mercoledì 11 febbraio 2026

IL PORTIERE E LO STRANIERO

 





Il portiere e lo straniero - Emanuele Santi -

recensione a cura di Stefania Calà


A metà tra un racconto e un saggio, "Il portiere e lo straniero" può definirsi un viaggio che l'autore, con grande passione, compie nella città di Algeri e, in maniera più figurata, nella giovinezza di Albert Camus, che ad Algeri è nato e cresciuto. 

La storia è quella di un ragazzo povero, con la passione per il calcio, cresciuto per le strade impolverate della città ancora colonia francese. Scegliendo il ruolo di portiere, il giovane Camus si erge a estremo difensore e ultimo baluardo di un campo da gioco che è metafora della vita. 

"La solitudine del portiere è quella condizione necessaria di chi vuole osservare il mondo da un altro punto di vista: da dietro, dal basso, dall'interno della mischia, dall'alto."

La domanda a cui l'autore cerca di dare una risposta è: Albert Camus avrebbe scritto "Lo straniero" e sarebbe riuscito a vincere il Nobel per la Letteratura se non avesse giocato nel ruolo di portiere e se non avesse dovuto rinunciarvi a causa della tubercolosi? La risposta è no, non avrebbe avuto la stessa visione della vita. 

"Sul campo di calcio si è tutti uguali senza differenze. L'unica differenza la fa il modo di giocare."

Emanuele Santi, con questo interessante e molto ben scritto romanzo, non solo consente al lettore di conoscere un autore universalmente apprezzato, ma tratteggia anche brillantemente la storia di un Paese e il suo amore per il calcio.

"Il calcio come veicolo per il mondo, il calcio come gruppo e come comunità. Il calcio come selezione meritocratica e come rispetto delle regole. Il calcio come coerenza assoluta e come limpida onestà intellettuale... un'arte capace di trasformare il mondo."

Un lavoro encomiabile, questo, che ci restituisce la figura di un uomo che, alla violenza, risponde con "l'arma della parola, la raffica spietata dei tasti di una macchina da scrivere", un uomo alla ricerca della giustizia e della felicità, un uomo a cui il calcio (ma, soprattutto, il ruolo di portiere) ha insegnato a osservare le cose, migliorandone l'angolazione dello sguardo e la profondità di analisi.

Lo sconsiglio, però, a chi non è appassionato di questo sport 

Voto 8/10

 

CIT. "Il calcio è gioco da uomini e tra uomini c'è lealtà e rispetto."

CIT. "Imparavo finalmente, nel cuore dell'inverno, che c'era in me un'invincibile estate."


genere: narrativa

anno di pubblicazione: 2013

pag: 138

 


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