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giovedì 15 ottobre 2020

CATTOLICA CRIME

 



CATTOLICA CRIME M. Ori

Cattolica crime è il titolo del romanzo con cui il suo autore, Marco Ori, ha chiamato la seconda avventura dell'improbabile banda di rapinatori che organizza i suoi “raid” lungo il litorale adriatico. Ritroviamo Arrigo, Mac, e Ruperto sempre alle prese con la difficoltà di ogni giorno per sbarcare il lunario. Dopo le disavventure raccontate in Adriatica crime Arrigo è ritornato a vivere dai genitori, max ad accudire la prozia malata di Alzheimer e Ruperto ad abitare nella sua fatiscente e puzzolente roulotte. Tutti e tre ad un certo punto si ritroveranno nella grave condizione di trovare: chi un tetto dove dormire, come Arrigo che viene sbattuto fuori casa dai genitori a causa della sua indolenza e pigrizia; chi dei soldi, come Ruperto che deve restituiirli al boss mafioso di quartiere; chi la dignità perduta, come Mac che si fa mantenere dalla prozia malata ma titolare di ben due pensioni ed è incapace di dare qualche sicurezza alla fidanzata, che gli chiede di crescere e responsabilizzarsi. L'unica soluzione che trovano, quella più pratica, che non li obbliga a compiere faticosi lavori è quella di portare a termine una bella rapina. Questa volta proveranno a fare ognuno di testa loro, dopo che Ruperto ha tentato inutilmente di riunirsi ai vecchi compagni. Si ritroveranno però paradossalmente ancora assieme, uniti dallo stesso obbiettivo da rapinare. Ma questa volta non sarà una banca e neppure un esercizio commerciale, i nostri eroi voleranno molto più in alto....Marco Ori ripropone in questo romanzo, molto divertente, il trio di squinternati personaggi che tanto avevano riscosso successo quando furono presentati per la prima volta nel suo precedente lavoro, e cioè Adriatica crime. In quella storia ispiratore delle loro azioni era un libro, in questa la spinta ad agire la danno le stelle e le previsioni dell'oroscopo, il sermone di un prete ed alcuni passi della bibbia. E’ passato un po’ di tempo dall'ultimo goffo tentativo di dare una svolta alla loro vita, compiendo la rapina del secolo, ma i tre anti eroi per antonomasia sono di nuovo in pista, spinti dalla loro stentata esistenza e dalla voglia di dare una svolta alla loro perenne mancanza di soldi e, per Ruperto, ad una vita piatta e monotona. Il risultato è un romanzo forse anche migliore del precedente, più solido con una storia più articolata, ed un maggior numero di personaggi, con però le consuete coincidenze e le combinazioni fortuite e paradossali che hanno caratterizzato anche la prima vicenda. Pronti via e cominciano i fuochi d’artificio, all’inizio infatti i nostri si trovano alle prese con la presenza di un prete venuto a casa loro per benedirla. Partono da qui una sarabanda di situazioni divertenti ed esilaranti. Con la conferma della simpatia e dell'ironia dei dialoghi, del divertimento e dei sorrisi convinti che strappano i nostri sprovvedutissimi rapinatori. Un finale meno amaro ma forse più risolutivo del precedente. Aspettiamo e vediamo se l'autore ci riserverà altre storie con Arrigo Mac e Ruperto, per ora complimenti per questo riuscitissimo secondo romanzo.

Valutazione: buono

genere: 1giallo


LA QUARTA DIMENSIONE DEL TEMPO

 



