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domenica 1 ottobre 2023

LE MIE VALUTAZIONI SETTEMBRE 2023

 






SETTEMBRE 2023


il delitto di via Etnea                 ⭐⭐⭐⭐

spaccacuori                                ⭐⭐⭐⭐  

la coinquilina                             ⭐⭐⭐⭐

il sepolcro di Eddie                    ⭐⭐⭐⭐

la dama Angelica                       ⭐⭐⭐⭐             

giovedì 28 settembre 2023

TUA

 





TUA - Claudia Pineiro

 

Recensione a cura di Miriam Donati

 

Buenos Aires. Inés, moglie di Ernesto, irreprensibile dirigente di successo, trova per caso nella ventiquattrore del marito un biglietto d'amore scritto con il rossetto e firmato "Tua". Una sera decide di seguirlo fino al parco Bosques de Palermo dove lui e la sua amante si sono dati appuntamento. Iniziano a discutere, lui la spinge violentemente, la donna cade, sbatte la testa contro un sasso e muore.

Questo è l’inizio della storia che è la felice miscela tra umorismo e noir e crea una commedia nera carica di colpi di scena ed emozioni, ferocemente ironica e sorprendente per il ritmo incalzante e la suspense.

È un giallo psicologico raccontato con una sequenza diretta, veloce, dissacrante e tagliente, con un finale intrigante.

Si sviluppa all’interno di un nucleo familiare, dove ognuno dei tre componenti capisce ben presto che non esistono alleati, ma che per salvarsi bisognerà attingere solo ed esclusivamente alle proprie forze.

Una di quelle vicende in cui non si salva veramente nessuno, perché tutti a loro modo hanno la coscienza sporca, fa pensare a un “Fargo” dei fratelli Coen in salsa argentina.

È proprio questa lucidità nel mettere in scena la fondamentale aridità dei personaggi il tratto più interessante del libro, che sfrutta una ingegnosa trama gialla in cui tutti spiano tutti e nessuno parla davvero con nessuno.

Il racconto evidenzia apparentemente in leggerezza un dramma della meschinità: una moglie tradita che scopre il tradimento e non solo.

Ines è una casalinga disperata e servizievole, ha la propensione a mettere tutto in ordine: nulla deve essere fuori posto, figuriamoci un'altra donna, o due, addirittura; compila quindi liste di ipotesi, una più fredda e agghiacciante dell’altra per spiegarsi il comportamento di un marito che è, banalmente, un traditore seriale. Una donna che, con ostinazione, vuole mostrare solo "la facciata", mentendo a se stessa e al mondo intero, pur di non accettare il fallimento e cerca di salvare il salvabile.

Ernesto, il marito fedifrago, un discreto cialtrone, tradisce Ines ripetutamente e in vari modi nel corso della vicenda.

Sono entrambi ciechi nei confronti della figlia, un’adolescente superficiale che odia i genitori e la loro vita fatta di ipocrisie ma che, di suo, non si inventa nulla per sfuggirvi e che, proprio sotto i loro occhi, sta vivendo un grande dramma, ritrovandosi sola e spaesata, costretta a diventare adulta bruscamente. Una figlia vista più come un elemento di disturbo che come persona da crescere e accudire, fintamente ribelle e realmente disillusa, acidissima e scontrosa proprio a causa del comportamento dei genitori. Rappresenta però l’unico sottile filo di speranza del libro a causa di un errore che avrebbe potuto rivelarsi drammatico e che invece la fa maturare.

 

Genere: Narrativa

Anno di pubblicazione: 2013

 


mercoledì 27 settembre 2023

POLVERI

 




Polveri  - Anna Carbonara -

Recensione a cura di Dario Brunetti

Dopo i precedenti romanzi Un urlo che morde l’anima del 2017 e Un film lungo una vita del 2020, torna Anna Carbonara con il nuovo romanzo Polveri uscito per la casa editrice Gelsorosso.

In questo polverio di secoli, viviamo granelli di spazi temporali e anche una Trieste bigia e malinconica potrebbe diventare una città sconosciuta, soprattutto per Francesca vittima di un risveglio alquanto traumatico, ancora stordita, si trova a ricomporre pezzi della sua vita.

Affiorano ricordi, aneddoti, vecchie amicizie e amori vissuti. Per Francesca, Tiziana ha rappresentato l’amica della sua adolescenza per perdersi si vista alla fine del liceo e un giorno ritrovarsi col suo nuovo amore Piero. E’ bello rivivere ricordi di un tempo ed essere felici sapendo che c’è un uomo che è entrato nella vita della tua migliore amica, proprio quel Piero che un giorno lascerà Tiziana e sposerà Francesca. Il matrimonio porterà loro due splendide creature, prima Giorgia e poi Mattia.

Sembra andare tutto bene, una famiglia alquanto felice ma solo in apparenza perché forse si sta avvicinando solo l’inizio della fine.

A questo punto mi sembra più che opportuno non andare oltre, per non far perdere il sapore di una lettura coinvolgente che tocca tematiche che fanno parte di una quotidianità dei nostri giorni.

Storie di vita pulsante che lasciano segni indelebili nella nostra anima.

Anna Carbonara tratteggia con cura maniacale i personaggi della storia in cui verranno messe in evidenza peculiarità del loro carattere. Una scrittura lineare con una storia tenuta in equilibrio con maestria grazie a uno stile pregevole e raffinato.

Francesca è una donna, la cui vita è stata messa a dura prova ma ha lottato fino allo stremo delle su forze, si è innamorata, ha pianto, ha sofferto fino a fare i conti con la propria solitudine e ha trovato solo il conforto della cagnolina Daisy.

Una luce fioca che si chiama speranza attraversa il buio di un’anima. Francesca convive con le sue paure e i punti di riferimento sembrano venire a mancare e c’è un impellente bisogno di ritrovarsi per non restare in balia delle sue stesse ombre.

La donna ha voglia di rialzarsi e di riemergere da uno stato di totale insofferenza, ne uscirà la nostra protagonista? C’è da chiedersi leggendo questo testo quante donne in un momento della loro vita si sono riviste in Francesca?

