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domenica 13 settembre 2026

MALAGLORIA




 


Malagloria – Christian Bartolomeo

Recensione a cura di Dario Brunetti


Malagloria è un romanzo del pluripremiato scrittore agrigentino Christian Bartolomeo, uscito per Mursia editore. Il testo è una suggestiva fotografia della Sicilia degli anni Trenta, accompagnata dallo sfondo storico del confino fascista, che vede protagonisti il notaio Franco Mezzalira, segretario del fascio locale, e Mariuzzo Vitiello, un uomo semplice e illetterato, contendersi un misterioso manoscritto. Trovare la loro sete di gloria sarà come cercare acqua in un deserto: entrambi verranno posseduti da una vanità che li porterà a ingannare il prossimo.

Bartolomeo caratterizza con minuzia i protagonisti del romanzo. Franco Mezzalira è un uomo delle istituzioni, un notaio che gestisce i beni patrimoniali dei cittadini e su di loro esercita un potere di controllo a favore del regime fascista, pronto a far scattare sanzioni diventando arbitro del loro destino. Mariuzzo Vitiello è esattamente l’opposto: rappresenta quella Sicilia rurale, grezza e ignorante, ma quando si troverà davanti a un prezioso manoscritto avrà l’intuizione di possedere un oggetto dal valore inestimabile.

Quest'ultimo diventerà un’arma capace di ledere le resistenze dell’implacabile e cinico notaio Mezzalira, che scenderà così dal suo piedistallo sociale. In questa dinamica si concentra il paradosso di Malagloria, in cui un uomo semplice come Mariuzzo riuscirà a ribaltare la posizione del notaio a suo favore, andando a scardinare dalle fondamenta il suo potere. Per avere il controllo dell’oggetto di cui Mariuzzo è in possesso, il notaio Mezzalira offrirà all’uomo il privilegio di trasformarsi da individuo rozzo in un vero e proprio intellettuale, portandolo sul suo stesso livello sociale.

Emergerà così la satira morale dello scrittore, che metterà al centro dell’attenzione la vanità e la finzione come elementi imprescindibili su cui poggia l'impianto narrativo del romanzo. Quali effetti avranno sui protagonisti della storia? Lasciamolo scoprire ai lettori, affinché possano perdersi nelle pagine di un testo che splende per il suo lato metaforico, capace di mettere a nudo i difetti dell’umanità attraverso un tono grottesco e con pennellate di sottile ironia.

Malagloria è un piccolo gioiello letterario di rara bellezza, giunto in finale nella seconda edizione del Concorso letterario RTL 102.5 Mursia – Romanzo Italiano.


genere: narrativa

anno di pubblicazione: 2019

pagine: 176

editore: Mursia

 

domenica 23 agosto 2026

IL GIOCO

 




Il gioco - Valerio Marra -

recensione a cura di Dario Brunetti


Ogni provincia nasconde i suoi segreti in uno stato di apparente tranquillità, dove il tempo non sembra essersi mai fermato e viene scandito dalla sua normale quotidianità.

Il 2000 segna l’inizio del nuovo millennio, un’epoca in cui non vi era ancora un uso smodato della tecnologia e dei social. Nella piccola comunità di Vallepiana, la quotidianità diventa una sorta di barriera in cui tutto sembra diventare un rito: dal bar in piazza eletto come punto di ritrovo, alla funzione religiosa nella messa domenicale, dalla festa del san Michele Arcangelo al Palio delle contrade.

Questi ultimi due eventi surriscaldano il clima di un’estate già rovente alimentando sfide e accese rivalità tra gli abitanti della comunità di Vallepiana.

Il caldo soffocante limita, destabilizza e accentua la paranoia collettiva nel momento in cui circoleranno dei biglietti misteriosi capaci di sgretolare le resistenze dei personaggi di questa incredibile storia magistralmente narrata dallo scrittore Valerio Marra nel romanzo dal titolo Il gioco edito Piemme.

Lo scherzo è adulto, il gioco è bambino

Si può essere confusi senza un’idea, ecco quella è l’infanzia

Parto da questi due concetti espressi dal geniale Carmelo Bene per soffermarmi su quest’opera, capace di offrire al lettore delle chiavi di lettura di particolare interesse.

Nella comunità di Vallepiana, il meccanismo che si attiva con i biglietti anonimi subisce una drastica metamorfosi, dettata da una violazione di uno stato originario di purezza dell’età infantile. La caccia al tesoro, gli indovinelli rappresentano il gioco nel quale si riconoscono i bambini nella loro spensieratezza.

Al contrario, i loro genitori schiavi di un’ipocrisia che tendono a nascondere dietro una facciata di circostanza, invadono lo spazio dei più piccoli; e qui che si insidia lo scherzo. Il gioco finisce dove inizia lo scherzo che trasforma lo stesso gioco in qualcosa di diabolico.

Tra i bambini nasce competizione non sportiva, ma una rivalità accesa, alimentata dalla spasmodica voglia di primeggiare con fare manipolatorio e a volte vendicativo.

Se i bambini sono confusi senza un’idea, al contrario gli adulti si portano dietro il fardello del proprio passato e sono vittime incontrastate del loro stesso pregiudizio che li sottopone a inevitabili dissapori.

L’unico bambino rimasto per fortuna intrappolato nella sua autenticità è Elia, che conosce il desiderio dello stupore, nutre un sentimento per Elena, cerca di prendersi cura di Gilda, la sua sorellina disabile, e deve proteggersi da Antonio, suo acerrimo rivale.

Il meccanismo narrativo del thriller permette all’ottimo Marra di esplorare le zone d’ombra della comunità e di entrare nella psiche di questi personaggi, protagonisti di un’opera corale.

Dall’album del 2003 Io non mi sento italiano, c’era un brano dal titolo I mostri che abbiamo dentro che si soffermava sulla parte oscura della mente umana, capace di generare quell’egoismo che spesso sfocia in violenza che diventa la vera minaccia della nostra quotidianità.

