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giovedì 28 novembre 2024

INDIPENDENZA

 




Indipendenza – Javier Cercas – 

recensione a cura di Lilli Luini

 

Torna Melchor Marin, protagonista di Terra Alta. Torna anche nella sua città, Barcellona, richiamato per indagare su un ricatto alla sindaca che forse coinvolge tutto il suo entourage. La chiamata a Barcellona coglie Melchor impreparato: la perdita della moglie lo ha prostrato e si fa molte domande sul proprio futuro come poliziotto. Eppure accetta e torna in città con la figlia Cosette, dall’unica famiglia che ha, l’avvocato Vivales, forse mentore, forse padre. È un’estate torrida e le giornate di Melchor si dividono tra l’indagine e le serate con Vivales e i suoi amici.

L’inchiesta è popolata di personaggi foschi, rampolli di famiglie di antica potenza e agiatezza che hanno fatto di ciò il centro delle proprie vite e avrà per il protagonista risvolti inattesi.

In questo secondo romanzo della seria, Cercas approfondisce l’ambientazione sociale, la Catalogna indipendentista, e tocca in profondità il tema della responsabilità individuale nel fare, ma anche nel non impedire o nel trarre vantaggio da ciò che altri hanno fatto, giusto o sbagliato che sia in questo secondo romanzo, a parere mio migliore di Terra alta, Cercas mette in scena la nostra società, con tutte le sue miserie e il suo marcio e le sue ingiustizie, senza tuttavia trascurare le storie personali, il sentire e le emozioni dei protagonisti. Perché questo è un romanzo più corale, rispetto a Terra Alta, e anche la vicenda poliziesca non è lasciata al ruolo di sotto trama ma si sviluppa insieme a tutto il resto.

Eccellente la scrittura, essenziale eppure ricca, perfetta per la storia.


genere: thriller

anno di pubblicazione: 2021

 


mercoledì 27 novembre 2024

UNA GIOIA FEROCE

 




Una gioia feroce - Sorj Chalandon -

Recensione di Miriam Donati


Mi aspettavo tutt’altro da questo autore che mi ha abituato in alcuni dei libri precedenti ai ritorni improvvisi sul luogo del delitto inteso non come ambientazione poliziesca, bensì come luogo della tragedia dimenticata o comunque rimossa dove ritornare per sciogliere l’irrisolto. Da Beirut all’Alta Francia mineraria ha usato la Storia per approfondire le storie dei suoi protagonisti facendo comprendere con intensità e splendore le guerre e il capitalismo meglio di cento saggi.

In questo libro si immedesima invece per la prima volta in una donna, anzi, in quattro donne e trasforma un argomento drammatico come è la malattia in un viaggio di conoscenza di queste donne: le capisce, le comprende, le accarezza, le ammira e ce le restituisce persino con allegria.

Imbastisce una storia che, è vero, ha persino dell’incredibile, ma è un incredibile che si accetta proprio in funzione della congiuntura data dalla malattia che non dà scampo, dalla necessità contingente e dai caratteri delle nostre personagge che le inducono a gesti imprevedibili e fuori dall’ordinario.

Tutto ruota intorno alla libraia Jeanne, la protagonista, con una vita semplice e all’apparenza soddisfacente, solo il marito sembra essersi allontanato dopo che hanno perso il loro bambino; scopre durante un controllo di routine che “qualcosa” non va. A partire da quel momento inizia il suo percorso di ricerca. Ricerca di forze per affrontare il suo problema identificato sulla cartellina del medico con una grande K a indicare il cancro, ricerca di un senso alla reazione-negazione del marito che la lascia.

Sul suo cammino tre donne: Brigitte, Assia e Melody che, in modo e misura diversi, l’aiutano, l’una con l’affetto e la cura, l’altra con la determinazione e l’esempio e l’ultima distogliendola dal suo problema e mettendola di fronte al proprio. Si trasferisce da loro e inizia una convivenza cementata dalla malattia comune che le fa scoprire vite e realtà precedenti e decidere di partecipare a un’avventura impensabile per lei fino a poco prima.

Non è un libro solo sulla malattia, nonostante se ne parli e racconti anche il calvario affrontato da queste donne, è piuttosto un libro sul cambiamento radicale che questa innesca. Mi è piaciuta molto la “gioia feroce” del titolo che così bene identifica l’atteggiamento di queste donne che resistono, si ribellano a un percorso già scritto e dimostrano un coraggio che, nel suo dispiegarsi anche inconsapevole, illumina tutta la vicenda e la conclusione del libro.  Mi è piaciuta la leggerezza con cui l’autore ha affrontato l’argomento rendendolo prossimo al lettore. Ha saputo avvicinarlo nonostante ci sia sempre uno scarto anche inconscio ad affrontare questa materia o per timore o per scaramanzia, e chi è stato colpito direttamente o indirettamente riconosce nelle pagine lette un’esperienza dolorosa raccontata con garbo e delicatezza, con dolcezza partecipata persino.

La lotta contro la malattia si assomma alla lotta per la libertà delle donne del libro (la malattia rende il quotidiano aleatorio e riduce la libertà economica) sempre da conquistare e mantenere.

Una bella storia d’amicizia e non solo, forse non all’altezza dei libri precedenti dell’autore perché affrontata con meno grinta e più pudore, ma sempre vibrante e alla ricerca della luce e della speranza.

 

Genere Narrativa

Anno di pubblicazione 2019

In Italia 2023


martedì 26 novembre 2024

LE EREDITA' DEL MALE

 




Le eredità del male - Antani, Mascetti -

recensione a cura di Gino Campaner

 

📖Spiccioli di trama: marco Pavan attualmente è un investigatore privato, prima era un poliziotto. Un fatto drammatico e la sua coerenza di cittadino onesto le ha cambiato l'esistenza. Ora ha una vita molto complicata: si deve destreggiare tra il ruolo di padre, di una ragazza adolescente ingestibile, ed un lavoro quasi inesistente. Martina, quando viene accusato di omicidio il padre di una sua amica, che si professa innocente, pur disprezzando il genitore non trova altra soluzione se non quella di chiedere a lui di indagare e di trovare le prove che lo scagionino. Marco Pavan dopo qualche flebile resistenza, anche per compiacere la figlia, accetta. 

 

🔥Punto di forza: il romanzo è molto avvincente, ha un ritmo sostenuto, una scrittura accattivante che cattura e coinvolge. Trama articolata e complessa ma sviluppata in maniera chiara e plausibile. Sorprese ed emozioni non mancano. Un romanzo thriller che si legge con piacere. 


🙁Punto debole: la lunghezza del racconto. Ovviamente è un'opinione molto personale ma se devo trovare un difetto cito la mole del romanzo. Non amo particolarmente i libri lunghi. Questo lo è e lo è ancor di più il romanzo che racconta la seconda indagine di Pavan. Non è facile mantenere alta la tensione e l'attenzione del lettore per più di 400 pagine. Antani e Mascetti in parte ci riescono ma con 100 pagine in meno sarebbe stato da lode. 


