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martedì 15 marzo 2022

IL MISTERO DI CHINATOWN

 


IL MISTERO DI CHINATOWN M. Mazzanti

Il mistero di Chinatown è l'ultimo romanzo thriller scritto da Mario Mazzanti. Va subito chiarito, almeno per quella che è la mia esperienza con i precedenti libri di questo autore, che questo è un thriller che si discosta abbastanza dal suo solito modo di scrivere (e dal suo solito campo d’azione) e soprattutto presenta due nuovi protagonisti. L’inossidabile coppia formata dal dottor Claps e dal commissario Sensi, infatti, viene sostituita (momentaneamente? Non si sa) da Tommy Davis anatomopatolopo e Gualtiero Abisso giornalista. Non si tratta di un thriller tradizionale ma di un giallo, che volendo creare una nuova categoria, potremmo definire sociale. Un romanzo in cui Mazzanti attraverso una trama gialla complessa ed articolata parla di immigrazione clandestina, del traffico di esseri umani, usati come pezzi di ricambio e di lavoro nero. Davis si ritrova a far l'autopsia ad un giovane cinese deceduto per cause misteriose sul volo che da Pechino lo riportava a Milano. Si accorge così che l'uomo ha subito un espianto parziale di fegato, operazione eseguita malissimo che ne ha causato la morte. Appreso che anche la polizia si sta interessando al caso, e non capendone il motivo, decide di provare a vederci più chiaro e coinvolge il suo amico Abisso. Abisso è un giornalista, alla perenne ricerca della notizia che gli faccia scrivere l'articolo del secolo, il quale gli ricorda di aver portato avanti, tempo prima, un’inchiesta sul traffico d'organi e che la vicenda attuale ha molte analogie con quella da lui seguita. Indagando i due scoprono che ci sono altre morti anomale e che è in atto un possibile traffico d'organi in larga scala insieme ad altri aberranti crimini. Come dicevo questo thriller è un po’ diverso dai soliti scritti da Mazzanti. Nei precedenti il nemico era un serial killer, più o meno conosciuto o riconoscibile, qui il nemico si confonde nella società stessa. Piu precisamente nella comunità cinese presente in Italia. Un popolo che è come un’enclave. Chiuso, del quale si sa poco e che da poca confidenza a chi lo ospita. Ma non solo la comunità cinese è coinvolta nei crimini messi in atto da questa organizzazione internazionale, ma anche quella albanese e la nostra ndrangheta. Un giallo che racconta della miseria in cui versano gli immigrati clandestini, legati economicamente ai mercanti di uomini che li hanno fatti espatriare. Sono disposti a tutto pur di saldare il loro debito e sentirsi finalmente liberi. Disperati che lavorano in nero per 12/14 ore al giorno, per un compenso ridicolo dal quale va ancora tolta la parte spettante ai loro aguzzini. Un thriller forse con meno pathos degli altri ma con una storia ben studiata e sviluppata con due grandi protagonisti che sono certo il pubblico apprezzerà. Una vicenda che ci ricorda crimini più presenti che mai nel nostro mondo. Uomini senza scrupoli che si dedicano ad ogni genere di bassezza. Spaccio, prostituzione, immigrazione, riciclaggio ecc. Un romanzo scritto con la solita maestria da Mazzanti, forse inizialmente con un ritmo poco sostenuto, e dove i colpi di scena latitano un po’, ma con le ultime 50 pagine che sono veramente pirotecniche. Vengono rivelate verità impensabili abilmente celate fino a lì dall'autore ed il ritmo si velocizza notevolmente. In definitiva un romanzo che va letto. Una storia sentita, profonda e curata, che merita attenzione.

valutazione: buono

genere: giallo

 


lunedì 27 dicembre 2021

FAUCI

 


FAUCI M. Bellucci

Vi parlo brevemente di quello che è stato l'ultimo libro che ho letto e che sarà anche il mio ultimo romanzo dell'anno. Fauci di Maria Bellucci, edito da bacchilega. Deve doverosamente essere ricordato innanzitutto che il romanzo ha vinto il concorso Garfagnana in giallo 2021 nella sezione inediti. Riconoscimento piu che mai meritato. Il libro è, infatti, molto intrigante ed, a suo modo, originale. Ripercorrendo mentalmente le pagine del romanzo sono molti gli aggettivi che userei per descriverlo: coraggioso, perché politicamente scorretto; eccessivo, in alcune situazioni, e addirittura spregiudicato in altre. Fauci è fondamentalmente un giallo (un noir), racconta l'indagine che l'ispettore Cesari porta avanti dopo che vengono rinvenuti, sul territorio di Frascati dove lui opera, dei cadaveri di uomo, alcuni mutilati. Subito si pensa all'opera di un serial killer o a quella di qualche setta. La verità ovviamente è molto diversa. Il commissario Cesari non è il solo personaggio della vicenda, ci sono anche l'ispettore Copuozzo, l'avvocato Gemma Nicolardi, suo fratello Marco ed altri ancora. In questo noir tutti i personaggi principali nascondono qualcosa. Hanno una seconda vita. Nessuno di loro è un personaggio pulito, positivo. Chi per un motivo chi per un altro agiscono tutti al limite della legalità e c'è chi va anche oltre, molto oltre. Un finale che è in linea con il resto del racconto, di quelli che non lasciano molte speranze di rinascita o di redenzione. Sono quei finali cinici che io adoro perché sono i più veri e realistici. Non posso allora che fare i complimenti alla Bellucci per questo suo primo lavoro sperando che presto ne potrà annoverare un secondo. Un solo grande neo, forse due, la poca profondità nella descrizione dei fatti e delle persone molto spesso solo abbozzate ma che meritavano in alcuni casi più attenzione e per contro una eccessiva propensione all'eros. Spesso, secondo me, non necessaria. In definiva un'opera prima da tenere in grande considerazione ed un'autrice che sono certo farà ancora molto parlare di se. 

valutazione: più che discreto

genere: giallo


sabato 27 novembre 2021

HELLIWEEN

 



HELLIWEEN E. Mantovani

Elisa Mantovani con questa raccolta ci regala l'ennesima testimonianza della sua bravura nello scrivere racconti horror. Tantissimi racconti, alcuni brevi altri brevissimi, ma tutti assolutamente coinvolgenti, tesi, paurosi, tenebrosi. Stilettate improvvise, rapide, che non lasciano scampo al lettore. Lo trafiggono trasmettendogli sensazioni di paura e di angoscia. La Mantovani gioca con i suoi lettori, gli regala momenti di puro horror/thriller con tutti gli ingredienti tipici di questo genere di racconti. Senza lesinare nelle "immagini" forti. Spesso crea racconti in apparenza tranquilli che filano via senza sussulti ma poi improvvisa arriva la situazione che stupisce, che trasmette brividi. L'autrice si trova perfettamente a suo agio con questa scrittura, che deve essere incisiva e sorprendente e che deve creare un'atmosfera di grande tensione in poche pagine. Dopo Nictofobia non ha più sbagliato un colpo proseguendo con Casa dolce casa ed ora con helliween. In precedenza c'erano stati Gotico italiano e Dente per dente. Un'autrice lanciatissima che merita attenzione.