LA QUARTA DIMENSIONE DEL TEMPO I. Mainardi

Il romanzo scritto da Ilaria Mainardi, pisana e grande appassionata di cinema, e pubblicato dalla casa editrice Les flaneurs, ha per protagonista James Murray un cinquantenne che vive a New York ma è originario dell’Irlanda. Fa il pubblicitario e, pur essendo un uomo ormai realizzato e soddisfatto, ha, in origine, un passato difficile. Più di 30 anni prima infatti, appena 18 enne, era scappato da casa e da una madre, Lucinda, diventata ormai ingestibile. L’amatissimo padre, Peter, era morto quando James aveva 11 anni. A New York si è ricostruito un’esistenza sulle macerie della sua adolescenza ma ora un ritrovamento fortuito, compiuto nella soffitta della sua ex abitazione dai ragazzi che la ora la occupano, lo fa ripiombare in quel doloroso passato. L’oggetto ritrovato è infatti una lettera scritta e inviatagli dalla madre 27 anni prima, forse desiderosa d’avere notizie di quel figlio col quale ha sempre avuto un rapporto molto complicato. La sua prima reazione e di totale rifiuto a qualsiasi ipotesi di riconciliazione. Non conosceva l’esistenza di quella lettera, non sa perché si trovasse là, dimenticata in un angolo, e non ha intenzione di ricostruirne la storia. Ma l’opera di convincimento del suo amico fraterno Gavin è asfissiante. La sua volontà è quella di accompagnarlo nei luoghi della sua infanzia fino a farlo ritornare nella casa da cui e partito. Rivedere la madre è capire se esiste la possibilità di riconciliarsi. Alla fine James cede e accetta. Il viaggio è una vera avventura. Incontri, intoppi, situazioni complicate. Una girandola di momenti divertenti e di grande sconforto accompagnano la trasferta in Missouri. Un romanzo dai mille risvolti e dalle mille sfaccettature. Contiene pagine indimenticabili, con dialoghi e personaggi che strappano più di un sorriso, più di una profonda riflessione. Un racconto che alterna vicende ironiche ad altre di grande delicatezza. Un romanzo che l’autrice, grande amante della settima arte, “gira” sapientemente un po’ a colori ed un po’ in bianco e nero. Rende protagonista della sua storia un uomo normale pervaso da paure e desideri contrastanti. In cuor suo vorrebbe un incontro con la madre ma prova ancora tanto rancore. Molti i personaggi che incontra nel suo viaggio. Alcuni indimenticabili, ed ai quali ci si affeziona immediatamente.  Come Pablo, come Clara. Un romanzo che racconta anche di una amicizia assoluta, fortissima tra il protagonista e Gavin. Uno libro senza pause che procede spedito, sempre interessante sempre coinvolgente. Un romanzo con una ambientazione americana che ne caratterizza le pagine e le descrizioni ma che avrei visto benissimo anche trasportato nel nostro territorio. Anzi credo che non avrebbe perso nulla del suo forte impatto emotivo. Complimenti all’autrice. Consigliato.

valutazione: buono

genere: 6narrativa


giovedì 1 ottobre 2020

LE MIE VALUTAZIONI SETTEMBRE 2020

 




settembre 2020


l'ultima luna                                    ⭐⭐⭐⭐

la quarta dimensione del tempo      ⭐⭐⭐⭐

lo specchio della memoria               ⭐⭐⭐⭐

sepolcri imbiancati                           ⭐⭐⭐★

cattolica crime                                 ⭐⭐⭐⭐

echi sinistri                                       ⭐⭐⭐★

adriatica crime                                  ⭐⭐⭐⭐

sabato 26 settembre 2020

SEPOLCRI IMBIANCATI

 