🏁Finale: il finale è emozionante, pieno di colpi di scena e di sospiri. Le ultime pagine sono fortemente coinvolgenti. Gli occhi corrono veloci sulle parole. Le pagine scivolano via rapidamente. Tutto va nella giusta direzione. Rassicurante. Personalmente amo i finali più controversi ma così costruito ha comunque una logica ed una solida coerenza col resto della vicenda. Ma Baldini che fine ha fatto? 


🎓Giudizio complessivo: ⭐⭐⭐⭐
Buonissimo thriller. Vicenda complessa, ottimamente raccontata. Incastri perfetti, coerenza e verosimiglianza degli eventi. Per me ottimo, certo la lunghezza per me è eccessiva. Io amo la concretezza soprattutto quando si leggono determinati generi ma il libro lo consiglio. Per gli amanti dei thriller leggerlo è indispensabile. 


genere: giallo

anno di pubblicazione: 2022


lunedì 25 novembre 2024

FUGA NELLE TENEBRE

 




Fuga nelle tenebre - Arthur Schnitzler -

recensione a cura di Patrizia Zara



Allontanamento, oscurità, assenza di luce, blackout, baratro, abisso: follia.

Lasciatelo dire "Fuga nelle tenebre" di Arthur Schnitzler è un libro talmente inquietante da produrre uno stato di tristissima angoscia. Almeno per quanto mi riguarda.
L'assenza di affettazione e di artifici, la fluidità e la semplicità delle descrizioni, la scorrevolezza rendono cosi autentica l'afflizione del protagonista, così palpabile il suo malessere che è impossibile non rimane coinvolti e sconvolti.
In meno di 150 pagine scritte con una maestria ineccepibile, Arthur Schnitzler trascina il lettore in un percorso mentale in continuo crescendo adrenalinico. Si toccano le incertezze, le ossessioni, le manie, si batte sempre più fisso quel chiodo sino a essere travolti da un'incontrollata emorragia di follia. L'agitazione del protagonista, con cui inevitabilmente si entra in empatia, oscillante tra l'incontrollabile e l'attendibile, l'irrefrenabile e il governabile, concepibile e inconcepibile, tra il possibile e l'inverosimile, coinvolge il lettore sino all'ultimo respiro restringendo sempre più le aperture di una insperata salvezza. Povero Robert. E povero Otto, fratello amorevole, impotente contro il degrado mentale.
Che brutti scherzi tende a giocare la mente umana: inganno e casualità, illusione e verità, sogno e realtà... convivenze tutte in sleale vicinanza, indissolubilmente unite e in un continuo ondeggiare tra oppressione e liberazione.
Vorrei scrivere tante cose ancora, ma mi fermo qui perché altrimenti vanificherei l'opera di Arthur Schnitzler con le mie ubbie, le mie manie, le mie ossessioni, le mie noiose ed elementari elucubrazioni (chi non ne ha!)  e non lascerei spazio alle vostre.

"Travolti da quella sensazione inconcepibile, afferrabile appena col pensiero e mai traducibile in parole che, minacciosa e oscura, sembrava preannunciare mali ancora peggiori"

Buona lettura.


genere: narrativa


domenica 24 novembre 2024

NON E' NORMALE

 



Non è normale - Cathy La Torre -

recensione a cura di Monica Manino


Non solo nella giornata internazionale che invita a riflettere sulla violenza di genere ma SEMPRE andrebbero lette pagine come quelle proposte da Kathy La Torre.

In momenti storici come il nostro che quotidianamente propongono casi di cronaca dove le vittime sono ragazze, a volte giovanissime, donne, madri, sorelle, figlie, il lavoro della brava avvocata risulta quanto mai prezioso.

Il libro ribadisce come non  sia mai normale, lecito, accettabile essere limitate nella libertà di espressione, violentate verbalmente oltre che fisicamente. Non deve essere la normalità ricevere avances sessuali, anche e soprattutto tramite strumenti digitali.

Non si deve mai e per nessun motivo subire pressioni su scelte di vita, anche semplici.

Le sfaccettature della violenza di genere sono tante, molte più di quante pensiamo.

Alcune ci sfiorano quotidianamente e neppure le notiamo, non gli diamo importanza talmente ci siamo abituate. E ciò a cui non diamo importanza può aumentare di volume, diventare pericoloso, avere conseguenze a volte irrimediabili.

Insieme all'autrice impareremo a riconoscere la violenza di genere, anche quella più subdola, e come affrontarla con gli strumenti messi a disposizione dalla Legge: a chi rivolgerci, a chi chiedere aiuto, come agire se assistiamo ad un abuso o se riteniamo di esserne vittime.

Queste pagine sono uno strumento indispensabile per capire che amare qualcuno è prima di tutto amare se stesse. Non amiamo compiacendo ma condividendo. Non siamo amati con il possesso ma con il rispetto. Amare non è annullarsi per l'altro. Amare ed essere amati è prima di tutto rispetto reciproco, libertà di essere se stessi condividendo alcune cose in coppia ma vivendo le proprie idee e passioni.

Se diventa violento allora non è amore. E' reato e come tale va condannato.

Leggete e fate leggere questo breve saggio alle vostre figlie, madri, sorelle perché sappiano distinguere un amore vero da uno tossico. Perché imparino ad amarsi per prime. Ma soprattutto fatelo leggere agli uomini perché capiscano che amare una donna è qualcosa di meraviglioso purchè avvenga in modo reciproco, condiviso, libero.

Perché l'amore aggiunge qualità, non toglie libertà.

Buona lettura!


genere: saggio

anno di pubblicazione: 2024


sabato 23 novembre 2024

STOP VIOLENZA

 




Stop violenza - AA. VV

recensione a cura di Gino Campaner

 

📖Spiccioli di trama: in questo caso non si può parlare di trama essendo questa una raccolta di racconti, ben dieci, che però hanno naturalmente un filo conduttore comune. La violenza sulle donne. In quasi tutti questi racconti non si parla di esplicita violenza fisica, anche se spesso è sottintesa, ma di violenza psicologica che spesso è ugualmente dolorosa, e a volte anche di più, o di persecuzione telefonica (stolker). Donne che per fortuna con grande coraggio e forza interiore c'è l'hanno fatta ad uscire dall'incubo. Sono spesso storie vere riprese dalla cronaca che quotidianamente si sente. 

🔥Punto di forza: senz'altro aver creato questa raccolta. Non certo un'operazione banale. Racconti scritti da autori (in maggior parte autrici) noti e meno noti ma tutti con la volontà di tenere alta l'attenzione su un crimine contrastato, da chi sarebbe obbligato a farlo, con troppa indolenza. 

🙁Punto debole: nessuno. Proprio nessuno. Ognuno secondo il proprio gusto può apprezzare un racconto piuttosto che un altro ma rispetto all'importanza dell'opera è un aspetto marginale. 

🏁Finale: i finali ovviamente sono dieci come i racconti presenti nella raccolta. Sono tutti finali che vedono il riscatto della donna. Spesso purtroppo non è così ma questo vuol anche essere un modo per invitare la donna a reagire con coraggio e determinazione perché se ne può uscire. Anche con l'aiuto di chi ti sta accanto perche famigliari amici o psicologi possono essere di grande supporto e alleviare la propria angoscia. 