Valutazione: più che buono

genere: horror

IL SEGRETO DELLA MADDALENA

 


IL SEGRETO DELLA MADDALENA A. Giannelli

Il segreto della Maddalena è l’ultimo romanzo di Annalaura Giannelli, edito dalla casa editrice Les flaneurs. In questo nuovo lavoro la Giannelli cambia molte cose rispetto al percorso tracciato fin ora. I precedenti romanzi infatti erano storie nelle quali emergevano figure di donne coraggiose e risolute, erano prettamente appartenenti al genere narrativo ed erano stati pubblicati dalla casa editrice Adda. Il segreto della Maddalena invece è un mistery, o un giallo parlando più genericamente. Viene pubblicato dalla casa editrice Les flaneurs ed ha per protagonista un investigatore privato, Andrej Lupo. L’unica cosa che rimane simile ai suoi precedenti romanzi e l’emergere di figure di donne carismatiche e con grande forza morale. Il racconto inizia dalla richiesta che un noto imprenditore siciliano fa all’investigatore privato Andrej Lupo, quella di ritrovare, vivo o morto, il suo adorato figliolo Saro. Il ragazzo è scomparso durante un’uscita in mare con la sua barca. Il veliero viene ritrovato ma di lui non ci sono tracce. Andrej accetta l’incarico. Lupo si avvale della collaborazione di una donna, bella quanto enigmatica, con un passato doloroso alle spalle, una sensitiva, Karina Sanchez. Gino Santagata, il padre del giovane scomparso, è un imprenditore che gestisce la sua azienda con polso, imponendo a tutti la sua volontà. Arriva da una famiglia povera, ha creato da solo il suo impero ed ora lo gestisce anche con arroganza. Pretendendo che tutti si attengano alle sue disposizioni. Cerca in tutti i modi di coinvolgere i figli nella gestione della società ma Saro si è sempre dimostrato riluttante ed ora è scappato, o è stato fatto sparire. La Giannelli costruisce una vicenda molto intrigante, coinvolgente, che non smette mai di interessare. Col progredire delle indagini vengono svelati molti misteri e molte situazioni, che ancora oggi creano grande dibattito. Una di queste è la figura di Maria Maddalena, che ci hanno sempre fatto credere fosse una prostituta redenta da Gesù. Ma in realtà non è così. Attraverso questa vicenda viene portata alla luce una verità ai più sconosciuta. Lo studio dei vangeli apocrifi, ai quali l’autrice si è dedicata per molto tempo, porta alla scoperta di verità che ci sono state nascoste dalla dottrina ufficiale. Ma le figure di donna che vengono raccontate sono più di una, confermando la sua vocazione all’esplorazione dell’animo femminile. C’è Concetta, la madre di Saro, donna che custodisce un segreto che si perde nei secoli. Una donna anch’essa coraggiosa, risoluta. C’è Mariagrazia, la segretaria di Gino, una donna devota al proprio capo ed al lavoro. Il romanzo ha un ritmo sostenuto, la descrizione dei paesaggi siciliani poi sono sempre affascinanti, raccontano di una Sicilia misteriosa, che nasconde piccoli e grandi segreti. Complimenti meritatissimi alla Giannelli che attraverso un giallo moderno che intriga e interessa racconta di figure lontanissime nel tempo, controverse e a cui è stata cambiata la loro stessa esistenza. Una storia che unisce presente e passato entrambi legati dal mistero e dal segreto. In ultimo si può affermare con convinzione che questo cambio di rotta, anche se, a mio avviso, solo parziale, ha dimostrato la grande capacità di scrittrice e di divulgatrice di Annalaura Giannelli la quale spero non abbandoni immediatamente la figura di Andrej Lupo e con lui ci faccia vivere altre emozioni. Complimenti.

valutazione: buono

genere: 1giallo

 


martedì 12 ottobre 2021

LA REGOLA DEL RISCHIO

 



LA REGOLA DEL RISCHIO M. Severgnini

La regola del rischio è il secondo romanzo scritto da Matteo Severgnini con protagonista Marco Tobia. Tobia ora è un investigatore privato che vive nell’isola di San Giulio, nel lago D’Orta. Prima Marco era un valente ispettore di polizia, poi un fatto drammatico lo ha costretto ad abbandonare l’arma. Nell’isola vive solo lui oltre a delle monache di clausura, chiuse nel monastero Mater Ecclesiae. Marco Tobia è nato dalla fantasia e dal talento di Matteo Severgnini, scrittore e autore radiofonico. È un personaggio unico e molto originale. Tobia ama la solitudine o semplicemente se l’è imposta, divorato dai sensi di colpa e dalla sua malattia: la sindrome di Tourette. Invalidante, e che crea imbarazzo a chi assiste agli improvvisi spasmi e scatti a cui è soggetto. Tobia vive solo ma ha una fidanzata, Clara, che lui adora ma che a causa del suo lavoro (escort di lusso) rende molto complicato il rapporto e quasi impossibile la convivenza. Ha due amici fraterni: Anselmo, sempre alla ricerca di parole desuete, che è anche il suo fedele “barcaiolo”, e l’ispettore Antonio Scuderi, costretto a muoversi su una carrozzina. Marco Tobia è un essere imperfetto, ha tante manie (fuma spinelli) ed ha un passato doloroso a cui rende conto ogni giorno. Ma è un grande investigatore, la gente lo sa e spesso gli chiede aiuto per risolvere anche casi spinosi. Tobia in questo romanzo a due “casi” su cui indagare. Nel primo deve capire meglio le circostanze col quale è avvenuto l’arresto di una cara amica di Clara, fermata alla dogana di Chiasso e trovata in possesso di una grossa quantità di droga. E’ veramente colpevole o qualcuno l’ha voluta incastrare? Nel secondo deve aiutare la piccola Alice nella sua ricerca della tana del drago del lago d’Orta. Una ricerca non facile, in cui metterà tutto sé stesso. Il romanzo scritto da Severgnini cattura da subito l’attenzione. Sia per i personaggi singolari che lo animano sia perché è scritto molto bene. Scorre tutto in maniera mirabile, forse la prima parte è un po’ lenta, ma il romanzo non ci mette molto a diventare coinvolgente ed anche divertente. Le sorprese sono numerose è tengono alta l’attenzione di chi legge. Forse manca, per quelli che sono i miei gusti, un po’ di pathos, ma ovviamente la mia rimane una valutazione soggettiva. La regola del rischio, a mio parere, è un ottimo giallo ben sviluppato e che non ha situazioni inverosimili o forzature, che lo rendano poco credibile e questo, per me, è un suo grande punto di forza. Particolare anche l’idea di ambientare le avventure di Marco Tobia in un luogo assolutamente reale. Spesso si “utilizzano” luoghi di fantasia per meglio adattarli alla storia che si vuole raccontare. In questo caso non è così, tutto è vero e anzi le descrizioni, sempre molto accurate, del lago e dei luoghi che vi si affacciano regalano maggior fascino al racconto. Le varie deduzioni a cui giunge Tobia sono sempre logiche e ben spiegate. Nulla è lasciato al caso ogni situazione trova una soluzione. Il finale rimane aperto per una nuova eventuale storia con protagonista Marco Tobia, ed io mi auguro fortemente che sia così. Complimenti. Nota margine, ma non irrilevante per chi scrive, Severgnini dedica alcune poetiche pagine al grande Torino, perito nella tragedia di Superga; dimostrando di essere, come me, un fervente cuore granata. Grazie anche di questo.  

Valutazione: buono

Genere: 1giallo


lunedì 20 settembre 2021

PELLE - OLTRE IL LIMITE

 


PELLE - OLTRE IL LIMITE D. Lupia

Pelle è stato pubblicato nel 2019. È un romanzo scritto da Domenica Lupia ed edito da Le mezzalane.

Pelle lo considero un po come le prove generali del libro che poi l'autrice darà alle stampe nel 2021,

Lacryma. Pelle, il cui sottotitolo è oltre il limite (fondamentale, secondo me, citarlo assieme al titolo),

ha per protagonista Andrea un giovane uomo dal carattere difficile e scontroso. Non è facile

definirne la personalità. Io l'ho trovato meschino e menefreghista, un danno per chiunque gli si avvicini.