Un romanzo psicologico che offre molteplici spunti di riflessione, una storia intensa ed emozionante che saprà toccare le corde del nostro cuore.

 

Genere: Narrativa

Casa editrice Gelsorosso

Anno di pubblicazione 2023


lunedì 25 settembre 2023

LA VALLE DEI FIORI

 




La Valle dei fiori - Niviaq Korneliussen -

recensione a cura di Patrizia Zara


Consiglio calorosamente la lettura di questo libro. Perché è un racconto di un'autenticità talmente potente che riesce ad abbattere il muro di un confinante provincialismo.

Perché è violento come uno schiaffo morale, gelido che sveglia dall’oblio, percuote, desta da quel sonno ipnotico il cui sguardo non va oltre le quattro facciate in cui il mondo sembra tutto lì, fermo ai nostri dolori, alle nostre piccole gioie, pettegolezzi, vittorie e fallimenti, like e non like. Limiti. Facce sempre uguali, chiacchere ripetitive. Voliamo oltre.

 Con "La valle dei Fiori" usciamo dal nostro ristretto "io" e scopriamo altri mondi, altre dimensioni, altre vite per renderci conto che non siamo solo noi a esistere e a morire.

"La Valle dei Fiori" è un romanzo innovativo, contemporaneo, autentico, genuino, tosto.

La penna di Niviaq Korneliussen ha la forza caustica di scavare tra i ghiacciai di cuori frantumati, di toccare l'anima inquieta devastata dal disagio, dal senso di inadeguatezza e da una vertiginosa solitudine. Affronta il tema della morte, voluta, cercata per non soffrire più.

È un romanzo crudelmente e volutamente fisico, carnale talmente genuino da elevarsi in poesia quella pura senza fronzoli né ricami, né manipolazioni letterarie, né merletti di contorno. Un vero e proprio orgasmo letterario.

È una scrittura schietta, palpitante, perché i malesseri e i tormenti della giovane protagonista volutamente senza nome e di origini Inuit (Popolazione indigena delle coste artiche dell'America, distribuita dalla Groenlandia sino all'Alaska), penetrano dentro la pelle e fanno male: appartengono a tutti noi.

Ci spiattellano una società fallimentare che in nome di una globalizzazione infelice distrugge giovani identità, schiaccia esistenze come fossero parassiti.

Una società che avvolge nell'oblio i deboli per ingannare gli occhi della vasta comunità in cui vige la legge del più furbo e del più forte. Gioca a pingpong scaricando colpe e giustificazioni.

Non abbiamo nome neppure nella tomba, ma solo numeri e fiori di plastica.

Ed è per questo che ringrazio Niviaq Korneliussen, scrittrice millennial, lesbica, groenlandese, per avere scritto un romanzo che ha dato voce a chi non viene ascoltato perché ciò richiederebbe troppo sforzo, troppo impegno, troppa umanità, troppo tempo, bisognerebbe disobbedire ai rigidi protocolli e non ne vale la pena mettersi sotto scopa. Non è facile sanare la discrasia di un'esistenza combattuta tra il bisogno bruciante di amore e la paura di deludere e di donarsi con cui finisce per far male agli altri quanto a se stessa.

La ringrazio per avere dato voce a chi si scontra con il muro dell'indifferenza, a chi non ha la forza di imporsi fra i lupi. Poveri giovani. Che società di merda.

D'altronde una società che sforna professionisti (psicologi, medici, insegnanti etc. etc.) che fanno a gara a chi ha più attestati e partecipazioni a convegni dimenticando il vero ruolo umanitario e il soggetto dei loro studi, tutto risulta vano e sterile. Palloni gonfiati di gloria e di ego.

Una denuncia corale ed entusiasta. Un libro bellissimo, intenso, sconvolgente che ci fa sentire meno soli e ci sprona a non arrendersi in nome di chi, dal Nord al profondo Sud, dall'Ovest all'estremo Est, tale forza non ce l'ha.

Tuttavia, sebbene la gravità della tematica trattata (suicidi fra i giovani, tema universale) sia forte, la lettura risulta scorrevole e trascinante per nulla triste e malinconica poiché lo stile è fresco e moderno e regala anche momenti di piacevole umorismo grazie all’abilità dell'autrice che, con intelligenza arguta e pensosa e una profonda e spesso indulgente simpatia umana, crea personaggi tanto amabili quanto bizzarri.

Una nota personale: l'ultimo capitolo intitolato "Io" mi ha riportato a rivivere la lettura di "Fuga nelle tenebre" di Arthur Schnitzler. Entrambe le narrazioni presentano uno stile di scrittura accelerata, sempre più incalzante e concitata al fine di travolgere i lettori nell'incontrollata emorragia di follia che trascina nell'inevitabile tracollo i giovani protagonisti delle due storie distanti nel tempo e nello spazio.

Ne "La Valle dei Fiori” la nostra giovane Inuit è troppo scura, troppo grassa, troppo per questa società di apparenze, di protocolli, di cartelle e di numeri.

"La vita è troppo breve per crucciarsi, oppure che non conta quanti anni si viva, ma quanta vita c'è in quegli anni. Le frasi motivazionali la commuovono facilmente, come 'non piangere perché è finito, sorridi perché c'è stato' ". Consolazioni patetiche, tutto qui.

P.S. splendida la copertina. Iperborea una garanzia

genere: narrativa

anna pubblicazione: 2023


domenica 24 settembre 2023

LA DAMA ANGELICA

 




La dama angelica - Ivano barbiero -

 

📖Spiccioli di trama: siamo nel 1969 o meglio nella notte di San Silvestro del 1968. Viene compiuto un omicidio. La vittima è una signora non più giovane annegata, incastrata nel ghiaccio in una fontana del centro di Torino. Ad indagare è chiamato il commissario Giancarlo De Salvo. Storia intrigante raccontata egregiamente.

 

🔥Punto di forza: senza dubbio la vicenda raccontata che prende spunto da una storia vera. Personaggi delineati benissimo su tutti il commissario. Trama complessa ma condotta in porto in maniera mirabile.