🎓Giudizio complessivo: ⭐⭐⭐⭐⭐
un libro che deve essere letto e con lui tanti altri sul medesimo argomento perché della violenza sulle donne e dei loro tragici epiloghi non se parla mai abbastanza. Dovrebbe esserci una lotta molto più incisiva da parte delle istituzioni ma siccome loro nicchiano pensando alle loro traballanti poltrone dobbiamo pensarci noi e difenderci con ogni mezzo. La consapevolezza e la denuncia sono il primo passo. 


genere: narrativa

anno di pubblicazione: 2024

 


venerdì 22 novembre 2024

UN GIOCO DI TRONI

 




Un gioco di troni – George R.R. Martin -

recensione  a cura di Francesca Tornabene

 

Ho amato la serie tv, tanto da comprare i primi volumi della saga delle cronache del ghiaccio e del fuoco. 

Pensando a questi due elementi così estremi e intrinsecamente complementari, mi sono imbattuta e abbandonata alla lettura di una poesia di Robert Frost che mette in risalto la natura umana, ma soprattutto il talento degli esseri umani per l'autodistruzione.

Così ho iniziato a leggere "Un gioco di troni" ed è stato come ricevere le chiavi di un luogo perduto nella memoria del tempo, i cui confini sono tracciati in una mappa e il tempo scandito dai singoli libri.

Questo romanzo è molto più di un fantasy per adulti. È il punto di vista di un mondo leggendario con caratteri fortemente medievali ed epici che rompe gli schemi classici dell'eroe e si concentra, anche in maniera brutale, sui conflitti interiori dei singoli personaggi.

I temi trattati sono molteplici: il gioco della politica, il potere, la guerra, la conquista, la lotta tra il bene e il male, il mistero, la religione, la magia, la famiglia, l'amore, i morti viventi, i draghi e le altre creature mitologiche.

Rispetto alla serie, nel libro tutto è amplificato. Gli intrecci, il ritmo, le atmosfere, i paesaggi, i personaggi e i dialoghi.

Ogni cosa assume un sapore più intenso e profondo.

Leggendo si ha come la sensazione di dipanare quell'arruffata matassa che avvolge il mistero delle cronache del ghiaccio e del fuoco.

Ho molto apprezzato il modo di narrare la storia attraverso il punto di vista dei vari personaggi principali, la mappa e l'appendice descrittiva delle casate.

È stato un viaggio epico, inaspettato; pieno di colpi di scena, di intrighi, segreti, tradimenti, onore, stupidità umana e persino follia.

Questa appagante esperienza culturale non sazia la fame di conoscenza di questo mondo incredibile i cui confini si estendono oltre ogni limite immaginabile.

Tanto che non mi resta altro che continuare la mia avventura attraverso "Uno scontro di Re" per scoprire dove mi condurrà questo ennesimo viaggio.


genere: fantasy

anno di pubblicazione: 2022

 


giovedì 21 novembre 2024

SONO MOLTE LE COSE UMANE

 



Sono molte le cose umane - Benedetta Cibrario -

recensione a cura di Ornella Donna


Benedetta Cibrario torna in libreria con una nuova antologia di racconti, intitolata Sono molte le cose umane, pubblicata da Mondadori editore.
Una antologia di grande raffinatezza di stile e di narrato.
I racconti sono popolati di personaggi che lasciano il segno nel lettore, per profondità e caratteristiche intrinseche. Come ad esempio nella novella lunga, intitolata “Lo scurnuso”, già pubblicata in precedenza con un altro editore, qui rinnovata e ricostruita. In quest’ultima un giovane ragazzino viene preso a bottega da un giovane anziano che costruisce statuine del presepe napoletano, ma diventa più bravo del suo stesso maestro. Al punto tale che le stesse statuine, molti anni dopo, avranno un valore immenso e saranno determinanti per la salvezza di una famiglia ebrea nella Napoli del 1943. Fino a giungere all’epoca attuale dove le stesse costituiranno una scoperta determinante per una giovane.

Per non parlare dell’elegante signor Mattli che porta a spasso quotidianamente il suo cagnolino Flock, che agli occhi curiosi di una bambina assume i contorni di una figura assai misteriosa, dal passato buio e curioso. Sarà proprio così?

Per giungere alla figura della direttrice di sala di un noto albergo inglese, Helen Bailey, che si scambia lettere e ricette con il famoso chef stellato Tomas Wozniak, con cui nasce una bellissima e curiosa storia d’amore. Per finire poi con un maestro precario chiamato ad insegnare in un piccolo e lontano paese di montagna, dove i figli rappresentano una forza lavoro determinante, e la cultura basilare è vista con sospetto e nessuna importanza. Ma lui, con i suoi modi e la sua presenza, provocherà una vera e propria rivoluzione. Quale?
Un romanzo intrigante, dove determinante è “Quel rumore del mondo”, già esplorato nei precedenti romanzi dell’autrice,

        “Un mondo nuovo in cui vivere. Fatto di cose di cui non sapeva niente, ma che avrebbe scoperto.”

Una visione totalitaria e ricca di fascino, per cui:

      “il mondo lo si poteva prendere come un intreccio indistinguibile di meraviglie ed orrori.”

Un mondo libero, tutto da scoprire. L’antologia di racconti diventa così la parodia di un microcosmo nuovo, simbolico, in divenire che si fa altro, catturando l’attenzione e la sensibilità di ogni lettore che si appresta a leggere il testo. Una bella lettura, molto consigliata per chi ama i racconti e la narrativa in brevis.


genere: narrativa

anno di pubblicazione: 2024

 


martedì 19 novembre 2024

RUBRICA: CACCIA ALLE STORIE - PROTEGGERE LE STREGHE

 




RUBRICA: CACCIA ALLE STORIE- AVVENTURE TRA LE PAGINE PER RAGAZZI CURIOSI

romanzi segnalati e recensiti da Elisa Caccavale


Proteggere le streghe - Ebishi Maki -

Con il consiglio di lettura per ragazzi di oggi esco decisamente dalla mia confort zone, parlandovi di un genere con il quale mi confronto per la prima volta in assoluto: sto parlando dei manga.

Ho impiegato tempo a decidermi a dare un’opportunità a questi libri e se l’ho fatto è perché non posso ignorare, come insegnante, che si tratta di uno dei pochi generi che riesce a coinvolgere anche gli studenti meno appassionati alla lettura.

Questo primo incontro non è stato facile per me, all’inizio non sapevo neppure come usare questo libro (ho scoperto che i manga si leggono al contrario, alla maniera orientale, iniziando da quella che per noi è la fine e leggendo da destra verso sinistra), ma nonostante questo proverò a dir “del ben ch’i’ vi trovai”.

Come primo esperimento ho deciso di leggere un manga che mi sembrava avere un po’ di contenuto e ho scelto Proteggere le streghe dell’autrice (ovviamente) giapponese Ebishi Maki. Si tratta di un manga storico con una vena sovrannaturale, scritto e illustrato dall’autrice che unisce temi storici e sociali a un’atmosfera densa di mistero e riflessione. Suddiviso in tre volumi (la recensione si riferisce solo al primo), si ispira a eventi reali della caccia alle streghe, trasportando i lettori in un’epoca di superstizione, paura e conflitti morali.