Mi ha fatto montare una rabbia infinita per la sua arroganza e per la sua superficialità. Un personaggio

scorretto che spesso non si rende neppure conto di esserlo. Un ragazzo che potrebbe avere un futuro

"normale" ed invece procura e si procura guai a ripetizione. La scrittura di Domenica Lupia mi ha

folgorato. Per come scrive ma soprattutto per quel che scrive. Affronta argomenti spinosi e lo fa senza

pensare di dover compiacere il lettore ma descrive con coraggio situazioni reali o verosimili senza

indugiare su ciò che potrebbe essere disturbante. I suoi personaggi non "devono" ispirare simpatia

(non lo sono affatto, almeno molti di essi) ma raffigurano bene come vive una parte di mondo: senza

valori, senza etica, spingendosi sempre più vicino al precipizio, oltre il limite, ecco qui l'importanza

della seconda parte del titolo. Solo per insoddisfazione, per mera sfida alla vita, in spregio al rispetto

che si deve al prossimo che magari invece ci ama, ci stima, ci rispetta. Un romanzo che non fa sconti

fino alla fine. Anzi uno lo fa, ad Andrea. Io non lo avrei fatto ( l'unica situazione che non mi vede

d'accordo con l'autrice). Una preghiera non cambiare mai. Continua così: cinica e vera. Senza

compromessi. Complimenti.

valutazione: Buono

genere: narrativa

giovedì 9 settembre 2021

IL NERO STA BENE SU TUTTO

 



IL NERO STA BENE SU TUTTO L. Irdi

Il nero sta bene su tutto è il secondo romanzo con protagonista la pm Sara Malerba. A scriverlo, come il precedente (Operazione Athena), è stato Luigi Irdi, giornalista e scrittore. Il romanzo è edito dalla casa editrice Nutrimenti. Alla stazione di Torre Piccola, località di mare vicino a Roma, in un luglio rovente ed affollato di turisti, viene trovato il corpo senza vita di una nota fashion blogger. La donna, che si chiama Viviana Malingri, aveva creato un noto marchio di abbigliamento ed era molto seguita anche sui social media. La sua morte è inspiegabile e le modalità con la quale è avvenuta sono ancora più enigmatiche. Non sarà semplice per il sostituto procuratore Malerba risolvere il caso, dovrà dar fondo a tutte le sue capacità investigative ed al suo intuito. Sara si avvale di un team di collaboratori molto capaci e devoti, su tutti il maresciallo Berardi, un omone molto protettivo, nei confronti della pm. L’autore tratteggia un personaggio, Sara Malerba, molto particolare, che aveva già colpito nel primo romanzo per le sue peculiarità. Un procuratore sempre molto attento e capace nel lavoro di indagine ma che nella quotidianità sconta qualche debolezza. Ha una vita sentimentale un po’ precaria, ed anche la sua vita di tutti i giorni, fuori dalle aule di tribunale, non è priva di contrattempi e di piccole manie. Ha paura di percorrere le autostrade e degli spazi aperti. In più ha un dialogo serrato con la madre, che la incita e la sprona a fare sempre meglio. Un racconto scritto con molta attenzione, confezionato con cura e con un editing scrupoloso, che rendono la lettura scorrevole e molto piacevole. Oltre a Malerba il romanzo vede coinvolti un altro gran numero di personaggi, tutti perfettamente calati nella storia. Non ci sono forzature o situazioni inverosimili. Il libro poi affronta argomenti molto attuali che lo rendono, anche per questo, molto interessante. Non ci sono situazioni particolarmente cruente o momenti sorprendenti, ed è questa forse l’unica pecca che qualche lettore può riscontrare. Il nero sta bene su tutto è un buonissimo romanzo giallo, con una trama ed uno sviluppo della storia che non smette mai di interessare e con un sottile humor che pervade tutte le pagine. Ma certo non è un libro che regala grandi emozioni o momenti di pathos. Ma non credo fosse questo l’obbiettivo di Irdi. Secondo me, l’intento principale dell’autore era “solo” quello di creare un nuovo coinvolgente caso per Sara Malerba, una figura investigativa particolare, un po’ diversa dai soliti commissari ed investigatori privati. Un personaggio che, al di là del caso su cui indaga, le permette anche di parlare dei sottili meccanismi processuali e dei precari equilibri su cui si basa la magistratura, ambiente che lui conosce bene essendosene occupato a lungo nella sua veste di giornalista giudiziario. Risultato, a mio avviso, perfettamente centrato. Sara Malerba conquista per la sua semplicità e freschezza, per le sue capacità ma anche per le sue debolezze. C’è una frase che Luigi Irdi fa dire ad un personaggio del romanzo che ha parer mio vale la pena riportare. Racchiude l’essenza stessa della vita è rende chiara anche la bellezza del libro. La frase è questa: “Vedi Saretta, qui è il tuo errore. Non bisogna chiedersi cos’è la felicità. La domanda vera è cos’è l’infelicità. Una volta definita quella, tutto il resto è felicità”. Ancora complimenti a Irdi e lunga vita a Sara Malerba che spero di rincontrare presto in una prossima indagine.

Valutazione: più che discreto

Genere: 1Giallo

 


IL CANTO DELLA FALENA

 


IL CANTO DELLA FALENA M. E. Aloisi

Il canto della falena è il romanzo col quale l’autrice, Maria Elisa Aloisi, ha vinto il premio Alberto Tedeschi 2021. Il concorso dà l’opportunità, al primo classificato, di essere pubblicato nella prestigiosa collana Giallo Mondadori. Un premio di grande valore, che ha visto vincitori scrittori che poi sono diventati notissimi nel genere del giallo/thriller, e che quest’anno ha visto vincitrice appunto la Aloisi, con questo bellissimo giallo giudiziario. La protagonista si chiama Ilia (Emilia) Moncada. Un avvocato penalista che lavora nello studio Marra. Gli avvocati Marra, padre e figlia, sono specializzati in cause civili, ma con l’assunzione della Moncada hanno deciso di aprire lo studio anche alle cause penali. Il caso che gli viene chiesto di affrontare dalla sua socia, e amica, è quello che vede come imputata la moglie di un noto commercialista. Il caso è diventato di interesse nazionale e di conseguenza la pubblicità per lo studio sarebbe tanta. Speranza Barone, questo il nome della presunta colpevole, un avvocato in realtà già lo ha, ma è un vero pasticcione, e sta portando avanti la causa in modo piuttosto approssimativo, pur credendosi un principe del foro, ed è per questo che la famiglia Barone ha chiesto aiuto allo studio Marra. Speranza è accusata dell’omicidio di suo marito, Adriano Politi, avvenuto nella loro villa a Nicolosi con due colpi di pistola. Il caso si presenta da subito disperato tanto che la Moncada non lo vorrebbe accettare. Per giunta il pubblico ministero lei lo conosce bene, e non ci vorrebbe proprio avere nulla a che fare. Ma dopo le estenuanti insistenze della sua collega a malincuore accetta, anche spinta da un senso di riconoscenza. Da questo momento iniziano per lei i veri grattacapi, dovuti alla complessità del caso ed alle reticenze dell’imputato e dei suoi familiari. Il giallo è ambientato in una Catania da cartolina durante un autunno inoltrato, ma ancora piuttosto caldo. Ilia è un avvocato determinato, e dal grande intuito che nel suo lavoro ha che fare con pubblici ministeri, giudici, strategie processuali, ma che nella vita è tutt’altro che una wonder woman. Ama il suo lavoro, e lotta tirando fuori gli artigli per dare giustizia ai suoi assistiti, ma nella vita di tutti i giorni però appare spesso impacciata, qualche volta anche un po’ goffa, non frequenta palestre, non ama apparire ed anche fare la spesa può diventare un impegno gravoso, preferisce il divano e una serie tv agli apericena, spesso sconta qualche piccola debolezza, ed ha un amore assoluto per la zia Ofelia, che l’ha cresciuta come una mamma. La Aloisi è un avvocato penalista, specializzato nei casi di violenza di genere, che prendendo in parola l’assunto che dice di scrivere solo di cose che si conoscono bene, senza inutili orpelli ma descrivendo semplicemente la realtà che ti circonda, ambienta il suo giallo nelle aule di tribunale, che lei frequenta abitualmente, descrivendo in maniera coinvolgente strategie e piani difensivi. Lo fa attraverso una storia che si ama sin dalle prime battute grazie ad una scrittura semplice, che conquista. Scrive un giallo mirabile con perfetti incastri narrativi, pieno di colpi di scena e di sorprese fino alle ultimissime pagine. Crea personaggi che si fanno ricordare, caratterizzati benissimo. Una vicenda semplice ma non banale, mai scontata, scritta con freschezza ed una punta di humor, quanto mai necessario soprattutto nei thriller. A noi lettori non rimane che sperare che Il canto della falena sia solo il primo di tanti romanzi con protagonista l’avvocato Ilia Moncada, personaggio di cui vorrei sentire parlare ancora a lungo.  Complimenti all’autrice.