 

🙁Punto debole: un po lento in alcuni punti. Uno in modo particolare. La seconda parte più ritmata è molto più coinvolgente. È evidente il gran lavoro dell'autore nel far combaciare tempi e eventi. 

 

🏁Finale: il finale spiega tutto. Rimette ordine alle tante situazioni a cui abbiamo assistito. Tutto viene spiegato e non mancano le sorprese anche nelle battute finali.

 

🎓Giudizio complessivo: più che positivo. ⭐⭐⭐⭐ 

Un libro di grande valore. Storia raccontata con capacità e arguzia. Si legge con piacere. Alcuni passaggi rallentano un po gli eventi forse con 20/30 pagine in meno il libro avrebbe assunto un ritmo ancora più veloce. Ma questa è una considerazione personale. Oggettivamente il romanzo è di assoluto livello. Ultima annotazione non meno importante: il libro è in self publishing (con tutto ciò che ne comporta)

 genere: giallo

valutazione: buono

anno di pubblicazione: 2022

 


 


LA CASA DELLE LUCI

 




𝗟𝗮 𝗖𝗮𝘀𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗟𝘂𝗰𝗶 - Donato Carrisi

recensione a cura di Alice Bassoli

 

📖 𝗧𝗿𝗮𝗺𝗮 𝗶𝗻𝗶𝘇𝗶𝗮𝗹𝗲:

𝘕𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘨𝘳𝘢𝘯𝘥𝘦 𝘤𝘢𝘴𝘢 𝘪𝘯 𝘤𝘪𝘮𝘢 𝘢𝘭𝘭𝘢 𝘤𝘰𝘭𝘭𝘪𝘯𝘢, 𝘷𝘪𝘷𝘦 𝘴𝘦𝘮𝘱𝘳𝘦 𝘴𝘰𝘭𝘢 𝘶𝘯𝘢 𝘣𝘢𝘮𝘣𝘪𝘯𝘢, di nome Eva e di dieci anni, con una sola governante e una ragazza au pair. Dei genitori nessuna traccia. Ma qualcosa di sinistro incombe poiché Eva ha un amichetto immaginario senza nome e senza volto. Maja Salo, l'au pair, disperata, si rivolge a Pietro Gerber, l'ipnotista di bambini, per aiutare Eva. Tuttavia, la reputazione di Gerber è in rovina, e lui stesso è confuso sul proprio destino. Accetta comunque la sfida, ma quando Eva è sotto ipnosi, si apre una porta invisibile, e la voce del bambino perduto che parla attraverso di lei conosce Gerber e il suo oscuro passato.

 

🌟 𝗣𝘂𝗻𝘁𝗼 𝗳𝗼𝗿𝘁𝗲:

𝗗𝗼𝗻𝗮𝘁𝗼 𝗖𝗮𝗿𝗿𝗶𝘀𝗶 è 𝗺𝗮𝗲𝘀𝘁𝗿𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝘁𝗿𝗮𝗺𝗲, 𝗲 𝗽𝗶ù 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗳𝗶𝘁𝘁𝗲 𝗲𝗱 𝗶𝗻𝘁𝗿𝗶𝗰𝗮𝘁𝗲 𝗲 𝗽𝗶ù 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗰𝗼𝗻𝘃𝗶𝗻𝗰𝗲𝗻𝘁𝗶, 𝘀𝗶𝗮 𝗱𝗮𝗹 𝗽𝘂𝗻𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝘃𝗶𝘀𝘁𝗮 𝗽𝘀𝗶𝗰𝗼𝗹𝗼𝗴𝗶𝗰𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝘀𝗼𝗰𝗶𝗮𝗹𝗲. L'autore riesce a tessere una narrazione avvincente che tiene il lettore ipnotizzato ed incollato alle pagine, svelando dettagli della psicologia dei personaggi e delle dinamiche sociali. Carrisi dimostra infatti una profonda comprensione della mente umana.

 

👍 𝗣𝘂𝗻𝘁𝗶 𝗱𝗲𝗯𝗼𝗹𝗶:

NESSUNO!

 

🔥 𝗖𝗼𝗹𝗽𝗼 𝗱𝗶 𝘀𝗰𝗲𝗻𝗮 𝗳𝗶𝗻𝗮𝗹𝗲:

Il colpo di scena finale è un'autentica sorpresa, un inaspettato ribaltamento della storia che lascia senza fiato. È un momento davvero straordinario che cambierà completamente la prospettiva della storia.

"𝗟𝗮 𝗖𝗮𝘀𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗟𝘂𝗰𝗶" 𝗱𝗶 𝗗𝗼𝗻𝗮𝘁𝗼 𝗖𝗮𝗿𝗿𝗶𝘀𝗶 è 𝘂𝗻 𝗹𝗶𝗯𝗿𝗼 𝘀𝘂𝗽𝗲𝗿𝗹𝗮𝘁𝗶𝘃𝗼, 𝗺𝗲𝗿𝗶𝘁𝗲𝘃𝗼𝗹𝗲 𝗱𝗶 𝟱 𝘀𝘁𝗲𝗹𝗹𝗲, 𝗲 𝗻𝗲 𝗺𝗲𝗿𝗶𝘁𝗲𝗿𝗲𝗯𝗯𝗲 𝗮𝗻𝗰𝗵𝗲 𝘂𝗻𝗮 𝘀𝗲𝘀𝘁𝗮 𝘀𝗲 𝗳𝗼𝘀𝘀𝗲 𝗽𝗼𝘀𝘀𝗶𝗯𝗶𝗹𝗲. È una lettura coinvolgente che affascina dal primo all'ultimo capitolo.

Consiglio vivamente questo libro a tutti gli amanti del thriller psicologico e del mistero. 👏📚😮 Non lasciatevelo sfuggire!

genere: thriller

anno pubblicazione: 2022

 


mercoledì 20 settembre 2023

IL FU MATTIA PASCAL

 







Il fu Mattia Pascal - Luigi Pirandello –

Recensione a cura di Francesca Simoncelli 

 

Avete mai pensato di scappare via da tutto e tutti? 

Vi siete mai chiesti, se la vita vi offrisse l’opportunità di ricominciare, se realmente la sfruttereste? 