La storia segue Johan Weyer, un giovane medico realmente esistito, noto per essere stato allievo del famoso occultista Heinrich Cornelius Agrippa. Johan si distingue per la sua opposizione alla caccia alle streghe, considerandola un’inutile strage di vite innocenti, spesso di donne accusate ingiustamente per ignoranza o vendetta. Il manga esplora un episodio della vita di Weyer in cui è chiamato a indagare su un caso di presunta stregoneria in un villaggio tormentato da superstizioni e conflitti religiosi. Attraverso il suo approccio scientifico e umano, Johan cerca di smontare le accuse di stregoneria mosse contro una giovane donna ingiustamente perseguitata, mettendosi in rotta di collisione con l’ordine costituito. La trama scava a fondo nelle dinamiche sociali e psicologiche di una società preda del fanatismo e della paura.

Il manga esplora il conflitto tra scienza e superstizione, mettendo in evidenza i pericoli dell’ignoranza e della manipolazione sociale. Ebishi Maki utilizza la figura storica di Weyer per riflettere sul ruolo della razionalità in un mondo dominato dalla paura del diverso e dall’autoritarismo religioso.

Un altro tema centrale è il trattamento delle donne: il libro offre uno sguardo crudo sulle persecuzioni di genere, ma lo fa con una delicatezza che evita di scadere nella gratuità, concentrandosi invece sulla lotta per la dignità e la verità.

Lo stile grafico è uno dei punti di forza dell’opera. Ebishi Maki ricrea con meticolosità l’atmosfera dell’Europa rinascimentale, dai dettagli architettonici agli abiti, fino alle espressioni intense dei personaggi. Le tavole si alternano tra momenti di grande staticità, che esprimono la tensione latente, e scene dinamiche, che sottolineano i momenti di conflitto emotivo e fisico.

Nel libro ho riscontrato i seguenti punti di forza:

  • Fedeltà storica e ambientazione curata: l’autrice si è documentata con attenzione, portando in vita un’epoca complessa e affascinante.
  • Protagonista carismatico: Johan Weyer emerge come un personaggio tridimensionale, il cui conflitto interiore tra etica e prudenza è ben delineato.
  • Riflessione sociale: Il manga va oltre la semplice narrazione storica, offrendo spunti di riflessione su temi universali, come l’ingiustizia e la manipolazione delle masse.

Proteggere le streghe è dunque un manga profondo e ben realizzato, che riesce a unire la fedeltà storica con una narrazione ricca di emozioni e significato. Ebishi Maki offre un racconto che non solo intrattiene, ma stimola il pensiero critico, rendendolo una lettura consigliata per giovani lettori.


genere: manga

anno di pubblicazione: 2023

Fine modulo

 

 


lunedì 18 novembre 2024

UN CAPPELLO PIENO DI CILIEGE

 




Un cappello pieno di ciliege - Oriana Fallaci

"Non so arrendermi al fatto che per vivere si debba morire, che vivere e morire siano due aspetti della medesima realtà, l'uno necessario all'altro, l'uno conseguenza dell'altro. Non so piegarmi all'idea che la Vita sia un viaggio verso la Morte e nascere una condanna a morte. Eppure l'accetto. Mi inchino al suo potere illimitato e accesa da un cupo interesse la studio, la analizzo, la stuzzico. Spinta da un tetro rispetto la corteggio, la sfido, la canto, e nei momenti di troppo dolore la invoco."
Un libro impegnativo, partorito con la determinazione di immortalare la storia di una donna consapevole di essere giunta al capolinea. Scritto con il forte desiderio di scavare per capire le proprie radici, gli intrecci del destino, i giochi del fato, la volontà di esistere nel tempo.
“Un cappello pieno di ciliege”, il romanzo incompiuto di Oriana Fallaci, ci conduce attraverso le pieghe dell’albero genealogico della scrittrice, intrecciando storie di vita e passione. La narrazione si snoda tra il 1773 e il 1889, un periodo ricco di avvenimenti storici di un certo rilievo.
È un romanzo di popoli, l'insieme delle storie individuali, l'insieme di verità documentate, lo sciame di bugie bianche, immaginazione, fantasia, è la potenza della scrittura, è lo stile di pregiata fattura. “Un cappello pieno di ciliege” è il sunto di una vita di una donna impegnativa, non superficiale, che ha pensieri propri e ama anche con il cervello oltre che con il cuore perché le sue radici sono costituite da donne forti e coraggiose e da uomini che hanno lottato per gli ideali di libertà e indipendenza.
È il “figlio” legittimo, voluto, desiderato di una donna che è stata protagonista storica, giornalista nelle vesti di inviata speciale di guerra, attivista politica e scrittrice. Forte, determinata e passionale.
Con una scrittura accurata e nel contempo coinvolgente, Oriana ci trasporta nel passato lungo quattro rami familiari e con la sua penna arguta e graffiante non solo disseppellisce i fantasmi che gli hanno permesso di esistere facendoli diventare leggendari, ma riesce a mette a nudo in maniera intelligente tutte le ingiustizie, gli abusi, i vizi, le ipocrisie di una società pagana e religiosa che non è mai cambiata perché è l'essere umano che non vuole cambiare. Inferno e Paradiso, punizione e premio in un mondo che non è altro il Purgatorio dei poveri.

“La gente fa sempre così. Rimpiange il passato come se il passato equivalesse al concetto del bene e odia il presente come se il presente equivalesse al concetto del male: volutamente ignorando che nel passato facevano lo stesso.”

Una saga dove tutto si incastra benissimo come pezzi di un puzzle e dove molti di questi pezzi sono persone che non hanno menzione nei libri di storia ma che della storia sono stati protagonisti.
Molti lo definiscono un polpettone, un passato fossile, uno stile vagamente pseudostorico, un'evidente manipolazione della realtà. Un malloppone completamente inutile.
Accettando con riserva questi pareri negativi, effettivamente ci sono momenti pesantucci, è innegabile la capacità della scrittrice nel ricostruire senza sbavature il suo albero genealogico attraverso regioni d'Italia, nazioni e secoli camminando con grande abilità sul filo di un’immaginazione e di una fantasia che emerge dal sentimento sincero di credere che quelle vite di cui possiede i cromosomi sono state tutto sommato dei capolavori.
Tutto combacia alla perfezione.
Del resto, che dirvi, le donne forti, che si inchinano alla passione e che credono nei propri ideali, o si amano o si odiano. Non esiste via di mezzo. La mediocrità lasciamola a chi adora i lecca lecca indipendentemente dai gusti.

N.B. Fino alla metà del secolo scorso ha avuto una certa diffusione la grafia ciliege (latino *cereseae). La si ritrova ancora nel titolo dell’ultimo romanzo di Oriana Fallaci, pubblicato postumo: Un cappello pieno di ciliege. In questo secondo caso, la scelta si dovrà o alla formazione linguistica della scrittrice (nata nel 1929) o all’ambientazione storica del romanzo, dato che l’espressione proviene da una lettera che s’immagina scritta nel Settecento.


genere: narrativa

anno di pubblicazione: 2008

domenica 17 novembre 2024

MENTRE MORIVO

 



Mentre morivo - William Faulkner -

recensione a cura di Carmen Nolasco


Ed eccomi qui a recensire un romanzo come ce ne sono pochi. È un privilegio, per me, farlo. È un privilegio, intanto, il solo averlo letto, lo dico subito. E non è per tutti, dico anche questo. Se volete la storiella da leggere sotto l’ombrellone, se volete scivolare veloci sulle pagine appollaiati con deliberata leggerezza, William Faulkner non fa al caso vostro. Premio Nobel per la letteratura nel 1950, con “Mentre morivo” ha decretato la sua inequivocabile grandezza di autore.

