Visualizzazione post con etichetta aprile2025. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta aprile2025. Mostra tutti i post

martedì 29 aprile 2025

MENO DI ZERO

 






Meno di zero - Bret Easton Ellis -

recensione a cura di Carmen Nolasco


Bret Easton Ellis aveva appena vent'anni quando, nel 1985, pubblicò il suo primo romanzo "Meno di zero" ("Less Than Zero"). Concepito originariamente come tesi finale per un corso universitario di scrittura creativa, il libro rivela immediatamente il talento e l'audacia narrativa dell'autore. La sua scrittura, sorprendentemente matura, dà l'impressione di uno scrittore esperto che si cimenti in un romanzo di formazione. Eppure, tra le righe, emerge tutta l'inquietudine dell'adolescenza che si trasforma e si spegne in una narrazione che mostra, senza bisogno di spiegazioni, il puro nichilismo. In questo senso, il parallelo con "L'Ospite inquietante" di Umberto Galimberti appare inevitabile, entrambi diversamente testimoni del disincanto di una generazione alla deriva.

Se esiste uno scrittore che incarna il principio secondo cui la scrittura non ha regole, questi è certamente Bret Easton Ellis. "Meno di zero" è un romanzo privo di una trama convenzionale, dove apparentemente non accade nulla di rilevante, eppure ogni singola riga risulta essenziale. Ellis non narra grandi eventi, ma si concentra sulle piccole azioni quotidiane e sui dialoghi tra gli amici che, nel fluire dei giorni, riescono a dipingere con ferocia e brutalità disarmante il sordo dolore di un adolescente. Un dolore che il protagonista riesce fugacemente a intravedere nella vacuità della propria esistenza e in quella dei suoi coetanei.

La narrazione, che racconta le vacanze di Natale del giovane Clay, durante le quali torna alla natia Los Angeles, si sviluppa senza mai suscitare la classica domanda: "E poi?". Questo non significa che l'assenza di suspense non riesca a mantenere il lettore incollato alle pagine. Al contrario, chi legge viene assorbito dal racconto, immerso nelle parole e svuotato a sua volta, e lasciato con un profondo senso di angoscia esistenziale. E se il lettore è un genitore, con un'inquietante domanda. Tra le pagine emerge infatti un'accusa spietata verso una generazione di genitori assenti, concentrati esclusivamente sulle proprie vite.

L'indifferenza nelle relazioni, la superficialità dei rapporti, la prosperità economica, e l'incapacità di assumere responsabilità (emblematico lo psicologo di Clay, egli stesso parte di questo mondo perduto) sono i tratti distintivi della società americana rappresentata: l’ambiente opulento e superficiale degli Studios cinematografici. In questo contesto emerge, senza clamori espliciti, il dolore di Clay, protagonista del romanzo, che si manifesta nel suo ripetuto e struggente "Sparire qui" e nel suo pianto apparentemente immotivato.

Ellis dipinge un universo popolato da ragazzi biondissimi, abbronzatissimi, bellissimi e terribilmente vuoti, incapaci di provare il minimo sentimento empatico. La patinata Los Angeles che fa da sfondo alla narrazione diventa simbolo dell'abbondanza: una città abitata da persone che possiedono tutto e non hanno più nulla da desiderare.

Questo romanzo rappresenta il primo grande esempio della genialità di Ellis. Se in opere successive, come "American Psycho", affinerà il suo stile provocatorio, qui dimostra già una sorprendente capacità di catturare l’immoralità e la devastazione di un’adolescenza annichilita. La sua scrittura è penetrata in me come un punteruolo, e mi ha catturato soprattutto nell'ultima pagina, grazie a una chiusura impeccabile e – inaspettatamente − profonda, lasciandomi con l'impossibilità di liberarmi da due parole contrastanti, ma perfettamente appropriate: terribile e capolavoro.


genere: narrativa

anno di pubblicazione: 1985


lunedì 28 aprile 2025

UN UOMO SOLO

 




Un uomo solo - Christopher Isherwood -

 Recensione di Miriam Donati

 

“L’artista da circo non ha un sipario che cali e lo nasconda, lasciando intatto l’incanto e la magia del suo numero. Sospeso al trapezio sotto il fascio delle luci, ha brillato e tremato come una stella. Ma ora che è a terra, senza i riflettori addosso, eppure chiaramente visibile da tutti – anche se tutti, ora guardano i clown – corre oltre le gradinate, verso l’uscita.”

 

Quante volte ci diciamo a chiusura dell’ultima pagina di un libro che ci manca qualcosa? Succede quando il dispiacere per non avere altre pagine da leggere supera il piacere provato per quelle lette e nel caso di questo testo le due pagine finali splendide e magistrali nella loro narrazione lasciano il lettore abbandonato a una solitudine struggente che è la stessa che prova il protagonista per tutto il suo racconto.

Il romanzo scritto nel 1964, in Italia pubblicato per la prima volta nel 1981, racconta con limpidezza e senza sensi di colpa o vergogna i rapporti amorosi, affettivi e sessuali che intercorrono fra due uomini affidandosi a minute descrizioni dei fatti quotidiani e deviazioni progressive dei pensieri e dei sentimenti approfonditi nel desiderio di verità del narratore che parla di sé al presente in terza persona in una sovrapposizione autobiografica con l’autore che non diventa mai confessione, ma osservazione oggettiva.

Vi si descrive una giornata di George, un apprezzato professore inglese che insegna alla Los Angeles University ai tempi della crisi tra Stati Uniti e Cuba nel 1962. La voce narrante è proprio quella di George che è rimasto solo dopo la morte, a causa di un incidente automobilistico, del compagno Jim e alterna un tono tagliente e sarcastico a un tono che pur scabro e ruvido è ricco e illuminante di riflessioni esistenziali scagliandosi contro la borghesia americana con il suo finto perbenismo, l’omologazione senza fantasia, il consumismo e la finta uguaglianza che lo costringe a indossare una maschera per proteggere la propria omosessualità. Scava con forza in profondità dentro di sé per contrapporre il proprio mondo a quello degli altri per resistere e sentirsi ancora vivo. Sotto le rughe che avanzano si intravvede ancora il ragazzo tenero e affascinante che è stato. Attraverso una routine abitudinaria pensa di poter mantenere per lo meno un precario e abbastanza soddisfacente equilibrio fino a un intoppo imprevedibile.