La storia di Mattia è un po’ la vita di molti di noi: un’infanzia spensierata, un’adolescenza di scoperte e divertimento; poi, però, il destino chiede il conto e ci si ritrova a pagare le conseguenze delle proprie azioni irresponsabili. 

Nel caso di Mattia, una moglie che non ama, una suocera che non lo rispetta, il conto in banca svuotato ed il dolore per la perdita delle figlie. 

Stremato da una situazione insostenibile, decide di partire per un viaggio e va a Montecarlo, dove vince un’ingente somma. 

Sul treno per il ritorno verso casa, perso nei pensieri dei debiti che gli prosciugheranno la vincita e della famiglia che dovrà sopportare, si imbatte in un articolo di giornale nel quale trova scritta la notizia della sua morte.  

Presa al volo l'opportunità di poter non fare ritorno a casa, inizia una nuova esistenza, pensando di essere finalmente libero. 

Viaggia per mesi, vive avventure e disavventure, fino a che, a Roma, si innamora di una donna e, dopo un furto, che non può neanche denunciare, essendo di fatto morto, si rende conto che è comunque schiavo di un ruolo che la società gli impone. 

Decide così di tornare a casa, dove però trova sua moglie sposata con un altro: il destino lo obbliga all’ennesima sottomissione; non può tornare ad essere Mattia, perché altrimenti sua moglie sarebbe bigama, ma ormai tutti sono venuti a conoscenza che non è morto; si ritrova quindi costretto in un limbo. 

Infatti, nel finale del romanzo, alla domanda "Ma voi, insomma, si può sapere chi siete?” lui risponde “Eh, caro mio... Io sono il fu Mattia Pascal”  

Ironico ed introspettivo, come solo Pirandello sa essere. 

Ho amato questo romanzo, con il suo linguaggio ricercato e la prosa scorrevole. 

E’ piaciuto talmente tanto, non solo a me, ma a tutta la mia famiglia, che adesso, nel nostro linguaggio confidenziale, abbiamo preso abitudine di definire ironicamente una situazione “esasperante” della nostra quotidianità, dalla quale vorremmo fuggire, con il nome in codice " Progetto Mattia Pascal " 

genere: narrativa

 


domenica 17 settembre 2023

IL DELITTO DI VIA ETNEA

 





IL DELITTO DI VIA ETNEA  -Roberta Castelli –

 

Ho appena terminato l'ultimo romanzo scritto da Roberta Castelli intitolato Il giallo di via Etnea edito da fratelli Frilli editori. Il delitto di via etnea è un giallo perché c'è un delitto e c'è un'indagine, perché ci sono investigatori che indagano e c'è un assassino a piede libero. Ma questo romanzo, come tutti i libri scritti da Roberta Castelli, va oltre il semplice giallo. Ovvero, il delitto, le indagini, la cattura dell'assassino sono sì la spina dorsale della storia ma tutto questo rappresenta "solo" il contenitore, nel quale si muovono, pensano ed agiscono i veri protagonisti del racconto che sono i personaggi che lo animano. Come al solito vengono tratteggiati in maniera magnifica dall'autrice. Con le loro vicende personali e le loro vite un po' sconclusionate sono i veri mattatori del romanzo e cosi inevitabilmente la vicenda gialla passa un po in secondo piano. La Castelli ci aveva abituato benissimo con i suoi due libri precedenti in cui era protagonista il commissario Vanedda (La traccia del pescatore, La bambina di cera). Un commissario sui generis, contornato da altri personaggi indimenticabili. Con questo romanzo non tradisce le attese. Anzi conferma il suo talento. De Il delitto di via Etnea va detto che la vicenda gialla forse non è raffinatissima né troppo complicata da risolvere ma il racconto ed i suoi personaggi lasciano il segno. Il tutto confezionato con una prosa sempre attenta, scorrevole e coinvolgente. Della vicenda è protagonista anche la città di Catania descritta in maniera meravigliosa dalla Castelli. Una città con mille contraddizioni ed anche tanti problemi da risolvere ma con una storia ed un fascino che si perdono nel tempo. Non mancano comunque i colpi di scena ed un finale drammatico e sorprendente. Tutto condito sempre con la proverbiale ironia dei siciliani che affrontano sempre tutte le avversità con fatalismo e sarcasmo. Complimenti alla Castelli per questo ennesimo gioiellino. Che forse non raggiunge le vette dei romanzi con il commissario Vanedda ma ci si avvicina molto. Complimenti.

genere: giallo

valutazione: buono

anno pubblicazione: 2023


sabato 16 settembre 2023

L'ULTIMA CACCIA

 





L'ultima caccia - Jean-Christophe Grangé 📚

recensione a cura di Alice Bassoli

 

🌲🌑 Nell'oscurità inespugnabile della Foresta Nera, dove i rami intrecciati nascondono segreti insospettati, si svolge una trama tenebrosa e avvincente. La storia ruota attorno all'omicidio brutale di Jürgen von Geyersberg, e solo il detective Pierre Niémans può addentrarsi in questo mistero senza sbavature.

 

🕵️‍♂️ Con l'aiuto della determinata allieva Ivana Bogdanović e del capo delle forze dell'ordine tedesche, comandante Kleinert, Niémans inizia a seguire le tracce dei killer. La pista lo conduce al misterioso rituale venatorio della "pirsch," collegato a un oscuro gruppo di criminali noto come i "Cacciatori neri," reclutati da Himmler durante la Seconda Guerra Mondiale.

 

Punti di forza:

1️   Atmosfera coinvolgente: Grangé ci trasporta in un mondo oscuro con una scrittura evocativa e suggestiva.

2️   Personaggi memorabili: Niémans, Ivana e Kleinert sono ben delineati e affascinanti.

3️   Ritmo avvincente: La storia tiene il lettore incollato alle pagine con una suspense costante.

4️   Riferimenti storici intriganti: L'intreccio con eventi della Seconda Guerra Mondiale aggiunge profondità alla trama.

 

Punti deboli:

Nessun punto debole degno di nota.

 

🔗 Considerazioni sul finale:

Il finale è ben architettato e, sebbene forse non sia un colpo di scena mozzafiato, è coerente e appagante. Tutto si incastra come un puzzle, fornendo una risoluzione soddisfacente.