La storia è quasi banale: l’odissea di una famiglia, Anse Bundren e i suoi cinque figli, Cash, Darl, Jewel, Vardaman e Dewey Dell, che affronta un viaggio su un carretto malandato e trainato da una pariglia di muli per andare a seppellire Addie Brunden, moglie di Anse e madre dei cinque ragazzi.

Addie Bundren, già mentre moriva, si era fatta costruire la bara dal figlio Cash e aveva chiesto al marito di essere seppellita nel suo paese natio. Ecco dunque il viaggio tra fiumi in piena e ponti crollati, animali annegati e un fienile in fiamme.

In cosa consiste la bellezza del romanzo? Intanto è corale, con una voce narrante in prima persona per ogni capitolo; non solo la voce di Anse, della stessa Addie e dei cinque figli, ma anche di una serie di personaggi che ruotano intorno alla vicenda. In questo modo, tutto ciò che a inizio lettura appare oscuro, giacché non c’è mai nulla di raccontato e l’autore non appare mai dietro le voci, tutto ciò che è incomprensibile, dicevo, acquista via via contorni sempre meglio definiti. Quindici personaggi raccontano la stessa storia e il procedere di questa lungo un percorso irto di ostacoli e ciascuno di essi offrirà, di volta in volta, un elemento in più, quello che ci manca e la cui omissione ci ha disorientati, fino al completamento di un quadro piuttosto preciso.

Ma non è solo questo. Si tratta anche dello stile narrativo, della potenza di ogni singola voce narrante che, nel suo flusso di coscienza, ha una sua esplosiva autenticità. Attraverso la prospettiva di personaggi unici e diversi, emerge una narrazione ricca e sfaccettata e, a seconda di chi racconta, ora profonda, ora inquietante, ora folle, ora squallida.

L’incipit è per voce di Darl: Jewel e io veniamo su dal campo per il sentiero, uno dietro l’altro. Benché io sia cinque metri avanti a lui, uno che ci guardasse dalla baracca del cotone vedrebbe il cappello di paglia di Jewel, sfondato e sfilacciato, di tutta una testa sopra il mio. Darl ha una voce penetrante, un pensiero acuto e diverso da quello degli altri e alla fine si capirà perché.

Ciascuno dei figli, in questo viaggio, svela il proprio modo di affrontare il lutto e la perdita della madre. Le loro voci sono le voci dei contadini che non hanno dimestichezza con la parola e fanno fatica e dare corpo a pensieri e sentimenti. Ciascuno di loro affronta il trauma senza mai parlarne, ignorando il cadavere maleodorante già in decomposizione sul carro, e spostando il senso di perdita su altro; Jewel sul proprio cavallo (Vardaman con la sua voce infantile dirà: la madre di Jewel è un cavallo), Vardaman si concentrerà su un povero pesce morto che egli stesso ha dovuto fare a pezzi per ordine del padre e dirà mia madre è un pesce e ancora: sento dov’era il pesce nella polvere. È tagliato a pezzi di non-pesce, adesso, non-sangue sulle mani e sulla tuta. Prima non era così. Prima non era successo.

L’unico che pare non dolersi per il lutto è Anse, dice di continuo che ha deciso di affrontare il viaggio per obbedire al volere della moglie Addie, ma non è così: lui vuole solo rifarsi i denti in città. E alla fine vorrà anche altro che non è il caso di spoilerare.

Di tutte le voci che svelano sé stesse e rivelano al contempo gli altri, la più intensa è quella della stessa Addie ormai morta: Fu allora che capii che le parole non servono a nulla; che le parole non corrispondono mai neanche a quello che tentano di dire… che peccato, amore e paura sono soltanto dei suoni che gente che non ha mai peccato, amato né avuto paura ha per quello che non ha mai avuto e non potrà avere fintanto non si dimenticherà delle parole.

È sempre la voce di Addie che rivelerà il segreto della famiglia Bundren, la sua voce semplice e oscura. Segreto che il lettore attento ha già colto, a quel punto, in altre voci narranti. E se non l’ha già fatto, e dubito che l’abbia fatto, allora tornerà indietro, come ho fatto io, a sfogliare le pagine precedenti per trovare gli indizi e, così, finalmente, chiudere il cerchio e capire.


genere: narrativa

anno di pubblicazione: 2007


sabato 16 novembre 2024

AMERICAN PSYCHO

 



American psycho - Ellis Bret Easton -

recensione a cura di Alice Bassoli


🎭 American Psycho di Bret Easton Ellis è una lettura disturbante, brillante e indimenticabile. Patrick Bateman, il protagonista, è il ritratto perfetto dello yuppie anni '80: giovane, ricco, ossessionato dall'apparenza e dal lusso. Dietro la sua patina di perfezione, però, si cela un mostro. La sua vita di routine glamour e conversazioni superficiali sui dettagli più insignificanti si spezza quando scende la notte, rivelando un’anima oscura fatta di violenza, sadismo e follia.

 

✍️ La scrittura è magistrale, forse la migliore che abbia mai incontrato. Ellis costruisce dialoghi incredibili, così vividi e incisivi che sembrano prendere vita dalla pagina. La trama si sviluppa con un ritmo calibrato, alternando momenti di apparente normalità a scene agghiaccianti, rendendo il tutto ancora più inquietante. La narrazione è così ben strutturata e naturale che ti trascina senza sforzo nella mente di Bateman, un'esperienza al tempo stesso affascinante e terrificante.

 

🩸 Nonostante non sia un libro splatter, American Psycho richiede uno stomaco forte. La violenza è descritta in modo esplicito e brutale, ma sempre funzionale a svelare la psicologia del protagonista. È un romanzo che sfida i lettori, che li costringe a confrontarsi con il vuoto morale di una società ossessionata dal consumismo e dall’apparenza.

 

❓ Il finale aperto lascia spazio a molte interpretazioni, aumentando il senso di inquietudine. Non è una lettura per tutti, ma per chi è disposto ad affrontare temi pesanti e una discesa nella follia, questo libro è una vera bomba. Un capolavoro del suo genere.


genere: thriller

anno di pubblicazione: 2014


venerdì 15 novembre 2024

TUTTO BRUCIA

 




Tutto brucia - Juan Gómez-Jurado

recensione a cura di Connie Bandini


Juan Gómez-Jurado, autore spagnolo di thriller tra i più venduti al mondo, torna con un romanzo caratterizzato da una trama inverosimile e poco realistica fin dalle prime battute, caratteristica tipica di ogni suo lavoro.  Tuttavia, il romanzo si fa intrigante pagina dopo pagina grazie ai continui  colpi di scena che si susseguono a ritmo incalzante e al crescendo di tensione che solo chi padroneggia davvero bene lo strumento della scrittura riesce a realizzare.

Tre sono le figure chiave della vicenda.