La sua giornata è un viaggio fisico e mentale sospinto solo dalla voglia di non rimanere completamente solo, scandito da una serie di tappe che attraversa tra dubbi e rassegnazione. È risentito, annoiato, cerca negli occhi dei propri studenti un barlume di ascolto, una risposta di comprensione. Dibatte sul romanzo di Huxley Dopo molte estati muore il cigno e sui temi a lui cari: l’emarginazione, l’esclusione, l’odio razziale, l’identità e la competitività delle minoranze. Ma quando suona la campanella di fine lezione torna a sentirsi di nuovo solo in mezzo a gente che non lo capisce e che non ha ascoltato quello che ha detto.

George non riesce simpatico al lettore, tutt’altro, e questo a causa della sua sincerità nel sentirsi sdoppiato: il confronto con gli altri lo conforta e lo abbatte, le parole lo incoraggiano e lo spaventano, i libri letti, prima compagni di vita, ora li giudica inutili, si lascia andare al desiderio per ripiegare subito nella paura e nella disillusione. George rifiuta il pianto e compiange in silenzio la morte di Jim e quella imminente dell’amica nemica Doris perché lo mantengono dolorosamente ancorato alla vita.

Con l’altra amica, Charley, l’unica donna della sua vita, che lo capisce e c’è sempre stata con lui e Jim, la sola che lo unisce nell’amore per l’Inghilterra da cui entrambi provengono, mantiene un’amicizia trascurata ma indispensabile che gli permette appunto di conservarsi sincero.

E poi c’è l’imprevisto che arriva con la notte: Kenny Potter, uno dei suoi studenti, è la materializzazione dei suoi desideri, perché il dolore non ha spento le sue pulsioni, corpo e anima non sono più due identità diverse. Un incontro pieno di sottigliezze, stati d’animo che mutano, pensieri sotterranei. L’incontro li condurrà in una folle corsa sulla spiaggia e poi tra le onde dell’oceano e poi fino a casa del professore in una pagina di grande letteratura. Basta poco per non essere più soli: “se non mangiassimo mai soli, soffriremmo di solitudine?”.

L’autore crea complicità con il lettore intercalando a volte alla terza persona la seconda e la prima plurale e rivolgendosi a Jim direttamente.

Oltre alla solitudine, l’argomento costante del libro è la morte: quella di Jim, quella che ipotizza per sé George (un’ipotesi che facciamo tutti, un gioco in cui ci chiediamo come sopravvivere al dolore) e quella sullo sfondo che sta vivendo l’America a causa della guerra dei missili a Cuba.

Alla fine il libro lascia una malinconia che sembra un saluto di addio alla vita che Isherwood forse sentiva non così lontano.

 
Genere Narrativa

 Anno di pubblicazione 1964


domenica 27 aprile 2025

MI LIMITAVO AD AMARE TE

 




Mi limitavo ad amare te – Rosella Postorino – 

recensione a cura di Lilli Luini

 

Nel momento in cui in Europa tornano a soffiare venti di guerra, Rosella Postorino scrive un libro magnifico che prende l’avvio in Bosnia nel primo anno di una guerra sanguinosa durante dal 1992 al 1996.  Uno dei momenti più tragici fu l’assedio di Sarajevo e proprio da lì parte il romanzo, dall’orfanatrofio di Bjelave dove non c’erano solo orfani ma anche bambini e ragazzini che i genitori avevano lasciato lì nella speranza che fossero al sicuro dalle granate e dai cecchini e che avessero sempre di che mangiare.

I protagonisti sono appunto ragazzini. I primi che incontriamo sono Nada e Omar, dieci anni, e li incontriamo per strada, quando escono dall’orfanatrofio per giocare, mettendo a rischio le loro vite. Nada non ricorda sua madre, Omar invece la vede una volta al mese ed è proprio durante una passeggiata con lei che una granata piomba su di loro. La madre urla “corri” e lui riesce a riparare nell’orfanatrofio, con l’incrollabile certezza che anche la sua mamma si sia salvata. L’intensificarsi della guerra spinge l’ONU a cercare una soluzione per i bambini, non solo gli orfani. Con un convoglio umanitario partono così per l’Italia 67 bambini, di cui 46 provenienti dall’orfanatrofio di Bjelave.  

Sull’autobus che li porta via, troviamo Omar disperato, perché convinto che la madre sia viva, mentre il fratello Sen è entusiasta. Nada lascia a Sarajevo il fratello Ivo, costretto ad arruolarsi, ma sul bus incontra Danilo, quattordicenne, che diventerà il terzo protagonista.

Arrivati in Italia verranno posti in due comunità: i più piccoli a Monza, i più grandi a Rimini, dove si reincontreranno tutti nella stagione estiva.

Da qui il romanzo prende un’altra piega: l’adattamento e l’integrazione di questi bambini, che dovrebbero fermarsi per poche settimane. In realtà, la guerra durerà altri quattro anni, molti di loro saranno dati in affido e poi in adozione e in parecchi non vedranno più i genitori.

Il quadro è rigorosamente storico e l’autrice ha incontrato parecchi di quei bambini divenuti adulti, cogliendone le differenze nell’affrontare la nuova realtà. Chi, come Omar, l’ha sempre rifiutata, mentre nel fratello troviamo una forte aspirazione a diventare italiano e lasciarsi alle spalle il passato. Chi, come Danilo, non ha perso la propria identità ma ha abbracciato in pieno il nuovo mondo. Chi, come Nada, che si scopre figlia di una prostituta che l’ha subito abbandonata, trova alla fine una sua dimensione.

Tra i vari capitoli, troviamo delle pagine in corsivo, scritte in prima persona da dentro i giorni di guerra, che paiono avulse da tutto il resto. Non è così: a poco a poco, con lo scorrere della trama, si comincia a capire a chi appartengano e hanno un significato forte e profondo che si rivelerà verso la fine. Perché c’è anche chi sopravvive alla guerra ma non alla pace.

Un libro magnifico, una scrittura essenziale, tagliente che ci butta dentro un dramma insensato. Da leggere, anche per conoscere un pezzo del nostro passato recente e già dimenticato.


genere: narrativa

anno di pubblicazione: 2023

 


venerdì 25 aprile 2025

THE MIST

 




The mist – Stephen King –

recensione a cura di Francesca Tornabene

 

"Avrai più paura dei mostri che infestano la nebbia o di quelli che vivono negli abissi dell'animo umano?" 

È il dubbio che ha accompagnato la mia lettura. 

The mist è un Romanzo breve, scorrevole, che appartiene al genere horror con spiccati tratti di fantascienza.

È stato un viaggio surreale in compagnia del Re dell'horror, nel New England del Nord, nella regione del Maine, nei pressi di Long Lake, precisamente a Bridgton.

