Lancillotto - Claudio Lagomarsini -
recensione a cura di Elisa Caccavale
Lancillotto (Giunti, 2025;
308 pagine) romanzo di Claudio Lagomarsini, si presenta come un’opera di grande
pregio filologico e letterario. Non sorprende, considerando che l’autore è
professore associato di Filologia romanza all’Università di Siena ed esperto di
letteratura francese medievale: il suo sguardo di studioso attraversa ogni
pagina del libro, che restituisce con rara precisione e rigore il mondo del
ciclo bretone.
Il lettore ha così l’occasione di riscoprire le
avventure di Lancillotto, di re Artù e dei cavalieri della Tavola Rotonda in
una forma narrativa agile, moderna, ma saldamente fondata sui testi originali.
Lagomarsini riesce a tradurre l’epopea cortese in una lingua limpida e
contemporanea, senza tradirne l’anima antica: è questa la cifra più originale
del suo lavoro, che unisce la fedeltà accademica all’efficacia divulgativa.
Tuttavia, proprio questa fedeltà alla materia
epica, comporta anche qualche limite narrativo. Nella prima parte, in
particolare, si avverte una certa mancanza di introspezione psicologica: i
personaggi restano talvolta figure simboliche
e personaggi piatti, più che anime complesse. L’analisi delle relazioni
umane e delle passioni — che nei grandi romanzi diventa il cuore pulsante della
narrazione — lascia qui spazio all’esigenza di ricomporre una trama vasta e
articolata. Ne deriva anche una certa sbrigatività nella successione degli
eventi, inevitabile quando si tenta di condensare l’intero ciclo arturiano in
un romanzo di dimensioni contenute.
Particolarmente interessante è il ritratto di re
Artù, che Lagomarsini tratteggia in modo spiazzante e quasi impietoso: un
sovrano anziano, stanco, a tratti smarrito, più spettatore che protagonista
delle vicende del suo regno. Non il monarca leggendario della tradizione
eroica, ma un uomo in balia del destino, degli eventi e delle azioni altrui.
Una scelta coraggiosa, che contribuisce a dare al romanzo una sua originalità
di sguardo.
In definitiva, Lancillotto
è un’opera colta, rigorosa e affascinante, capace di riportare alla luce la
materia di Bretagna con un rispetto filologico raro nella narrativa
contemporanea. Pur non raggiungendo la profondità emotiva dei grandi romanzi
moderni, si impone come un lavoro di alto livello culturale, che unisce la
competenza dello studioso al talento del narratore.
genere: narrativa
anno di pubblicazione: 2025

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