Nel gioco di Marra, gli abitanti di Vallepiana si confrontano con i loro stessi mostri nati da una condizione di isolamento individualista che viene poi trasmesso alle nuove generazioni. L’opera potente e visionaria dello scrittore ci porta a riflettere su questa condizione di vita che aliena un intero sistema: se il mondo dei più piccoli verrà corrotto e manipolato dagli adulti, l’intera società andrà sempre più verso una deriva esistenziale e sociale.


genere: thriller

anno di pubblicazione: 2026

pagine: 400

editore: Piemme


domenica 5 luglio 2026

ATTO DI GIUSTIZIA

 




Atto di giustizia – Angelo Marenzana -

recensione a cura di Dario Brunetti


Angelo Marenzana torna nella sua Alessandria attraverso un giallo storico uscito per Ianieri edizioni dal titolo Atto di giustizia. Notte di sangue, swing e stelle cadenti.

Agosto 1947 è la notte di San Lorenzo dove si contempla il cielo guardando le stelle per aspettare che cadano e poter esprimere un desiderio. Si respira un caldo afoso e le zanzare diventano le vere predatrici.  La luna si concede alle sue rapide apparizioni accantonando il suo spirito romantico: vuole ascoltare le confessioni degli amanti diventando la regina delle tenebre. Per le strade regnano il silenzio e una pace terrificante interrotti da tre colpi di pistola, sufficienti per colpire a morte un uomo e lasciarlo in una pozza di sangue mentre un gatto nero osserva la scena.

Quel corpo senza più calore appartiene a un certo Gaetano Piscopo, un ex poliziotto interessato a rilevare un night club. Sul luogo del delitto si presentano il commissario Emiliano Montero incaricato delle indagini, e il brigadiere Ignazio Drago.

Non c’è nemmeno il tempo di fare i rilievi sulla vittima che, a poche ore di distanza si consuma un altro delitto ancora più efferato: viene colpito a morte con arma da taglio Paride Bellini, proprietario di un’osteria a Vicolo dell’Arco.

È la notte in cui marcisce il sapore acre della polvere da sparo e del sangue che scorre per le strade di una provincia soffocante e violenta.

Ci sarà un legame tra le due vittime? La quiete del commissario Montero è stata interrotta da due inquietanti misteri che dovranno trovare presto una risoluzione.

Dalla pregevole firma di Marenzana andremo alla scoperta di un nuovo personaggio. Emiliano Montero è un investigatore scrupoloso e pragmatico che indaga nella realtà complessa dell’Italia nel secondo dopoguerra. Attraverso uno stile narrativo fluido e dinamico sviluppa una trama ben costruita in cui tratteggia al meglio i suoi personaggi. Criminali, ex pugili, contrabbandieri di oppio e prostitute: ognuno di loro sembra avere qualche segreto da nascondere o da proteggere, ma il cerchio si chiuderà con un finale sorprendente con un protagonista che si muoverà tra vicoli malfamati riuscendo ad avere l’intuizione giusta per consegnare i colpevoli alla giustizia, intrappolati nel loro atto privato che deciderà per sempre il loro destino.

Gustatevi questo noir dal retrogusto torbido con un sottofondo jazz, proprio come farebbe l’ottimo Montero, riportandolo alla sua quiete notturna tanto desiderata.


genere: noir

anno di pubblicazione: 2026

pagine: 200

editore: Ianieri

 


 


domenica 21 giugno 2026

TRENTA E 'NA PIZZA

 




Trenta e 'na pizza – Al Gallo

Recensione a cura di Dario Brunetti


Trenta e na pizza è un piccolo gioiello noir dello scrittore e sceneggiatore Alberto Gallo uscito per Bolis edizioni.

Il racconto è ambientato nel quartiere Moro di Napoli dove a dettar legge è il clan appartenente a Giò Laurano. I cittadini del quartiere devono soccombere alla criminalità organizzata impegnata a trafficare droga.

Michele ha un’officina che era di suo padre e per non perderla deve nascondere la droga del clan dei Laurano. Nonostante la fedeltà giurata al boss nel compiere l’operazione, il ragazzo viene tradito e al tempo stesso venduto alla polizia per un carico di droga in arrivo.

Morso dalla coscienza e dal dolore Michele si impiccherà in cella.

Entrerà in scena sua mamma Miranda, una donna anziana e molto malata che ormai non ha più nulla da perdere ed è pronta a vendicarsi nel momento opportuno. Viene a conoscenza che il clan Laurano sta reclutando e sfruttando con misere paghe delle donne anziane per confezionare la droga.

Per la donna arriverà il momento della scelta, sarà costretta a umiliarsi pur di vendicare la morte del figlio Michele. Sulla sua strada incontrerà Mario, un ex saldatore malato di Parkinson.

I due anziani saranno uniti da un legame profondo che li porterà a trovare un’intesa perfetta. Una relazione d’amore destinata a trasformarsi in un sodalizio che andrà a rendere ai criminali un piatto servito freddo.

Il piatto freddo rappresenterà il riscatto degli invisibili, delle persone relegate ai margini di una società che non sa ascoltare il loro grido di aiuto. Questa umiliazione porta a prendersi quel che un destino crudele e amaro ha tolto loro per sempre.

La vendetta non diventerà una scelta criminale, ma l'unico strumento utile a coloro i quali (In questo caso Miranda) è stato privato di quanto più caro, un figlio, rivelandosi un vero atto di giustizia esistenziale.

 Trenta e na pizza non si limita a raccontare una storia di camorra, ma è una metafora universale sulla dignità umana, vilipesa e calpestata.

 Il noir diventa ancora una volta un pretesto per narrare una storia di denuncia sociale toccando una realtà cruda e amara, e Gallo con stile chirurgico, tocca le corde giuste confezionando un testo di alta qualità dimostrando di essere una delle voci più interessanti del genere crime.


genere: noir

anno di pubblicazione: 2026

pagine: 78

editore: Bolis

 


domenica 10 maggio 2026

CHE PACCHIA RAGAZZI! STORIE DIS-UMANE

 





Che pacchia ragazzi! Storie dis-umane – Carmelo Pecora -

Recensione a cura di Dario Brunetti


Che pacchia ragazzi! Storie dis-umane è un’opera realizzata nel 2021 da Carmelo Pecora, scrittore ennese di nascita e forlivese d’adozione ed ex Ispettore Capo della Polizia Scientifica preso la Questura di Forlì.

Con Edizioni del Loggione ha realizzato questo volume che si avvale della prefazione di Franco Ronconi referente di Associazione Libera e delle incisive citazioni di Don Luigi Ciotti.

Che pacchia ragazzi storie dis-umane è un progetto letterario di elevato spessore culturale e sociale che affronta una tematica di forte rilevanza come l’immigrazione.

