetta.

Una sinfonia elegante, pulita, poetica, profonda, spietata e che non lascia scampo.

Una cellula sonora dotata di senso proprio che varia fino a quella CADENZA D'IGANNO creando un momento di sospensione e mantenendo aperto un discorso armonico totalmente inaspettato.

Ed è stato lì, in quel momento, in quel divario, che ho potuto perdermi, lasciandomi sedurre dalla sostanza delle storie che custodisce quest'opera.

Capitolo dopo capitolo su più livelli.

Tra lettere, personaggi, pagine nere di storia, bambini smarriti, fantasmi di un mondo corrotto, malato e lontano, da cui non si può fuggire se non attraverso la scrittura.

È l'arte come suprema espressione delle emozioni che mi ha tenuta incollata fino alla fine di questo viaggio letterario.

Ripenso all'Innocenza e alla ferocia. L'Arte e la follia. L'Amore, il male di vivere e la furia omicida. 

Il conflitto interiore e quello esteriore. La voglia di far tacere il dolore attraverso il movimento dei corpi a suon di quattrini.

E soprattutto a quella voglia di fuga.

Alla fine ho riletto alcuni passaggi sottolineati, ripensato ad ognuno dei personaggi, soprattutto ad Alba, alla donna col cappello e a quella viaggiatrice di mondi la cui presenza aleggia su quel treno e si incastra nella mia memoria.

L'opera finisce, ma le emozioni restano sospese dentro di me come una magia.

È tutto questo grazie alla SCRITTURA, il più potente mezzo per viaggiare, creare, specchiarsi, curare, fuggire e persino per inchiodare la realtà.


genere: narrativa

anno di pubblicazione: 2025

 


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