SEPOLCRI IMBIANCATI A. Ricciardi

Sepolcri imbiancati è il primo romanzo scritto da Alfredo Ricciardi. E’ stato autopubblicato nel dicembre del 2018 e racconta della prima indagine del commissario Spinelli. Nando Spinelli si è trasferito a Foggia da Ascoli Piceno, sua citta di origine, per volere personale. Soprattutto per liberarsi dal giogo familiare, più precisamente dei due genitori, che hanno sempre influenzato, e molto, le sue scelte e che le guidano ancora ora, a trentotto anni suonati. Ora però ha deciso di fare da solo ma la scelta di andare a Foggia non è stata forse, almeno inizialmente, delle migliori. Visto il suo poco amore verso la città ed i suoi abitanti. Proprio mentre si trova in auto, deciso a tornare a casa per il week end, sempre più deluso da ciò che lo circonda, viene raggiunto da una telefonata che gli fa immediatamente invertire la rotta. Gli viene comunicato infatti che è stato trovato il corpo di un uomo, ucciso con un colpo di pistola. L’uomo si chiamava Marco Volpe ed era volontario nella parrocchia del suo quartiere. Da qui parte un’indagine che lo terrà impegnato per diversi giorni insieme alla sua affiatatissima ed efficiente squadra. Quella dell’uomo non sarà l’unica vittima che ci sarà durante questa indagine. Ma il commissario grazie ad una intuizione riuscirà presto ad assicurare alla giustizia il responsabile di questi omicidi compiuti su persone attive socialmente. Questo è la prima storia con protagonista il commissario Spinelli. L’autore nel frattempo è arrivato già alla quarta avventura, ma io per inquadrare più chiaramente il personaggio ho preferito partire dall’inizio. Questa prima storia risente forse della poca esperienza dell’autore nello scrivere gialli perché quel che manca, dal mio punto di vista, sono soprattutto le emozioni. La scrittura è fluida ed anche coinvolgente i personaggi interessanti. Primo fra tutti il commissario, il quale fa spesso sfoggio di sarcasmo e ironia quando si confronta con i suoi collaboratori o con i vari sospettati. La storia ha un ritmo piuttosto vivace e i dialoghi sono spesso divertenti. Un inizio certamente promettente, una conoscenza con il commissario Spinelli e il suo mondo, da approfondire assolutamente. Quel che manca un po’ sono le sorprese, i momenti da cuore in gola, che piacciono tanto a noi appassionati di gialli. Anche gli elementi della sua squadra avrebbero meritato un maggiore approfondimento invece questo elemento è rimasto un aspetto toccato solo superficialmente dall’autore. Probabilmente questa lacuna è stata colmata negli episodi successivi. Dovendomi però limitare a giudicare questo romanzo dico che certamente c’è del “buono” ma avrebbe probabilmente richiesto, in alcuni frangenti, maggior cura. D’altronde lo dice l’autore stesso nei ringraziamenti, questo libro è nato un po’ per caso e trovando poi affinità col mondo della scrittura Ricciardi ha deciso di proseguire. Sospendo quindi il giudizio sulla costruzione della storia ripromettendomi di leggere quanto prima le altre indagini col commissario Spinelli, posso invece tranquillamente dire fin d’ora che lo stile di scrittura e decisamente fluido ed accattivante. Merita certamente di essere seguito.

valutazione: discreto

genere: giallo


lunedì 21 settembre 2020

L'ULTIMA LUNA

 






