giovedì 29 gennaio 2026

OMBRE E MISTERI TRA I BOSCHI

 




Ombre e misteri tra i boschi – Tiziana Viganò – 

recensione a cura di Lilli Luini 

 

Non si tratta di un romanzo ma di tre racconti distinti con gli stessi protagonisti e la medesima ambientazione.

Di cosa parla

Cominciamo dai protagonisti, due pensionati con la dichiarata aspirazione di scrivere un giallo. Rosanna, ex insegnante, dotata di grande intuito, una che non si arrende mai. Carlo, ex industriale, appassionato di pesca e di buona cucina. Sono molto amici, forse più che amici, un legame che dura da anni.

L’ambiente in cui si muovono è la Valganna, vale a dire una zona di boschi e paesini intorno a un lago che d’inverno ghiaccia. Un luogo tranquillo, un po’ fuori dalle rotte turistiche e commerciali, paesini in cui tutti conoscono tutti ed è difficile pensare a misteri e delitti.

E invece accadono, come dappertutto.

Nel primo racconto viene uccisa la sorella della proprietaria di un albergo, tornata in paese dopo anni di assenza. Nel secondo a morire è la giudice di una gara di pasticceria. Nel terzo, il ritrovamento da parte della stessa Rosanna di un cellulare sepolto nei boschi dà il via a un’indagine su una misteriosa sparizione avvenuta anni prima.

Il maresciallo Daverio e i suoi uomini sono gli attori della legge, quelli davvero deputati a indagare, che trovano continuamente sulla loro strada i due indomiti dilettanti.

Pregi

Va da sé che un giallo con due investigatori amatoriali ha un tono leggero e gli sviluppi si fondano sull’intuito e sulle voci di paese da cui Carlo e Rosanna, soprattutto quest’ultima, riescono a costruire ipotesi e conclusioni. Un tipo di giallo e di plot che ultimamente è apprezzato e va incontro a quei lettori, spesso dimenticati dalla giallistica tradizionale, che amano cimentarsi con il mistero ma non leggere di sangue e orrore. Per chi poi ama la cucina, ci sono molte pagine dedicate alla buona tavola.  

Difetti

Si percepisce l’assenza di un editor che avrebbe senza dubbio impresso incisività  alla scrittura (e quindi alla storia), reso più godibili i dialoghi ed evitato qualche incongruenza narrativa in cui qualunque autore incappa. Non per niente, gli autori più conosciuti li citano sempre nei ringraziamenti.

Personalmente, nel secondo racconto, non ho gradito l’accenno a un caso recente di cronaca con tanto di discussione circa il nome della vittima. Il mio spassionato consiglio all’autrice è di evitare: una ferita ancora aperta e sanguinante esige rispetto e prudenza. Inoltre il riferimento colpisce il lettore, tirandolo fuori dal mondo immaginario dell’autore e ributtandolo nella realtà.


genere: giallo

anno di pubblicazione: 2026

 


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