SETTEMBRE 2023
il delitto di via Etnea ⭐⭐⭐⭐
spaccacuori ⭐⭐⭐⭐
la coinquilina ⭐⭐⭐⭐
il sepolcro di Eddie ⭐⭐⭐⭐
la dama Angelica ⭐⭐⭐⭐
SETTEMBRE 2023
il delitto di via Etnea ⭐⭐⭐⭐
spaccacuori ⭐⭐⭐⭐
la coinquilina ⭐⭐⭐⭐
il sepolcro di Eddie ⭐⭐⭐⭐
la dama Angelica ⭐⭐⭐⭐
TUA - Claudia Pineiro
Recensione a cura di Miriam Donati
Buenos Aires. Inés, moglie di Ernesto,
irreprensibile dirigente di successo, trova per caso nella ventiquattrore del
marito un biglietto d'amore scritto con il rossetto e firmato "Tua".
Una sera decide di seguirlo fino al parco Bosques de Palermo dove lui e la sua
amante si sono dati appuntamento. Iniziano a discutere, lui la spinge
violentemente, la donna cade, sbatte la testa contro un sasso e muore.
Questo è l’inizio della storia che è la felice miscela tra umorismo e noir
e crea una commedia nera carica di colpi di scena ed
emozioni, ferocemente ironica e sorprendente per il ritmo
incalzante e la suspense.
È un giallo psicologico
raccontato con una sequenza diretta, veloce, dissacrante e tagliente, con un
finale intrigante.
Si sviluppa
all’interno di un nucleo familiare, dove ognuno dei tre componenti capisce ben
presto che non esistono alleati, ma che per salvarsi bisognerà attingere solo
ed esclusivamente alle proprie forze.
Una
di quelle vicende in cui non si salva veramente nessuno, perché tutti a loro
modo hanno la coscienza sporca, fa pensare a un “Fargo” dei fratelli Coen in
salsa argentina.
È
proprio questa lucidità nel mettere in scena la fondamentale aridità dei
personaggi il tratto più interessante del libro, che sfrutta una ingegnosa
trama gialla in cui tutti spiano tutti e nessuno parla davvero con nessuno.
Il racconto evidenzia
apparentemente in leggerezza un dramma della meschinità: una moglie tradita che
scopre il tradimento e non solo.
Ines
è una casalinga
disperata e servizievole, ha la propensione a mettere tutto in ordine: nulla
deve essere fuori posto, figuriamoci un'altra donna, o due, addirittura; compila
quindi liste di ipotesi, una più fredda e agghiacciante dell’altra per
spiegarsi il comportamento di un marito che è, banalmente, un traditore seriale. Una donna che,
con ostinazione, vuole mostrare solo "la facciata", mentendo a
se stessa e al mondo intero, pur di non accettare il fallimento e cerca di
salvare il salvabile.
Ernesto, il marito fedifrago, un discreto
cialtrone, tradisce Ines ripetutamente e in vari modi nel corso della vicenda.
Sono entrambi ciechi nei confronti
della figlia, un’adolescente superficiale che odia i genitori e la loro vita
fatta di ipocrisie ma che, di suo, non si inventa nulla per sfuggirvi e che,
proprio sotto i loro occhi, sta vivendo un grande dramma, ritrovandosi sola e
spaesata, costretta a diventare adulta bruscamente. Una figlia vista più come
un elemento di disturbo che come persona da crescere e accudire, fintamente
ribelle e realmente disillusa, acidissima e scontrosa proprio a causa del comportamento
dei genitori. Rappresenta però l’unico sottile filo di speranza del
libro a causa di un errore che avrebbe potuto rivelarsi drammatico e che invece
la fa maturare.
Genere:
Narrativa
Anno di
pubblicazione: 2013
Polveri - Anna Carbonara -
Recensione a cura di Dario Brunetti
Dopo i precedenti romanzi Un urlo che morde l’anima del
2017 e Un film lungo una vita del 2020, torna Anna Carbonara con il
nuovo romanzo Polveri uscito per la casa editrice Gelsorosso.
