mercoledì 17 dicembre 2025

LA PIUMA CADENDO IMPARA A VOLARE

 




La piuma cadendo impara a volare – Usama Al Shahmani -

recensione a cura di Lilli Luini

 

Aida, di origine irachena, vive in Svizzera con Daniel, suo compagno da quattro anni. Ma il loro amore è in crisi perché il ragazzo non riesce più a tollerare i silenzi di Aida sul suo passato e sulla sua famiglia. Sono argomenti da cui lei fugge, che vuole ad ogni costo lasciarsi alle spalle, per i quali non ha (o crede di non avere) parole per raccontare. E allora Daniel parte, va in una fattoria sperduta a terminare il suo servizio civile. Aida si ritrova sola, cammina lungo il Reno come suo padre camminava lungo l’Eufrate “Sono passati tre giorni dalla partenza di Daniel. Senza di lui l'appartamento mi sembra estraneo. Tutto ha un'aria bizzarra e distante, persino la mia poltrona preferita dove ho l'abitudine di leggere. Sono solitaria come una pietra caduta dal soffitto di un teatro buio".

Piano piano dentro di lei nasce l’esigenza di aprirsi al mondo.

Ed è con la scrittura che lo fa, sulla pagina bianca e in lingua tedesca riesce finalmente a trovare la forza e le parole per raccontare del campo profughi di Qom, in Iran, dove è nata perché è lì che suoi genitori e la sua sorellina Noshe si sono rifugiati per sfuggire al regime di Saddam Hussein. Poi, con l’aiuto di un amico, riescono ad arrivare in Svizzera ed è lì che le due sorelle crescono, vanno a scuola, diventano bambine e poi ragazze. Ma vivono sempre a cavallo di due culture, con i genitori incapaci di integrarsi, che rimpiangono ogni giorno la patria, parola che per le figlie non ha alcun significato. Quando, caduto Saddam, il padre riporta la famiglia al villaggio, Aida e Noshe non riescono a resistere e fuggono di nuovo in Europa, portando un libro di poesie, tanti sensi di colpa ma anche la certezza di non avere altra scelta.

Pagina dopo pagina conosciamo il viaggio di Aida, la sua lotta per riemergere dal dolore più grande, per tornare a scuola, per trovare un lavoro. Un libro profondissimo, a tratti poetico, che indaga sull’impossibilità per molte persone di sentirsi a casa in una lingua, in una cultura. Esperienza che l’autore ha vissuto sulla propria pelle, essendo un profugo iracheno che vive in Svizzera. L’unico difetto nel romanzo sta nei dialoghi spesso troppo “rigidi” e poco orali, ma alla fine sono inezie di fronte a un piccolo gioiellino letterario.


genere: narrativa

anno di pubblicazione: 2022

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