Anime scalze – Fabio Geda -
recensione a cura di Lilli Luini
A parer mio, Fabio Geda è uno dei
migliori autori della nostra narrativa contemporanea. Oltre a una grande
capacità di penetrare la psicologia degli adolescenti, sa mettere in scena
storie che sono un vero e proprio spaccato di questo nostro mondo così arruffato.
Incontriamo Ercole Santià sul
tetto di un supermercato. Ha quindici anni, è armato e ha con sé il fratellino
Luca, cinque anni. Come e perché è arrivato lì sarà lui stesso a spiegarcelo in
pagine dure e allo stesso tempo tenere, scritte con il linguaggio di un
ragazzino che nonostante tutto cerca di farcela.
Gli adulti sono i grandi assenti
nella sua vita: la madre è andata via quando Ercole aveva cinque anni e la
sorella Asia undici, il padre si arrabatta a lavorare qua e là per dar da
mangiare ai figli, ma spesso sparisce, torna ubriaco e si chiude nella sua
amarezza, mettendo addirittura cartelli sulla porta per non essere disturbato.
Chi manda avanti la famiglia è Asia, che amministra i pochi soldi, si preoccupa
che il fratellino vada a scuola in condizioni decenti perché, dice, se i buoni
si accorgono delle loro difficoltà interverranno e li separeranno.
Ercole è convinto che nei muri ci
siano i mostri e per esorcizzare la paura li disegna, perché a scuola gli hanno
detto che ciò che conosci non ti uccide. Cresce così, in una Torino periferica,
e ogni tanto su un autobus e gira per la città, senza mettersi nei guai,
cercando di tenere sempre un profilo basso per non finire nei radar degli
assistenti sociali.
E un giorno, ormai adolescente,
dal finestrino dell’autobus vede Viola e se ne innamora.
Mi fermo qui con la trama, che
evolve in maniera inaspettata.
La vicenda di Ettore, la sua
dolcezza nel raccontare, i dialoghi, a volte ingenui tanto da commuovere, sono
la cifra stilistica del romanzo. Ho trovato perfetta la costruzione dei
personaggi di contorno, credibili e realistici, fatti di luci e di ombre come
sono davvero gli umani. Tra di loro spicca sicuramente il piccolo Luca, che
trasforma Ettore da fratello minore a fratello maggiore, un passaggio
fondamentale nella sua presa di consapevolezza e responsabilità.
Gli adulti non escono bene da
queste pagine, né i genitori rimasti ad uno stato adolescenziale, né le
strutture assistenziali, capaci solo di giudicare e dividere, né tantomeno
quelli che vengono a contatto con Ettore e che, con il loro comportamento
sconsiderato, lo costringono a una scelta drammatica. E purtroppo anche loro sono realistici, si
inseriscono benissimo nel quadro di questi nostri anni.
Il romanzo è a struttura
circolare, finisce laddove è iniziato, cioè sul tetto di un supermercato. Forse
l’unico difetto è in un finale che nella realtà sarebbe stato più duro, di certo più
complicato. Ma a me è piaciuto così, mi piace pensare che Luca ce l’abbia
fatta, nonostante tutto, e che sia diventato una persona capace di prendersi
cura degli altri, anche di chi non si è preso cura di lui.
Un libro adatto anche ai ragazzi
delle Superiori, potrebbe innescare eccellenti discussioni.
genere: narrativa
anno di pubblicazione: 2019

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