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domenica 24 maggio 2026

VELOCEMENTE DA NESSUNA PARTE

 




Velocemente, da nessuna parte – Grazia Verasani -

recensione a cura di Alice Bassoli

 

La trama: “Velocemente da nessuna parte” vede protagonista Giorgia Cantini, investigatrice privata bolognese quarantenne, disillusa e solitaria, abituata a occuparsi soprattutto di pedinamenti e casi legati a tradimenti sentimentali. Vive una quotidianità irregolare fatta di relazioni occasionali, musica rock e alcol. Questa volta, però, Giorgia si trova coinvolta in un’indagine molto più complessa. Dora, una donna legata alla vittima, le chiede di fare luce sulla scomparsa di Vanessa Liverani, detta Van, giovane prostituta e madre di un bambino di dieci anni, Willy. Van conduceva una vita marginale e isolata ed è sparita improvvisamente senza lasciare tracce. Poco dopo, il suo corpo viene ritrovato senza vita nella Grotta delle Fate. Per cercare di comprendere chi fosse davvero Van e cosa le sia accaduto, Giorgia inizia a leggere il diario personale della donna, entrando progressivamente in una rete di tensioni familiari, segreti mai risolti e dinamiche provinciali segnate da ipocrisia, violenza sommersa e rapporti profondamente compromessi. L’indagine si sviluppa tra una Bologna estiva, afosa e quasi immobile. Durante il percorso investigativo, Giorgia entra in contatto con Lena, madre di Van, donna concreta e ruvida, con il nonno Rolando, ex partigiano che si occupa del piccolo Willy, e con la figura più sfuggente e problematica del padre della ragazza, ancora segnato dal peso di un vecchio delitto passionale che continua a proiettare la sua ombra sulla famiglia. “Velocemente da nessuna parte” è un romanzo che affronta in maniera diretta e concreta alcuni temi centrali della contemporaneità: il disorientamento identitario, la precarietà emotiva, la difficoltà di costruire relazioni stabili e il senso di vuoto che attraversa molte esistenze urbane. Grazia Verasani si concentra soprattutto sull’analisi psicologica dei personaggi e sulle dinamiche relazionali che li legano. La protagonista si muove all’interno di una realtà metropolitana frammentata, caratterizzata da rapporti intermittenti, legami instabili e continue fughe emotive. La trama: Verasani preferisce lavorare sulla progressiva emersione delle tensioni psicologiche. Proprio questa scelta rende il romanzo credibile e coerente con il tipo di realtà che vuole raccontare. La narrazione punta sull’analisi dei comportamenti, delle fragilità e delle contraddizioni dei protagonisti. Verasani evita accuratamente il sentimentalismo ruffiano e non cerca mai di rendere i suoi protagonisti “simpatici” o facilmente giustificabili. Al contrario, ne mette in evidenza egoismi, paure, ambiguità e incapacità relazionali. Uno degli aspetti più riusciti del romanzo è proprio la rappresentazione della precarietà emotiva come condizione esistenziale stabile. I personaggi sembrano incapaci di costruire un’identità definita perché vivono all’interno di una società che tende a rendere tutto temporaneo: relazioni, lavoro, prospettive future, desideri. Il titolo stesso sintetizza efficacemente questa condizione di movimento continuo privo di una reale destinazione. La sessualità viene raccontata senza idealizzazioni e inserita all’interno di rapporti spesso fragili e incompleti. Dal punto di vista stilistico, la scrittura di Grazia Verasani ha una forte identità. È magnetica, splendida, bellissima, a tratti poetica, spesso cruda e graffiante. Un capolavoro di prosa che ahimé di questi tempi è difficile, davvero difficile da trovare in giro. Una prosa, la sua, caratterizzata da una forte originalità espressiva. Anche l’ambientazione urbana partecipa attivamente alla costruzione del clima narrativo accentuandone il senso di isolamento che accompagna i protagonisti. Grazia Verasani conferma la sua capacità di raccontare le fragilità contemporanee con lucidità. Anche per questo continua a essere una delle autrici che apprezzo maggiormente. Grazie per averci regalato un altro capolavoro che ho seriamente amato alla follia.


genere: giallo

anno di pubblicazione: 2006

pagine: 223

editore: Marsilio


lunedì 18 maggio 2026

QUO VADIS, BABY?