L'ULTIMA LUNA C. Carrea

L’ultima luna è un romanzo scritto da Camillo Carrea ed auto pubblicato all’inizio del 2020. E’ un libro di narrativa ma è anche un romanzo di formazione, un libro di ricordi, un romanzo storico. E’ prima di tutto una storia complessa, ben sviluppata, molto coinvolgente e con tanti personaggi. E’ ambientato in un paese non ben identificabile ma da qualche indizio nascosto nel racconto si intuisce che è collocato nel centro/sud Italia, forse in Abruzzo. La voce narrante è quella di Alessandro, uno dei protagonisti dell’intera vicenda. La storia narrata copre un grande lasso di tempo. Alessandro racconta della sua vita, da giovanissimo all’età adulta, trascorsa in compagnia degli zii, quasi suoi coetanei, in quanto la nonna, Artemisia,  ha partorito giovanissima suo padre poi, dopo 25 anni, con un parto gemellare, 2 bambini e una bambina. Dai suoi racconti veniamo a conoscenza di tanti episodi particolari e spesso inquietanti. Come per esempio il triste mistero aleggia sulle donne del paese in cui vive: faticano a rimanere in cinta e purtroppo muoiono anche in età giovane. Conosciamo poi i nonni di Alessandro, Bonifacio e Celestino che si odiano e che hanno avuto un’esistenza diametralmente opposta. Bonifacio è il padre dei tre gemelli e del papà di Alessandro. La moglie muore proprio al termine di quel singolare parto e lo farà cadere in una profonda depressione. Celestino, è il padre della mamma di Alesssandro, è un tipo molto bizzarro ed è il proprietario del bar Luna nuova. L’altro grande protagonista del romanzo è il paese, con le sue voci, con le sue credenze bigotte, con i suoi luoghi magici e sinistri. Come Il quarto gliostro, il rione da dove proviene la mamma di Alesssandro, che è la parte di paese abitato dalla fetta più povera ma anche più originale della popolazione. In una atmosfera spesso misteriosa, rarefatta e a volte spaventosa vengono narrate le avventure vissute da Alessandro e dagli zii, Virgilio Dante Venceslao Sibilla, e dagli amici Adelchi Infinita Miriam e Zelda. Un romanzo particolare, scritto bene, con ordine che permette al lettore di avere sempre il controllo della “situazione”. Un romanzo a volte triste ma che riesce anche, spesso, a divertire con dialoghi sempre ben costruiti e personaggi ben descritti. Un romanzo che lascia un’impronta profonda nella memoria perché durante la lettura si è fortemente coinvolti dallo sviluppo della storia. Un libro che non può essere troppo raccontato per non togliere quella aura di mistero che pervade anche tutto il romanzo mentre lo si legge. Complimenti all’autore perché riesce a mantenere in tensione il lettore per tutto il romanzo, fortemente motivato a scoprirne ogni risvolto. Certo non un libro banale ma da leggere con attenzione per non perdersi passaggi e situazioni fondamentali. Un’altra perla nel mare infinito del self pubblishing che per fortuna, ancora una volta, sono riuscito ad intercettare. Complimenti. Consigliato.

Valutazione: buono

genere: narrativa

 


lunedì 14 settembre 2020

IL GIALLO DI VIA POMA

 