In questo polverio di secoli, viviamo granelli di spazi
temporali e anche una Trieste bigia e malinconica potrebbe diventare una città
sconosciuta, soprattutto per Francesca vittima di un risveglio alquanto
traumatico, ancora stordita, si trova a ricomporre pezzi della sua vita.
Affiorano ricordi, aneddoti, vecchie amicizie e amori
vissuti. Per Francesca, Tiziana ha rappresentato l’amica della sua adolescenza
per perdersi si vista alla fine del liceo e un giorno ritrovarsi col suo nuovo
amore Piero. E’ bello rivivere ricordi di un tempo ed essere felici sapendo che
c’è un uomo che è entrato nella vita della tua migliore amica, proprio quel
Piero che un giorno lascerà Tiziana e sposerà Francesca. Il matrimonio porterà
loro due splendide creature, prima Giorgia e poi Mattia.
Sembra andare tutto bene, una famiglia alquanto felice ma
solo in apparenza perché forse si sta avvicinando solo l’inizio della fine.
A questo punto mi sembra più che opportuno non andare oltre,
per non far perdere il sapore di una lettura coinvolgente che tocca tematiche
che fanno parte di una quotidianità dei nostri giorni.
Storie di vita pulsante che lasciano segni indelebili nella
nostra anima.
Anna Carbonara tratteggia con cura maniacale i personaggi
della storia in cui verranno messe in evidenza peculiarità del loro carattere.
Una scrittura lineare con una storia tenuta in equilibrio con maestria grazie a
uno stile pregevole e raffinato.
Francesca è una donna, la cui vita è stata messa a dura
prova ma ha lottato fino allo stremo delle su forze, si è innamorata, ha
pianto, ha sofferto fino a fare i conti con la propria solitudine e ha trovato
solo il conforto della cagnolina Daisy.
Una luce fioca che si chiama speranza attraversa il buio di
un’anima. Francesca convive con le sue paure e i punti di riferimento sembrano
venire a mancare e c’è un impellente bisogno di ritrovarsi per non restare in
balia delle sue stesse ombre.
La donna ha voglia di rialzarsi e di riemergere da uno stato
di totale insofferenza, ne uscirà la nostra protagonista? C’è da chiedersi
leggendo questo testo quante donne in un momento della loro vita si sono
riviste in Francesca?
Un romanzo psicologico che offre molteplici spunti di
riflessione, una storia intensa ed emozionante che saprà toccare le corde del
nostro cuore.
Genere: Narrativa
Casa editrice Gelsorosso
Anno di pubblicazione 2023
La Valle dei fiori - Niviaq Korneliussen -
recensione a cura di Patrizia Zara
Consiglio calorosamente la lettura di questo libro. Perché è
un racconto di un'autenticità talmente potente che riesce ad abbattere il muro
di un confinante provincialismo.
Perché è violento come uno schiaffo morale, gelido che
sveglia dall’oblio, percuote, desta da quel sonno ipnotico il cui sguardo non
va oltre le quattro facciate in cui il mondo sembra tutto lì, fermo ai nostri
dolori, alle nostre piccole gioie, pettegolezzi, vittorie e fallimenti, like e
non like. Limiti. Facce sempre uguali, chiacchere ripetitive. Voliamo oltre.
Con "La valle
dei Fiori" usciamo dal nostro ristretto "io" e scopriamo altri
mondi, altre dimensioni, altre vite per renderci conto che non siamo solo noi a
esistere e a morire.
"La Valle dei Fiori" è un romanzo innovativo, contemporaneo,
autentico, genuino, tosto.
La penna di Niviaq Korneliussen ha la forza caustica di
scavare tra i ghiacciai di cuori frantumati, di toccare l'anima inquieta
devastata dal disagio, dal senso di inadeguatezza e da una vertiginosa
solitudine. Affronta il tema della morte, voluta, cercata per non soffrire più.
È un romanzo crudelmente e volutamente fisico, carnale
talmente genuino da elevarsi in poesia quella pura senza fronzoli né ricami, né
manipolazioni letterarie, né merletti di contorno. Un vero e proprio orgasmo
letterario.