Un libro da leggere sicuramente! 📚✨ 📖🌲🔍🕵️‍♂️

genere: thriller

anno pubblicazione: 2020

 


mercoledì 13 settembre 2023

SPACCACUORI

 






SPACCACUORI - Marco Faccio -

Dopo aver letto Nero, il suo ultimo romanzo, ho letto Spaccacuori, il romanzo che lo precede, entrambi scritti da Marco Faccio. Ve ne parlo brevemente. Spaccacuori racconta dell'indagine che la polizia è chiamata a seguire in seguito ad un omicidio piuttosto cruento messo in atto contro una coppia di coniugi, uccisi nel sonno. Da qui prenderà il via un racconto coinvolgente che porterà il lettore, attraverso colpi di scena, altri omicidi ed indagini serrate, a scoprire l'identità dell'assassino, anche grazie al prezioso aiuto di Pietro. Un giovane giornalista prestato alla nera, dalle cronache di costume, vista la sua innata empatia che fa nascere fruttuosi rapporti con i responsabili dell'indagine. La sua caporedattrice lo sa bene e gli conferisce questi importanti incarichi nella speranza di ricavarne delle notizie, magari in anteprima, da far pubblicare sul giornale, riuscire a fare lo scoop e battere cosi la concorrenza sul tempo. Il finale di Spaccacuori poi è assolutamente indovinato. Il caso si risolve ma qualcosa di sospeso rimane. Sono le conclusioni che preferisco. Pietro, la sua fidanzata Bianca e la caporedattrice Nic sono i personaggi fissi dei tre gialli pubblicati da Faccio con la casa editrice Read red road. L'impostazione dei romanzi sono simili ma in Nero si nota una decisa evoluzione della scrittura di Faccio. I personaggi evolvono e crescono. Ma la scrittura e l'incisività della storia sono i veri elementi nei quali si vede un deciso miglioramento, almeno per me. Tanti complimenti quindi all'autore che scrive gialli sempre molto interessanti e che si migliora ad ogni nuovo lavoro. Ci sarà ancora Pietro nelle prossime indagini? Speriamo, intanto godiamoci i suoi libri già ultimati, aspettando impazienti la prossima avventura.

genere: giallo 

valutazione: buono


martedì 12 settembre 2023

IL PECCATO E L'INGANNO

 




IL PECCATO E L'INGANNO - Andrea Franco -

recensione a cura di Elisa Caccavale


📖 Il volume racchiude due indagini del monsignor Attilio Verzi, un prelato davvero sui generis, sia per il suo approccio disincantato alla realtà ecclesiastica della corte papale, della quale mal sopporta ipocrisie, formalità e giochi di potere, sia perché portatore di un dono (o di una maledizione a seconda delle chiavi di lettura) che lo rende speciale: monsignor Verzi è infatti dotato di un olfatto straordinario (extra ordinario) che gli permette di percepire odori e sentori preclusi agli altri. È seguendo questo suo “fiuto” (reale e metaforico) che Attilio Verzi riesce a risolvere i complicati casi che il suo ruolo, quello di preposto all’Ufficio delle Inchieste nella Roma papale di Pio IX, gli impone.

🍷Non una birra ghiacciata ma un vino da meditazione: ecco come definirei questo romanzo; un giallo, sì, ma non aspettatevi un romanzo ricco di azione e adrenalina, bensì un libro che si prende i suoi spazi e i suoi tempi, l’indagine costruita su dialoghi e riflessioni, in cui la vicenda torna e ritorna su se stessa per accompagnare il lettore nei pensieri di Attilio Verzi e dei suoi collaboratori e aiutanti e giungere, infine, alla risoluzione dei due casi, racchiusa dentro una serie di scatole cinesi.

✏️Molto accurata la caratterizzazione psicologica dei personaggi e piacevole la dinamica che lega don Verzi al sacerdote Augusto Giani, suo braccio destro, la quale ricorda quella tra Sherlock Holmes e Watson.

🔎Poiché il romanzo è ambientato nel 1846 è interessante scoprire come monsignor Verzi risolva i due casi (l’omicidio di un giovane sacerdote e la sparizione di una ragazza nobile) senza l’attuale aiuto della scienza e delle tecniche forensi, basandosi solo sull’intuizione, il ragionamento e il suo olfatto speciale.

genere: giallo

anno prima pubblicazione: 2017  


lunedì 11 settembre 2023

IL PIU' GRANDE UOMO SCIMMIA DEL PLEISTOCENE

 





 IL PIU’ GRANDE UOMO SCIMMIA DEL PLEISTOCENE - Roy Lewis –

Recensione a cura di Patrizia Zara 

"Desidero un libro divertente ma non stupido."

Con queste parole mi sono rivolta alla graziosa signorina della Feltrinelli.

Questa, mi ha guardata sorniona e senza dire nulla si è voltata, da un grande scaffale alle sue spalle ha estratto dalla massa il libro che mi appresto a recensire.

- Ecco una lettura simpatica che la farà sorridere - mi disse con un simpatico sorriso.

E siccome io vado a braccetto con la simpatia, sorella minore dell'empatia, l'ho acquistato senza se e senza ma. Non me ne sono pentita.

"Il più grande uomo scimmia del Pleistocene" è il libro più volutamente anacronistico che io abbia mai letto.

I personaggi rimarcano le caratteristiche di una classica famiglia inglese (modi e abitudini, linguaggio e comportamenti, humor e ironia) con la sostanziale differenza che le loro esistenze sono ambientate nella lontanissima era del Pleistocene, lì lì vicino all’arrivo del famoso Homo Sapiens.

E si cari amici, i nostri eroi sono i nostri primissimi antenati.

Scesi dagli alberi, cominciamo ad assumere la posizione eretta, cacciare selvaggina con le lance di selce, arricchire la propria dieta con la carne e abitare caverne.

Ma non solo.

Imparano ad accendere e spegnere il fuoco. Si evolvono...