IL GIALLO DI VIA POMA M. Lugli

Il delitto di via Poma è un libro giallo, scritto da Massimo Lugli e da Antonio del Greco ed edito dalla Newton Compton. Ero molto curioso di leggere questo romanzo. Conoscevo bene la vicenda raccontata ma non conoscevo la scrittura di Lugli. Negli ultimi anni l’autore ha spesso scritto i suoi romanzi creando un mix tra realtà e finzione raccontando dei feroci personaggi o dei cruenti fatti di cronaca che sono avvenuti in Italia negli anni recenti. Ne sono esempio i suoi romanzi dedicati alla mala romana come Quelli cattivi o Nel mondo di mezzo il romanzo di mafia capitale. Anche Il giallo di via Poma appartiene a questo filone narrativo anche se in questo caso, come per Il giallo Pasolini, viene raccontata la storia di uno dei delitti più enigmatici avvenuti nel nostro paese. L'omicidio di Simonetta Cesaroni, una ragazza di soli 20 anni, consumatosi il 7 agosto del 1990 in un quartiere bene di Roma. Il 2020 oltre ad averci lasciato in eredità un virus letale, ed ancora molto lontano dall’essere debellato, è anche l’anno in cui ricorrono anniversari importanti e dolorosi per la storia italiana. Proprio quest’anno infatti è caduto il 40esimo anniversario dell’attentato alla stazione di bologna che il 2 agosto del 1980 fece 85 vittime, e proprio quest’anno, appunto, cadono i 30 anni dal delitto di via Poma tutt’ora insoluto. Non mi dilungo sul racconto della trama del romanzo perchè ripercorre abbastanza fedelmente, se pur con qualche licenza a volte anche troppo ardita, tutti i fatti che accaddero quel 7 agosto di 30 anni fa e poi tutte le indagini e gli sviluppi che seguirono alla scoperta di quel delitto. Più significativo evidenziare, come anche il libro sottintende nel raccontare l'intera vicenda, come le indagini, pur se in buona fede, siano state condotte con forse troppa superficialità e poco raziocinio. Gli inquirenti si erano forse troppo innamorati delle conclusioni a cui erano arrivati, decidendo che quella dovesse essere “per forza” la verità, ma purtroppo non ressero alla prova del giudice, e via via i vari accusati del delitto vennero tutti prosciolti. Fu cosi per il portiere dello stabile, per il nipote dell’anziano proprietario dell’intero palazzo e anche per l’allora fidanzato di Simonetta, Raniero Busco, accusato dell’omicidio ben 21 anni dopo, mandato a processo ma poi prosciolto. Insomma è vero che i mezzi di cui disponeva all’epoca la polizia non erano certo quelli attuali, ad esempio 30 anni fa non esisteva l’esame del DNA, non esisteva la possibilità di analizzare i tabulati telefonici e neppure quella di “congelare” la scena di un crimine ma comunque, rimane evidente che le indagini furono approssimative e che molte strade investigative non furono approfondite o non vennero neppure prese in esame. Tornando a parlare del romanzo va detto che ovviamente i nomi utilizzati per i vari personaggi sono diversi da quelli veri, anche se sono facilmente identificabili. Chiaramente poi, nel racconto si dà ampio spazio alla fantasia inventando personaggi, come il giornalista di Repubblica, Marco Scalesi, ed altri che contribuiscono a rendere più accattivante la storia.  A proposito di questo mi viene da fare una considerazione. E’ sempre complicato scrivere un racconto sotto forma di romanzo parlando però di un fatto reale. Soprattutto quando come in questo caso i fatti reali non fanno solo parte del libro ma sono l’essenza del libro stesso. Emergono chiaramente, nel racconto, (tranne per qualche esagerazione), le capacità narrative di Massimo Lugli, anche perché si sta sempre più specializzando in questo genere di romanzi, ma spesso la parte fantasiosa del racconto diventa preponderante rispetto ai fatti reali. Confondendo un po’ il lettore, non permettendogli di capire bene dove finisce la cronaca ed inizia la fiction. Per questo io propendo sempre per tenere ben separati i due ambiti quello reale e quello del romanzo. In definitiva un libro godibilissimo che però, secondo me, va letto considerandolo come una vicenda slegata dai fatti reali ai quali si ispira. A parer mio è il modo migliore per poterlo apprezzare appieno. Deve considerarsi semplicemente un buon romanzo giallo, ma non può essere utilizzato per conoscere i fatti che avvennero quel pomeriggio del 7 agosto di 30 anni fa in via Poma, per quello ci vuole un libro di inchiesta ad hoc.

valutazione: più che discreto

genere: giallo

 


ECHI SINISTRI

 

Echi sinistri: Una nuova indagine del commissario Spiro Fusco (Il commissario Spiro Fusco Vol. 2) di [Fabio Giorgino]