Carmelo Pecora, da sensibile e profondo narratore, trasforma quest’opera passando dalla cronaca di fatti realmente accaduti in storie di esseri umani che raccontano la loro esperienza vissuta.

Saranno loro i veri protagonisti attraverso le testimonianze, storie di prigionia, torture, vessazioni e resistenza e dove non tutte hanno una conclusione positiva; ci sono sogni che si sono potuti realizzare e dove la meta finale sarà la cosiddetta “terra promessa” in cui si può incominciare una nuova vita e ci sono speranze che si sono infrante, vite portate via da una violenza feroce e un destino crudele.

Ed è così che proprio il titolo Che pacchia ragazzi! assume un tono provocatorio verso quel pregiudizio razziale che tende a sminuirne il valore dello stesso migrante.

Ancora oggi si usa verso di loro, un tono discriminatorio aberrante e non si ricorda che sono esseri umani che scappano da regimi oppressivi, dalle guerre e dalla povertà; una fuga disperata che porta loro ad approdare nei nostri paesi.

Dare voce significa restituire loro dignità dal momento in cui ogni sbarco equivale a una speranza di salvezza.

Il testo di Carmelo Pecora ci invita a riflettere e cercare di smuovere le coscienze ma è rivolto soprattutto a coloro i quali tendono ad avere poca memoria storica; molto spesso l’indifferenza si abbatte sugli esseri umani perché rende invisibile chi ha sofferto.

Queste storie raccontate in un certo qual modo ci appartengono perché anche noi un tempo siamo stati migranti, basti pensare ai nostri nonni che avevano gli occhi pieni di speranze e hanno sofferto la guerra e la fame.

Bisogna imparare ad accogliere, è un dovere che ci spetta e riconoscere le sofferenze di una popolazione che ha vissuto nel trauma e che vive nella speranza di un futuro migliore.

Il migrante non è un estraneo, è uno di noi!

Cerchiamo di fare nostro questo concento, non penso sia così astratto e al tempo stesso colgo l’occasione di invitare le nuove generazioni ad approcciarsi alla lettura di questo progetto letterario affinché siano consapevoli e a distinguere la realtà e che non restino destabilizzati da un mondo pieno di odio e di disinformazione.


genere: narrativa

anno di pubblicazione: 2021

pagine: 240

editore: Edizioni del Loggione

 







giovedì 9 aprile 2026

LA FORESTIERA

 





La forestiera – Claudia Cocuzza -

Recensione a cura di Dario Brunetti


La forestiera è il nuovo romanzo di Claudia Cocuzza uscito nella prestigiosa collana Il Giallo Mondadori curata da Franco Forte.

La protagonista di questo elegante giallo storico è realmente esistita; si tratta della nobildonna scozzese Lady Florence Trevelyan, unica figlia di Edward Spencer Trevelyan. Nel 1879 Florence, ormai orfana di padre e dopo due anni dalla morte di sua madre, intraprende assieme a sua cugina Louise Harriet Perceval, un lungo viaggio tra Nord Africa ed Europa. Nel 1881 le due ragazze si fermeranno a Taormina.

È doveroso ricordare che Florence dovette lasciare la corte britannica per uno scandalo che coinvolse la regina Vittoria che la fece esiliare a causa di una relazione clandestina con suo figlio Edoardo Vii, che a quei tempi era Principe di Galles.

Florence si stabilizzerà con sua cugina Louise proprio a Taormina in compagnia di ben cinque cani; nel corso degli anni verrà realizzato in suo onore, il Parco Trevelyan, uno dei luoghi più incantevoli e suggestivi della città. Situato nel centro storico, troviamo un’oasi verde che racchiude il fascino della bellezza artistica e della natura. Lady Florence Trevelyan è appassionata di botanica e l’autrice siciliana, le affiderà il ruolo di abile detective.

Ecco come questo romanzo si muove in maniera efficace tra narrazione storica ed invenzione letteraria con un personaggio eccentrico e particolarmente spigoloso.

Lady Florence Trevelyan si troverà ad indagare sull'omicidio di Sir Arthur Milton, un impresario di spettacoli teatrali che stava realizzando l’Amleto di Shakespeare al Teatro Greco. L’uomo è stato rinvenuto nella sua stanza d’albergo dalla cameriera Concetta; trovandosi sul luogo del delitto viene subito sospettata esattamente come Lady Jane Milton, moglie di Sir Arthur.

Nei gialli classici sono tutti dei potenziali assassini e l’autrice focalizza l’attenzione su una cerchia ristretta di personaggi e ciascun di loro può avere un possibile movente per commettere un delitto.

Lady Florence Trevelyan dovrà affidarsi al suo abile intuito di investigatrice dilettante per dipanare il mistero muovendosi tra i salotti dell’hotel e dietro le quinte del Teatro Greco.

Il teatro quindi, diventa non solo l’elemento cardine su cui poggia la trama, ma la struttura sulla quale modellare il giallo dandone una dimensione drammatica.

Maestria ed equilibrio per una trama che gode della sua compattezza e solidità, con un personaggio affascinante quanto credibile che si improvvisa detective a vantaggio di una storia che appassionerà gli amanti del genere.

Claudia Cocuzza confeziona un giallo magistrale attraverso uno stile raffinato che rispecchia non solo i canoni del genere, ma anche una provvidenziale documentazione storica.

Seppure siamo in un giallo classico, il delitto diventa un escamotage per concentrare il focus della storia sui contrasti sociali che dividono la nobiltà inglese trasferitasi in Sicilia e il popolo locale che vive nel sacrificio e nella fatica e che spesso viene sottomesso proprio ai loro padroni. L’esempio lampante risiede nel personaggio della povera Concetta, sulla quale si concentreranno i maggiori sospetti, mentre altri celano al meglio i loro segreti.

Troveranno una Lady Florence che dimostrerà il suo amore sconfinato per la sua terra siciliana e che sarà capace di andare oltre qualsiasi pregiudizio voltando le spalle a una nobiltà inglese che vive di albagia facendone un vero e proprio ostacolo per la giustizia; un vero e proprio scudo molto spesso usato dai forestieri per nascondere mezze verità.