Aura Reyes, dirigente bancaria di successo in un periodo decisamente complicato della sua vita,  che viene presentata mentre subisce un arresto dopo aver fracassato la vetrina di un negozio al centro di Madrid. La ragione di tale gesto si scoprirà solo molto più avanti nella storia, ma l’impatto emotivo sul lettore è notevole.

Maripaz Celeiro, ex legionaria gallega che viene coinvolta da Aura in un’avventura che sa di vendetta e disperazione insieme. Le due donne sono quanto di più diverso possa esserci: Aura è una donna sofisticata e piuttosto elegante, Maripaz è corpulenta e istintiva.

C’è poi Sere Qujano, ingegnera informatica nonché abile hacker, che diventa nuovo elemento di un terzetto in lotta contro la violenza e il ricatto, le armi più pericolose e temibili del potere.

Tre figure interessanti, intente a battersi per la libertà e per un bel po’ di sold. Ciascuna, inoltre, richiama in parte un altro celebre personaggio nato dalla fantasia di Jurado: Antonia Scott, l’investigatrice intelligente e socialmente disadattata, protagonista della trilogia Regina Rossa, Lupa Nera e Re Bianco.

Un ennesimo centro per Jurado, che fa dell’ironia nei dialoghi e del surrealismo della trama elementi vincenti di ogni romanzo, capace di sorprendere e catturare l’attenzione del lettore.  


genere: thriller

anno di pubblicazione: 2024


giovedì 14 novembre 2024

TERRA ALTA

 




Terra alta – Javier Cercas – 

recensione a cura di Lilli Luini

 

Con questo romanzo, l’autore spagnolo dà una svolta alla propria narrazione cimentandosi nel genere poliziesco noir. Lo fa però in una maniera del tutto personale. Il protagonista, Melchor Marin, è un poliziotto con alle spalle una storia personale travagliata. Figlio di una prostituta, una giovinezza vissuta nel crimine che lo ha portato anche in carcere, dopo l’assassinio della madre di entrare in polizia. Grazie a un mentore – forse suo padre, forse no – ci riuscirà, ripulendo la propria fedina penale. Il suo percorso, che è il vero fulcro del romanzo, è segnato dalla sua ossessiva lettura de I Miserabili, il romanzo di Victor Hugo in cui si identifica sia con il protagonista Jean Valjean che con il suo antagonista Javert. E qui si ritorna a una delle tematiche dell’autore, la giustizia che a volte si tramuta in ingiustizia,

Nell’economia del romanzo, l’indagine poliziesca – una coppia di ricchi anziani massacrata in casa insieme alla governante - finisce per essere una sotto trama e la cosa potrebbe non piacere agli appassionati di giallo.

Se devo trovare una manchevolezza al romanzo,  l’ambientazione – per quando spesso nominata – mi è parsa un po’ superficiale. Si tratta infatti di una zona della Catalogna, regione attraversata da spinte nazionalistiche che hanno portato a un referendum molto contestato. Se ne parla in queste pagine, ma senza che entri nello sentire dei personaggi, quasi che la cosa non li avesse toccati.

Detto questo, la scrittura di Cercas mi è piaciuta molto e altrettanto i personaggi. Il protagonista è al tempo stesso eroe e anti eroe, un uomo alla ricerca del proprio posto nel mondo e di una giustizia che finisce per mettere in pericolo tutto ciò che ha. Melchor non  è un vincente ma un resistente e l’autore non fa sconti, né a lui né a noi lettori


genere: thriller

anno di pubblicazione: 2020


VIDEO RECENSIONE - I NOMI PROPRI -


 

martedì 12 novembre 2024

IL MISTERO DI VILLA LAMENTO

 



Il mistero di Villa Lamento - Roberto Carboni -

recensione a cura di Elisa Caccavale


📚La vicenda si ambienta nel 1968; il giornalista italoamericano Paul Cialdini si risveglia in ospedale dopo essere stato in coma: qui scopre di aver subito un’aggressione e che la sua ragazza è morta in un incidente aereo. Cialdini non ricorda nulla di quanto gli sia capitato, né il perché sia stato preso di mira e per cercare di ricostruire l’accaduto e la sua vita si reca presso Villa Lamento, un inquietante monastero riconvertito in hotel di montagna, chiamato così per gli spifferi che soffiano dalle finestre e che ricordano gemiti e sospiri. Se l’hotel è inquietante non di meno si può dire della valle che lo ospita e degli abitanti che abitano questi luoghi, tormentati da un assassino che sembra essere tornato dopo vent’anni.

🕸️Il mistero di Villa Lamento di Roberto Carboni è un thriller psicologico intenso e avvolgente che affonda le radici nella narrativa noir italiana. Carboni, noto per la sua scrittura coinvolgente e i suoi personaggi tormentati, ci porta in un’ambientazione claustrofobica e ricca di tensione: una villa decadente dove le mura stesse sembrano assorbire e riflettere la follia dei protagonisti. La storia ruota attorno a questo luogo sinistro e isolato, un edificio che porta nel nome stesso un presagio di inquietudine. Qui si snodano eventi inquietanti che trascinano i personaggi in un vortice di paranoia e segreti sepolti. La villa è un simbolo della psiche tormentata dei protagonisti, un labirinto in cui il confine tra realtà e immaginazione si fa sempre più sottile.

🌩️Carboni utilizza tutti i cliché del genere gotico, ma lo scrivo in senso positivo: il lettore che cerca e desidera determinate atmosfere cupe, temporali e vento lamentoso, edifici decadenti descritti a lume di candela, spaventosi gargoyle e tutto quanto ci si può attendere, non resterà deluso. L’atmosfera costruita risulta adeguatamente opprimente, il mistero cresce pagina dopo pagina. La narrazione è arricchita da descrizioni minuziose e da una prosa tagliente, che riesce a catturare il lettore e a immergerlo completamente nelle vicende oscure della villa.

❓La costruzione psicologica dei personaggi è uno dei punti di forza del romanzo: sono figure fragili e ambigue, che portano con sé un passato di sofferenze e traumi mai risolti. La villa diventa una sorta di teatro dei loro tormenti interiori, amplificati dal silenzio e dall'isolamento.

⛔La trama è ben orchestrata, con un crescendo di tensione che si risolve in un finale spiazzante. Carboni sa come mantenere alta l'attenzione del lettore, disseminando indizi che si intrecciano in un puzzle psicologico complesso e intrigante. Il ritmo è serrato, e la scrittura di Carboni si rivela particolarmente efficace nel trasmettere il senso di angoscia e instabilità che permea il romanzo.

💭La vicenda si sviluppa su più piani narrativi, con flashback e rivelazioni che affiorano gradualmente, intrecciando il presente con il passato oscuro del protagonista e della villa stessa. Carboni costruisce la storia intorno a un enigma psicologico: il protagonista è tormentato da traumi e colpe che affondano nel passato, e il soggiorno a Villa Lamento diventa un viaggio nei suoi ricordi più oscuri. La villa non è solo uno scenario, ma un simbolo di isolamento e prigionia psicologica, un luogo che mette alla prova la sua sanità mentale e lo costringe ad affrontare ciò che ha cercato di seppellire. Man mano che il protagonista esplora la villa e le sue stanze, scoprendo segreti e indizi, la tensione cresce. Carboni è abile nel disseminare dettagli che, all’apparenza insignificanti, si rivelano importanti tasselli di un puzzle che incastra il lettore, mantenendolo sulle spine. Le stranezze che iniziano a verificarsi – rumori inspiegabili, visioni inquietanti, l'impressione di non essere solo – si amplificano, confondendo il confine tra realtà e paranoia. La narrazione esplora, con sensibilità e acutezza, i turbamenti psicologici del protagonista che si sente sempre più intrappolato in una sorta di dedalo mentale che si riflette nella struttura labirintica della villa stessa.