ECHI SINISTRI F. Giorgino

Echi sinistri è il secondo romanzo thriller scritto da Fabio Giorgino con protagonista il commissario Spiro Fusco. In questa seconda indagine Spiro dovrà far luce sulla morte di una giovane donna ritrovata nelle acque del mar piccolo. Sembra non ci siano dubbi: si è buttata dal ponte punta penna. Suicidio, eppure fin da subito sembra tutto artefatto, finto. Indagando Spiro scoprirà che la ragazza non aveva nessun particolare problema, non comunque cosi serio da voler pensare al suicidio. Poi l’autopsia fugherà ogni dubbio, facendo luce su tutti i quesiti aperti. Per il commissario però questa non sarà la sola indagine che dovrà seguire. Ce n’è un’altra, che dopo più di 20 anni viene riportata alla luce da una serie di messaggi anonimi e che lo riguarda personalmente. Sarà solo l’inizio di un incubo. Se la prima indagine si rivelerà, grazie ad una serie di intuizioni e di approfondite ricerche, abbastanza semplice da risolvere la seconda gli farà correre brividi freddi che metteranno in grave pericolo lui e chi gli sta vicino. Dovrà innanzitutto liberare la propria coscienza da un macigno pesante e doloroso, solo così potrà tornare a guardare a testa alta gli affetti più cari. Poi dovrà neutralizzare una situazione pericolosissima, qualcuno che cerca vendetta.  Giorgino costruisce un buon thriller con gli stessi personaggi del suo ottimo esordio. Ci sono oltre a Spiro Fusco, il padre della sua compagna Laura, Enrico Vanoli, Laura, il suo prezioso collaboratore Agostino, l’ispettrice Jenny Devita, la sua ex moglie Angela, i figli Libero e Vanessa.  In questo secondo romanzo Giorgino mette il commissario di fronte al suo passato che ritorna minaccioso. La prima indagine che coinvolge la squadra di Fusco è forse risolta troppo frettolosamente non ha una forte componente di suspense e le sorprese non sono tantissime. E’ scritta bene ed in modo chiaro, la narrazione ha un buon ritmo ma la storia non crea molta tensione nel lettore. La seconda, quella che riguarda più da vicino Spiro, è più avvincente, più drammatica con punte emozionali più alte. Situazioni più coinvolgenti regalano a questa parte del libro una buona scarica di adrenalina. Nel complesso forse l’idea di condurre due indagini parallele si è rivelata, per l’autore, più ostica del preventivato. Finale che rimette tutte le cose a posto, o quasi, e lascia aperta la porta per una eventuale terza indagine. In definitiva un buon libro, ben scritto ma forse con poche situazioni veramente di impatto. Nella prima parte la storia non entra molto in profondità, senza indagare a fondo i vari personaggi che si presentano sulla scena. Più avvincente la seconda parte. Un romanzo forse un po’ breve qualche pagina in più avrebbe forse aiutato la prima parte ad essere più emozionante. Complimenti all’autore mi metto in attesa del terzo Spiro.

valutazione: più che discreto

genere: thriller


 


sabato 5 settembre 2020

LO SPECCHIO DELLA MEMORIA

 



Lo specchio della memoria di [Roberto Guerzoni (Brè Edizioni)]

LO SPECCHIO DELLA MEMORIA R. Guerzoni 

Lo specchio della memoria è il titolo del terzo romanzo di Roberto Guerzoni pubblicato dalla Bre edizioni nel giugno di quest’anno. Il romanzo appartiene al genere giallo-hard boiled e racconta una vicenda che si svolge principalmente nella città di Ferrara ma che nelle varie indagini sconfina anche nel polesine e nella città di Rovigo. Siamo nel periodo che va da novembre a marzo dell’anno successivo. Un periodo freddo piovoso e con spesse nebbie che rendono l’ambiente ancora più ostile e misterioso. Il protagonista, se ne vogliamo individuare per forza uno, si chiama Andrea Mariani fa il giornalista alla redazione ferrarese del Il resto del carlino e si occupa di politica. Nel momento in cui lo conosciamo ha una vita piuttosto disordinata, è separato ormai da diversi anni ed ha una figlia adolescente. Sempre appresso a qualche donna o ad allegre feste con amici. Da qualche tempo ha una compagna, Laura Guidi, ma non ha intenzione di impegnarsi seriamente. Dopo poche pagine dall’inizio il racconto si fa subito molto coinvolgente perché Mariani riceve una telefonata da un noto politico locale che le racconta della scomparsa della sua assistente. Si rivolge a lui perche lui sa che la donna è la compagna del giornalista, Laura Guidi appunto. Chiede se per caso la sentita perché non riesce più a rintracciarla. Da qui parte una vicenda molto intricata con un'altra protagonista di spicco, l’ispettore di polizia Giulia Baldini, che sarà fondamentale per giungere alla soluzione del caso. Il Mariani verrà coinvolto suo malgrado, non essendo un investigatore, nella ricerca di un serial killer che mieterà vittime senza una apparente logica. Un romanzo che mi ha convinto ed anche piacevolmente sorpreso. Anzi, più correttamente, devo dire che la lettura di questo libro mi ha confermato la crescita di Roberto Guerzoni come scrittore. Un racconto con un ottimo ritmo sin dalle prime battute. Una trama ben costruita, uno sviluppo ricco di suspense e di sorprese che inducono il lettore a pensare ad una soluzione ed invece in poche pagine tutto si ribalta le certezze diventano dubbi e non si è più certi di ciò che si era dato per assodato.  Tiene con il fiato sospeso fin alle ultime pagine anzi le ultime pagine sono ancora piene di sorprese, forse le più dirompenti. Roberto Guerzoni mi è piaciuto fin dalla lettura del suo primo romanzo Il secondo cerchio, ed anche il suo successivo Le parole fra la cenere l’ho trovato un ottimo thriller, ma devo dire che questo suo terzo lavoro è certamente il migliore. Un romanzo con personaggi ben caratterizzati che contribuiscono fattivamente alla ottima riuscita della vicenda. Una storia non banale, ben orchestrata con situazioni sempre di forte impatto. Anche le storie personali dei protagonisti sono funzionali al racconto rendendolo ancora più accattivante. In definitiva un’ottima prova che mi induce convintamente a consigliarla.