Da subito, leggendo l'incipit sono entrata nel vivo della storia travolta dalla potenza di un uragano...

Dopo la tempesta, la nebbia ha avvolto ogni cosa...e strani avvenimenti si sono verificati.

Ma come se ciò non bastasse, la paranoia, la follia e la minaccia di un male sconosciuto hanno rivelato le fragilità umane e l'incapacità di gestire le situazioni con lucidità e di lavorare insieme per la sopravvivenza.

La mia attenzione è stata catturata dal rapporto tra "la nebbia" e "il sogno".

Due immagini che si confondono in un'unica figura onirica, fugace e priva di concretezza nel mondo reale.

Tanto da chiedermi dove inizia la nebbia e dove finisce il sogno di questo viaggio.

Immagino la nebbia come il confine dello scrittore diviso tra la realtà e il sogno.

E mentre cerco indizi per supportare la mia tesi, il viaggio volge al termine.

Tornando a casa, ripenso ancora una volta a quelle immagini della nebbia così oniriche romanzate, ai luoghi avvolti dal suo anatema e ai sopravvissuti.

Mi è piaciuto moltissimo il modo in cui King ha chiuso il racconto. Un finale oscuro, criptico che lascia tanti punti di domanda.

Prima che queste figure svaniscano del tutto, mi fermo, ancora qualche minuto, in quel luogo in cui i cervi guadano il fiume Connecticut. 

Poi...Apro gli occhi.

"I sogni, dopotutto, sono cose prive di sostanza, proprio come la nebbia".

genere: horror

anno di pubblicazione: 2018

 


martedì 22 aprile 2025

IL DIO DEI BOSCHI

 




Il dio dei boschi - Liz Moore -

recensione a cura di Rossella Lombardi


Questo libro è uno strano giallo perché, pur presentandoci la sparizione  di due bambini , non è incentrato sulle indagini  dei due casi da risolvere  ma  sull’intreccio delle relazioni fra i numerosi personaggi , sulle problematiche familiari, di coppia, sulla genitorialità, sull’amicizia, sul potere del denaro nella vita pubblica e privata….e molto altro. La vicenda è narrata come un puzzle  dove ogni tessera  contribuisce a svelare i numerosi segreti che ciascun personaggio nasconde.

Il ritmo è incalzante e la scrittura è scorrevole, quasi cinematografica. La scelta narrativa dell’autore è sicuramente originale :presenta infatti continui salti temporali ( dal 1961 al 1975), descrivendo  ed analizzando eventi precedenti, alternandoli continuamente  ad eventi più recenti, vissuti e presentati dai diversi personaggi. Questo ne rende indubbiamente un po’ più faticosa la lettura .

Sui monti Appalachi , nel Parco Adirondck , si trova il Campo Emerson , un campo estivo per giovani americani, di proprietà della  ricca famiglia VanLaar che vive non lontano, in una grande proprietà. Accanto sorge la proprietà di un’altra ricca famiglia , legata alla prima da interessi economici comuni. Il campo ospita molti adolescenti, tra i quali Barbara VanLaar che una notte scompare. Quindici anni prima anche il suo fratellino di otto anni , nato prima di  lei, era scomparso in oscure circostanze.  Una giovane investigatrice riporterà a galla antichi segreti; risolverà con intelligenza e zelo i due casi ed arriverà ad importanti decisioni, dettate più dalla comprensione umana che dalla disciplina  professionale.

Fra i tanti aspetti degni di nota nella storia, mi ha colpito l’esplicito intento di presentare lucidamente ed in modo implacabile  la spietatezza , la superficialità e l’anaffetività delle ricche famiglie  newyorkesi.

Il libro è sicuramente intrigante  ed avvincente. Ho avuto modo di apprezzare l’ abilità della scrittrice anche in altri suoi lavori precedenti  : “Il peso”e “ I cieli di Philadelphia”, diversi nello stile e nell’ ambientazione . Originale, in quest’ultimo  lavoro, è  aver inserito come protagonista il bosco, presentato in tutta la sua bellezza, il suo mistero, la sua pericolosità. Attraverso i suoi impervi sentieri , i personaggi fanno forse un viaggio dentro se stessi  e   nascondono spesso i segreti più dolorosi.

La mia votazione = 7/10


genere: thriller

anno di pubblicazione: 2024

 


lunedì 21 aprile 2025

TERRITORI

 




Territori - Olivier Norek -

recensione a cura di Ornella Donna


Olivier Norek è uno scrittore francese e un poliziotto. I suoi romanzi, tradotti in 14 lingue, hanno venduto più di due milioni di copie, vincendo numerosi premi letterari. In particolare ha scritto la cosidetta Trilogia della banlieu, iniziata con Codice 93, ed ora portata avanti con il secondo volume intitolato Territori, edito da Rizzoli nella prestigiosa collana Nera Rizzoli. Il capitano Victor Coste, protagonista della serie, torna anche in Il pesatore di anime (2023). Il primo libro di Norek ad essere pubblicato in Italia è stato: Tra due mondi , Rizzoli 2018.

Territori dimostra essere, ancora una volta, un romanzo assai crudo ed avvincente, che racconta verità di grande attualità, particolarmente nitide e violente.

Ambientato a Malceny, nel dipartimento parigino della Seine-Saint-Denis, un quartiere violento, dove le bande di giovani agiscono indisturbati, mettendo a fuoco e ferro chiunque cerchi di intralciarli. In questo caso un uomo viene trovato morto, seduto su una sedia,  stato torturato con un trapano, e le sue ginocchia sono state perforate. La violenza è inaudita ed impensabile. Victor Coste e la sua squadra cercano di far luce su di un omicidio al limite, compiuto da giovani gang di trafficanti che agiscono alla luce del sole, restando, spesso impuniti.

La situazione precipita ulteriormente quando viene rinvenuto il cadavere di Rose, uccisa in casa sua, abbandonata sul letto, contornata da un mazzo di soldi, sparsi intorno al suo corpo:

         “Coste era accoccolato davanti al cadavere di una vecchia stesa sul pavimento con gli occhi ancora spalancati e una smorfia di dolore sul viso. (…) Morte naturale, probabilmente un attacco cardiaco. “

Chi ha voluto la sua morte? Inoltre Coste ritrova a casa della stessa una quantitativo ingente di droga, dall’hashish alla cocaina. Ora anche gli anziani si mettono a spacciare, si domanda, costernato? Intanto Coste conosce Jacques, un anziano conoscente di Rose, che lo aiuta a far luce su di una vicenda assai inquietante e tragica.