➰Nella seconda parte del romanzo, il ritmo accelera. Le scoperte del protagonista lo portano sempre più vicino alla verità, ma anche al rischio di perdere completamente il controllo della propria mente. Carboni guida il lettore verso un climax inaspettato, un finale che getta una nuova luce su tutta la storia e che ribalta molte delle supposizioni costruite nel corso della lettura.

📖In conclusione, Il mistero di Villa Lamento è un viaggio nella psiche di un uomo alla deriva, in lotta contro le proprie paure e il peso di un passato ingombrante. La villa diventa il teatro di un thriller psicologico che non offre solo suspense, ma anche una riflessione profonda su colpa, redenzione e ossessioni; una lettura coinvolgente e disturbante, che esplora i meandri della mente umana e il peso dei segreti celati dietro le apparenze. È un’opera consigliata a chi ama i thriller psicologici e le atmosfere gotiche, e a chi è alla ricerca di una storia che lascia il segno, con una tensione che si insinua sotto la pelle e non abbandona il lettore nemmeno a libro chiuso.


genere: giallo

anno di pubblicazione: 2024

 


lunedì 11 novembre 2024

LO STRANIERO

 




Lo straniero – Albert Camus -

recensione a cura di Patrizia Zara

 

Oggi 7 novembre è l'anniversario della nascita di Albert Camus e io ho finito, proprio adesso alle ore 23 14, di leggere "Lo straniero".
Coincidenza. Non lo so. So con certezza che Camus è uno degli scrittori che si avvicinano moltissimo al mio modo d' interpretare l'esistenza.
Dopo aver letto "La peste", che mi ha letteralmente stregato, "Lo straniero " mi ha felicemente sconvolto e, cosa assurda ma vera, non so spiegarmi il perché. È  probabile che  tale mancanza di motivazione è da ricercare nel modo in cui vedo il mondo circostante: un insieme di volti e figure in chiaroscuro che si affaticano nel catalogare le apparenze in base a banali preconcetti ritenuti fondamentali dalla legge degli uomini.
Ho letto "Lo Straniero" a voce alta nella solitudine di una stanza assolata e ho ripercorso con l'enfasi dell'indifferenza
gli eventi di Meursault, senza farmi illusioni, senza cercare certezze, senza cadere nell'abisso della ragione o  senza salire all'apice della trascendenza. Mi sono fatta trascinare dagli eventi del protagonista senza trarne opinioni né affrettati giudizi.
E come Meursault ho guardato la stanza nella sua essenzialità immortalando ogni singolo particolare nella mia memoria, riuscendo a estraniarmi dal "grande" mondo: è stato bello!
La libertà del non decidere, di non gravarsi di responsabilità lasciando al caso la scelta, qualunque essa sia, ecco come vive Meursault. E dall'unica certezza di una inevitabile universale condanna, che sia sentenziata dalla giustizia umana o divina, assaporare attimi memorabili di pura felicità in quei momenti di chiara e limpida facoltà di ricordare
Cercare di occupare quell'inevitabile scorrere del tempo colmando i vuoti di una noia moraviana con i particolari dei particolari con cui si è riempita la memoria, ecco il segreto!  Perché prima o poi tutti siamo condannati all'oblio, al vuoto senza possibilità alcuna, alla faccia della promessa trascendentale di un Dio che ha condannato l'umanità già dalla sua creazione.
E allora perché perdere tempo nel decidere se l'epilogo è inevitabile? Se siamo puniti a spingere quel masso fino alla sommità di un monte dal quale rotola inesorabilmente a valle costringendoci a ricominciare da capo l'inutile impresa, beh almeno godiamoci il continuo e ripetitivo tragitto registrando nella memoria scene di personale quotidianità che ci permetteranno di sorridere nei buchi del tempo.
E ciò non significa fregarsene del mondo o avere una visione negativa dell’esistenza. Anzi. Significa non instaurare alcun rapporto con il mondo, non lasciarsi travolgere da sterili emozioni, scialbi pietismi, eclatanti buonismi, ipocrite generosità e avere la lucida, piena consapevolezza della sorte di ogni esistenza, nella sincera e piena fiducia in ciò che non sarà mai.
E allora ditemi: quante volte avete provato quel senso di estraneità in contesti familiari? Quante volte siete rimasti insensibili in situazioni dove altri hanno pianto? Quante volte non avete provato coinvolgimento in una grande tragedia? Quante volte siete stati giudicati colpevoli malgrado la vostra innocenza?
Siate sinceri.
P.s. il vero colpevole è il sole con i suoi inesorabili, impassibili, immutabili, egoistici, roventi raggi di luce.


domenica 10 novembre 2024

MOLTO LIVORE PER NULLA

 




Molto Livore per nulla – Andrea Ferrari

 

Recensione a cura di Dario Brunetti


 

Oslo può rappresentare una meta perfetta per ricostruire la propria vita restando vicino agli affetti più cari. Se la capitale norvegese si è rivelata per Andrea Brandelli una città su misura, Milano invece è la sua prima casa che porterà sempre nel cuore. Ma la città con al centro il Duomo attende Brandelli che è venuto a conoscenza dall’avvocatessa Speggialetti di una notizia alquanto sconvolgente. Il suo ex socio Pippo Marchioro è stato picchiato brutalmente, ed è ricoverato in ospedale in condizioni alquanto critiche.

L’ex investigatore privato dovrà prendere in esame gli ultimi casi a cui stava lavorando il suo amico, ci sono due presunte storie di infedeltà coniugale che possono aver generato in un secondo momento un pestaggio nei confronti di Pippo Marchioro.

Brandelli è chiamato a trovare un filo conduttore tra l’agguato al suo amico e due relazioni che possano averlo generato ad opera di qualche marito o amante. In quali guai si sarà messo Pippo Marchioro?

E dire che si stava così bene a Oslo vero Brandelli! Proprio così! Il protagonista ritrova la città milanese cambiata, sembra aver subito una vera e propria metamorfosi a causa di questo distanziamento sociale per via della “Peste” che ha raffreddato i rapporti tra gli abitanti rendendoli più aridi e distaccati, ma ancor di più ha generato conflitti e cattiverie esacerbando un clima di convivialità.

Non torneremo più ad essere gli stessi! E’ l’analisi spietata ma al tempo stesso veritiera di quel che sta accadendo ed è la chiave di lettura che questo noir così ben scritto dall’ottimo Ferrari può offrire.

