Il canto dei cuori ribelli – Thrity Umrigar –
recensione a cura di Alice Bassoli
Smita Agarwal è una giornalista indiana-americana che ha
lasciato l’India a 14 anni con la famiglia, segnando un taglio netto col suo
passato. Ora vive negli Stati Uniti, convinta di aver chiuso
con quel mondo che l’aveva ferita. Ma quando viene incaricata di coprire un
crudo caso di cronaca a Mumbai (quello di Meena, una giovane donna brutalmente
sfigurata da familiari e villaggio per avere sposato un uomo di religione
diversa) Smita è costretta a tornare, nel corpo e nell’anima, nel Paese che
aveva giurato di non rivedere.
Nel corso di questa esperienza, Smita dovrà confrontarsi con
le proprie radici, le proprie paure e desideri, mentre l’indagine su Meena le
farà toccare con mano le ingiustizie delle società travolte da tradizione,
religione e legami familiari morbosi.
Il romanzo si svolge sullo sfondo di un’India che oscilla
tra modernità e oscurantismo, esplorando i temi dell’onore, della libertà e
della violenza di genere.
Questo romanzo invita a a non accettare il silenzio come
complice. Umrigar costrusce due protagoniste, Smita e Meena, molto diverse tra
loro, ma unite dalla ribellione: la prima contro il proprio passato, la seconda
contro un destino viziato dall’idea di “onore” che giustifica la violenza.
La scrittura è ricca di meravigliosi e intensissimi dettagli
sensoriali: odori, sapori, paesaggi urbani e rurali dell’India. Lo stile
estremamente scorrevole ma potente e a tratti crudele, rende la lettura molto
coinvolgente.
Ciò che emerge con forza è il conflitto tra tradizione e
cambiamento, tra il peso dell’identità e il desiderio della libertà
individuale. Smita, tornata da dove era partita, scopre che le ferite del
passato non si chiudono semplicemente con il tempo; Meena, invece, affronta un
sistema che non ammette deviazioni dall’ordine costituito. Sorprende e commuove
come la forza delle donne, nella forma della resilienza, dell’amicizia, della
scelta, diventi arma di verità.
Qualche lettore segnala che il ritmo, nella prima parte,
possa risultare meno incisivo, perché l’autrice vuole portarci dentro alla
storia lentamente, ma che nel complesso il crescendo emotivo e narrativo rende
l’opera memorabile.
Intenso, da leggere assolutamente!
genere: narrativa
anno di pubblicazione: 2024

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