È una scrittura schietta, palpitante, perché i malesseri e i
tormenti della giovane protagonista volutamente senza nome e di origini Inuit
(Popolazione indigena delle coste artiche dell'America, distribuita dalla
Groenlandia sino all'Alaska), penetrano dentro la pelle e fanno male:
appartengono a tutti noi.
Ci spiattellano una società fallimentare che in nome di una
globalizzazione infelice distrugge giovani identità, schiaccia esistenze come
fossero parassiti.
Una società che avvolge nell'oblio i deboli per ingannare
gli occhi della vasta comunità in cui vige la legge del più furbo e del più
forte. Gioca a pingpong scaricando colpe e giustificazioni.
Non abbiamo nome neppure nella tomba, ma solo numeri e fiori
di plastica.
Ed è per questo che ringrazio Niviaq Korneliussen,
scrittrice millennial, lesbica, groenlandese, per avere scritto un romanzo che
ha dato voce a chi non viene ascoltato perché ciò richiederebbe troppo sforzo,
troppo impegno, troppa umanità, troppo tempo, bisognerebbe disobbedire ai
rigidi protocolli e non ne vale la pena mettersi sotto scopa. Non è facile
sanare la discrasia di un'esistenza combattuta tra il bisogno bruciante di
amore e la paura di deludere e di donarsi con cui finisce per far male agli
altri quanto a se stessa.
La ringrazio per avere dato voce a chi si scontra con il
muro dell'indifferenza, a chi non ha la forza di imporsi fra i lupi. Poveri
giovani. Che società di merda.
D'altronde una società che sforna professionisti (psicologi,
medici, insegnanti etc. etc.) che fanno a gara a chi ha più attestati e
partecipazioni a convegni dimenticando il vero ruolo umanitario e il soggetto
dei loro studi, tutto risulta vano e sterile. Palloni gonfiati di gloria e di
ego.
Una denuncia corale ed entusiasta. Un libro bellissimo,
intenso, sconvolgente che ci fa sentire meno soli e ci sprona a non arrendersi
in nome di chi, dal Nord al profondo Sud, dall'Ovest all'estremo Est, tale
forza non ce l'ha.
Tuttavia, sebbene la gravità della tematica trattata
(suicidi fra i giovani, tema universale) sia forte, la lettura risulta
scorrevole e trascinante per nulla triste e malinconica poiché lo stile è
fresco e moderno e regala anche momenti di piacevole umorismo grazie
all’abilità dell'autrice che, con intelligenza arguta e pensosa e una profonda
e spesso indulgente simpatia umana, crea personaggi tanto amabili quanto
bizzarri.
Una nota personale: l'ultimo capitolo intitolato
"Io" mi ha riportato a rivivere la lettura di "Fuga nelle
tenebre" di Arthur Schnitzler. Entrambe le narrazioni presentano uno stile
di scrittura accelerata, sempre più incalzante e concitata al fine di
travolgere i lettori nell'incontrollata emorragia di follia che trascina
nell'inevitabile tracollo i giovani protagonisti delle due storie distanti nel
tempo e nello spazio.
Ne "La Valle dei Fiori” la nostra giovane Inuit è
troppo scura, troppo grassa, troppo per questa società di apparenze, di
protocolli, di cartelle e di numeri.
"La vita è troppo breve per crucciarsi, oppure che non
conta quanti anni si viva, ma quanta vita c'è in quegli anni. Le frasi
motivazionali la commuovono facilmente, come 'non piangere perché è finito,
sorridi perché c'è stato' ". Consolazioni patetiche, tutto qui.
P.S. splendida la copertina. Iperborea una garanzia
genere: narrativa
anna pubblicazione: 2023
✍La dama angelica - Ivano
barbiero -
📖Spiccioli di trama:
siamo nel 1969 o meglio nella notte di San Silvestro del 1968. Viene compiuto
un omicidio. La vittima è una signora non più giovane annegata, incastrata nel
ghiaccio in una fontana del centro di Torino. Ad indagare è chiamato il
commissario Giancarlo De Salvo. Storia intrigante raccontata egregiamente.