Ecco perché a uno come Brandelli occorre ritrovare quanto prima quel calore familiare, ma dopo aver reso giustizia al suo povero amico sperando che un miracolo lo possa salvare dal suo stato di coma. Ma c’è un’indagine complessa da affrontare alla quale non sembra incanalarsi nel modo giusto nonostante ci siano piste da seguire. Ma il protagonista non demorde e in bicicletta va in giro per la città alla disperata ricerca di un elemento cardine o di un indizio che possa favorire la riuscita del caso.

“Milano è una scatola cinese che non si finisce mai di smontare. Non ha una bellezza monolitica, né monumentale perché Milano è una fotomodella difficile e ce la immaginiamo in mille pose alcune delle quali scomparse” Sono le parole di Carlo Castellaneta, uno dei più grandi narratori del nostro tempo,

Per tanti scrittori del passato e forse anche del presente, Milano è un’amante difficile a tratti impossibile e sfuggente che devi accogliere con dolcezza ma al contempo criticarla e mettendola in discussione attraverso sguardi che rivelino la sua personalità.

Inconfondibile lo stile di Ferrari che sa descrivere la realtà milanese forse come pochi, per chi ha potuto apprezzare i suoi noir non potrà lasciarsi sfuggire questa ennesima gemma di uno scrittore a mio avviso un po' sottovalutato nel panorama letterario italiano e che invece merita un occhio di riguardo sia dal pubblico che dalla critica.

Questo romanzo può essere l’occasione giusta per scoprire uno scrittore di vero talento. Che dire di approfittarne!



Genere: Noir

anno di pubblicazione: 2024

sabato 9 novembre 2024

COINCIDENZE

 



Coincidenze - Luisa Ferrero - 

recensione a cura di Alice Bassoli


Ambientato in Liguria, tra Imperia e i pittoreschi borghi dell’entroterra, il romanzo vede protagonista il commissario Leo Farri e la sua squadra, impegnati in un caso in cui le coincidenze ingannano e talvolta, svelano verità inquietanti.

 

💥 Tutto inizia con un incidente, seguito da un omicidio brutale, che porta la squadra a ricollegare pezzi di passato e presente in una spirale di segreti, vecchi rancori e ferite mai risanate. Per Farri, un commissario di poche parole ma di grande acume, ogni dettaglio sembra avere un significato. Al suo fianco collaborano figure ben delineate, come l'ispettore Denis Ghinazzi, toscano dal cuore d’oro e dall’ironia tagliente, insieme agli agenti Martinelli, Silvestrini e Marongiu, ciascuno con i propri punti di forza e debolezze. Marongiu, in particolare, è coinvolto personalmente: le vittime sono infatti persone che conosceva da giovane.

 

🧠 Luisa Ferrero esplora temi psicologici molto attuali. Con grande sensibilità, l’autrice riflette su come le esperienze del passato possano influenzare il nostro presente, rivelando quanto certe azioni – siano esse piccoli gesti o scelte di vita – possano lasciare segni invisibili ma duraturi sulla nostra psiche. Dall’indifferenza alla presa in giro, dal rifiuto alle aspettative infrante, queste esperienze plasmano il nostro essere, specie nei periodi più fragili come l’adolescenza. Luisa Ferrero ci ricorda quanto tali ferite possano incidere su chi le subisce, spesso con effetti che riemergono molti anni dopo.

 

👩‍⚕️La storia è arricchita anche dalla presenza di figure femminili che ho amato moltissimo, ciascuna con un ruolo significativo e ben definito. Grazia, la compagna di Farri e psicologa di professione, aggiunge profondità al racconto con una sottotrama parallela in cui aiuta una giovane paziente tormentata, esplorando anche la lotta contro i propri "fantasmi" interiori.

 

📖 Di questo romanzo mi ha conquistata il ritmo, quel passo incalzante tipico dei migliori thriller che ti cattura e ti spinge a girare pagina per sapere cosa succede dopo. La scrittrice mantiene l’attenzione sull’indagine, avvalendosi di dettagli tecnici precisi e coerenti. Ho apprezzato come riesca a bilanciare la tensione, evitando con intelligenza ogni eccesso o deriva grottesca. Ogni elemento resta autentico e "a misura d’uomo," un aspetto che rende la storia ancora più credibile, soprattutto in un panorama letterario che spesso sacrifica il realismo. Una qualità preziosa, che fa di questo libro un thriller, “una chicca” , che ognuno di noi dovrebbe avere sul proprio comodino.

Consigliatissimo! 


genere: giallo

anno di pubblicazione: 2024




venerdì 8 novembre 2024

UN PREZIOSO FRANCOBOLLO ROSSO

 




Un prezioso francobollo rosso - Auguste Groner -

recensione a cura di Ornella Donna


Un prezioso francobollo rosso è il titolo di un libro che porta la firma di Auguste Groner, pubblicato ora dalla casa editrice Le Assassine. E’ un libro dei primi del Novecento, che grazie alla casa editrice viene portato nuovamente all’attualità odierna e frutto di un prezioso lavoro di recupero targato “vintage”.

Siamo a Vienna ai primi del Novecento quando Therese Schubert, vedova piuttosto arcigna e poco simpatica, viene trovata morta dalla nipote Anna Lindener, con lei convivente. Dai primi riscontri si attribuisce la morte ad una rapina finita male. Direttamente coinvolti paiono essere il  fidanzato della nipote, Otto Falk, e soprattutto il fratellastro di Otto, un giovane squattrinato e con poca voglia di lavorare. All’inizio la polizia brancola nel buio, e allora viene chiamato ad investigare direttamente Joseph Muller, un ex che era stato in servizio alla polizia asburgica. Un uomo capace, molto deduttivo ed intuitivo.

Dopo aver attentamente studiato la scena del crimine Joseph si domanda perché all’interno della mano chiusa della vittima viene rinvenuto un quadrifoglio d’oro con diamante incastonato, che nella foga la vittima avrebbe strappato al suo assassino. Cercare tale amuleto è come cercare un ago nel pagliaio, vista la diffusione di quest’ultimo, di gran moda all’epoca. Piano piano Joseph continua ad indagare, fino a quando avviene la svolta: in realtà questa uccisione ha a che fare con un preziosissimo francobollo, detto Mercurio rosso, che pare essere stato di proprietà della vittima. Chi ha ucciso voleva forse impadronirsi del prezioso cimelio? L’ha trovato, che ne ha fatto?

La soluzione sarà sorprendente e per nulla prevista.

Il libro vede la sua risoluzione principale nella figura dell’investigatore, Joseph Muller. Quest’ultimo non ha certo le pose da primadonna alla Poirot, ma investiga lentamente, quasi sullo sfondo, agisce dopo le prime ottanta pagine, e quatto quatto giunge al termine.

Una menzione particolare va sicuramente alla tipizzazione dei personaggi presenti nel romanzo: si tratta di persone che appartengono all’aristocrazia conservatrice o al ceto emergente, dipinti con sicurezza e ricerca storica precisa ed affilata.

Il tutto contribuisce a creare un romanzo di grande effetto, che in ultimo si può così definire:

    “Un insieme di investigazione, analisi introspettiva, spunti sociali e giallo deduttivo.”

In ultimo si viene a delineare una lettura particolarmente avvincente, caratterizzata da un finale che conquista, particolarmente adatto agli amanti del noir ricco di fascino e di malia.


genere: giallo