Ma in Sicilia e soprattutto a Taormina, non tutti i forestieri sono uguali, c’è sempre qualcuno (in questo caso, qualcuna) a far prevalere la sua nobiltà d’animo per rompere le barriere del pregiudizio sociale e consegnare l’assassino alla giustizia. Lei è Lady Florence, un personaggio memorabile che approda nel giallo Mondadori, grazie a un’autrice che ha saputo maneggiare con disinvoltura un genere intramontabile offrendo un lavoro di pregevolissima qualità

genere: giallo

anno di pubblicazione: 2026

pagine: 286

editore: Mondadori

domenica 8 marzo 2026

L'ULTIMO M'ACCOMPAGNA

 




L’ultimo m’accompagna – Al Gallo

Recensione a cura di Dario Brunetti


L’ultimo m’accompagna è una raccolta di dieci racconti firmati dallo scrittore e sceneggiatore partenopeo Al Gallo uscita per Nulla Die.

Mi capita di frequente di leggere antologie di racconti e personalmente trovo indelicato individuare il racconto preferito, mi sembra abbastanza ovvio che ci sono storie che possono aver colpito il lettore e alle quali si resta particolarmente affezionati. Menzionarle alcune andrebbe inevitabilmente a discapito di altre e si ridimensiona la vena creativa dell’autore stesso.

Le storie che ci presenta Gallo sono ambientate nelle periferie dove regna il degrado e l’autore volge uno sguardo attento verso gli ultimi spesso abbandonati da una società che li relega ai margini.

Martiri, oppressi e angeli vendicatori che vanno incontro al loro destino a volte beffardo, così Al Gallo da voce ai suoi personaggi. Invisibili in cerca di un riscatto sociale che si portano cicatrici di un passato che non ha fatto sconti, ne vengono tratteggiate le zone d’ombra mettendo in evidenza gli aspetti di una realtà cinica e spietata.

Riconosceremo all’autore, la sua consolidata capacità di alternarne lo stile di scrittura, passando da una narrazione più cruda che contraddistingue il genere noir alla prosa lirica che ne caratterizza l’intensità emotiva e l’aspetto più fragile dei protagonisti delle storie.

Non solo l’autore si avvale di un’ironia a tratti tagliente per evidenziare le contraddizioni di una società schiava di una ipocrisia che abita sia nelle periferie che nel ceto medio-borghese.

Gallo sembra seguire le orme di uno dei più grandi intellettuali della nostra epoca, Pier Paolo Pasolini che in romanzi come Accattone e Una vita violenta, denunciava il degrado delle periferie restituendo dignità al sottoproletariato urbano, seppur povero spiccava per il suo essere autentico con la differenza che questa raccolta di racconti denuncia una società ai margini che per sopravvivere rischia di cedere al facile consumismo o ricorrendo a volte anche a metodi poco ortodossi che consistono nell’arte della contraffazione o semplicemente nel rubare.

Un altro esempio tangibile riguarda il racconto con protagonista Domitilla Petrovna, la prostituta più invidiata dello scalo di Maddaloni che si trasforma in una schiava del sesso pur di sopravvivere a vantaggio di un cliente, la cui richiesta ne rappresenta la soddisfazione che più lo appaga. La prostituta ne diventa La moneta vivente per citare un fin troppo complesso e articolato saggio del filosofo francese Pierre Klossowsky.

L’ultimo m’accompagna è la dissacrante cronaca della realtà con la giusta dose di umorismo nero attraverso uno stile originale. Una piccola gemma letteraria da tenere d’occhio.

genere: narrativa 

anno di pubblicazione: 2025

pagine: 124

editore: Nulla die


domenica 15 febbraio 2026

LA STRATEGIA DEL BARRACUDA

 




La strategia del barracuda – Antonello Marchitelli -

Recensione a cura di Dario Brunetti 


La strategia del barracuda è il nuovo romanzo di Antonello Marchitelli edito Book Tribù nella collana Black Out di Gianluca Morozzi.

In un ispettorato di liquidazione sinistri di una Compagnia di Assicurazione milanese la routine quotidiana è segnata dalla ricezione delle denunce con la conseguente procedura delle pratiche dopo l’istruttoria dei relativi periti e la valutazione del risarcimento del danno a seconda delle norme.

Si consumano vite di colleghi che impiegano il loro lavoro tra invidie, gelosie, avanzamenti di carriera a discapito di qualche altro più meritevole, tra chi flirta con la collega più attraente, chi conta i giorni che gli mancano per andare in pensione e tanto altro ancora. Il tutto appartiene alla classica catena di montaggio che come sostenevano sia lo scrittore Franz Kafka che il filosofo Gilles Deleuse ogni individuo è relegato.

Il concetto di ripetitività del lavoro diventa qualcosa di automatico incide nella vita di ogni essere umano anche in maniera ossessiva entrando attraverso il suo meccanismo di azione nella vita privata e persino nell’amore.

Per destabilizzare questo processo giornaliero ci vuole qualcosa che punti a rompere definitivamente la monotonia quotidiana.

Ecco che entrano in scena un gruppo di terroristi armati. Ma cosa ci sarà mai da rubare in un ispettorato sinistri?

Direi nulla, anche perché un ispettorato non maneggia liquidità come se fosse una banca!

Questi killer sono disposti a tutto pur di dare la caccia e di scovare un agente speciale che ha sottratto denaro alla malavita organizzata e che si nasconde tra i colleghi dell’ispettorato.

L’agente speciale viene denominato il Barracuda per l’abile capacità di sapersi mimetizzare, ed è anche lui un predatore che sceglie il momento giusto per colpire e sferrare il suo attacco decisivo.

Sarà solo l’inizio di una discesa agli inferi per i colleghi dell’ispettorato colti di sorpresa da una visita del tutto inaspettata, invece assisteremo a una vera e propria partita a scacchi tra il Barracuda e i terroristi, con a capo il temibile uomo vestito di nero.

Marchitelli attraverso uno stile asciutto e immediato serve al lettore un action-thriller coinvolgente e adrenalinico ricco di suspense e colpi di scena.

Il Barracuda può apparire come un eroe alla Chuck Norris, l’attore è alto 175 cm circa, per un peso di 75 kg ed è esperto di arti marziali. Per struttura corporea non verrebbe facilmente individuato proprio come il protagonista del romanzo che riesce ben a mimetizzarsi non dando alcun punto di riferimento sia ai suoi colleghi che ai suoi temibili avversari.

In questo romanzo ci sarà davvero spazio per i sentimenti? Forse un giorno! Per il momento si dovrà mettere in salvo la pelle seppur a caro prezzo.