Scritto con un linguaggio dinamico e, malgrado il tema primitivo dominante, con forme eleganti sia nei dialoghi, colti e premonitori, sia nella descrizione di una natura primordiale e selvaggia, e per questo abbastanza cruenta, il romanzo di Roy Lewis è un libro divertentissimo.

Il narratore, Ernest, è anche uno dei protagonisti - l'autore adotta la tecnica della narrazione omodiegetica - essendo uno dei tanti figli della grande scimmia, Edward, proiettata al progresso e alla scoperta.

Immaginatevi questi uomini estremamente primitivi alle prese con la scoperta del fuoco, le caverne, la pittura sulle rocce, le lance con la selce grezzamente lavorata e successivamente arroventata, discutere del futuro e del progresso. E filosofare sull’ombra che appare nei sogni: l'equivalente alla nostra anima.

Calatevi nelle loro paure e nelle loro reticenze, mettetevi nei panni dello spassosissimo zio Vania, descritto come un classico conservatore inglese, retrivo e passatista contrario a ogni forma di innovazione; ma anche nelle vesti dell’innovatore e progressista fratello Edward che con le sorprendenti scoperte e invenzioni dà vita a meccanismi sempre più elaborati che accelerano lo sviluppo, il benessere e la conoscenza del mondo circostante.

"Ogni scoperta, come ogni invenzione, porta con sé rischi e paure. Tuttavia contenendo i rischi con lo studio e la pianificazione e superando le paure in forza di una idea utile alla comunità, si arriva al progresso".

Con intelligenza acuta, ironia e molto "english style" Roy Lewis ha scritto un piccolo capolavoro letterario - forse più che capolavoro un libro cult - che ci trascina lontano, lontano, spazzando Adamo e Eva e il frutto proibito.

Devo dire che ho molto apprezzato sia l'idea della storia originale, sia la struttura che riesce a reggere l'estremo anacronismo delle vicende con l’inconfondibile e inimitabile humor inglese, e anche la velata denuncia alla moderna società speculatrice che tende a spacciare l’interesse individuale come interesse della collettività

Una fiaba moderna ambientata nel remotissimo passato dove il dominio (e la speculazione) dell'uomo ha avuto inizio.

Ma chi ha creato il mondo intero? L'enigma rimane ancora.

Una nota: superate il primo capitolo che risulta poco "orecchiabile", poi è tutto un divenire comprensibile.

Alla fine rileggete il primo capitolo e la storia è fatta.

"Miei cari" ci esortava, "fate che il vostro motto sia di lasciare il mondo un po' migliore di come l'avete trovato, e dare ai vostri figli condizioni di partenza un po' migliori di quelle che avete avuto voi.  Non contate sugli altri. Vivete come l'intero futuro dell’umanità dipendesse dal vostro impegno; in fondo, potrebbe anche darsi! Sono tempi critici, questi, molto critici"

genere: narrativa

anno prima pubblicazione 2001

domenica 10 settembre 2023

I CONTI CHE NON TORNANO

 





I CONTI CHE NON TORNANO - Marco Speciale -

recensione a cura di Dario Brunetti


Paolo Mapelli, amministratore delegato di una banca scompare in circostanze misteriose, ma nel suo istituto scelte improprie e azzardate hanno creato un’instabilità dal punto di vista economico. Intanto c’è Giorgio Canclini, pronto a vendicarsi nei confronti di Mapelli dopo che si è visto rifiutare dallo stesso uomo, un finanziamento fondamentale per salvare la sua fabbrica.

Tra i due uomini c’è l’enigmatica figura di Adriana Meis, moglie del Mapelli, una donna che sembra nascondere più di un segreto, sullo sfondo l’invisibile presenza dell’ndrangheta pronta a entrare nei gangli economici-finanziari e infine c’è il vice questore Matteo Caserta, coadiuvato dalla sua squadra chiamato a svolgere un’indagine complessa quanto destabilizzante, soprattutto quando non ci sono precisi punti di riferimento su cui iniziare.

Tra le nebbie di una Brianza violenta dove imperversa il malaffare, Marco Speciale costruisce un noir di ottima fattura che poggia su un consistente impianto narrativo e grazie a una prosa elegante e raffinata ci permette di focalizzare l’attenzione sulle trame oscure dell’alta finanza che mette costantemente con le spalle al muro la nostra società.

Un affresco limpido di sofferenza e disincanto raccontato con stile e sapiente maestria in cui va in scena lo stupore per un male che cela il suo vero volto e al tempo stesso lo spasmodico desiderio di vendetta, che rende gli esseri umani dei vincitori solo in apparenza, ma alla fine dei conti solo degli eterni sconfitti.

Il noir catalizza l’attenzione del lettore sin alle ultime pagine grazie a un ritmo serrato e avvolgente.

Da apprezzare il modo in cui l’autore milanese tratteggia i suoi personaggi: Giorgio Canclini è vittima di un destino avverso e si vuole riscattare nel lavoro attraverso una scalata sociale che non gli sarà mai permessa e lo porterà solo al fallimento, all’opposto Paolo Mapelli ha raggiunto il suo obbiettivo, ma la malagestione della sua banca gli fa incontrare il suo acerrimo nemico che ha portato alla sua distruzione, tra i due uomini serpeggia la figura infima e sfuggente di Adriana Meis.

Un dubbio amletico sorge spontaneo scorrendo le pagine di un noir struggente e intenso: esiste un bilanciamento tra il bene e il male, la vendetta è mai giustificata se a mettere fine a un destino è stata la mano di un altro uomo?

Un noir psicologico che offre molteplici chiavi di lettura, in cui troveremo il vicequestore Caserta alla disperata ricerca di una verità che sembrerà sempre più scappargli di mano e che scopriremo solo nelle battute finali lasciandoci quel retrogusto un po' amaro. Sarà inoltre ossessionato dalla figura di Adriana Meis rivedendo in lei il personaggio di Madeleine interpretato dalla splendida e affascinante attrice statunitense Kim Novak.

Con il personaggio di Adriana Meis che ricorda Madeleine, l’autore vuole rendere omaggio ad un intramontabile classico del cinema americano come La donna che visse due volte di Alfred Hitchcock, un film che mescola il thriller al giallo sentimentale. Pellicola cinematografica che fu tratta dal romanzo omonimo del 1954 della coppia di autori Pierre Bolleau e Thomas Narcejac.