🔥Punto di forza:
senza dubbio la vicenda raccontata che prende spunto da una storia vera.
Personaggi delineati benissimo su tutti il commissario. Trama complessa ma
condotta in porto in maniera mirabile.
🙁Punto debole: un po
lento in alcuni punti. Uno in modo particolare. La seconda parte più ritmata è
molto più coinvolgente. È evidente il gran lavoro dell'autore nel far
combaciare tempi e eventi.
🏁Finale: il finale
spiega tutto. Rimette ordine alle tante situazioni a cui abbiamo assistito.
Tutto viene spiegato e non mancano le sorprese anche nelle battute finali.
🎓Giudizio complessivo:
più che positivo. ⭐⭐⭐⭐
Un libro di grande valore. Storia raccontata con
capacità e arguzia. Si legge con piacere. Alcuni passaggi rallentano un po gli
eventi forse con 20/30 pagine in meno il libro avrebbe assunto un ritmo ancora
più veloce. Ma questa è una considerazione personale. Oggettivamente il romanzo
è di assoluto livello. Ultima annotazione non meno importante: il libro è in
self publishing (con tutto ciò che ne comporta)
𝗟𝗮 𝗖𝗮𝘀𝗮
𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲
𝗟𝘂𝗰𝗶 - Donato Carrisi
recensione a cura di Alice Bassoli
📖 𝗧𝗿𝗮𝗺𝗮
𝗶𝗻𝗶𝘇𝗶𝗮𝗹𝗲:
𝘕𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘨𝘳𝘢𝘯𝘥𝘦
𝘤𝘢𝘴𝘢
𝘪𝘯
𝘤𝘪𝘮𝘢
𝘢𝘭𝘭𝘢
𝘤𝘰𝘭𝘭𝘪𝘯𝘢,
𝘷𝘪𝘷𝘦
𝘴𝘦𝘮𝘱𝘳𝘦
𝘴𝘰𝘭𝘢
𝘶𝘯𝘢
𝘣𝘢𝘮𝘣𝘪𝘯𝘢,
di nome Eva e di dieci anni, con una sola governante e una ragazza au
pair. Dei genitori nessuna traccia. Ma qualcosa di sinistro incombe poiché Eva
ha un amichetto immaginario senza nome e senza volto. Maja Salo, l'au pair,
disperata, si rivolge a Pietro Gerber, l'ipnotista di bambini, per aiutare Eva.
Tuttavia, la reputazione di Gerber è in rovina, e lui stesso è confuso sul
proprio destino. Accetta comunque la sfida, ma quando Eva è sotto ipnosi, si
apre una porta invisibile, e la voce del bambino perduto che parla attraverso
di lei conosce Gerber e il suo oscuro passato.
🌟 𝗣𝘂𝗻𝘁𝗼
𝗳𝗼𝗿𝘁𝗲:
𝗗𝗼𝗻𝗮𝘁𝗼 𝗖𝗮𝗿𝗿𝗶𝘀𝗶
è 𝗺𝗮𝗲𝘀𝘁𝗿𝗼
𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲
𝘁𝗿𝗮𝗺𝗲,
𝗲
𝗽𝗶ù
𝘀𝗼𝗻𝗼
𝗳𝗶𝘁𝘁𝗲
𝗲𝗱
𝗶𝗻𝘁𝗿𝗶𝗰𝗮𝘁𝗲
𝗲
𝗽𝗶ù
𝘀𝗼𝗻𝗼
𝗰𝗼𝗻𝘃𝗶𝗻𝗰𝗲𝗻𝘁𝗶,
𝘀𝗶𝗮
𝗱𝗮𝗹
𝗽𝘂𝗻𝘁𝗼
𝗱𝗶
𝘃𝗶𝘀𝘁𝗮
𝗽𝘀𝗶𝗰𝗼𝗹𝗼𝗴𝗶𝗰𝗼
𝗰𝗵𝗲
𝘀𝗼𝗰𝗶𝗮𝗹𝗲.