Se il lavoro d’ufficio non sembra dare via di scampo, una lettura di evasione è proprio quel che ci vuole. Non ci resta che approfittarne! 


genere: thriller

anno di pubblicazione: 2025 

pagine: 136

editore: Book tribù


domenica 11 gennaio 2026

L'INFERNO E IL RIFUGIO

 






L'inferno e il rifugio –  Carmelo Pecora

Recensione a cura di Dario Brunetti


L'inferno e il rifugio. La Resistenza di Cleto ed Enea tra ghiaccio, fuoco e pietra è il nuovo romanzo dell’autore Carmelo Pecora uscito per Edizioni Del Loggione.

L’opera si concentra su due storie diverse, come le definirà l’autore saranno due resistenze parallele di uomini sopravvissuti agli orrori della guerra concepiti in maniera differente.

L’operaio contadino Cleto Conficoni a soli vent’anni si vede arrivare una Cartolina di Precetto che attesta il suo arruolamento al Distretto Militare di Forlì per essere assegnato ad un reparto. Farà parte degli alpini della Julia, ma in un secondo momento sarà spedito in Etiopia nel 1935 assieme al suo fedele amico Gianin.

I suoi genitori, Giovanni e Veronica tentano ad ogni costo di fare in modo che suo figlio possa tornare a casa e sua madre nonostante la non vicinanza al regime fascista interpella sua cugina Rachele Guidi, moglie di Benito Mussolini.

Ma uno dei periodi più brutti della storia mondiale è solo alle porte e migliaia di giovani e non giovani, era il 1940 e Mussolini aveva stretto la sua alleanza peggiore. L’Italia affiancava i tedeschi di Adolf Hitler e dichiarando guerra a Francia e Inghilterra. Sarà solo l’inizio di un lungo e interminabile incubo. Quale sarà il destino di Cleto Conficoni? Dopo aver combattuto in Grecia, in Russia sopravvivendo ai combattimenti e alla ritirata, come mai è finito nei campi di concentramento di Mauthausen?

Un uomo che ha visto spalancarsi le porte dell’inferno sarà riuscito davvero a sopravvivere?

Dall’inferno di Cleto, troviamo Enea Castellucci, un uomo nascosto per ben otto mesi in un rifugio segreto scavato in un sottoscala lungo tre metri, protetto per non farsi scoprire dai fascisti impegnati in una campagna di rastrellamento soprattutto contro ebrei e partigiani, offrendo la loro collaborazione ai nazisti sia negli arresti che nelle persecuzioni.

Carmelo Pecora si avvale di una certosina documentazione svolgendo una ricerca meticolosa e dettagliata dei fatti, per narrare due storie di resistenza nel nome di una memoria storica che non deve andare mai perduta e ha la necessità impellente di arrivare ai più giovani proprio perché ne rappresentano il futuro di un paese che ancora oggi fa fatica ad andare avanti.

Cleto ed Enea ne sono la testimonianza di come la guerra lascia delle cicatrici indelebili che impattano in maniera devastante sulla loro condizione psicologica e sull’ambiente che vi ruota intorno.

Le lotte partigiane saranno sempre un patrimonio della storia italiana perché si basano su principi fondamentali della nostra Repubblica e Costituzione.

La libertà attraverso i suoi ideali ne è diventato un valore autentico per i quali i nostri nonni hanno combattuto per cercare di dare ai loro figli una condizione di vita migliore; tutto ciò che a loro è venuto meno perché la vita gli ha messi di fronte a sacrifici ed esperienze traumatiche come la guerra.

L’inferno e il rifugio è una testimonianza sentita e partecipe che l’ottimo Carmelo Pecora ha voluto ancora una volta offrirci attraverso questo prezioso volume nel nome dei partigiani, uomini coraggiosi che con orgoglio e dignità hanno combattuto anche rimettendoci la loro vita in cambio di un valore unico, autentico e indissolubile come la libertà.

Non posso che lasciarvi con le note di un inno popolare diventato un simbolo universale della Resistenza partigiana contro il nazifascismo.

https://youtu.be/4CI3lhyNKfo?si=ucHkUien6aoz2zbE 


genere: narrativa

anno di pubblicazione: 2025


domenica 21 dicembre 2025

DELITTO SOTTO LE BOMBE

 




Delitto sotto le bombe – Marco Della Croce

Recensione a cura di Dario Brunetti


Delitto sotto le bombe è il nuovo romanzo noir dello spezzino Marco Della Croce uscito per la Fratelli Frilli editori.

Il 1943 rappresentò un anno drammatico per la città della Spezia che fu devastata dai pesanti bombardamenti della RAF che presero di mira l’Arsenale, il porto e il centro storico.

Si scava sotto le macerie registrando un considerevole numero di cadaveri.

Intanto il commissario Dario De Santis e il suo fedele collaboratore, l’agente Gegè Russo sono interpellati da una famiglia nobile per seguire un caso misterioso. La contessa Adelaia Aldovrandi Simonetti, vedova Odescalchi come da accordi col prefetto ha voluto incontrare gli inquirenti per riferire la scomparsa della povera “Micetta”. Non si tratta di una gatta, quel diminutivo appartiene alla sua cameriera di fiducia, Addolorata Macrì scomparsa misteriosamente nel nulla.

Una ragazza di bella presenza per la quale suo figlio, il conte Baldassarre Odescalchi aveva un debole. Nel frattempo l’uomo si accinge a diventare nuovo comandante generale della Milizia e chiede al commissario De Santis di mettersi sulle sue tracce e di riportarla a casa.

Ma sotto le macerie del centro storico viene rinvenuto un corpo di una giovane con la testa tagliata che dopo alcuni accertamenti sembra corrispondere ad Addolorata Macrì.

Un evento delittuoso di brutale efferatezza da non confondere con i bombardamenti che hanno colpito La Spezia.

Sul corpo ci sono evidenti segni di violenza e stupro e l’omicidio sembra essere opera di un pericoloso maniaco.

Tanti misteri e strani incontri della Macrì con il conte Odescalchi in un albergo faranno di lui, uno dei probabili indiziati. Eppure il conte amava Addolorata non poteva arrivare a commettere un delitto di una ferocia inaudita.

Addolorata come tutte le ragazze gli piaceva sognare ad occhi aperti a costo di illudersi e di cadere in un gioco più grande del suo.

De Santis e Russo indagano sulla vita del conte che sembra avere un alibi di ferro, intanto altre strane morti andranno ad aprire nuovi scenari e sviluppi all’interno della storia.