 

Genere: Noir

Anno 2023

Casa editrice Altre voci edizioni


sabato 9 settembre 2023

STONER

 




STONER - John Williams


📚 "Stoner" di John Williams è un'esperienza letteraria straordinaria che mi ha rapito fin dalle prime pagine. La trama segue la vita di William Stoner, un professore universitario, attraverso le sue gioie, le sue sfide e le sue delusioni. È una storia intensa che ti fa sentire profondamente coinvolto nel destino del protagonista. 😍

 

I punti di forza di questo libro sono molteplici: innanzitutto, la scrittura impeccabile di Williams, che riesce a catturare l'essenza delle emozioni umane con una maestria sorprendente. Inoltre, i personaggi sono descritti in modo così autentico che sembra quasi di conoscerli personalmente. 🖋️👥

 

Tuttavia, devo ammettere che il ritmo della narrazione può risultare lento per alcuni lettori, ma vi assicuro che la pazienza sarà premiata. La profondità della storia e la crescita dei personaggi nel corso del romanzo sono veramente gratificanti. 📖🐢

 

Il finale di "Stoner" è stato per me fonte di riflessione e di emozioni contrastanti. Non voglio svelare nulla, ma vi posso assicurare che lascerà un'impronta profonda nella vostra mente. 🤫

 

"Stoner" è un libro che vi farà riflettere sulla vita, sull'amore e sul significato della felicità. È una lettura toccante e coinvolgente che consiglio a tutti coloro che amano romanzi intimi e ben scritti. Non lasciatevelo sfuggire! 👏📖😊

genere: narrativa

anno prima edizione: 2016


giovedì 7 settembre 2023

NERO

 




NERO - Marco Faccio -

Il primo è stato Il mostro di Procida. A questo è seguito Spaccacuori e per ultimo Nero. Tutti e tre con i medesimi protagonisti ovvero Pietro, giornalista in erba, Bianca, su fidanzata e anchorwoman e Vic, la caporedattrice di Pietro. L'autore di questi tre romanzi è Marco Faccio. La casa editrice read red road. Sono partito a leggerli dall'ultimo pubblicato ed ora vi racconto quali sono state le mie impressioni. Nero è un romanzo che appartiene al genere thriller. La vicenda raccontata riguarda le indagini che un pool di investigatori e magistrati conducono per scoprire l'identità di un serial killer che sta seminando il panico nelle strade della città di Roma. I soggetti "colpiti" non sembrano avere legami tra loro. Perché l'assassino si accanisce in maniera così cruenta su di loro? Uccidendoli e poi mutilandoli? Il romanzo è un classico thriller ma la drammaticità della storia e le peculiarità di alcuni personaggi lo rendono piuttosto originale. I protagonisti sono, come detto in precedenza, due giornalisti uno della carta stampata e l'altra della TV. Le indagini sono serrate così come gli omicidi. Quando finalmente si svela l'identità dell'assassino la storia prende un tono ancora più angosciante con la confessione del killer. Una serie di pesanti pugni nello stomaco che lasciano il lettore piuttosto provato. Almeno queste son state le mie sensazioni. Devo però aggiungere che il libro a mio parere per essere veramente efficace sarebbe dovuto finire proprio a questo punto. Ovvero dopo la confessione dell'assassino e l'articolo successivo scritto da Pietro. Invece l'autore ha voluto proseguire il racconto ancora per alcuni capitoli. Chiudendolo definitivamente qualche decina di pagine dopo. Così facendo Faccio ha reso la storia sì meno cruda e dolorosa ma a mio parere l'ha però resa anche meno incisiva e angosciante. Io avrei scelto di interromperlo prima ma capisco la sua decisione. Questo comunque non inficia più di tanto il mio giudizio e la bontà oggettiva di un romanzo che è veramente ben scritto.

genere: thriller

Valutazione. buno

anno prima edizione: 2023


mercoledì 6 settembre 2023

L'OMBRA DEL VENTO

 




L'OMBRA DEL VENTO - Carlos R. Zafon -

recensione a cura di Francesca Simoncelli


Ogni libro ha una strada per arrivare a noi; pensiamo di essere stati noi a sceglierlo ed invece è il contrario. In fila davanti ad una libreria, per il firma copie di Alberto Angela, guardo una ragazza, indecisa se affrontare un’orda di fan o se tornarsene a casa. Io le sorrido, lei ricambia e si avvicina. Si mette in fila anche lei, iniziamo a chiacchierare e mi confessa che è stato il mio sorriso gentile a farle decidere di rimanere.

Ci raccontiamo qualcosa delle nostre vite e poi, inevitabilmente, finiamo per parlare di libri. L’attesa è lunga, ma la compagnia la rende piacevole. D'un tratto la ragazza mi chiede “Hai mai letto l'ombra del vento?” Alla mia risposta negativa, lei mi dice che è un libro che devo assolutamente leggere, perché è meraviglioso, appassionante, coinvolgente. Prendo blocco e penna e mi appunto titolo ed autore, per non dimenticarli.

Finito l’evento ci salutiamo ed io torno a casa con il pensiero che oggi la vita mi abbia riservato una sorpresa nella sorpresa: non solo tengo tra le mani il libro autografato di un uomo che ammiro e stimo infinitamente, ma ho anche trovato un’amica. Appena possibile acquisto il libro ed inizio la lettura.

Man mano che le pagine si susseguono, i personaggi prendono vita dentro la mia mente e la descrizione dei luoghi mi immerge nella Barcellona di metà ventesimo secolo: un libro che parla di libri, una delle situazioni che preferisco in un romanzo. La storia narra di un ragazzo che viene in possesso di un’opera custodita nel cimitero dei libri dimenticati, dove vengono conservati i volumi che altrimenti andrebbero persi.

Da quel momento iniziano avventure, pericoli e misteri e la scoperta di quanto la sua storia sia parallela a quella dell'autore del romanzo.

Si intrecciano amore, amicizie e storie di famiglia, che tengono il lettore con il fiato sospeso fino all'ultima pagina.