Il romanzo  giallo, ed è caratterizzato da una pletora di personaggi, al punto che a metà del romanzo sono già ben 28! Su tutti spicca Bibì, un giovane adolescente, spietato, assodato da un boss, a cui deve l’obbedienza di un soldato che agisce e non fa domande. La sua realtà colpisce nel profondo, cresciuto a suon di botte, con una madre sempre ubriaca, l’unica sua salvezza è quella di ubbidire, sconvolgendo la realtà ed attuando ciò che gli si dice di compiere, tramite l’uso di una violenza rude e cinica.

La realtà narrata è quella di un sistema corrotto nelle fondamenta, dove non c’è  spazio per il buono e il bello. Il male è ovunque, ed è anche l’unico mezzo di sopravvivenza.

Con questo nuovo romanzo, Norek si conferma un narratore di qualità, sofisticato e colto, che racconta di una società violenta e cruda, pronta ad esplodere, con conseguenze inimmaginabili. Per palati forti, un giallo che si distingue, per assenza di moralità e di scrupolo. Il ritratto di una provincia che fatica a sopravvivere, preda di una cieca violenza, inquietante e struggente.


genere: thriller

anno di pubblicazione: 2025

 

venerdì 18 aprile 2025

NON DICO ADDIO

 




Non dico addio - Han Kang -

recensione a cura di Carmen Nolasco


Avete presente quelle letture che sembrano avvolgervi completamente, facendovi dimenticare il posto in cui vi trovate? Non dico addio di Han Kang fa proprio questo. È un romanzo che mi ha fatto provare un freddo intenso, tanto che mi rifugiavo sotto un plaid caldo e morbido ogni volta che riprendevo la lettura. La scrittura di Kang possiede, infatti, un potere immersivo davvero straordinario, che raramente ho sperimentato in altre opere letterarie.

Ciò che colpisce di questo romanzo è la prosa lirica e precisa — a tratti spietata — e la meticolosa scelta delle parole, unite a un perfetto bilanciamento musicale tra le frasi:

“Quell'armonia sorprendentemente soave, ma nello stesso tempo lievemente dissonante, che sembrava doversi interrompere da un momento all'altro, aveva continuato a srotolarsi nell'aria."

Un elogio particolare va a Lia Iovenitti per la sua magistrale traduzione italiana. È riuscita a preservare un testo denso di immaginazione e poesia, trasmettendo intatta, suppongo, la magia dell'originale coreano.

Ogni parola di Kang è calibrata per trascinarti nel gelido mondo di Gyeong-ha, tra fiocchi di neve e "istanti congelati in volo che brillano come cristalli". Quanto freddo! Un freddo che permea ogni pagina fino alla conclusione. Lirico, duro, brutale. Squisitamente poetico. Quando ho chiuso il libro sull'ultima pagina, la mia pelle era gelida come quella della protagonista, e anche il mio cuore continuava a tremare.

Va detto, con onestà, che non è stata una lettura sempre scorrevole. In alcuni passaggi il ritmo rallenta, l'incedere diventa contemplativo, quasi statico. L'inquietudine che pervade la narrazione sembra talvolta fine a sé stessa, raramente proiettata verso il futuro con la domanda: "E poi? Che accadrà dopo?"

L'epilogo lascia un senso di incompiutezza che sconfina nell'amaro. È drammatico, un sogno lucido che costringe a riflettere e risolve la lettura in un momento di consapevolezza: "Oh! Era questo, dunque!":

"Ogni fiocco di neve sembrava illuminato dall'interno da un minuscolo tizzone ardente... poi... l'oscurità ha cancellato di nuovo ogni cosa".

Ho lasciato decantare la storia prima di scrivere questa recensione, pensando inizialmente che il romanzo non mi fosse piaciuto. Invece, mi ha profondamente colpita, poiché a distanza di settimane continuo a rifletterci, e sono davvero rari i libri che lasciano un'impronta così duratura nella memoria.

La storia ruota attorno a Gyeong-ha, una scrittrice che ritorna sull'isola di Jeju per confrontarsi con le ombre del suo passato. Attraverso un viaggio intrapreso per accudire l'uccellino di un'amica ricoverata in ospedale, si immerge nei ricordi del massacro di Jeju del 1948, un evento storico che ha profondamente segnato la Corea del Sud. Il romanzo intreccia memoria, sofferenza e oblio con straordinaria maestria, portando il lettore a riflettere sulla fragilità dell'esistenza umana e sul peso dei traumi collettivi.

Han Kang, vincitrice del Premio Nobel per la Letteratura nel 2024, conferma con Non dico addio il suo talento eccelso, arricchendo una produzione già iconica che comprende opere fondamentali come La vegetariana, L'ora di Greco e Atti umani. La sua capacità unica di trasformare il dolore in arte sublime rende questo romanzo un'esperienza letteraria indimenticabile, seppur impegnativa, che continua a risuonare ben oltre l'ultima pagina.


genere: narrativa

anno di pubblicazione: 2024


mercoledì 16 aprile 2025

LA RAGAZZA DEL FIUME

 




La ragazza del fiume - Nicola Rocca -

recensione a cura di Stefania Calà


Attratta dalla suggestiva copertina e dopo aver letto la trama e qualche recensione, in cerca di un buon thriller, mi sono immersa nella lettura di questo romanzo che è il settimo della serie con protagonista il commissario Walker, accompagnato dal fido ispettore Scola. Nonostante faccia parte di una serie, il romanzo è autoconclusivo e l'indagine ha un inizio e una fine.
La storia è quella del ritrovamento del cadavere di una giovane ragazza, Eleonora, che emerge dalle acque del fiume Adda.
Più gli investigatori si addentrano nella vita di Eleonora, acquisendo informazioni sulle sue abitudini e sulle sue frequentazioni, e più le carte si mescolano. Quella che inizialmente sembrava la classica bella e brava ragazza si rivela, invece, una persona con mille segreti.
E la mia mente mi ha riportato indietro nel tempo, più precisamente a Laura Palmer e ai segreti di Twin Peaks.
La penna di Nicola Rocca è senza alcun dubbio piacevole, la narrazione scorrevole, utilizza molto i dialoghi e raramente si dilunga in descrizioni/digressioni. Questo, però, potrebbe essere anche un limite. L'equilibrio tra dialoghi e descrizioni non è molto bilanciato, propendendo soprattutto per i primi.
Mi è piaciuto l'utilizzo dei flashback, l'andirivieni tra presente e passato, nonché il cambio di prospettiva della narrazione, dando la possibilità al lettore di guardare la vicenda attraverso gli occhi degli altri soggetti coinvolti nell'indagine.
Ma non è un thriller, decisamente no. È di certo un giallo poliziesco in cui le indagini vengono condotte con il classico metodo dell'acquisizione di informazioni.
Per quanto riguarda la scrittura, ho riscontrato qualche refuso (pochi) e un uso eccessivo di virgole, soprattutto nelle frasi brevi e, anche, tra soggetto e predicato. Inizialmente pensavo fossero sviste, poi ho compreso che l'autore le utilizza quasi fossero un vezzo, un tratto distintivo: è il suo modo di scrivere (che, sinceramente, a me non piace). Un'altra cosa che non ho gradito è il fatto che lo stesso concetto venga ripetuto più volte, per esempio in uno stesso dialogo il commissario fa una domanda, l'altra persona risponde e il commissario ripete il concetto, quasi a volerlo imprimere nella memoria del lettore. Non ce n'è bisogno, il lettore attento ci farà comunque attenzione, e non sempre "repetita iuvant" (a volte disturba).
Il romanzo, comunque, si lascia leggere, è ben congegnato, e i capitoli brevi mantengono alta l'attenzione. Il finale sorprende, ragion per cui per me merita la sufficienza.
Voto 6/10

