sabato 8 novembre 2025

IL CANTO DEI CUORI RIBELLI

 





Il canto dei cuori ribelli – Thrity Umrigar –

recensione a cura di Alice Bassoli

 

Smita Agarwal è una giornalista indiana-americana che ha lasciato l’India a 14 anni con la famiglia, segnando un taglio netto col suo passato.   Ora vive negli Stati Uniti, convinta di aver chiuso con quel mondo che l’aveva ferita. Ma quando viene incaricata di coprire un crudo caso di cronaca a Mumbai (quello di Meena, una giovane donna brutalmente sfigurata da familiari e villaggio per avere sposato un uomo di religione diversa) Smita è costretta a tornare, nel corpo e nell’anima, nel Paese che aveva giurato di non rivedere.  

Nel corso di questa esperienza, Smita dovrà confrontarsi con le proprie radici, le proprie paure e desideri, mentre l’indagine su Meena le farà toccare con mano le ingiustizie delle società travolte da tradizione, religione e legami familiari morbosi.  

Il romanzo si svolge sullo sfondo di un’India che oscilla tra modernità e oscurantismo, esplorando i temi dell’onore, della libertà e della violenza di genere.

Questo romanzo invita a a non accettare il silenzio come complice. Umrigar costrusce due protagoniste, Smita e Meena, molto diverse tra loro, ma unite dalla ribellione: la prima contro il proprio passato, la seconda contro un destino viziato dall’idea di “onore” che giustifica la violenza.

La scrittura è ricca di meravigliosi e intensissimi dettagli sensoriali: odori, sapori, paesaggi urbani e rurali dell’India. Lo stile estremamente scorrevole ma potente e a tratti crudele, rende la lettura molto coinvolgente.  

Ciò che emerge con forza è il conflitto tra tradizione e cambiamento, tra il peso dell’identità e il desiderio della libertà individuale. Smita, tornata da dove era partita, scopre che le ferite del passato non si chiudono semplicemente con il tempo; Meena, invece, affronta un sistema che non ammette deviazioni dall’ordine costituito. Sorprende e commuove come la forza delle donne, nella forma della resilienza, dell’amicizia, della scelta, diventi arma di verità.

Qualche lettore segnala che il ritmo, nella prima parte, possa risultare meno incisivo, perché l’autrice vuole portarci dentro alla storia lentamente, ma che nel complesso il crescendo emotivo e narrativo rende l’opera memorabile. 

Intenso, da leggere assolutamente! 


genere: narrativa

anno di pubblicazione: 2024


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