Arrivata alla parola fine, ho dentro di me un turbinio di emozioni: la gioia di aver scoperto un grande capolavoro ed uno scrittore straordinario; il dispiacere di aver già terminato la lettura... avrei voluto che non finisse così presto; e soprattutto lo stupore, per aver realizzato che davvero è stato questo libro a scegliere me ed ha trovato una sua strada per arrivare a destinazione.

genere: narrativa

anno prima pubblicazione: 2011


lunedì 4 settembre 2023

IL SANGUE CHE TI SCORRE ACCANTO

 




IL SANGUE CHE TI SCORRE ACCANTO - Serena Vinci -

 Ho terminato di leggere il primo romanzo scritto da serena vinci dal titolo Il sangue che ti scorre accanto edito les flaneurs. Un romanzo bello, bello bello. Si lo so che bello è un termine troppo generico che non approfondisce che non aiuta a capire ma a primo acchito questo è il giudizio che mi suscita. È bello perché dopo tanto cercare ho trovato nuovamente un romanzo con una storia maledetta e con personaggi che lo sono anche di più. Un racconto che cattura fin dalle prime pagine e che ha un finale coerente, che non aggiusta quanto si è rotto. Bello perché descrive una vicenda che torce lo stomaco e che fa riflettere, perché il fatto, ampiamente romanzato, parte da una storia vera. Io non riesco neppure ad immaginare come possa essere vivere in un paese cosi bigotto e chiuso come quello teatro della storia. Infatti la protagonista, Fiammetta, è scappata, lasciando alle sue spalle un fidanzato e dei genitori distratti e anaffettivi. Lascia tutto a causa di un fatto tragico, il quale, come una catena maledetta, se ne porta appresso altri creando un'atmosfera ed un ambiente invivibile dal quale si può solo scappare. Ma purtroppo, o per fortuna, alcuni legami sono inscindibili e lei è costretta a tornare. Inizia così un racconto coinvolgente costruito come un orologio, con ingranaggi che si combinano perfettamente. Tutto emerge piano piano è la verità viene a galla portando con sé nuovo dolore e imbarazzo a chi ne viene a conoscenza. Un finale gioiello, di quelli che io adoro, di quelli che lasciano con l'amaro in bocca, che non aggiustano ne provano a mettere una pezza allo squarcio. Perche ci si rende conto che il rammendo sarebbe comunque inadeguato a riparare il danno ed allora ciò che è stato rimane per non aggiungere altro inutile risentimento. L'unica soluzione è l'oblio. Tanti complimenti all'autrice. 

genere: narrativa

valutazione: più che buono

anno di pubblicazione: 2023





sabato 2 settembre 2023

LA PSICOLOGA

 




Titolo: La psicologa, di B.A. Paris, Casa Editrice Nord

📖 Trama: In una comunità tranquilla, Alice acquista una casa a un prezzo incredibile, ma scopre poco dopo che la proprietaria precedente è stata uccisa proprio lì, nella sua camera da letto. Mentre indaga sulla verità, i vicini di casa si chiudono in un silenzio ostinato. Eventi inquietanti iniziano a verificarsi, portando Alice a sospettare che ci sia qualcosa di oscuro dietro l'apparenza perfetta del vicinato. La ricerca della verità si trasformerà in un incubo.

🔠 Il libro è molto scorrevole, la prosa è fluida tant’è che il libro si divora in pochissimo tempo.

😱 La suspence cresce pagina dopo pagina. Man mano, ho cominciato a sospettare di tutti i personaggi coinvolti nella storia, grazie alla maestria dell'autrice.

🫣 colpo di scena finale!

👩‍ Verdetto finale: 5 stelle perché l’autrice mi ha tenuta incollata alla storia fino alla fine.  Assolutamente consigliato!


giovedì 31 agosto 2023

E TUTTO DIVENNE LUNA

 




E TUTTO DIVENNE LUNA - Georgi Gospodinov -

Recensione di Miriam Donati

 Il titolo del libro indica da subito quanto sia immaginifico l’autore. Ci si chiede cosa possa significare prima, durante e alla fine, perché il racconto da cui prende il titolo è l’ultimo dei diciannove che lo compongono. È il luogo in cui finisce tutto ciò che abbiamo perduto. E nel libro è proprio questo.

Gospodinov colpisce il lettore con sarcasmo, ironia e spietatezza. E soprattutto turba con una prosa particolare, con suggestioni al limite dell’assurdo, impossibili da catalogare in un genere definito tra controsenso e poesia

Lo stile è affascinante, capace di descrivere le scene più inverosimili con candore e quelle più macabre con distacco, in una mescolanza che alterna dolcezza e sgomento per i modi imprevedibili in cui si sviluppa l’esistenza.

Incalzato sia dalla scrittura, sia dall’originalità, il lettore è costretto a divorare i racconti senza fermarsi. Il finale arriva in tutti come una folgorazione, ma senza sollievo, anzi, che sia drammatico o sarcastico, la sensazione di angoscia rimane invariata.

Al centro di tutte le trame delle diciannove storie c’è sempre l’ossessione incalzante di un tempo che sta per scadere e l’idea di una fine che sembra la conseguenza estrema della fragilità della condizione umana. Storie di vita quotidiana di persone in crisi con se stesse, narrazioni di vite che lottano contro quelli che sono i mali di tutti: la solitudine, e i vari tentativi per sfuggirla, la malinconia, la memoria, l’assenza, l’incertezza e l’inevitabilità degli eventi, la paura di vivere, della povertà, di non essere amati.  

Ogni racconto è dramma e commedia insieme che si combinano secondo variabili originali, per dare vita a un puzzle di vite apparentemente casuale e scoordinato con un fil rouge comune: la consapevolezza che gli eventi non possono essere controllati e che il mondo potrebbe finire da un momento all’altro, in modi per di più impensabili a prescindere che si sia nella Bulgaria comunista o nell’Italia attuale. In ogni racconto bastano a volte un paio di righe per colmare il divario culturale e sociale, linguistico e mentale, e ci si ritrova in un altro mondo, un altro modo di narrare: inquietante e attraente insieme.

genere: narrativa