valutazione: buono

Genere: 1Giallo

NEL SETTIMO CERCHIO

 



NEL SETTIMO CERCHIO L. Pacchioni, I. Siddi, M. Baldi

Certamente un'idea folle. Quella di scrivere un romanzo a sei mani. Come ammettono gli autori nella prefazione. Idea che proposta ad una casa editrice non avrebbe probabilmente mai trovato la luce. Questo è il mio convincimento. Ma per fortuna esiste l'auto pubblicazione che, unito al coraggio di osare ed al talento di tre scrittori molto capaci (Baldi, Pacchioni, Siddi) ha permesso ad un romanzo disturbante ed angosciante di essere pubblicato. Una storia non certo politicamente corretta. Incentrata su un tema molto attuale (purtroppo) e drammatico ed anche per questo più difficile da digerire. Un racconto che regala colpi di scena e emozioni a piene mani. Personaggi che entrano nella mente e nel cuore, su tutti Leila. Un finale di quelli che io adoro, non questo in particolare, ma quelli che, in generale, non fanno sconti e che non sono accomodanti ad ogni costo. Un epilogo coerente, coraggioso, vero. Complimenti agli autori per l'audacia ed il risultato che ne è scaturito. Un esperimento ben riuscito che invito tutti a leggere, anche se la lettura è consigliata solo agli stomaci forti.

valutazione: buono

genere: giallo

domenica 5 settembre 2021

IL SUSSURRO DEL LAGO

 


IL SUSSURRO DEL LAGO L. Lucciarini

Per il suo esordio nel self published Loriana Lucciarini ci regala un giallo molto intrigante e coinvolgente che vede protagonista Anna Lorenzi, docente di criminologia all'università di Bologna, appena rientrata nel capoluogo emiliano dopo aver trascorso gli ultimi due anni in Inghilterra. L'autrice costruisce un giallo molto interessante che tiene il lettore piacevolmente avvinto alle pagine ed a ciò che viene raccontato. Un lavoro curato nei minimi dettagli, si avverte chiaramente leggendolo. Nulla è lasciato al caso, tutto è ben sviluppato e spiegato. L'ennesima ottima opera della Lucciarini che ama spaziare in diversi generi sempre con risultati molto lusinghieri. Sapete quando io segua con molta attenzione gli autori che si auto pubblicano e sono contento che anche un'autrice di questo spessore ne abbia intrapreso la strada. Mi auguro che questo romanzo sia solo il primo di una lunga serie, magari ancora con Anna protagonista.

Valutazione: buono

genere: giallo


LE LACRIME DEL COMMISSARIO

 


LE LACRIME DEL COMMISSARIO S. Cova

Le lacrime del commissario è l’ultimo romanzo scritto da Sergio Cova e pubblicato da Morellini. Il personaggio principale è il commissario Scalabrin. Riappare dopo otto anni dalla sua ultima indagine (Una via d’uscita) ma ritorna in ottima forma. Forse non quella fisica, a causa di una lesione alla gamba, (che si procura all’inizio del romanzo e che lo obbligherà a compiere le indagini aiutandosi con un bastone per camminare), ma certamente quella che più serve agli investigatori, cioè quella mentale, dove l’intuito e il coraggio sono essenziali. Scalabrin anche in questa dolorosa storia è supportato dal fido ispettore Patuzzi, dal vice commissario Mutti e dal resto della squadra: dal dottor Guerini, medico legale, e da Marco Berzi capo della scientifica. La vicenda si consuma a Samagno, paese nei pressi di Varese, affacciato sul lago Maggiore. Siamo a dicembre, la neve e il freddo la fanno da padroni. Scalabrin abita con la compagna in un antico casolare dell’ottocento ristrutturato, e riportato all’antico splendore, con grande fatica e sacrificio.  Una notte di fine novembre viene chiamato, insieme alla sua squadra, ad intervenire sul luogo del ritrovamento di un’auto data alle fiamme, ed il cui successivo incendio è stato da poco domato dai vigili del fuoco. Sono stati chiamati in seguito alla triste scoperta fatta dai pompieri dopo aver spento l’incendio: all’interno dell’auto c’è un corpo carbonizzato e dalle prime indagini tutto fa supporre si tratti di Caterina Sala, giornalista di cronaca nera del giornale locale. Per Scalabrin la Sala non è una giornalista qualunque. E’ una donna che non gli ha mai nascosto il suo amore, benché non corrisposto. Lo intervistava spesso e anche se non la conosceva bene le era molto affezionato. Da questo inquietante ritrovamento parte un’indagine che vedrà impegnata tutta la squadra, e non solo. Per Scalabrin i momenti di disagio e di dolore aumenteranno ad ogni nuova scoperta fatta dall’inchiesta. La sua pazienza e la sua tolleranza verso la crudeltà dell’essere umano saranno messi a dura prova. Ma soprattutto ciò che subirà i maggiori danni sarà la sua emotività e il suo stato d’animo. Scoprirà cose sconcertanti che lo manderanno in crisi. Ma anche grazie alla sua grande forza di volontà riuscirà a superare questi difficili momenti. Scalabrin con determinazione renderà giustizia a tutti coloro che avranno subito atroci dolori. Cova scrive un giallo molto coinvolgente, prendendo spunto da un fatto reale (come evidenzia lui stesso nelle note finali del romanzo), costruendoci attorno una storia emozionante piena di sorprese e di momenti avvincenti. Tutti i personaggi sono tratteggiati con grande cura e sono tutti funzionali alla vicenda che viene raccontata. Il ritmo è sostenuto e il lettore non si annoia mai, continuamente stimolato da nuove situazioni che Cova, con grande abilità, crea in rapida successione. Un plauso sincero all’autore, che scrive con successo ormai da alcuni anni.  La sua scrittura, pulita e sicura riesce a trasmettere la voglia di leggere, con grande partecipazione, dall’inizio alla fine della storia che racconta. Alla prossima Scalabrin (magari un po’ prima di otto anni), complimenti.