CIT. "In superficie, ogni cosa appare perfetta. Tutti si mostrano come vorrebbero che gli altri li vedessero."
CIT. "La vita dell'investigatore è un po' come quella dei giocatori di poker: a volte, per avere la meglio sull'avversario, devi fargli credere di avere delle carte che in realtà non hai."


genere: giallo

anno di pubblicazione: 2025

 


martedì 15 aprile 2025

CACCIA ALLE STORIE - LA CITTA' DELLE BESTIE

 




CACCIA ALLE STORIE- AVVENTURE TRA LE PAGINE PER RAGAZZI CURIOSI

romanzi segnalati e recensiti da Elisa Caccavale


La città delle bestie - Isabel Allende -

La città delle bestie segna l'ingresso di Isabel Allende nella narrativa per ragazzi, ma mantiene in sé molti degli elementi che caratterizzano la sua scrittura per adulti, primo fra tutti il realismo magico. In questo romanzo, la dimensione fantastica si intreccia costantemente con quella reale, in un modo che richiama inevitabilmente l'eredità letteraria del Sud America: Borges, Márquez e la stessa Allende ne sono stati maestri. Tuttavia, rispetto a capolavori come La casa degli spiriti, qui la magia è più lieve, quasi didascalica, a tratti addomesticata per un pubblico più giovane.

Il protagonista, Alexander Cold, è un ragazzo americano alle prese con difficoltà familiari e personali. Quando la madre si ammala gravemente, viene affidato alla nonna Kate, un'eccentrica giornalista che lo porta con sé in Amazzonia per un reportage su una misteriosa creatura leggendaria: la Bestia. Da questo momento si apre un viaggio avventuroso nel cuore della foresta, in cui Alexander, affiancato dalla giovane Nadia e guidato da sciamani e tribù indigene, affronta prove che mettono alla prova il suo coraggio, la sua empatia e il suo legame con la natura. Il percorso si sviluppa come una classica quest, un viaggio di formazione in cui la scoperta del mondo esterno va di pari passo con quella del proprio mondo interiore.

La trama alterna momenti di tensione, mistero e introspezione, con un ritmo narrativo ben calibrato, che riesce a tenere alta l’attenzione. Gli eventi fantastici – come il contatto con spiriti guida, animali totemici e popolazioni invisibili agli occhi dei "civilizzati" – si inseriscono con naturalezza nella narrazione, restituendo quella sottile magia che è cifra stilistica della Allende, anche se in una versione più accessibile e semplificata.

Eppure, per quanto l'intento sia nobile e l'ambientazione affascinante, il romanzo non raggiunge la profondità emotiva e simbolica di La casa degli spiriti. I personaggi appaiono più archetipici che complessi, le svolte narrative talvolta prevedibili. Il realismo magico, qui, si fa strumento di avventura più che veicolo di riflessione sul destino, la memoria o le contraddizioni della storia latinoamericana.

Proprio per questo, La città delle bestie si presta perfettamente come consiglio di lettura per ragazzi, specialmente per chi si avvicina per la prima volta alla letteratura sudamericana. È un ottimo punto di partenza per scoprire tematiche come il rispetto per la natura, la diversità culturale e la crescita personale, il tutto raccontato con uno stile accessibile ma non banale. Un'avventura dal sapore esotico, capace di accendere la curiosità e stimolare la fantasia dei lettori più giovani, preparando magari il terreno per opere più complesse della stessa autrice.


genere: narrativa

anno di pubblicazione: 2020

 


lunedì 14 aprile 2025

DANZA MORTALE

 




Danza mortale - Enrica Aragona -

recensione a cura di Gino Campaner

 

📖Spiccioli di trama: la commissaria Nadia Montecorvo e la sua squadra devono scoprire chi ha rapito Emma, nipote di un noto e facoltoso ristoratore (Saverio Brandani), sparita dopo essere stata accompagnata a lezione di danza. Le indagini non sono semplici, la bambina sembra svanita nel nulla e non ci sono indizi che permettano di individuare potenziali colpevoli. 

 🔥Punto di forza: sicuramente l'epilogo della vicenda che poi nei gialli rappresenta il fulcro della storia. Lo sviluppo delle indagini, la scoperta dei possibili autori del crimine spesso sono simili tra loro. Ma la scoperta del colpevole e la sua cattura se scritti in maniera coinvolgente danno sicuramente un valore aggiunto al libro. In questo caso adrenalina e emozioni arrivano in grande quantità. Una conclusione di libro che appassiona e convince. 


🙁Punto debole: quello che meno mi ha convinto in questo romanzo e la vicenda che racconta. Quando ci sono bambini protagonisti in negativo (non voglio entrare troppo nei particolari) tendo a dare un giudizio non positivo a prescindere. Ma riconosco essere un mio limite. E una barriera che probabilmente devo superare ma al momento non riesco. 


🏁Finale: come in ogni buon giallo il caso viene brillantemente risolto. La squadra guidata dalla commissaria Montecorvo ha lavorato con grande impegno ed ha assicurato alla giustizia il colpevole. Ma non tutto viene chiarito, soprattutto nella vita di Nadia qualcosa deve trovare ancora una risposta. La scopriremo, forse, con il prossimo caso su cui dovrà indagare. Finale aperto, apertissimo.