Marco Della Croce costruisce un noir di qualità, caratterizzando al meglio i personaggi di una storia drammatica intrisa di disperazione morte. Lo sviluppo della trama peraltro ben riuscito nel suo intreccio narrativo diventerà solo il pretesto per focalizzare l’attenzione su una delle più terribili pagine della storia del nostro paese mettendone in evidenza gli aspetti politici e sociali grazie ad un’analisi lucida e attenta dell’autore di un passato che non si dimentica e che impatta negativamente anche sul presente.

La Spezia subiva gli attacchi aerei inglesi, mentre Mussolini era con le spalle al muro finendo col passare da alleato a ostaggio dell’occupazione tedesca.

La città ligure ha vissuto i due più pesanti bombardamenti della storia della Seconda Guerra Mondiale con un numero di morti sempre in crescendo a causa del mancato bersaglio della RAF che invece di colpire la base navale, sferrò l’attacco sul centro storico e il porto con tragiche conseguenze.

La Spezia è martoriata dall’orrore della guerra che provoca dolore e miseria, ma trova un protagonista come il commissario De Santis che si ostina a cercare una verità che seppur vicina, sembra sfuggirgli di mano; intorno alla sua figura ruoteranno dei personaggi enigmatici pronti a nascondere trappole e intimi segreti che giocheranno un ruolo chiave all’interno del romanzo.

Buona lettura!


genere: giallo

anno di pubblicazione: 2025


domenica 16 novembre 2025

I SEGRETI DELLA NEBBIA

 




I segreti della nebbia – Matteo Monforte -

Recensione a cura di Dario Brunetti


“Non tutti nella capitale sbocciano i fiori del male, qualche assassinio senza pretese abbiamo anche noi in paese”.

Cantava così Fabrizio De André in Delitto di paese, brano del 1969 e riadattamento al testo di George Brassens; ed è un po' quel che accade nel piccolo comune di Crocefieschi nel nuovo romanzo di Matteo Monforte dal titolo I segreti della nebbia edito dalla Fratelli Frilli.

Con Monforte siamo stati abituati a storie che uniscono il giallo alla commedia, grazie a Martino Rebowsky il suo strampalato e bizzarro detective, nei segreti della nebbia, l’autore genovese abbandona la prosa umoristica offrendoci dei toni decisamente più forti e marcati che appartengono al genere noir attraverso un’atmosfera più oscura e intensa.

La nebbia mattutina avvolge il piccolo paese di Crocefieschi e sotto il cartello di benvenuto al borgo genovese viene rinvenuto il cadavere del diciottenne Billo Bianchi.

A seguire il caso è Oscar De Ferrari, un giornalista musicale, nonché ex musicista di un gruppo punk che deve misurarsi con la cronaca nera nello stupore generale degli abitanti di Crocefieschi che non avevano mai vissuto l’esperienza di un omicidio così efferato.

Il giovane giornalista non sarà il solo a seguire questo terribile delitto che ha sconvolto l’intero borgo, ad accompagnarlo nelle indagini troverà l’affidabile collega Nina e Giulio Scandale, capitano del Nucleo Operativo.

I piccoli paesi di provincia sono luoghi tranquilli e ordinari solo in apparenza, invece nascondono una realtà più complessa e torbida. Il delitto diventa essenziale per concentrare al meglio le attenzioni sulle relazioni e i segreti che si nascondono dietro la duplice facciata di una qualsiasi comunità.

Il romanzo è pieno di citazioni musicali che accompagnano la prosa narrativa di Monforte, ma se dovessi trovare una colonna sonora per questo testo, mi verrebbe in mente Highway to hell degli AC/DC con biglietto di solo andata come recita nel brano.

Forse anche per Crocefieschi sembra essere davvero così, un paese non solo avvolto da una nebbia che si porta con sé segreti del passato e del presente, ma da un assordante silenzio che ha creato dei traumi esistenziali manifestatasi in un contesto sociale che ha generato una violenza occultata.

Monforte consegna ai lettori un noir di ottima fattura in bilico tra realtà e finzione, con dei personaggi caratterizzati alla perfezione e con delle descrizioni particolarmente accurate per una storia carica di tensione dalle atmosfere rarefatte.

Il lato oscuro del male si insinua nelle vite degli abitanti di Crocefieschi facendo emergere antiche paure, ma un giornalista ostinato e determinato le affronterà con coraggio e determinazione restituendo coraggio e dignità.

Forse a essere davvero sconfitta sarà la finta apparenza di un paese forse sin troppo tranquillo che ha nascosto per tanto tempo il suo duplice volto, ma è scoccata l’ora di far cadere le maschere di quel finto perbenismo, come si dice meglio tardi che mai!

Buona e intrigante lettura!


genere: giallo

anno di pubblicazione: 2025


domenica 12 ottobre 2025

IL DELITTO DI VIA ETNEA

 




Il delitto di via Etnea – Roberta Castelli -

Recensione a cura di Dario Brunetti


Il delitto di via Etnea è un romanzo della scrittrice Roberta Castelli uscito per la Fratelli Frilli editori.

Catania è la protagonista indiscussa di questo noir che affronta tematiche sociali di particolare rilievo. La via Etnea (con chiaro rifermento all’Etna) rappresenta la strada principale del cuore di Catania, nasce alla fine del XVII secolo a causa del terremoto del 1963. È diventata una via nella quale si possono fare delle lunghe passeggiate grazie ai suoi 3 chilometri visitando palazzi e chiese barocche.

Seppur si può venir catturati da via Etnea grazie alla sua suggestiva e incantevole bellezza per la sua storia e i monumenti, con il passare del tempo si è andato verso uno stato di abbandono che l’ha portata a vivere nel degrado.

I romanzi danno una grande opportunità e favoriscono la costruzione di una storia di fantasia dove magari ci scappa pure il morto per contestualizzare tematiche sociali di forte impatto e rilevanza.

Ma la protagonista non è solo la città di Catania, ci sono Mariolina e Manfredi, una coppia di amici che saranno catapultati in un’indagine particolarmente complessa.

Mariolina è una donna che ha sofferto pene d’amore a causa di un matrimonio che non si è mai veramente concretizzato e che ha fatto cadere la stessa donna nello sconforto e nella depressione. Manfredi è un ex poliziotto dotato di grande acume investigativo e che porta con sé un passato tremendamente doloroso. Entrambi hanno in comune qualcosa che gli lega, il fatto di aver vissuto un evento tragico di una portata devastante (soprattutto Manfredi) e che gli ha resi vulnerabili nel loro animo scosso sempre più da un’inquietudine che non sembra dare via di scampo.

