mercoledì 4 maggio 2022

WAFER, PARAFARMACI E SOGNI DI ROCK & ROLL

 




WAFER, PARAFARMACI E SOGNI DI ROCK & ROLL M. Gravieri

Qualche tempo fa ho letto un romanzo il cui titolo era Kaeru. L'ho trovato originale e divertente. Niente affatto banale. Qualche giorno fa Matteo Lorenzi, il suo autore, ha consigliato la lettura di un romanzo. Io non me la son lasciato sfuggire, ben sapendo che era abbastanza lontano, come genere, dalle mie abituali letture. Ma ho voluto comunque accettare la sfida. Ora vi racconto le mie impressioni di lettura. Il romanzo si intitola Wafer, parafarmaci e sogni di rock &roll ed è stato scritto da Mattia Gravieri. Un libro molto divertente, leggero, scritto bene, si legge velocemente e con interesse. Un libro che parla di sogni infranti e occasioni mancate, alle quali però c'è (quasi) sempre la possibilità di porvi rimedio. L'importante è mettere da parte l'orgoglio e riconoscere i propri errori e, se esiste uno spiraglio per riprendere la storia interrotta, lottare, per farla diventare una voragine. Il romanzo racconta come quattro attempati (ma neppure tanto. Cinquant'anni o poco più) ragazzi ex componenti di una band giovanile di musica rock si ritrovano grazie ad uno di loro, Luca. All'inizio della storia Luca chiede agli altri (Claudio, Gabriele, Saverio) di tornare a suonare ancora una volta insieme anche solo per rimediare al loro ultimo burrascoso incontro in sala di incisione che ne ha decretato lo scioglimento. Gli eventi che seguiranno li porteranno a riflettere sulle loro vite e su quello che sono diventati. È una favola (rock) e come ogni favola che si rispetti ha un lieto fine. Ma in questo romanzo non è importante l'approdo ma il viaggio. Il racconto che costruisce l'autore è accattivante e si fa leggere volentieri. Il ritmo è incalzante come nelle migliori performance rock e non lascia spazio alla noia. Si sorride e si riflette senza prendersi troppo sul serio. Ma è proprio questo che contraddistingue il racconto: l'essere leggero ma non ovvio. Sono certo di non sbagliare (credo ci abbia pensato anche l'autore) se dico che il brano musicale che fotografa perfettamente questo romanzo è Sogni di rock & roll di Ligabue anch'egli emiliano-romagnolo come la città protagonista del libro, che è Bologna. Tanti passaggi, così come alcuni personaggi, della canzone li ho "rivisti" nel romanzo. Per inciso io amo molto la musica di Ligabue, soprattutto la sua produzione più vecchia. Sensazioni positive quindi per un libro che merita di essere letto. Grazie a Matteo Lorenzi per l'imbeccata.

valutazione: buono

Genere: narrativa


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