sabato 15 novembre 2025

I RAGAZZI DEL MASSACRO

 





I ragazzi del massacro - Giorgio Scerbanenco -

recensione a cura di Alice  Bassoli

 

Giorgio Scerbanenco, padre del Noir italiano, firma qui una delle sue opere più disturbanti e necessarie. Una giovane insegnante viene ritrovata brutalmente uccisa nella scuola privata dove lavora. Accanto al cadavere, ci sono i suoi alunni: un gruppo di ragazzi difficili, apparentemente incapaci di spiegare ciò che è accaduto. L’omicidio è inspiegabile, il movente nebuloso, il clima è quello di un malessere sociale che serpeggia un po’ ovunque. A indagare è il dottor Duca Lamberti, il medico radiato dall’albo e diventato investigatore suo malgrado. La sua è un’indagine che entra nelle crepe dell’adolescenza abbandonata, nelle famiglie disastrate, nei margini della Milano degli anni ’60. È una città che non ha pietà, che ingoia i più deboli e non restituisce mai niente indietro. Più Lamberti scava, più il massacro assume contorni ambigui e rivelatori: in quella classe non ci sono mostri, solo vittime che diventano carnefici dentro un sistema particolarmente marcio. È un romanzo lucido. Scerbanenco scrive con una ferocia asciutta, chirurgica, senza sbavature né compiacimento. L’autore scava nella solitudine dei giovani, nella violenza che nasce dalla mancanza d’amore, nella responsabilità collettiva che la società non vuole assumersi. Lamberti emerge come un investigatore umano, fallibile, capace di guardare oltre l’orrore e cercare la radice del male, non solo il volto del colpevole. Questo libro è un noir, sì, ma anche un manifesto sulla fragilità e sulla disgregazione sociale.
Un capolavoro. 


genere: noir

anno di pubblicazione: 1968





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