lunedì 8 aprile 2024

IL TEMPO CHE VORREI

 




Il tempo che vorrei - Fabio Volo -

recensione a cura di Patrizia Zara


Qualcuno può storcere il naso.
Fabio Volo scrittore? Mah!
Conoscendolo dalla TV, non posso dare torto a chi lo snobba.
Però devo lanciare una piccolissima freccia a suo favore: come lettura leggera non è male. Lo paragono al sorbetto limone fra una portata di buona carne e di pesce fresco!
Premetto che è il primo libro che leggo (ne ha scritti precedentemente cinque) e non l'ho trovato peggio di alcuni scrittori italiani e stranieri che si annoverano tra i migliori di questo "strano" periodo letterario (?)
Certo non si tratta di una scrittura impegnativa, elaborata, intensa, nondimeno lo stile istintivo, veloce ed elementare conquista.
Di solito ripercorro certe pagine prima di continuare la lettura, stavolta non è stato mai necessario. Sono andata avanti, paragrafo dopo paragrafo, perché il tempo lo aveva già perso il protagonista con le sue paranoie e le sue elucubrazioni da proletario.
Il trascorso di Lorenzo, nome del protagonista, è come ascoltare un amico che vuole raccontarti la sua vita mentre sei seduto al bar e sorseggi un buon caffè e/o sgranocchi patatine: lo ascolti interessato fino a un certo punto, perché poi diventa ripetitivo e noioso. Tutto qui.
E pertanto "Il tempo che vorrei" non si può certo definire un gran romanzo, forse neppure romanzo, bensì la travagliata confessione di un comunissimo giovane uomo, dall'infanzia difficile, fatta di rinuncie e privazioni, che si accorge di non sapere amare (il rapporto con il padre è, forse, una delle cause?) e vuole recuperare il tempo vissuto -a suo avviso - passivamente.
I ricordi dell'infanzia e della prima fanciullezza li ho trovati deliziosamente sinceri: i rossori, le vergogne, i difficili primi amori; mentre la storia con la "lei" mi ha snervato!
In conclusione alcuni passaggi non male, un'ironia spicciola e scontata, un amore da Harmony.
Libro leggero, spesso ripetitivo, a volte fittiziamente forte, soprattutto nei passaggi di sesso dove si nota una eccessiva, quanto inopportuna, calcata di penna (le scene alla basic instint se li poteva forse risparmiare!)

"Voglio darti un consiglio, poi tu fai come ti pare. La tua forza è l'autenticità. Non sforzarti di essere ciò che non sei, ma lotta per rimanere ciò che sei. Tu non devi cercare niente, hai già tutto; fidati, devi solo prendere coscienza di te stesso. Credici di più, prova ad avere un po' di autostima. Non devi cercare un linguaggio nuovo ; bensì imparare ad ascoltare quelli che già possiedi. Difendi la tua spontaneità e nel frattempo otterrai anche la naturalezza che si acquisisce nel tempo con la fiducia in se stessi. Ricordati che vivere è l'arte di diventare quello che si è già"

genere: narrativa

anno di pubblicazione: 2019

 


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