mercoledì 12 novembre 2025

ANIME SCALZE

 




Anime scalze – Fabio Geda -

recensione a cura di Lilli Luini

 

A parer mio, Fabio Geda è uno dei migliori autori della nostra narrativa contemporanea. Oltre a una grande capacità di penetrare la psicologia degli adolescenti, sa mettere in scena storie che sono un vero e proprio spaccato di questo nostro mondo così arruffato.

Incontriamo Ercole Santià sul tetto di un supermercato. Ha quindici anni, è armato e ha con sé il fratellino Luca, cinque anni. Come e perché è arrivato lì sarà lui stesso a spiegarcelo in pagine dure e allo stesso tempo tenere, scritte con il linguaggio di un ragazzino che nonostante tutto cerca di farcela.

Gli adulti sono i grandi assenti nella sua vita: la madre è andata via quando Ercole aveva cinque anni e la sorella Asia undici, il padre si arrabatta a lavorare qua e là per dar da mangiare ai figli, ma spesso sparisce, torna ubriaco e si chiude nella sua amarezza, mettendo addirittura cartelli sulla porta per non essere disturbato. Chi manda avanti la famiglia è Asia, che amministra i pochi soldi, si preoccupa che il fratellino vada a scuola in condizioni decenti perché, dice, se i buoni si accorgono delle loro difficoltà interverranno e li separeranno.

Ercole è convinto che nei muri ci siano i mostri e per esorcizzare la paura li disegna, perché a scuola gli hanno detto che ciò che conosci non ti uccide. Cresce così, in una Torino periferica, e ogni tanto su un autobus e gira per la città, senza mettersi nei guai, cercando di tenere sempre un profilo basso per non finire nei radar degli assistenti sociali.

E un giorno, ormai adolescente, dal finestrino dell’autobus vede Viola e se ne innamora.

Mi fermo qui con la trama, che evolve in maniera inaspettata.

La vicenda di Ettore, la sua dolcezza nel raccontare, i dialoghi, a volte ingenui tanto da commuovere, sono la cifra stilistica del romanzo. Ho trovato perfetta la costruzione dei personaggi di contorno, credibili e realistici, fatti di luci e di ombre come sono davvero gli umani. Tra di loro spicca sicuramente il piccolo Luca, che trasforma Ettore da fratello minore a fratello maggiore, un passaggio fondamentale nella sua presa di consapevolezza e responsabilità.

Gli adulti non escono bene da queste pagine, né i genitori rimasti ad uno stato adolescenziale, né le strutture assistenziali, capaci solo di giudicare e dividere, né tantomeno quelli che vengono a contatto con Ettore e che, con il loro comportamento sconsiderato, lo costringono a una scelta drammatica.  E purtroppo anche loro sono realistici, si inseriscono benissimo nel quadro di questi nostri anni.

Il romanzo è a struttura circolare, finisce laddove è iniziato, cioè sul tetto di un supermercato. Forse l’unico difetto è in un finale che nella realtà  sarebbe stato più duro, di certo più complicato. Ma a me è piaciuto così, mi piace pensare che Luca ce l’abbia fatta, nonostante tutto, e che sia diventato una persona capace di prendersi cura degli altri, anche di chi non si è preso cura di lui.

Un libro adatto anche ai ragazzi delle Superiori, potrebbe innescare eccellenti discussioni.


genere: narrativa

anno di pubblicazione: 2019


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