valutazione: buono

genere: 1giallo

 


mercoledì 18 agosto 2021

PICCOLA LIBRERIA CON DELITTO




PICCOLA LIBRERIA CON DELITTO E. Molini

Un romanzo, questo, che nasce dopo la positivissima esperienza che Elena Molini ebbe col suo precedente libro, Piccola farmacia letteraria, col quale ebbe un ottimo riscontro di pubblico e di critica. Come allora esce un po’ in sordina, se pur pubblicato da una grande casa editrice come la Mondadori. Forse la causa è da ricercare nel nome dell’autrice, non di forte richiamo (parlo dei più, non certo di noi appassionati lettori) o forse per il profilo basso che intende tenere, comunque, malgrado il successo, la Molini. Vi assicuro però che anche questo romanzo dal titolo Piccola libreria con delitto non è affatto male, anzi. L’autrice in questo secondo libro ha voluto dare un’impronta più gialla al racconto mantenendo comunque, fondamentalmente, una veste di commedia brillante alla storia. I personaggi principali sono praticamente gli stessi. La protagonista assoluta è Blu Rocchini, la titolare di una libreria pensata come una farmacia, che attraverso il suggerimento di adeguate letture cura le ferite dell’anima e del cuore. Una ragazza semplice, Blu, altruista e, come la gran parte dei giovani, un po’ confusa su chi sia, o debba essere, il suo compagno ideale. Una ragazza con un forte senso dell’amicizia, che va al di là di ogni altro rapporto. Così è anche per chi ha deciso che poteva fare a meno di lei, come la sua amica d’infanzia Rachele che negli ultimi tempi è completamente sparita. Rachele però cerca improvvisamente il suo aiuto, e lo fa per un motivo molto serio. La supplica di aiutarla a scagionarsi dall’accusa di omicidio del suo attuale compagno. Blu, pur non sapendo neppure da dove iniziare, si dà immediatamente da fare. Ingaggia un avvocato ed inizia ad indagare. Un giallo declinato al femminile dove gli uomini hanno solo un ruolo di contorno. Le vere protagoniste sono le ragazze che a vario titolo frequentano la libreria, ci sono: Chiara, Mia, Carolina, Sery ma poi anche, grazie ai “giovedì delle cose non dette” un appuntamento di lettura e non solo, promosso dalla libreria, Rubina, Ginevra, Arianna, Cleo, Ludovica. Poi c’è Tilde, la nonna di Blu, e ancora Giulia, Melissa ecc. Insomma un racconto che parla di pensieri e di situazioni colorati di rosa nei quali mi sono sentito, comunque, da subito a mio agio. Pochi dicevo i personaggi maschili e quasi tutti di passaggio. Il più importante è sicuramente Giulio Maria, un caro amico di Blu, titolare del bar che sta accanto alla libreria, un altro ruolo importante lo ricopre l’ispettore Portelloni e poi ci sono Manfredi, Arno, Filippo ma tutti, appunto, con un ruolo abbastanza marginale, tranne qualche eccezione. Quindi un giallo ma con varie sfumature, tutte date da colori chiari e vivaci mescolati tra loro da una buona dose di ironia e di leggerezza. Una storia che non faccio fatica ad ammetterlo, mi ha sorpreso. Mi ha tenuto piacevolmente compagnia e mi ha fatto apprezzare un’autrice che non conoscevo. Un racconto che tiene per la seconda metà le sorprese e le emozioni più grandi, ma che anche nella prima parte si fa apprezzare senza sforzo. Blu è una ragazza piuttosto singolare anche se comune a molte sue coetanee. Un personaggio indovinato che ha secondo me ancora molto da dirci. Una storia tutta da scoprire e da leggere giusta per questa stagione di sole e di mare. Complimenti alla Molini che aspetto ora con curiosità per leggere il suo prossimo lavoro letterario.

 Valutazione: buono

genere: giallo

 


VIENI COME SEI

 




VIENI COME SEI C. M. Bertola

Vieni come sei è il titolo dell'ultimo romanzo scritto da Claudia Maria Bertola e pubblicato da Morellini editore. Si tratta di un giallo, ma non solo. Anzi, per me rappresenta molto di più che un semplice giallo. Siamo al cospetto di un altro splendido esempio di giallo "sociale", come avevo già definito l'ultima fatica di Mario Mazzanti (Mistero a Chinatown). La Bertola lo dice chiaramente nelle note conclusive del romanzo. Questo libro è un omaggio a tutti i clochard che vivono con grande dignità la loro condizione, e soprattutto ad Ibrahim ed Aurelio, senzatetto anche loro, conosciuti dall'autrice in un piccolo parco di Milano. Li ha fatti diventare protagonisti di questo giallo, con un'ottima trama ed un ottimo intreccio narrativo, che restituisce attenzione ai più sfortunati ed emarginati, ai cosiddetti barboni, che il più delle volte sono persone miti, “solo” con una storia particolare (spesso drammatica) alle spalle. La protagonista principale è la stessa del precedente romanzo della Bertola, Vernice nera, Marina Novembre. Marina non è un’agente di polizia, tanto meno un commissario, ma nella vita si occupa di comunicazione, anche se ora ha ereditato e gestisce un rifugio in alta montagna sulle dolomiti. Adesso si trova Milano per le feste di natale, in attesa di riprendere la sua attività al rifugio. Una Milano gelida, che diventa presto anche lei protagonista del romanzo, con le descrizioni puntuali ed approfondite che ne fa la Bertola, in particolare dei suoi parchi cittadini delle sue strade e dei suoi luoghi di ritrovo. Città costantemente sotto una abbondante e fitta nevicata che ne confonde i contorni e la rende ancora più misteriosa ed enigmatica. Marina riceve una richiesta di aiuto dalla sua amica Flavia. Vuole che Marina trovi il modo di scagionare Ibrahim Taia, un senzatetto, al quale portava spesso té caldo e coperte, dall'accusa di omicidio. Un brutale omicidio, perpetrato su una diciannovenne, al parco Marinai d'Italia, dove lui ed i suoi fratelli di sventura avevano trovato rifugio in questo rigidissimo inverno. Flavia non può credere che una persona gentile e colta come Ibrahim possa aver compiuto un atto del genere, anche se le prove a suo carico sembrano schiaccianti. Marina inizia ad indagare...Marina è un personaggio che io ho amato da subito e va dato grande merito alla Bertola per averlo creato. Non è una wonder woman, non è una donna tutta d'un pezzo. Marina è una "ragazza" di 47 anni con una dolorosa forma di artrite reumatoide alle mani che le deformano, le arrossano. Non si arrende dinanzi alla malattia ed agli ostacoli che la vita le presenta, anzi la motivano ancor di più, sempre ostinata e determinata a conoscere la verità delle cose. In amore non tutto va per il verso giusto, anzi. E non potrebbe essere altrimenti se a 47 anni si ritrova sola a gestire un rifugio di alta montagna. La Bertola, con questo lungo e particolareggiato romanzo, mette in campo una ottima trama gialla, con tante sorprese ed imprevedibili colpi di scena. Il suo stile invoglia la lettura, regala ritmo e interesse. L’autrice riesce sapientemente nell’intento di abbinare una vicenda con protagonista la suspense con un racconto che getta uno sguardo dolce e amorevole a tutte quelle persone sfortunate che per qualche triste ragione si son ritrovate a vivere di espedienti, o che, come i rider che consegnano cibo a domicilio, si ritrovano a dover sbarcare il lunario con stipendi da fame, correndo rischi gravissimi, percorrendo le strade della città in sella alle loro bici. Persone che il più delle volte vivono sommessamente e con grande dignità la loro condizione. Un romanzo assolutamente da leggere. Complimenti all'autrice.

Valutazione: buono

genere: giallo

 


domenica 25 luglio 2021

L'ULTIMA NOTTE

 



