martedì 13 gennaio 2026

IL BISTROT DEI DUVAL

 




Il bistrot dei Duval - Daniela Foschi - 

recensione a cura di Elisa Caccavale


Il bistrot dei Duval è un romanzo che sceglie consapevolmente una tonalità emotiva delicata e rassicurante, puntando su una storia di incontri, crescita e trasformazione personale. Daniela Foschi costruisce una vicenda in cui il cambiamento nasce dal contatto umano e dal confronto tra età, caratteri e fragilità differenti, ambientando il racconto in uno spazio narrativo sospeso, quasi protetto, che favorisce l’introspezione.

La protagonista Letizia, detta Tizi, è un personaggio che non cerca la simpatia del lettore: scontrosa, pungente, spesso respingente, rappresenta una figura adolescenziale complessa e volutamente difficile. Questa caratterizzazione, se da un lato può risultare faticosa, dall’altro appare coerente con l’intento dell’autrice di raccontare un disagio non addomesticato, fatto di chiusure e reazioni difensive. Tizi è una protagonista che divide, ma proprio per questo mantiene una sua forza narrativa.

Al suo fianco c’è Alfonso, adulto segnato da una rinuncia silenziosa alle proprie aspirazioni. Il suo atteggiamento accomodante e la sua disponibilità costante lo rendono una figura di equilibrio, anche se talvolta rischia di apparire troppo remissiva per risultare pienamente convincente. Tuttavia, la dinamica che si instaura tra i due funziona sul piano simbolico: il loro rapporto, costruito più per contrasti che per affinità, diventa il motore di un percorso di reciproca messa in discussione.

Il viaggio che li conduce lontano dalla quotidianità assume un valore fortemente metaforico, rappresentando un passaggio di transizione più interiore che geografico. È in questi momenti che il romanzo mostra i suoi punti di forza, soprattutto nella capacità di soffermarsi sulle emozioni e sui non detti, anche se in alcuni passaggi la narrazione tende a indulgere in una dolcezza forse eccessiva, che può rendere la vicenda meno credibile per i lettori più esigenti.

La scrittura di Foschi è scorrevole, attenta, priva di asperità stilistiche: una scelta che favorisce la leggibilità e l’immediatezza emotiva, ma che talvolta sacrifica la tensione narrativa. Il bistrot dei Duval resta comunque una lettura piacevole, adatta a chi cerca una storia introspettiva, dai toni gentili, capace di offrire uno sguardo rasserenante sulle possibilità di cambiamento.

Un romanzo che non punta allo stravolgimento, ma alla continuità emotiva, lasciando al lettore una sensazione di calma riflessione più che di forte coinvolgimento.


genere: narrativa

anno di pubblicazione: 2025

 



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