L'autore riesce a tessere una narrazione avvincente che tiene il lettore
ipnotizzato ed incollato alle pagine, svelando dettagli della psicologia dei
personaggi e delle dinamiche sociali. Carrisi dimostra infatti una profonda
comprensione della mente umana.
👍 𝗣𝘂𝗻𝘁𝗶
𝗱𝗲𝗯𝗼𝗹𝗶:
NESSUNO!
🔥 𝗖𝗼𝗹𝗽𝗼
𝗱𝗶
𝘀𝗰𝗲𝗻𝗮
𝗳𝗶𝗻𝗮𝗹𝗲:
Il colpo di scena finale è un'autentica sorpresa, un
inaspettato ribaltamento della storia che lascia senza fiato. È un momento
davvero straordinario che cambierà completamente la prospettiva della storia.
"𝗟𝗮 𝗖𝗮𝘀𝗮
𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲
𝗟𝘂𝗰𝗶"
𝗱𝗶
𝗗𝗼𝗻𝗮𝘁𝗼
𝗖𝗮𝗿𝗿𝗶𝘀𝗶
è 𝘂𝗻
𝗹𝗶𝗯𝗿𝗼
𝘀𝘂𝗽𝗲𝗿𝗹𝗮𝘁𝗶𝘃𝗼,
𝗺𝗲𝗿𝗶𝘁𝗲𝘃𝗼𝗹𝗲
𝗱𝗶
𝟱
𝘀𝘁𝗲𝗹𝗹𝗲,
𝗲
𝗻𝗲
𝗺𝗲𝗿𝗶𝘁𝗲𝗿𝗲𝗯𝗯𝗲
𝗮𝗻𝗰𝗵𝗲
𝘂𝗻𝗮
𝘀𝗲𝘀𝘁𝗮
𝘀𝗲
𝗳𝗼𝘀𝘀𝗲
𝗽𝗼𝘀𝘀𝗶𝗯𝗶𝗹𝗲.
È una lettura coinvolgente che affascina dal primo all'ultimo capitolo.
Consiglio vivamente questo libro a tutti gli amanti del
thriller psicologico e del mistero. 👏📚😮 Non
lasciatevelo sfuggire!
genere: thriller
anno pubblicazione: 2022
Il fu Mattia Pascal - Luigi Pirandello –
Recensione a cura di Francesca Simoncelli
Avete mai pensato di scappare via da tutto e tutti?
Vi siete mai chiesti, se la vita vi offrisse l’opportunità
di ricominciare, se realmente la sfruttereste?
La storia di Mattia è un po’ la vita di molti di noi:
un’infanzia spensierata, un’adolescenza di scoperte e divertimento; poi, però,
il destino chiede il conto e ci si ritrova a pagare le conseguenze delle
proprie azioni irresponsabili.
Nel caso di Mattia, una moglie che non ama, una suocera che
non lo rispetta, il conto in banca svuotato ed il dolore per la perdita delle
figlie.
Stremato da una situazione insostenibile, decide di partire
per un viaggio e va a Montecarlo, dove vince un’ingente somma.
Sul treno per il ritorno verso casa, perso nei pensieri dei
debiti che gli prosciugheranno la vincita e della famiglia che dovrà
sopportare, si imbatte in un articolo di giornale nel quale trova scritta la
notizia della sua morte.
Presa al volo l'opportunità di poter non fare ritorno a
casa, inizia una nuova esistenza, pensando di essere finalmente libero.
Viaggia per mesi, vive avventure e disavventure, fino a che,
a Roma, si innamora di una donna e, dopo un furto, che non può neanche
denunciare, essendo di fatto morto, si rende conto che è comunque schiavo di un
ruolo che la società gli impone.
Decide così di tornare a casa, dove però trova sua moglie
sposata con un altro: il destino lo obbliga all’ennesima sottomissione; non può
tornare ad essere Mattia, perché altrimenti sua moglie sarebbe bigama, ma ormai
tutti sono venuti a conoscenza che non è morto; si ritrova quindi costretto in
un limbo.