valutazione: buono

genere: thriller


lunedì 31 agosto 2020

ADRIATICA CRIME

 


ADRIATICA CRIME M. Ori

Adriatica crime è il romanzo d’esordio scritto da Marco Ori, pubblicato dalla Fanucci editore nel luglio del 2019. Viene considerato un giallo, ma per me è un bel romanzo di narrativa con pennellate di giallo e condito con tanta ironia ed un po’ di seriosa compostezza nel finale. Racconta la disavventura a cui vanno incontro tre amici di vecchia data, diversamente rapinatori, che però a causa del loro ultimo colpo, andato malissimo, negli ultimi tempi si sono allontanati. Arrigo ora lavora come netturbino, Ruperto vive in una roulotte, Mac accudisce una vecchia zia malata di Alzheimer. Ma non son sempre stati questo. Arrigo è stato un gran donnaiolo, maestro nell’arte della seduzione. Si faceva introdurre nei locali più di tendenza da compiacenti buttafuori e, una volta dentro, iniziava la caccia. Invece ora a causa del lavoro, che le impone alzatacce all’alba, non riesce più ad agganciare le prede migliori perché entrano nei locali a notte fonda, quando lui è gia in coma. Mac non ha mai avuto voglia di faticare e quando è venuto a conoscenza dal padre che una sua prozia moribonda, titolare di due pensioni, aveva bisogno di un badante non ci ha pensato due volte a proporsi, prefigurandosi la possibilità di farsi mantenere, peccato che adesso prende calci e pugni dalla vecchietta, quando arrivano le sue crisi dovute alla malattia. Ruperto vive ormai quasi come un barbone, è seguito da uno strizza cervelli, ed è alla perenne ricerca di emozioni forti che lo facciano sentire vivo. Non cerca soldi ma gloria. Due eventi cambiano in modo radicale la loro vita. Il ritrovamento da parte di Arrigo di una fascetta per banconote, con la dicitura 20000 euro, e la comparsa di un libro “motivazionale”. Per una serie di circostanze il trio si riunisce, con l’intento di portare a termine il colpo che cambierà loro la vita. Si sviluppa così un romanzo che racconta l’avventura di un trio di rapinatori improbabili e pasticcioni. Tre antieroi, tre persone normali, forse anche meno che normali, che uniscono le loro modeste forze per affrontare un nemico enormemente più scaltro e pericoloso. Ori costruisce una storia molto divertente con personaggi ben descritti che fanno sorridere dal primo momento che compaiono in “scena”. Dialoghi spassosi e grande ironia si susseguono in tutte le pagine del romanzo. Magari le coincidenze e le combinazioni che si alternano, ora a favore ora contro i nostri “eroi”, sono un po’ troppe diventando spesso eventi paradossali. Ma da un romanzo che vuole innanzitutto divertire questa licenza è concessa più che volentieri, anche perché il risultato è assolutamente esilarante e spassoso. Una storia con un lieto fine, ma non troppo, ed un finale dolce amaro, dove l’amaro prevale. Una conclusione non scontata, che lascia la porta spalancata ad un seguito che infatti e appena stato pubblicato col titolo di Cattolica crime, e che io certamente non mancherò di leggere. Complimenti all’autore.

valutazione: buono

genere: narrativa