L'ULTIMA NOTTE G. Scaglione

Sto sempre attento alle nuove uscite della casa editrice Les Flaneurs. Una casa editrice nata pochi anni fa, ma che già annovera, nel suo catalogo, tanti titoli interessanti e tanti autori molto validi. Quando viene pubblicata una nuova opera, meglio se un giallo o un noir, mi precipito ad acquistarla. Sono certo che ne rimarrò soddisfatto. Molti di questi romanzi sono ambientati in città pugliesi. Luogo di nascita sia della casa editrice sia di molti degli scrittori che ne fanno parte. Questo, in particolare, ha come teatro della vicenda Bari. Senza un motivo particolare mi sento molto vicino a questa città. Non ci sono mai stato, ma sarà per il fatto che è una città di mare, che io adoro, sarà per un’amicizia importante che lì risiede, o sarà per i tanti libri letti che lì sono ambientati, e le cui descrizioni mi affascinano sempre molto, fatto sta che io Bari ce l’ho nel cuore. L’ultima notte, romanzo scritto da Giuseppe Scaglione, offre al lettore una visione particolare di questa città. Lo fa attraverso una storia originale e ben costruita. E’ un giallo, fondamentalmente, ma è anche molto altro. E’ un noir, un libro dalle atmosfere cupe, ma che parla anche d’amore e di sentimenti, che racconta le contraddizioni e le difficoltà di una città dove convivono criminalità e senso del dovere. Il protagonista è Andrea Lamparelli commissario di polizia finalmente rientrato a Bari, sua città natale, dopo molti anni trascorsi a Torino. Appena rientrato viene subito incaricato di indagare su un omicidio avvenuto proprio nei giorni immediatamente successivi al suo arrivo. La persona assassinata si chiama Cesare De Biase, un avvocato civilista con tante zone d’ombra nel suo passato. A dargli man forte ci sono l’ispettore Cascella, l’agente Basile e molti altri collaboratori, che formano da subito una squadra molto affiatata che non tarderà ad ottenere importanti risultati nelle indagini. Siamo nel periodo di ferragosto, il personale è poco ed anche per questo gli verrà assegnato anche il caso di una ragazzina arrivata in ospedale in condizioni molto precarie, con segni di percosse e di torture, portata da una donna che si è subito dileguata. Due casi che mettono in discussione tante sue certezze. La città di Bari come la conosceva lui non esiste più. Negli anni si è trasformata. Cosi come le persone ed i luoghi che lui frequentava. Indagando per risolvere questi due casi si rende conto che, nascosta tra le sue pieghe, la città cela tante attività illecite e tanti personaggi equivoci. Dalla semplice criminalità, alla corruzione, all’usura, allo spaccio ma anche a situazioni molto più tristi come la prostituzione minorile e la pedofilia. Una Bari che stenta a riconoscere, affascinante nei suoi paesaggi e nei suoi storici vicoli e ripugnante per la presenza di famiglie mafiose e amministratori corrotti. Il commissario, svolgendo le indagini, conoscerà anche molte donne che lo affascineranno e gli faranno riscoprire la voglia di amare e di provare emozioni. Incontri che gli porteranno non solo notti appassionate ma anche pensieri che lo metteranno di fronte alla scelta di vivere in coppia o di proseguire in un’esistenza solitaria, solo dedita al lavoro. Un noir ben costruito dall’autore con protagonisti che si fanno ricordare con piacere, storie che coinvolgono anche se forse rendono la trama gialla un po’ marginale. Ma sono certo che l’intento di Scaglione fosse proprio questo. Scrivere una storia drammatica e dolente, con risvolti duri, che attraverso un fatto delittuoso, tenuto sullo sfondo, evidenziasse le contraddizioni della città in cui vive. Lo ha fatto dando voce a personaggi ben tratteggiati, soprattutto il commissario Lamparelli, che stenta a riconoscere la città in cui è nato e che vuole, attraverso il suo lavoro, rendere migliore. Una visione della città amara dove si salvano poche cose e tra questi certamente ci sono i rapporti umani. Un plauso all’autore che con Lamparelli ha dato vita ad un commissario molto interessante che spero di ritrovare ancora.

valutazione: buono

genere: 1giallo

 


mercoledì 7 luglio 2021

CON L'ARTE E CON L'INGANNO



CON L'ARTE E CON L'INGANNO V. Corciolani

 Con l’arte e con l’inganno è l’ultima fatica data alle stampe (e che stampe!) da Valeria Corciolani. L’autrice ligure con questo romanzo fa il suo esordio in una casa editrice mainstream (la Rizzoli), dopo un lungo periodo di gavetta, fatto di pubblicazioni self publishing o con case editrici indipendenti. E non poteva essere altrimenti, dopo i grandi successi di vendite, e di consensi (io sono uno di questi), ottenuti con la serie dedicata ad Alma e Jules. Sei episodi, uno più divertente dell’altro, che gli hanno aperto la strada a questo risultato. Una storia tutta nuova dunque, ed una protagonista inedita ed originale. Partiamo da lei allora, Edna Silvera, storica dell’arte e ottima restauratrice. Una donna non più giovanissima, che cela un sacco di sorprese, che verranno via via svelate durante il racconto dell’avventura che si troverà, suo malgrado, a vivere. Ma andiamo con ordine. Il libro si apre con Edna disperata perché è dovuta correre a casa della mamma, ma non per un evento drammatico, tranquilli, almeno non in senso stretto. Il problema, il grosso problema, è che in quel momento la badante della mamma sta preparando le valigie per fuggire dalle grinfie di Zara, ottuagenaria con un carattere “appena” un po’ spigoloso, che ha già fatto fuggire a gambe levate le cinque badanti precedenti, e con questa fanno sei. Edna non sa proprio più a che santo votarsi per far tornare alla ragione la madre, che ha un’indole a dir poco fumantina e che tratta a male parole tutti coloro che non gli vanno a genio. Questo è solo il primo curioso personaggio che incontriamo nel romanzo, ce ne saranno tanti altri, ma mamma Zara rimane impressa nel cuore di chi legge, e ci rimane anche dopo il termine del libro. Man mano che il romanzo avanza conosciamo sempre meglio Edna, che vive in una villetta non lontano dal mare, ma sufficientemente distante dai bagordi turistici che lei rifugge, con la compagnia di un gatto e di alcune galline, che ascoltano musica anni 80 ed hanno i nomi delle grandi dive del cinema internazionale. Ha abbandonato la sua cattedra all’università per divergenze con il vicerettore e con altri professori, anche se saltuariamente viene chiamata per dei convegni e degli incontri pubblici. Proprio durante i preparativi di uno di questi, dedicato a Dante, scopre il cadavere di un uomo. Un antiquario, o meglio un rigattiere, morto all’interno del suo laboratorio. Da questo punto in avanti si innescano tutta una serie di situazioni spassose e divertenti che porteranno comunque a far chiarezza su quanto accaduto. Anche questo romanzo contiene tutte le peculiarità che si riconoscono alla penna della Corciolani. Brillantezza dei dialoghi e delle descrizioni. Simpatia dei tanti personaggi che intervengono nel romanzo. Molto ritmo e divertimento. Un plauso va anche fatto alla trama che l’autrice mette in piedi. Una storia studiata con cura ed attenzione. Che però diventa, in alcuni frangenti, a mio avviso, anche l’unico difetto del romanzo. Si perché forse le eccessive spiegazioni che riguardano i quadri, con il racconto approfondito dell’origine di particolari tecniche di pittura, hanno appesantito eccessivamente il racconto.  Anche se mi rendo conto che erano comunque necessarie, per fornire al lettore le chiavi per comprendere al meglio la vicenda che si stava sviluppando. Il rischio però così è quello di rendere il romanzo un po’ farraginoso e meno fluido. Questo inevitabile piccolo “difetto” non inficia comunque la bellezza di un romanzo che conferma le eccellenti doti narrative della Corciolani. Un ottimo esordio tra i “grandi” quindi, che spero venga presto bissato da una nuova avventura con protagonista Edna Silvera.

valutazione: buono

genere: 1giallo

 

EDDIE DEVE MORIRE

 