Infatti, nel finale del romanzo, alla domanda "Ma voi,
insomma, si può sapere chi siete?” lui risponde “Eh, caro mio... Io sono il fu
Mattia Pascal”
Ironico ed introspettivo, come solo Pirandello sa
essere.
Ho amato questo romanzo, con il suo linguaggio ricercato e
la prosa scorrevole.
E’ piaciuto talmente tanto, non solo a me, ma a tutta la mia
famiglia, che adesso, nel nostro linguaggio confidenziale, abbiamo preso
abitudine di definire ironicamente una situazione “esasperante” della nostra
quotidianità, dalla quale vorremmo fuggire, con il nome in codice "
Progetto Mattia Pascal "
genere: narrativa
IL DELITTO DI VIA ETNEA -Roberta Castelli –
Ho appena terminato l'ultimo romanzo scritto da Roberta
Castelli intitolato Il giallo di via Etnea edito da fratelli Frilli editori. Il
delitto di via etnea è un giallo perché c'è un delitto e c'è un'indagine,
perché ci sono investigatori che indagano e c'è un assassino a piede libero. Ma
questo romanzo, come tutti i libri scritti da Roberta Castelli, va oltre il
semplice giallo. Ovvero, il delitto, le indagini, la cattura dell'assassino
sono sì la spina dorsale della storia ma tutto questo rappresenta
"solo" il contenitore, nel quale si muovono, pensano ed agiscono
i veri protagonisti del racconto che sono i personaggi che lo animano. Come al
solito vengono tratteggiati in maniera magnifica dall'autrice. Con le loro
vicende personali e le loro vite un po' sconclusionate sono i veri mattatori
del romanzo e cosi inevitabilmente la vicenda gialla passa un po in secondo
piano. La Castelli ci aveva abituato benissimo con i suoi due libri precedenti
in cui era protagonista il commissario Vanedda (La traccia del pescatore, La
bambina di cera). Un commissario sui generis, contornato da altri personaggi
indimenticabili. Con questo romanzo non tradisce le attese. Anzi conferma il
suo talento. De Il delitto di via Etnea va detto che la vicenda gialla forse
non è raffinatissima né troppo complicata da risolvere ma il racconto ed i suoi
personaggi lasciano il segno. Il tutto confezionato con una prosa sempre
attenta, scorrevole e coinvolgente. Della vicenda è protagonista anche la città
di Catania descritta in maniera meravigliosa dalla Castelli. Una città con
mille contraddizioni ed anche tanti problemi da risolvere ma con una storia ed
un fascino che si perdono nel tempo. Non mancano comunque i colpi di scena ed
un finale drammatico e sorprendente. Tutto condito sempre con la proverbiale
ironia dei siciliani che affrontano sempre tutte le avversità con fatalismo e
sarcasmo. Complimenti alla Castelli per questo ennesimo gioiellino. Che forse
non raggiunge le vette dei romanzi con il commissario Vanedda ma ci si avvicina
molto. Complimenti.
genere: giallo
valutazione: buono
anno pubblicazione: 2023
L'ultima caccia - Jean-Christophe Grangé 📚
🌲🌑 Nell'oscurità
inespugnabile della Foresta Nera, dove i rami intrecciati nascondono segreti
insospettati, si svolge una trama tenebrosa e avvincente. La storia ruota
attorno all'omicidio brutale di Jürgen von Geyersberg, e solo il detective
Pierre Niémans può addentrarsi in questo mistero senza sbavature.
🕵️♂️ Con l'aiuto della
determinata allieva Ivana Bogdanović e del capo delle forze dell'ordine
tedesche, comandante Kleinert, Niémans inizia a seguire le tracce dei killer.
La pista lo conduce al misterioso rituale venatorio della "pirsch,"
collegato a un oscuro gruppo di criminali noto come i "Cacciatori
neri," reclutati da Himmler durante la Seconda Guerra Mondiale.
