martedì 11 novembre 2025

LANCILLOTTO

 




Lancillotto - Claudio Lagomarsini -

recensione a cura di Elisa Caccavale


Lancillotto (Giunti, 2025; 308 pagine) romanzo di Claudio Lagomarsini, si presenta come un’opera di grande pregio filologico e letterario. Non sorprende, considerando che l’autore è professore associato di Filologia romanza all’Università di Siena ed esperto di letteratura francese medievale: il suo sguardo di studioso attraversa ogni pagina del libro, che restituisce con rara precisione e rigore il mondo del ciclo bretone.

Il lettore ha così l’occasione di riscoprire le avventure di Lancillotto, di re Artù e dei cavalieri della Tavola Rotonda in una forma narrativa agile, moderna, ma saldamente fondata sui testi originali. Lagomarsini riesce a tradurre l’epopea cortese in una lingua limpida e contemporanea, senza tradirne l’anima antica: è questa la cifra più originale del suo lavoro, che unisce la fedeltà accademica all’efficacia divulgativa.

Tuttavia, proprio questa fedeltà alla materia epica, comporta anche qualche limite narrativo. Nella prima parte, in particolare, si avverte una certa mancanza di introspezione psicologica: i personaggi restano talvolta figure simboliche  e personaggi piatti, più che anime complesse. L’analisi delle relazioni umane e delle passioni — che nei grandi romanzi diventa il cuore pulsante della narrazione — lascia qui spazio all’esigenza di ricomporre una trama vasta e articolata. Ne deriva anche una certa sbrigatività nella successione degli eventi, inevitabile quando si tenta di condensare l’intero ciclo arturiano in un romanzo di dimensioni contenute.

Particolarmente interessante è il ritratto di re Artù, che Lagomarsini tratteggia in modo spiazzante e quasi impietoso: un sovrano anziano, stanco, a tratti smarrito, più spettatore che protagonista delle vicende del suo regno. Non il monarca leggendario della tradizione eroica, ma un uomo in balia del destino, degli eventi e delle azioni altrui. Una scelta coraggiosa, che contribuisce a dare al romanzo una sua originalità di sguardo.

In definitiva, Lancillotto è un’opera colta, rigorosa e affascinante, capace di riportare alla luce la materia di Bretagna con un rispetto filologico raro nella narrativa contemporanea. Pur non raggiungendo la profondità emotiva dei grandi romanzi moderni, si impone come un lavoro di alto livello culturale, che unisce la competenza dello studioso al talento del narratore.


genere: narrativa

anno di pubblicazione: 2025

Nessun commento:

Posta un commento