EDDIE DEVE MORIRE A. Biggio

Eddie deve morire è il titolo del romanzo scritto da Antonio Biggio per la Blitos edizioni, pubblicato del mese di giugno. E’ un romanzo piuttosto originale con cui l’autore ha voluto omaggiare un gruppo heavy metal molto noto, che ha avuto le sue migliori fortune negli anni ’80 e ’90 e che è ancora, da più di 40 anni, protagonista della scena musicale mondiale, gli Iron Maiden. Un romanzo non banale, con una storia molto ben articolata e nella quale nulla è lasciato al caso. Una vicenda complessa, condotta su più piani temporali con continui rimandi al passato rispetto all’azione che si sta svolgendo nel presente. Un racconto che vede anche protagonisti i componenti degli Iron Maiden ma non solo. Anzi loro sono i comprimari, il protagonista principale è Andrew Briggs sergente ispettore della polizia di Londra. Andrew è un poliziotto ma la sua vera aspirazione sarebbe quella di cantare in una band famosa. Anzi una band l’aveva anche fondata, insieme al suo amico Mike, gli Shining Blades, ma l’avventura non ebbe un lungo seguito. Non riuscirono a sfondare nel mondo musicale così l’amico si arruolò in polizia e poco dopo riuscì a trascinare anche Andrew. Gli rimane l’amore per l’heavy metal e la smisurata passione per gli Iron Maiden dei quali conosce ogni segreto e per i quali non ha perso un solo concerto. Ma i personaggi che si muovono all’interno della vicenda sono moltissimi, e tutti hanno un ruolo importante nello sviluppo del romanzo. Un libro corposo, ma che scorre con rapidità perché produce grande interesse nel lettore, coinvolge e fa vivere emozioni per tutta la lunghezza del libro, e nel finale regala una scarica di adrenalina ulteriore. Come dicevo un romanzo che tratta diversi argomenti. Il principale, quello che vede anche coinvolti gli Iron Maiden, è quello che riguarda il fanatismo religioso. All’inizio del loro percorso musicale gli Iron Maiden scrissero delle canzoni che vennero riunite nell’album The number of the beast, alcuni interpretarono le parole di quelle canzoni come una esaltazione del demonio. Partendo da questo fatto Biggio costruisce una storia coinvolgente nella quale questo argomento rappresenta il filo conduttore di tutto il romanzo, ma non è il solo tema trattato. Ce ne sono tanti altri che si intersecano con grande capacità a quello principale. Un romanzo che deve essere letto perché solo cercarne di raccontare la trama non è sufficiente, ed anzi non rende affatto giustizia alla complessità del libro. Per Biggio questo è il suo primo romanzo. Lo ha scritto omaggiando una band leader dell’heavy metal, che lui ama molto. Ma Biggio è soprattutto un grande appassionato di teatro nel cui ambiente ha trascorso più di 30 anni di vita. Ora questa nuova esperienza anche come scrittore che spero non si esaurisca con questa opera. Spero infatti di poterne presto riapprezzare la prosa e la fantasia in un prossimo romanzo. Per il momento complimenti per questo.

valutazione: buono

genere: giallo


mercoledì 30 giugno 2021

LACRYMA

 


LACRYMA D. Lupia

Sono stato sollecitato a leggere questo romanzo da una scrittrice (Elisa Mantovani) che io apprezzo molto. Non mi sono fatto pregare ed ho subito dato seguito al suo suggerimento. Domenica Lupia è l’autrice di questo romanzo intitolato Lacryma con la “Y”, che lo rende già di per sé particolare, curioso, attira l’attenzione. Però, molte volte, questi richiami nel titolo o nella copertina (molto particolare anch’essa) sono solo uno specchietto per le allodole. Spesso poi il contenuto è deludente e gli unici che meritano i complimenti sono il grafico e l’ideatore del titolo. Questo caso è diverso, molto diverso. Si perché ad un titolo accattivante si accompagna anche un racconto di tutto rispetto, che colpisce, che sbalordisce. Il protagonista è Michele (la voce narrante) ma in realtà i personaggi principali sono tre. Michele, Vik e Bea. Questa storia allucinante inizia per colpa di 9 centesimi, quelli che mancano a Michele per comprarsi una birra al supermercato. Lui senza birra non ci può stare, è il suo modo per concludere la sua giornata di studio. Michele è infatti uno studente universitario di filosofia di 25 anni. Nove centesimi, non può rinunciare al suo rituale per nove centesimi, sta per entrare nel panico quando giunge salvifica la voce di Vik, che allunga la mano e glieli deposita di fronte. La felicità risiede spesso nelle piccole cose, nei gesti gentili, pensa Michele. Felice saluta il suo salvatore e si avvia all’uscita. Si ma, riflette, non posso andarmene così, devo ringraziarlo, magari offrirgli una sigaretta. Da questa stretta di mano nasce un romanzo sconvolgente, che trasformerà per sempre la loro vita. Una storia costruita in maniera impeccabile dall’autrice, che passa da una situazione assolutamente normale per terminare il racconto con i nostri personaggi precipitati tra le fiamme dell’inferno. Una vicenda folle, ma talmente assurda che potrebbe benissimo essere reale. Una storia che pone una serie infinita di interrogativi, che regala tanti spunti di riflessione. L’amore può essere così totalizzante da rendere ciechi e portarti all’autodistruzione, senza riuscire a reagire? L’amore ti può plagiare? Domande che nascono leggendo questo racconto che non lascia respirare, denso di colpi di scena, di situazioni al limite, ed anche oltre. Un romanzo nel quale il lettore è catturato dalle pagine, che divora una dopo l’altra per capire, per sapere. Quando si pensa di essere giunti al punto più buio dell’incubo ecco che leggiamo qualcosa che ci fa vedere ancora più nero. Un libro che non regala speranza, che non concede redenzione. E’ un libro che racconta come un’esistenza banale, anonima, noiosa possa trasformarsi in una vita degradata, corrotta, deviata. Un libro che ho letto con molto piacere, complimenti all’autrice e grazie ad Elisa per il suggerimento. Particolare non di poco conto è stato pubblicato in proprio, e questo per me rappresenta sempre un punto a favore, a prescindere dal libro. Il self publishing è una scommessa su sé stessi, dove ci si assume interamente, e coraggiosamente, il rischio dell’insuccesso ma che può essere anche molto gratificante. Il grande vantaggio di pubblicare self risiede nell’essere padroni di se stessi, di poter scrivere senza nessuno che ti obblighi a modificare il testo, il titolo, il giorno dell’uscita del romanzo o altro ancora. Aspetto negativo la necessità di gestire tutte le incombenze post scrittura: correzione, grafica, distribuzione e promozione. La cosa fondamentale però, per me, è quella di affidarsi ad un valido editor, che sappia, eventualmente, correggere le imperfezioni. E qui l’editor (Giada Obelisco) è assolutamente di prim’ordine. In definitiva ottimo Lavoro Domenica Lupia, complimenti.

Valutazione: più che buono

genere: narrativa

 


giovedì 10 giugno 2021

BLUES PER I NATI SENZA UN CUORE

 