🎓Giudizio complessivo: ⭐⭐⭐ ★
Enrica Aragona è l'autrice di un romanzo che per me rimarrà indelebile nella mia memoria, parlo di Sangue sporco. Quel libro raccontava una storia dura e difficile da digerire. Non era un romanzo per tutti, forse, ma chi lo ha letto puo’ solo averlo amato. Poi alla sua porta ha bussato la commissaria Nadia Montecorvo e su di lei ha cucito su misura due indagini molto coinvolgenti. Anche nel giallo quindi ha dimostrato di poter dire la sua. Ha "costruito" un personaggio (Nadia) con tante sfaccettature ed una storia legata all'infanzia che l'ha segnata profondamente. Una squadra affiatata al suo fianco, con la quale lavora in grande sintonia. Ma io rimango legato a quel romanzo, Enrica Aragona rappresenta per me quella storia, quel genere, e sono sicuro che prima o poi ci regalerà un'altra vicenda a forte impatto emozionale come quella. 


genere: giallo

anno di pubblicazione: 2025

 


domenica 13 aprile 2025

NOSTRA SIGNORA DELLE NUVOLE

 




Nostra signora delle nuvole – Mirko Zilahy -

Recensione a cura di Dario Brunetti


Nostra signora delle nuvole è un romanzo di Mirko Zilahy uscito nel 2023 per Harper Collins. L’autore romano accantona le forme narrative legate al genere giallo-thriller per donare ai lettori una storia intima e personale.

Città Giardino è un quartiere storico di Roma rappresentato da villini immersi nel verde dei loro giardini e da parchi, luogo di giochi, divertimenti e armoniose passeggiate. È proprio qui è cresciuto il piccolo Mirko sotto le amorevoli cure di Annarita, sua madre con la quale ha condiviso ogni momento stabilendo un rapporto di complicità e di affetto sano e genuino.

Annarita con tanta dedizione e amorevoli cure ha riempito i giorni di Mirko condividendo passione e creatività dando un senso alle cose, ecco perché quest’opera diventa un diario di ricordi che l’autore vuole condividere con i lettori, ci prende per mano e ci fa entrare in casa sua, portandoci nella sua stanza e aprendoci i cassetti dove sono contenuti i ricordi della sua infanzia. Siamo suoi ospiti e non ci resta che lasciarci trasportare dalla narrazione e dall’ascolto parola per parola di quel che Mirko ci vuole raccontare e soprattutto confidare, perché quest’opera porta con sé i ricordi del cuore.

Mirko ha un rapporto un po' difficile e particolarmente spigoloso con il suo papà Gerardo che è ben compensato dalle visite frequenti della nonna Paola, una donna di straordinaria eleganza e raffinatezza e dai modi gentili e infine dallo stravagante e bizzarro nonno ungherese.

Ma nell’album dei ricordi ci saranno novità importanti che Mirko vivrà con intensità: dalla nascita della sorellina Isabella al trasloco a Latina, dalla separazione di Annarita e Gerardo alla nuova relazione di Annarita.

Ma la persona che riempie le giornate di Mirko è Annarita, una donna capace di infondere serenità e benessere attraverso la sua positività. Annarita è la luce di casa Zilahy, ma è soprattutto una donna che sa trasmettere delle grandi lezioni di vita a Mirko.

Bisogna imparare a rialzarsi sempre anche nei momenti più difficili. La vera cultura sta nell’apprendere gli insegnamenti che la vita ci mette davanti, ma bisogna capirne il giusto valore, l’essenza proprio perché arriva sotto forma di un dono.

Nostra signora delle nuvole è un testo di formazione diviso in tre fasi, l’infanzia, l’adolescenza e la maturità di Mirko.

A noi lettori non ci resta che osservare perché ogni nuvola nasconde un destino che può appartenere a ogni essere umano.

Un libro emozionante e travolgente narrato attraverso il dono della semplicità attraverso dei dialoghi serrati e particolarmente incisiva.

Nostra signora delle nuvole ci mette a contatto con la realtà, ci fa comprendere che la vita ci mette davanti a scelte difficili e ci vuole preparare a separarci da chi abbiamo amato per un’intera esistenza.

Annarita ci indica come riempire quei giorni perché è una donna che ha saputo amare donando.

E amare sta nel dare e non nel ricevere.

Lei era innamorata della vita e dell’amore attraverso i suoi molteplici colori e sprigionando una passione irresistibile riusciva a intravedere la realtà in ogni minimo dettaglio.

Un romanzo universale che ci arriva sotto forma di un dono per la sua autenticità e per la sua incantevole e al tempo stesso struggente bellezza proprio come la vita.

Un libro che porterò per sempre nel mio cuore e a cui sento con sincero e commovente trasporto di dedicare una poesia di Frida Khalo alla quale sono particolarmente legato:

Di struggente bellezza

Ho smesso di contare le volte in cui,

arrivata alla seconda riga,

ho cancellato e riscritto tutto nuovamente.

Cercavo un inizio ad effetto,

qualcosa di poetico e vero allo stesso tempo,

qualcosa di grandioso, ma agli occhi.

Non ci sono riuscita.

Poi ho capito,

ricordando ciò che non avevo mai saputo:

che per i grandi cuori

che muoiono nel corpo

ma che continuano a battere nel respiro della notte,

non ci sono canoni o bellezze regolari,

armonie esteriori,

ma tuoni e temporali devastanti

che portano ad illuminare un fiore,

nascosto,

di struggente bellezza.


genere: narrativa

anno di pubblicazione: 2023


sabato 12 aprile 2025

I SORRISI NON FANNO RUMORE

 




📚✨ I sorrisi non fanno rumore - Enrica Tesio

recensione a cura di Alice Bassoli


Un romanzo che ho bevuto tutto d’un fiato, tanto è scritto bene 🍷✍️

La trama: Toni, scrittrice e madre affaticata di una figlia preadolescente, crolla sotto il peso delle aspettative e rompe un tabù durante un evento scolastico. Lo scandalo divampa sui social, travolgendola. Ma nel cuore del buio, Toni trova la forza di guardarsi dentro e risalire, forse anche grazie a un nuovo incontro.

Tragicomico, brillante, sconvolgente.

Con la sua scrittura intelligente e sofisticata, Enrica Tesio ci regala una fiaba metropolitana che sa essere allo stesso tempo tenera e tagliente 🎭❤️

 

Toni, la protagonista, è una di noi: una mamma imperfetta, una donna stanca ma lucida, piena d’amore ma spesso troppo dura con sé stessa. Una che non molla, anche quando la vita la travolge come una tempesta social ❄️📲

 

Tra riflettori, e-mail alla Lapponia, bambini e crisi di Natale, ci ritroviamo a ridere e commuoverci, mentre ci domandiamo quanti dei nostri desideri abbiamo lasciato schiacciare sotto il peso delle aspettative 🎄😔

 

Un libro che fa sorridere nel buio, come solo le parole giuste sanno fare.