 

Quo vadis, baby? - Grazia Verasani -

recensione di Alice Bassoli 

 

La protagonista è Giorgia Cantini, investigatrice privata bolognese. Vive sospesa tra casi da risolvere, tormentata da relazioni complicate, notti insonni e un passato importante che continua a bussare alla porta. Quando le viene affidata un’indagine legata alla scomparsa di una giovane donna, Giorgia si ritrova a scavare non soltanto nella vita degli altri, ma anche dentro sé stessa, in un viaggio che attraversa solitudini, dipendenze emotive, desideri irrisolti

La trama procede con il ritmo del noir, ma ciò che colpisce davvero non è tanto il mistero in sé quanto l’atmosfera che Verasani riesce a costruire. Bologna diventa quasi un organismo notturno e umido, pieno di locali, sigarette, alcol, incontri. Una città distante dalle cartoline, raccontata nella sua parte più vulnerabile e autentica.

Grazia Verasani scrive con uno stile diretto che ha una potente espressività, difficile da trovare nel nostro panorama letterario, uno stile unico attraversato da una sensibilità molto forte. Giorgia Cantini è disillusa, a tratti autodistruttiva, ma proprio per questo estremamente vera. È una donna che inciampa nella vita e continua comunque ad andare avanti, trascinandosi addosso il peso delle proprie ferite.

Uno degli aspetti più riusciti del romanzo è proprio la capacità di raccontare la fragilità senza trasformarla in qualcosa di romantico, ruffiano o estetico. In Quo vadis, baby? i rapporti umani sono sporchi e ambigui.

Il romanzo conserva ancora oggi una modernità sorprendente. Alcuni temi affrontati da Verasani, soprattutto il senso di smarrimento emotivo, la precarietà affettiva e la fatica di abitare il proprio tempo, risultano attualissimi. È un noir che usa l’indagine come pretesto per parlare di identità, solitudine e inquietudine esistenziale.

Racconta esseri umani pieni di contraddizioni, e lo fa con uno sguardo lucido, disincantato, ma profondamente empatico. Un romanzo che conferma Grazia Verasani come una delle voci più interessanti del noir italiano contemporaneo. Una delle mie autrici preferite 


genere: giallo

anno di pubblicazione: 2014

pagine: 192

editore: Marsilio

mercoledì 2 aprile 2025

IRIS DI MARZO

 




Iris di marzo - Grazia Verasani -

recensione a cura di Ornella Donna


Grazia Verasani torna in libreria con la sua protagonista di carta, Giorgia Contini, nel libro intitolato Iris di marzo, pubblicato da Marsilio. Un libro di genere giallo, assai divertente ed avvincente.
Giorgia Contini  una investigatrice privata che Teresa Palazzo, madre in ansia, ingaggia per cercare di sapere di più sulla condotta di vita di suo figlio Libero, un adolescente ribelle, che, secondo la genitrice, frequenta cattive compagnie. In special modo  innamorato di Iris, una ragazza un po’ smorfiosa, un po’ troppo bella e molto superficiale.

        “Iris è una diciottenne con una lunga coda di cavallo nero corvino con sfumature bluette, ha gambe magrissime e un seno abbondante; gli occhi, che sembrano chiari, sono bistrati in modo esagerato, e la bocca è dipinta di un rosa acceso. Nonostante la vivacità del look, ha l’aria spettrale di una dark dei miei tempi, forse per l’eccessivo pallore dell’incarnato.”

Giorgia non vorrebbe accettare l’incarico, ma la sua attività non sta navigando nell’oro e allora non può esimersi dall’accettare. Inoltre di giovani ne sa proprio poco, e con il suo carattere non  è sicuramente la persona giusta. Ma tant’è…. Libero è:

       “un ragazzino, solo un ragazzino, mi dico, con una graziosa fossetta sul mento e le movenze di un gatto che si finge randagio. Non mi guarda mai in faccia, e mastica lentamente, sospettoso, palesemente in guardia.”

Quando Iris viene trovata morta, uccisa e gettata con noncuranza dentro un carrello da supermercato, le cose si complicano:

        “Iris Menarini è deceduta per alcune ferite mortali di arma bianca, presumibilmente tra la mezzanotte e le due del mattino; il netturbino l’ha trovata alle due e venticinque.”

Chi ha voluto la morte di questa giovane ragazza? E perché? Teresa aveva, forse, ragione sui compagni di bisboccia di suo figlio? Oppure il quadro presunto  ancora peggiore?
Il libro appartiene al genere giallo, e verte, principalmente, sulle investigazioni della protagonista principale, Giorgia Contini, una donna capace ed intelligente, abile nel comprendere le dinamiche di giovani “bruciati”, con cui si trova a rapportarsi nel tentativo di far luce e chiarezza su di un omicidio difficile da comprendere.
La trama è compatta e ben costruita, i personaggi descritti minuziosamente, con un linguaggio fluido e scorrevole. Per gli amanti del giallo una buona chicca letteraria caratterizzata da un narrato fresco e pungente, avvincente e molto divertente. Per chi ha già letto altre avventure con Giorgia Contini una ulteriore vincente conferma.


genere: giallo

anno di pubblicazione: 2025