BLUES PER I NATI SENZA UN CUORE F. Salamino

Con Blues per i nati senza un cuore si conclude la trilogia dedicata al Kamikaze di cellophane, Michele Sabella, ed a Elena. La storia e la trama che costruisce l’autore sono come sempre di grande spessore, ma su di essa non mi soffermerò più di tanto. Giusto un accenno, nel quale dico che Michele, che ormai risiede stabilmente in Inghilterra, leggendo un articolo di cronaca nera, su un giornale italiano, apprende la notizia che la “sua” Elena è accusata dell’omicidio del marito. Le circostanze della morte sembrano inchiodarla senza alcun dubbio. Invece Michele di dubbi ne ha tanti, e torna in Italia per cercare di capire come si sono svolti i fatti. Questo è solo l’inizio del romanzo, il fatto dal quale si sviluppa poi tutta la storia, che vede protagonisti, oltre a Michele ed a Elena, un gran numero di personaggi. Il racconto della vicenda narrata nel romanzo termina qua. L’obbiettivo di questa recensione infatti non è quella di raccontare minuziosamente le varie fasi del libro, quanto piuttosto, quella di cercare di trasmettere, attraverso le parole, le emozioni che questi tre libri mi hanno regalato. Questo romanzo poi, in particolare, consolida la mia già grande ammirazione per le notevoli qualità di scrittore di Salamino. Blues per i nati senza un cuore ci racconta di un Michele ormai diventato un adulto consapevole. Ha scelto di mettere grande distanza tra sé ed il male vissuto in Italia, decidendo di migrare nel regno unito e riuscendo a ricostruirsi una vita, seppur sempre discutibile, più solida e determinata di quella di un tempo. Elena invece, diversamente da Michele, non è riuscita a vincere i suoi demoni, che le hanno mandato all’inferno l’anima. In più ha custodito un segreto che, invece di aiutarla a vivere un’esistenza migliore, l’ha condannata definitivamente alla dannazione. Si è legata ad un uomo che probabilmente non la ha mai amata, ma l’ha sempre solo usata per soddisfare le sue perversioni. Elena purtroppo, dopo che la sua vita ha dovuto affrontare situazioni al limite, ed anche oltre, non ha più saputo riprendere in mano la propria esistenza. Michele in questo romanzo dimostra di provare un amore smisurato per lei, la difende, la scagiona, la perdona. E’ consapevole Michele che, malgrado tutto, non può proprio vivere senza Elena, e questa consapevolezza lui ce l’ha da quando lei, dopo averlo conosciuto, non si è voltata dall’altra parte come facevano tutti quando lo incrociavano. Lui era un ragazzo con gravi problemi esistenziali. Lei una ragazza anoressica, che di problemi ne aveva forse ancora di più.  Ma lei lo ha accolto, cercando di lenirne le ferite, e da quel momento le loro anime e le loro esistenze si sono mescolate indissolubilmente. La vicenda è ambientata a Milano ed a Ceresio, luogo inventato (ma non troppo). Curioso il momento in cui si svolgono i fatti. Siamo nel 2022, nell’anno post pandemia, della quale si avverte ancora l’eco. Frequenti i flashback ad episodi passati che ci aiutano a capire la vicenda. Salamino ci racconta ancora una volta una storia ad alto tasso emotivo, con un susseguirsi di situazioni che coinvolgono fin dalle prime pagine. Una storia costruita con cura, che fa riflettere. Tanti i personaggi ambigui, alcuni crudeli altri spietati, molti quelli senza un pizzico di cuore. Una storia che non smette mai di sorprendere, che ci fa stare continuamente col fiato sospeso e solo dopo la parola fine ci permette di far calare l’adrenalina accumulata. Blues per i nati senza un cuore si può leggere benissimo anche come romanzo a sé stante, ma io lo considero il momento conclusivo di una storia in tre volumi, per questo invito caldamente ad iniziare dal primo episodio della trilogia (il Kamikaze di cellophane) per poi proseguire con gli altri due (Il margine della notte è il secondo). Vi assicuro che sarà un’esperienza di lettura difficilmente dimenticabile.  

valutazione: buono

genere: 1giallo 

 


venerdì 4 giugno 2021

LA CHIAVE DI NICHE

 



LA CHIAVE DI NICHE F. Broso

La chiave di Niche è un romanzo scritto da Francesca Broso e pubblicato dalla casa editrice Blitos ad aprile di quest'anno. Per la Broso, già autrice di una raccolta di poesie e non solo, questo è il primo romanzo. Il libro, che inizia come una commedia (brillante), si trasforma col passare delle pagine in un racconto sempre più drammatico e di suspense. Il romanzo affronta infatti un tema molto attuale (a dire il vero questo è un tema che purtroppo è attuale da tanto, troppo tempo). Una piaga della nostra società. Un crimine perpetrato per la maggior parte (la stragrande maggioranza) dagli uomini nei confronti delle donne. Sto parlando del reato di stalking. La protagonista è Niche, una giovane donna che insegna in un liceo. Dopo un lungo periodo di difficoltà, successivo alla morte della amatissima nonna, la quale le ha lasciato in eredita una scatola che non è ancora riuscita ad aprire, ultimamente sta ritrovando il proprio equilibrio. Niche è una professoressa che adora insegnare, vive da sola ed ha due amiche carissime, Matilde e Greta. L'altro grande protagonista del romanzo è Giacomo. Collega di Niche al liceo, della quale è fortemente invaghito. Niche è una ragazza solare, allegra ed indipendente, non ha legami sentimentali e neppure lì cerca. Giacomo inizialmente le fa una corte pressante ma discreta. La invita spesso a pranzo e passano molto tempo assieme quando sono a scuola. La corteggia un po' maldestramente ma in modo tranquillo. Lei non lo incoraggia ma neppure rifiuta la sua compagnia, d’altronde si è sempre dimostrato simpatico e brillante ed è anche un bel uomo. Tutto cambia quando nella vita di Niche entra Leonardo, affascinante gestore di un caffè letterario. Giacomo sente sfuggire di mano la "preda", diventa geloso ed opprimente. E non solo. La sua è un’escalation senza più controllo. Da qui in poi il racconto riserverà molte sorprese e altrettanti momenti di suspence, con un crescendo di situazioni pericolose e angoscianti vissute dalla protagonista. Il romanzo è costruito molto bene dall'autrice. Pur mantenendo una certa leggerezza, dovuta anche alla scrittura brillante della Broso, che racconta le giornate ed i pensieri, spesso divertenti, dei vari personaggi, il libro affronta un problema molto serio e pericoloso, che molto spesso a portato a vivere situazioni molto drammatiche per chi ne è rimasta vittima. Un racconto che apre nel lettore riflessioni importanti. Un finale al cardio palma che farà vivere momenti d'angoscia a Niche ed ai lettori. Un romanzo che si fa leggere con piacere. Non banale, che tratta un argomento serio, che può diventare tragico, come lo stalking. Ma lo fa con la giusta leggerezza e positività. Buonissimo esordio. Complimenti.

valutazione: buono

genere: narrativa

 


giovedì 27 maggio 2021

E QUALCOSA RIMANE

 


E QUALCOSA RIMANE D. Sesti

E qualcosa rimane è il secondo romanzo scritto da Daniele Sesti con protagonista il Commissario Gravalloni. Il libro è edito da Ventura edizioni ed è stato da poco pubblicato. La vicenda narrata dall’autore vede protagonisti buona parte dei personaggi già presenti nel suo precedente romanzo (I ragazzi del coro). Siamo a Roma, nei giorni che precedono il natale. Il commissario Gravalloni, trasferito da poco nella città eterna, deve risolvere un mistero nato dopo il ritrovamento di un corpo senza vita, nei pressi di un cassonetto per l’immondizia. Si tratta di un uomo già abbastanza in là con gli anni. E’ chiaramente un omicidio, ma quali sono le circostanze nel quale questo crimine è avvenuto? Ancora non lo sa, ma questo omicidio si lega a fatti accaduti molti anni prima, e coinvolgono anche una importante casa discografica. Gravalloni conduce le indagini, ed a coadiuvarlo nelle ricerche c’è il fido agente Mancuso e la capa commissaria dott.sa Schiavon. Ad aiutarlo saranno anche i ragazzi di un coro, il Vox populi, conosciuti in una sua vecchia indagine. Sesti, come nel suo precedente lavoro, costruisce una storia piuttosto originale, con personaggi non comuni ed ambientato ancora una volta nel mondo della musica e della filosofia. Non è un libro giallo fine a sé stesso, con un delitto e le susseguenti indagini, perlomeno non solo. Nei libri dell’autore ci sono riferimenti alla musica classica e moderna, richiami a citazioni di filosofi e pensatori. Una lettura forse non scorrevolissima ma certamente non banale e comunque sempre appassionante e coinvolgente. Molto ricca di spunti e di richiami storici. I personaggi poi sono tratteggiati con molta cura, su tutti il commissario, diventato ormai un’icona ed un elemento imprescindibile per i romanzi di Daniele Sesti. Un racconto particolare, a cui l’autore ha dedicato molta attenzione, si capisce bene dal suo modo di scrivere e dalle nozioni che vi inserisce. Uno stile ed una ambientazione che sono diventati caratteristiche peculiari di Sesti, che lo identificano in maniera precisa. Un romanzo che invito a leggere, perché fa trascorrere qualche ora piacevolmente accompagnati da una trama ben articolata e sviluppata, da personaggi interessanti e dialoghi spesso simpaticamente ironici.

valutazione: buono

genere: giallo