Leggetelo. Vi farà bene. 💫📖

genere: narrativa

anno di pubblicazione: 2023


venerdì 11 aprile 2025

LA VEGETARIANA

 




La vegetariana - Han kang - 

recensione a cura di Francesca Tornabene


Questo viaggio mi ha condotta fino alla Corea del sud. 

Il libro racconta diversi punti di vista: quello del marito, del cognato e della sorella della protagonista.

Questa scelta narrativa scandisce il tempo del delirio di Yeong Hye che va oltre la scelta etica di non mangiare carne.

 

È stato un viaggio irrisolto, trascendente e dissoluto.

 

Ho navigato le pagine della vegetariana attraverso una sublime prosa poetica.

Mi sono arricchita di metafore profonde, simbolismi vegetali, immagini oniriche che descrivono le fragilità umane, la rinuncia, l'instabilità, la schizofrenia, i traumi storici, la marginalità, l'isolamento, il silenzio e poi la ribellione, il coraggio, la follia.

Tra le pagine di questa storia straziante, ho conosciuto il desiderio profondo di chi vuole, ad ogni costo, liberarsi dal conformismo e da ogni tipo di sopraffazione.

Tutto parte da un atto di ribellione che degenera in un delirio disturbante crescente, fino al desiderio surreale ed estremo.

La protagonista vuole riscrivere la sua vita, la nascita, la sua esistenza e persino la morte.

Un desiderio che passa attraverso una sorta di sublimazione del corpo e la ricerca ossessiva di riconnettersi con la natura.

 

Un malessere interiore travolgente, viscerale che non trova pace, comprensione, cura.

 

È l'urlo epidermico, la richiesta di aiuto di chi, stanco, violentato, sopraffatto, trascutato, vuole disperatamente andare oltre, dissolversi, mescolando umano, animale e vegetale.

Torno a casa piena di interrogativi e penso, malinconica, alla responsabilità che noi abbiamo nei confronti dei più fragili e delle generazioni future.


genere: narrativa

anno di pubblicazione: 2019

 


giovedì 10 aprile 2025

UNA QUESTIONE DI SOLDI

 




Una questione di soldi - Gabriella Genisi -

recensione a cura di Ornella Donna


Torna Lolita Lobosco, felice creatura di Gabriella Genisi, nel libro intitolato Una questione di soldi, edito da Sonzogno editore. Un libro di ottimo tessuto narrativo, con una protagonista che ha saputo conquistare una grande fetta di pubblico e di lettori, anche dopo la trasposizione televisiva.

Siamo a marzo a Bari, quando viene ritrovato il cadavere di una donna, all’apparenza sembra trattarsi di un suicidio. Ma sarà proprio così?

La vittima si chiamava Margherita Colonna, era una gran bella donna, direttrice della filiale di un noto istituto di credito, era da poco separata dal marito, ed aveva una nuova, entusiasmante relazione con un uomo molto aitante. Ma ciò che più inquieta la poliziotta chiamata sul luogo, è l’incredibile somiglianza tra lei stessa e la vittima. Praticamente erano due gocce d’acqua, identiche, persino nel loro amore per le scarpe Louboutin:

       “A poco distanza dal corpo spiccava una scarpa decolletè dalla suola rossa. Le venne un brivido (…) ed era incredibilmente simile a Lolita. Stessi capelli lunghi a onde, stessa corporatura, il blazer nero, i  jeans attillati; perfino lo smalto in tinta con la suola delle scarpe era uguale.”

Lolita è molto perplessa, ma si rende immediatamente conto che davanti a sé non si tratta di un suicidio, ma di un omicidio. Qualcuno ha gettato giù la vittima dal balcone. Perché?

Lolita inizia le indagini come al solito: capire meglio chi era la vittima e chi poteva avere motivi di rancore nei suoi confronti. Interroga un cugino, il marito che parla malissimo della moglie, per non parlare della cognata. Insomma Margherita non era, in vita, molto amata, anzi era una donna che aveva accumulato parecchi debiti a causa di un tenore di vita superiore a quello che poteva permettersi, e l’indagine si rende parecchio ingarbugliata.

Non soltanto, ad inquietare la bella protagonista indagatrice, è la strettissima somiglianza tra la vittima e lei stessa. Perché Lolita ha queste strane sensazioni? Qual è la verità?

       “Lolita toccò la busta con la punta delle dita. Aveva paura di prenderla, di aprirla, di leggere quello che c’era scritto, anche se sentiva di conoscerne il contenuto parola per parola. Aveva ragione il professore: da quel momento in poi, sarebbe stato impossibile tornare alla vita di prima.”

Cosa sconvolge così tanto Lolita Lobosco?

Un giallo di ottima fattura e di narrato. Il libro è consigliato a chi ama il genere giallo in generale, e le avventure di Lolita Lobosco in particolare. Il narrato ruota , essenzialmente, intorno alle investigazioni della poliziotta, che in questo caso, rivela una grande dote di umanità mista una malinconia che rivela le sue stesse fragilità di donna e di madre possibile.

Trama completa, personaggi ben caratterizzati, un aggiunta di buon cibo raccontato e descritto con amore, sono i pilastri fondanti di una lettura che si apprezza nel profondo, divorandola in un attimo. Alla prossima avventura, Lolita Lobosco!


genere: giallo

anno di pubblicazione: 2025

 


martedì 8 aprile 2025

I FANTASMI DELL'INVERNO

 



I fantasmi dell'inverno - AA.VV. -

recensione a cura di Elisa Caccavale


Oggi vi presento un libro con il quale saluto l’inverno e offro, perché no, una suggestione e un suggerimento per quello che verrà. Sto parlando della raccolta antologica “I fantasmi dell'inverno" (Neri Pozza).

Si tratta di un libro che si legge come una carezza gelida sulla pelle: piacevole, ma anche lievemente inquietante. Dodici racconti gotici, firmati da altrettanti autori contemporanei, offrono un viaggio nell’ombra, tra nebbie, dimore isolate, spiriti inquieti e segreti sepolti. Ogni storia ha il proprio respiro, il proprio ritmo, ma tutte condividono quell’atmosfera sospesa, tipica delle serate invernali in cui il tempo sembra dilatarsi e il confine tra realtà e incubo si assottiglia.