Nonostante le loro sofferenze, traspare in maniera incisiva il valore dell’amicizia di due persone che si supporteranno a vicenda dandosi forza e coraggio nei momenti difficili.

Ma a Catania, nel quartiere Bottegaccia, viene rinvenuto da Manfredi il cadavere di Momar, un ragazzo senegalese che per sbarcare il lunario vendeva dei cd a contrabbando in via Etnea. L’uomo è stato ucciso e a occuparsi dell’indagine è l’ispettore Nicola Romano, ex collega e amico di Manfredi.

Il delitto di via Etnea è un noir scritto in maniera magistrale da Roberta Castelli che dà voce agli ultimi, ai cosiddetti invisibili relegati sempre più ai margini della nostra società e attraverso il suo grido incessante di una terra sofferente, la stessa scrittrice vuole restituire loro quella dignità negata da sempre che li destina ad un futuro quasi senza speranze dove non è permesso nemmeno di sognare ad occhi aperti.

Interessante la caratterizzazione dei personaggi anche di coloro i quali assumono un ruolo secondario all’interno della storia, la Castelli tratteggia alla perfezione sviluppandone al meglio il loro lato psicologico vittima di uno stato alquanto precario e disagevole in cui vi è un destino beffardo che sembra metterli con le spalle al muro.

La povertà, la disoccupazione e la disperazione di chi combatte e lotta tutti i giorni per la dignità e la libertà, cosi la scrittrice catanese si rivolge a una società spesso indifferente e soprattutto distratta per prestare un concreto aiuto verso gli ultimi.

Con animo sincero e sensibile, la Castelli ci racconta una Sicilia affascinante e struggente costruendo un noir di pregevole fattura e rivelandosi una delle voci più interessanti del panorama letterario.

Chi l’ha apprezzata nel suo esordio con La traccia del pescatore e La bambola di cera (Golem edizioni), gialli che vede protagonista il commissario Vanedda, potrà ritrovarla in quest’altra gemma tutta da scoprire.

 

genere: giallo

anno di pubblicazione: 2023

domenica 21 settembre 2025

ISABEL BLANCO

 




Isabel Blanco indaga nel dark web – Barbara Sarri -

Recensione a cura di Dario Brunetti


Isabel Blanco indaga nel dark web è il nuovo romanzo giallo di Barbara Sarri uscito per Mursia editore.

Dopo Il ventaglio sulla pelle (Horti di Giano) e Il labirinto rosso (Harper Collins) torna Isabel Blanco detective e ballerina di flamenco impegnata come volontaria nel centro antiviolenza “Una rosa non un pugno”.

In questo terzo capitolo della serie a lei dedicata si trova a indagare coadiuvata dal commissario Romeo, su ben due omicidi: le vittime sono due ragazze appartenenti a una casa famiglia.

Nei pressi di Ostia, sul litorale romano sembra essere andato in scena un film appartenente al genere horror. In una villa abbandonata che secondo dicerie è visitata dai fantasmi si è consumato un doppio delitto.

Nello stesso luogo è stato rinvenuto prima il corpo di Desideria e giorni dopo di Cristabel.

A cosa sono dovute queste inspiegabili morti di due ragazze così giovani? In quale trappola saranno cadute?

Il romanzo esplora i misteri del dark web che è una parte di internet che viene raggiunta solo da particolari applicazioni e dove si concentrano attività illegali che vanno dallo spaccio di sostanze stupefacenti al traffico di armi o dalla vendita di carte di credito rubate o di informazioni di dati sensibili.

Il dark web rappresenta il lato oscuro della rete, una specie di sottobosco dove si cela il male più infimo.

L’autrice costruisce una trama ben strutturata che gode di un buon intreccio narrativo che offre al lettore la giusta dose di suspense, ma soprattutto focalizza l’attenzione sulla violenza di genere ammorbidendone i toni proprio per rendere la storia accessibile anche ai più giovani.

Il giallo così diventa un mezzo efficace per affrontare tematiche sociali di forte rilevanza e con un personaggio come Isabel Blanco che non è solo una detective, ma è una donna che riesce a trasmettere la passione per la danza che diventerà necessaria per salvare vite umane.

Un romanzo che ci insegna l’amore per il prossimo, ma ci mette in guardia dal mondo di Internet e di come può diventare una vera e propria trappola per i giovani, facili prede di qualcosa forse più grande di loro.

Come non affezionarsi al personaggio di Erles, nonna di Isabel capace di donarle la sua saggezza (e non solo).

Rosso come il ventaglio che portano le danzatrici di flamenco, nero come il mistero che incombe influenzando giovani vite.

Barbara Sarri è una voce interessante nella letteratura di genere. Una vera sorpresa da scoprire!


genere: giallo

anno di pubblicazione: 2025

 

 

 


domenica 24 agosto 2025

LA MORTE PROFUMA DI LIMONI

 




La morte profuma di limoni – Anna Allocca

Recensione a cura di Dario Brunetti


La morte profuma di limoni è il nuovo romanzo dell’autrice Anna Allocca uscito per Golem edizioni.

Il vice questore Carlo Boni e l’ispettrice della polizia scientifica Lea De Angelis sono i protagonisti di un giallo con sfumature di thriller. La particolarità di questi romanzi come ben noto sta nel focalizzare l’indagine poliziesca mettendone in risalto l’atmosfera, la tensione e le forti emozioni dei personaggi della storia.

Lea De Angelis è a Salò e ha ricevuto un invito da sua cugina Giovanna a prendere parte alla sua festa di onomastico. È una serata magica ed è la festa di San Giovanni e gli ospiti possono godersi questo momento nella lussuosa villa sotto a una meravigliosa limonaia. Per rendere ancora più suggestiva un’incantevole notte di estate si è deciso di organizzare un gioco a squadre che prende il titolo di un famoso racconto di S.S. Van Dine, Delitto alla limonaia, uno spettacolo interpretato da bravi attori.

Lea avvalendosi delle sue doti di investigatrice riuscirà a risolvere il mistero di uno dei più bei racconti scritti da SS Van Dine?

