Se i gatti scomparissero dal mondo – Kawamura Genki -
recensione a cura di Francesca Simoncelli
" Se i gatti scomparissero dal mondo " è un
romanzo surreale, ma, al tempo stesso, profondo e dolce.
Un uomo, il protagonista, fa di lavoro il portalettere e
racconta la sua storia dal momento in cui viene a sapere che di lì a poco dovrà
morire.
E quale modo migliore se non scrivere per narrare l'accaduto
in una lunga lettera al padre, con il quale non ha più rapporti da molto tempo,
per raccontargli cosa gli è successo e, soprattutto, per cercare di recuperare
una relazione prima incrinata, poi definitivamente rotta.
A fargli compagnia nella vita, c'è il suo gatto
Cavolo, che sarà testimone, insieme a lui, di avvenimenti bizzarri, da quando
entrerà in scena il diavolo in persona, per proporre al nostro amico un patto:
far scomparire qualcosa dal mondo in cambio di un giorno in più di vita.
Iniziano così decisioni difficili e sparizioni definitive di
vari oggetti, perché lui, pur di avere qualche ora in più da passare su questa
Terra, accetterà le condizioni del patto... Fino a che il diavolo non lo
metterà davanti ad una scelta troppo complicata: far scomparire i
gatti!
Queste creature dal musetto peloso lo hanno accompagnato
durante tutta la vita; sono il dolce ricordo di sua madre, che li amava; ed ora
c'è lui, Cavolo, che gli ha fatto compagnia in questi anni di solitudine e che,
con la sua presenza, ha riempito vuoti e silenzi.
Si può, per puro egoismo, eliminare qualcosa dalla vita
degli altri?
Beh finché si tratta di orologi, film, telefonini… Ci si può
anche stare.
Ma se il diavolo vi chiedesse di far scomparire i gatti dal
mondo?
Kawamura Genki ha il tratto delicato, tipico degli autori
nipponici, pur occupandosi di temi intensi come la malattia e la morte.
Ma questo libro parla anche di amore, di fragilità, di
rapporti familiari: insomma è un vortice di emozioni che si mescolano tra loro
durante la lettura, che affascina e stupisce.
La presenza di un diavolo alquanto eccentrico e di un gatto
a tratti parlante (si, vi assicuro che ad un certo punto della storia Cavolo
parla davvero!), mi ha ricordato il grande capolavoro di Michail
Bulgakov “il Maestro e Margherita ".
Il finale lo lascio scoprire a voi, perché vi assicuro che
ne vale veramente la pena di leggere questo romanzo: vi rimarrà nel cuore la
dolcezza di una storia scritta per arrivare fino alla parte più profonda
dell'anima.
“AVEVAMO SCAMBIATO LA FAMIGLIA PER UN DATO DI FATTO, MA LA
FAMIGLIA NON È QUALCOSA CHE ESISTE A PRIORI, LA FAMIGLIA È QUALCOSA CHE SI CREA
"
genere: narrativa
anno di pubblicazione: 2020

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