Quello che colpisce della raccolta è la varietà: si passa da ambientazioni vittoriane cariche di fascino decadente a scenari più moderni ma non meno sinistri, con protagonisti che spesso devono fare i conti non solo con presenze soprannaturali, ma anche con i propri fantasmi interiori. Gli autori riescono, con grande abilità, a intrecciare il soprannaturale con temi profondamente umani: lutto, solitudine, senso di colpa, desiderio di redenzione.

La scrittura è curata, evocativa, mai eccessivamente descrittiva, e lascia spazio all’immaginazione del lettore. Alcuni racconti colpiscono per la loro intensità emotiva, altri per l’inventiva con cui rinnovano i topoi classici del gotico. Non tutti i racconti hanno la stessa forza, come accade spesso nelle antologie, ma nel complesso la raccolta mantiene un livello alto e regala più di un brivido sincero.

"I fantasmi dell'inverno" è il compagno perfetto per chi ama le storie da leggere con una coperta sulle gambe e una tazza calda tra le mani. Non tanto per spaventarsi, quanto per lasciarsi trasportare in un altrove dove l’inverno è più buio, ma anche più magico.


genere: horror

anno di pubblicazione: 2023


lunedì 7 aprile 2025

DOVE NON MI HAI PORTATA

 




Dove non mi hai mai portata - Calandrone Maria Grazia -

Recensione a cura di Miriam Donati

 

Non si può che partire dallo stile con questo libro: è poetico e impatta emotivamente con il lettore regalandogli una storia intensa e coinvolgente.

Il linguaggio è ricercato, a volte aulico, con gli a capo e le spaziature inconsuete, con alcune frasi in dialetto e preghiere in latino; è certamente impegnativo nonostante la fluidità, ma commuove toccando le corde più profonde.

I protagonisti e gli eventi sono ritratti in modo così minuzioso da sembrare reali come si prefigge l’autrice di render reale la propria madre nell’incipit. E riesce in questa impresa: Lucia, man mano si va avanti nella lettura diventa davvero concreta, vera, tangibile, l’autrice riesce a ridare dignità anche al suo gesto più estremo, dà un senso anche al dolore, spogliando la morte dalla violenza e lasciando solo l’amore. Ricostruisce in un vero e proprio reportage poetico la vita di Lucia, la giovane madre che l’ha data alla luce e l’ha poi abbandonata prima di togliersi la vita e di Giuseppe di cui si è innamorata. Ricrea una madre di cui non ha alcun ricordo e lo fa scavando nei luoghi che l’hanno vista crescere, soffrire e anche innamorarsi alla fine, lo fa attraverso poche fotografie, lettere pubbliche e private, documenti d’archivio, carte d’identità, testimonianze, racconti, cartelle cliniche. Tramite i dati satellitari mappa gli spostamenti e gli itinerari percorsi immaginando il suo andirivieni psicologico, i suoi pensieri, le sue emozioni.

Lucia fugge da un marito violento che era stata costretta a sposare e dalle umiliazioni a cui era stata sottoposta; il suo tentativo di rifarsi una vita con Giuseppe e la nascita di Maria Grazia non fermano la denuncia per adulterio e abbandono del tetto coniugale e si creano quindi le condizioni per la tragica decisione presa da entrambi di lasciarsi cadere nel Tevere dopo aver posato la figlia su un prato a Villa Borghese e spedito una lettera a l’Unità in cui è spiegato il loro gesto.

Il romanzo è insieme un atto d’amore, un’indagine accurata e ricostruzione di una vita, una lente d’ingrandimento sulla storia d’Italia perché questa storia intima e personale procede in un contesto di morale e legislazione ancora patriarcali ed è attraversata dagli eventi che non rimangono solo sullo sfondo, ma  che interferiscono nella vita di Lucia e Giuseppe cambiandone il destino: l’Italia rurale del paesino molisano, le guerre d’Africa, Milano e la sua periferia negli anni del boom economico con l’emigrazione dal Sud al Nord. 

Con coraggio una figlia abbandonata prende per mano una madre ragazzina, abbandonata dalla propria famiglia, vittima dei pregiudizi di una società ostile, ottusa, ipocrita che sa solo condannare, colpevole di aver cercato di vivere degnamente e la porta nel suo presente confermandole che il futuro che aveva sognato per lei si è avverato. Scrivendo di lei le ha restituito la comprensione e il commiato che non ha avuto in vita e l’ha fatta rivivere nella memoria di chi legge lasciando quindi una traccia indelebile.

 

Genere: narrativa

Anno di pubblicazione 2022


domenica 6 aprile 2025

TRE DI NOTTE

 




Tre di notte - Silvia Nirigua

recensione a cura di Gino Campaner

 

📖Spiccioli di trama: alberto ed elena sono sposati da più di vent'anni. Elena amava le donne. Dopo un'esperienza traumatica con Valeria ha deciso di approdare nel porto sicuro del matrimonio con Alberto. Hanno due figli ormai grandi. Si sono iscritti ad una chat erotica per variare il loro menage romantico e per soddisfare il desiderio ancora vivo di Elena. Ma l'ultima cena galante organizzata per ospitare Lia porta molte sorprese. 

 

🔥Punto di forza: un romanzo originale, che non ha nulla di pruriginoso o di voyeuristico. Parte da una situazione non comunissima, ma sempre più frequente, condivisa e consenziente tra adulti per poi virare a momenti di tutt'altra portata. Coinvolgente, personaggi indagati da ogni punto di vista. Interessante il loro approfondimento psicologico. Stile di scrittura che cattura, i capitoli che si alternano brevi ed incisivi sono caratterizzati dai pensieri dei protagonisti. C'è spazio anche per l'ironia. 


🙁Punto debole: la parte conclusiva. 


🏁Finale: ci risiamo lo so. Ma la disamina di un romanzo, se è oggettivamente valido (e questo lo è), analizza i particolari che magari attingono più ai gusti di chi lo ha letto. Io a questa storia avrei riservato un finale diverso. L'autrice la pensa diversamente da me. Ma per me con un altro finale si sarebbe messa la ciliegina sulla torta. La storia per come si è sviluppata poteva anche avere un finale alternativo. 


🎓Giudizio complessivo: ⭐⭐⭐⭐
Originalità e coraggio non mancano di certo all'autrice, neppure la capacità di regalare ai suoi personaggi una personalità un po disturbata con un lato psicologico fragile e condizionabile. Un romanzo interessante, divertente e non banale seppur il punto di partenza possa sembrare un po eccessivo. Complimenti all'autrice che aspetto con curiosità alla prossima prova. 


genere: noir

anno di pubblicazione: 2025