Perdita di memoria - Simona Conte -
recensione a cura di Gino Campaner
📖Spiccioli di trama:
Un uomo ha perso la memoria, ricorda qualcosa ma non riesce a collegare le
immagini che gli arrivano in testa con ricordi precisi. Fa anche degli incubi.
Cerca una soluzione, arriva anche a ricoverarsi volontariamente in una
struttura psichiatrica. Un giorno al suo risveglio si trova di fronte il
professor Serrani, succede l'imprevedibile.
🔥Punto di forza: i
personaggi, Vanina in particolare. Personaggio positivo, nonostante tutto. Fa
tenerezza, è pazza d'amore. Nel vero senso della parola.
Man mano che la storia procede l'interesse aumenta.
Aumentano le emozioni, gli stati d'animo contrastanti, la suspense,
l'adrenalina.
A me è piaciuto molto. Il punto di forza principale: il
romanzo stesso, nella sua totalità (per quanto breve). Va letto, solo
raccontarlo non è sufficiente.
🙁Punto debole: non
so, mi rimane l'idea che tutto dipenda da come viene proposto un romanzo.
Questo è ottimo e meriterebbe maggiore considerazione. Ma come si fa? A parer
mio non ha la valorizzazione che meriterebbe. Non è il primo e non sarà
l'ultimo. L'autrice fa già tanto, forse toccherebbe ad altri. È appena uscito.
Sono fiducioso.
🏁Finale: l'ultima
"immagine" prima della scritta the end mi lascia perplesso. Più che
perplesso proprio di sasso. Con mille domande che mi vorticano in testa. Voglio
sapere, questo finale non mi basta. Ma poi penso che sia giusto così. Questo
romanzo mi ha stupito, per l'originalità e la profondità, queste pagine finali
ne sono la degna conclusione.
🎓Giudizio complessivo: ⭐⭐⭐⭐
Non si direbbe proprio ma Perdita di memoria è il primo romanzo di Simona
Conte. Prima di questo libro ha scritto "solo" racconti e raccolte di
poesie. L'autrice conduce il lettore in una storia originale, delle volte
paradossale (una iperbole sull'amore) ma che regala tante emozioni. Fino
all'entrata in campo del professor Serrani tutto scorre quasi tranquillo. Dopo
il suo intervento Il romanzo diventa dirompente, un fuoco di fila di emozioni.
Un romanzo molto bello che ci fa porre tanti quesiti e fa riflettere. La
perdita di memoria del protagonista funge quasi da escamotage per permettere
all'autrice di dire tanto altro. La perdita di memoria è il mezzo non il fine.
Ad esempio: fin dove l'amore rimane tale e quando invece diventa un'ossessione?
L'annullamento di sé stessi per compiacere l'altro fin dove ci può spingere?
Complimenti a Simona Conte, spero che Perdita di memoria sia il primo romanzo
di una lunga serie.
genere: narrativa
anno di pubblicazione: 2026
pagine: 120
editore: eretica ed.


















