Il bistrot dei Duval - Daniela Foschi -
recensione a cura di Elisa Caccavale
Il bistrot dei
Duval è un romanzo che sceglie consapevolmente una
tonalità emotiva delicata e rassicurante, puntando su una storia di incontri,
crescita e trasformazione personale. Daniela Foschi costruisce una vicenda in
cui il cambiamento nasce dal contatto umano e dal confronto tra età, caratteri
e fragilità differenti, ambientando il racconto in uno spazio narrativo
sospeso, quasi protetto, che favorisce l’introspezione.
La
protagonista Letizia, detta Tizi, è un personaggio che non cerca la simpatia
del lettore: scontrosa, pungente, spesso respingente, rappresenta una figura
adolescenziale complessa e volutamente difficile. Questa caratterizzazione, se
da un lato può risultare faticosa, dall’altro appare coerente con l’intento
dell’autrice di raccontare un disagio non addomesticato, fatto di chiusure e
reazioni difensive. Tizi è una protagonista che divide, ma proprio per questo
mantiene una sua forza narrativa.
Al suo fianco
c’è Alfonso, adulto segnato da una rinuncia silenziosa alle proprie
aspirazioni. Il suo atteggiamento accomodante e la sua disponibilità costante
lo rendono una figura di equilibrio, anche se talvolta rischia di apparire
troppo remissiva per risultare pienamente convincente. Tuttavia, la dinamica
che si instaura tra i due funziona sul piano simbolico: il loro rapporto,
costruito più per contrasti che per affinità, diventa il motore di un percorso
di reciproca messa in discussione.
Il viaggio che
li conduce lontano dalla quotidianità assume un valore fortemente metaforico,
rappresentando un passaggio di transizione più interiore che geografico. È in
questi momenti che il romanzo mostra i suoi punti di forza, soprattutto nella
capacità di soffermarsi sulle emozioni e sui non detti, anche se in alcuni
passaggi la narrazione tende a indulgere in una dolcezza forse eccessiva, che
può rendere la vicenda meno credibile per i lettori più esigenti.
La scrittura
di Foschi è scorrevole, attenta, priva di asperità stilistiche: una scelta che
favorisce la leggibilità e l’immediatezza emotiva, ma che talvolta sacrifica la
tensione narrativa. Il bistrot dei Duval resta comunque una lettura
piacevole, adatta a chi cerca una storia introspettiva, dai toni gentili,
capace di offrire uno sguardo rasserenante sulle possibilità di cambiamento.
Un romanzo che
non punta allo stravolgimento, ma alla continuità emotiva, lasciando al lettore
una sensazione di calma riflessione più che di forte coinvolgimento.
genere: narrativa
anno di pubblicazione: 2025

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