Passare da un gioco in cui si mette in scena un delitto a un omicidio vero e proprio il passo è breve. Ed è un po' quel che accade a Lea che dovrà coadiuvare nell’indagine il vicequestore Boni che è nella villa a fianco a quella di sua cugina Giovanna.

E’ stato compiuto un delitto che ha visto protagonista l’imprenditore Riccardo Marsi uccidere per legittima difesa Veronica Zonin.

Dalle dichiarazioni fatte alla polizia emerge che la ragazza era comparsa all’improvviso in casa Marsi è armata di coltello voleva colpire a morte proprio Riccardo che è stato costretto a sparare.

Gli inquirenti cercano di ricostruire la scena del crimine, di interrogare gli abitanti della casa e di mettere al corrente i genitori della ventenne uccisa. Ma per Lea De Angelis che ha preso a cuore la vicenda ci sono elementi che mettono in discussione il delitto ai danni di Veronica, in particolare ci sono delle evidenti incongruenze nel racconto dell’imprenditore Marsi che dimostreranno in un secondo momento che Veronica è stata uccisa prima di aver ricevuto ferite da arma da fuoco.

Misteri che si infittiscono e che renderanno l’indagine più articolata del previsto, intanto ci saranno tante situazioni che sconvolgeranno la quiete della provincia e che alzeranno il livello della tensione del romanzo.

Ennesima prova convincente di Anna Allocca che grazie a una prosa elegante e raffinata costruisce un giallo con un impianto narrativo classico che si mescola al thriller offrendo alla storia un ritmo più dinamico e con una crescente atmosfera di suspense.

Il finale ricorda quei romanzi della regina del giallo Agatha Christie in cui i personaggi sono invitati ad assistere alla soluzione del mistero.

Ben caratterizzati i protagonisti della storia, Lea è un personaggio che si porta delle evidenti cicatrici del passato e vorrebbe innamorarsi e al tempo stesso essere libera di sognare ad occhi aperti per scacciare finalmente le ombre.

Un romanzo giallo coinvolgente con riferimenti ai miti dell’antica Grecia in cui bellezza e crudeltà saranno le due facce della stessa medaglia.

Il delitto è servito e profuma di limone.

Buona lettura!


genere: giallo

anno di pubblicazione: 2025


domenica 27 luglio 2025

NERO COME IL BUIO

 




Nero come il buio – F. Forte, D. Lama, L. Vicidomini

Recensione a cura di Dario Brunetti


Nero come il buio è una raccolta di tre racconti noir uscita per Homo Scrivens editore nella collana Gatti neri e vicoli bui. Tre pregevoli firme del noir come Franco Forte, Diego Lama e Letizia Vicidomini impreziosiscono questo volume con delle storie drammatiche che sfociano a volte nella follia a discapito di un equilibrio che raggiunge livelli di alta instabilità a tal punto da perderne completamente il controllo.

La raccolta si avvale dell’introduzione dell’autrice di gialli Serena Venditto che è anche curatrice della collana Gatti neri e vicoli bui.

Smetti di guardare di Franco Forte racconta la storia di una famiglia criminale: Il padre che rappresenta il boss di un vasto impero, la moglie che gestisce l’intera organizzazione, il braccio destro pronto ad eseguire ogni ordine del suo fido padrone e infine il figlio che vuole intraprendere l’ascesa nel mondo criminale scavalcando proprio suo padre. Un viaggio spietato nel mondo del malaffare in cui le persone sono solo marionette vittime della bramosia del potere e del denaro. Lo scrittore si avvale di una narrazione cruda e feroce in cui la morte e il sesso diventano gli elementi imprescindibili di una storia ai limiti della perversione e della violenza. Per ricordare un titolo di un grande film del regista Francesco Munzi, i protagonisti sono delle Anime nere avvolte in una spirale di odio senza fine.

Lockdown di Diego Lama ci conduce nei vicoli di Napoli, nei quartieri come il rione Sanità, Cristallini e Vergini. Come annuncia il titolo della storia siamo in pieno lockdown a causa della pandemia e la città partenopea sembra spettrale in cui regna un silenzio assordante. Siamo in noir eppure in un luogo così buio e deserto, il pericolo è sempre in agguato soprattutto se vi è un protagonista come l’agente Cimmino follemente innamorato della sua Patty che si troverà a gestire una situazione complessa. La pace avrà dei risvolti terrificanti. Lama costruisce un personaggio che è l’esempio del poliziotto modello capace di saper fare osservare le regole. Ci tiene particolarmente e lo deve a suo padre, anch’egli poliziotto. L’autore mette in luce una società in crisi e un sistema completamente alla deriva. Come ne uscirà il nostro protagonista?

Sarebbe scontato citare Eduardo De Filippo essendo a Napoli e invece dedicherò al prezioso racconto di Letizia Vicidomini I teatranti queste parole calzanti di Carmelo Bene “La commedia finisce come una morte e la tragedia come una commedia. Se nella commedia vi è la morte di un’illusione apparente, nella tragedia pur mettendone in scena il suo lato cupo e oscuro potrebbe rivelare una commedia della morte attraverso aspetti assurdi e paradossali. Questa peculiarità è facilmente riscontabile nelle ultime frasi del regista Salvo Carrisi. I protagonisti di questa storia nera sono Francesco D’Alessio, brillante commercialista di successo ed Eleonora Pinto, una professoressa di francese; Entrambi sono stati selezionati dal regista Salvo Carrisi per prendere parte alla commedia Coniugi di Eric Assous. Un’opera teatrale che scava nelle relazioni proprio della coppia. Riusciranno a entrare nella parte i nostri protagonisti?

Sembrano davvero essere entrati nella parte eppure ad un certo punto si rompe un meccanismo che li farà sprofondare in un abisso senza fine dove emergeranno segreti, bugie, relazioni nascoste che sfoceranno in vendette personali.

Dalla commedia alla tragedia il passo sarà breve e il finale lasciamolo ai lettori.

Il teatro diventa il palcoscenico migliore per ambientare una storia nera dai contorni torbidi e drammatici, Letizia Vicidomini mette a dura prova l’equilibrio di una coppia borghese in cui la normalità è una facciata di sola apparenza, in realtà serpeggia ben altro che al momento opportuno dà sfogo a rancori tenuti nascosti per troppo tempo. Emerge una reazione forte ma al tempo stesso vivida dei suoi protagonisti che attraverso la finzione troveranno la purezza di una verità cruda e nera. Ancora una volta chapeau!

 
genere: Noir

anno di pubblicazione: 2025