✅ Punti di forza:
1️⃣ Atmosfera coinvolgente: Grangé ci trasporta
in un mondo oscuro con una scrittura evocativa e suggestiva.
2️⃣ Personaggi memorabili: Niémans, Ivana e
Kleinert sono ben delineati e affascinanti.
3️⃣ Ritmo avvincente: La storia tiene il lettore
incollato alle pagine con una suspense costante.
4️⃣ Riferimenti storici intriganti: L'intreccio
con eventi della Seconda Guerra Mondiale aggiunge profondità alla trama.
❌ Punti deboli:
Nessun punto debole degno di nota.
🔗 Considerazioni sul
finale:
Il finale è ben architettato e, sebbene forse non sia un
colpo di scena mozzafiato, è coerente e appagante. Tutto si incastra come un
puzzle, fornendo una risoluzione soddisfacente.
Un libro da leggere sicuramente! 📚✨ 📖🌲🔍🕵️♂️
genere: thriller
anno pubblicazione: 2020
SPACCACUORI - Marco Faccio -
Dopo aver letto Nero, il suo ultimo romanzo, ho letto
Spaccacuori, il romanzo che lo precede, entrambi scritti da Marco Faccio. Ve ne
parlo brevemente. Spaccacuori racconta dell'indagine che la polizia è chiamata
a seguire in seguito ad un omicidio piuttosto cruento messo in atto contro una
coppia di coniugi, uccisi nel sonno. Da qui prenderà il via un racconto
coinvolgente che porterà il lettore, attraverso colpi di scena, altri omicidi
ed indagini serrate, a scoprire l'identità dell'assassino, anche grazie al
prezioso aiuto di Pietro. Un giovane giornalista prestato alla nera, dalle
cronache di costume, vista la sua innata empatia che fa nascere fruttuosi
rapporti con i responsabili dell'indagine. La sua caporedattrice lo sa bene e
gli conferisce questi importanti incarichi nella speranza di ricavarne delle
notizie, magari in anteprima, da far pubblicare sul giornale, riuscire a fare
lo scoop e battere cosi la concorrenza sul tempo. Il finale di Spaccacuori poi
è assolutamente indovinato. Il caso si risolve ma qualcosa di sospeso rimane.
Sono le conclusioni che preferisco. Pietro, la sua fidanzata Bianca e la
caporedattrice Nic sono i personaggi fissi dei tre gialli pubblicati da Faccio
con la casa editrice Read red road. L'impostazione dei romanzi sono simili ma
in Nero si nota una decisa evoluzione della scrittura di Faccio. I personaggi
evolvono e crescono. Ma la scrittura e l'incisività della storia sono i veri
elementi nei quali si vede un deciso miglioramento, almeno per me. Tanti
complimenti quindi all'autore che scrive gialli sempre molto interessanti e che
si migliora ad ogni nuovo lavoro. Ci sarà ancora Pietro nelle prossime
indagini? Speriamo, intanto godiamoci i suoi libri già ultimati, aspettando
impazienti la prossima avventura.
genere: giallo
valutazione: buono
IL PECCATO E L'INGANNO - Andrea Franco -
recensione a cura di Elisa Caccavale
📖 Il volume racchiude due indagini del
monsignor Attilio Verzi, un prelato davvero sui generis, sia per il suo
approccio disincantato alla realtà ecclesiastica della corte papale, della
quale mal sopporta ipocrisie, formalità e giochi di potere, sia perché
portatore di un dono (o di una maledizione a seconda delle chiavi di lettura)
che lo rende speciale: monsignor Verzi è infatti dotato di un olfatto
straordinario (extra ordinario) che gli permette di percepire odori e sentori
preclusi agli altri. È seguendo questo suo “fiuto” (reale e metaforico) che
Attilio Verzi riesce a risolvere i complicati casi che il suo ruolo, quello di
preposto all’Ufficio delle Inchieste nella Roma papale di Pio IX, gli impone.
🍷Non una birra ghiacciata ma un vino
da meditazione: ecco come definirei questo romanzo; un giallo, sì, ma non
aspettatevi un romanzo ricco di azione e adrenalina, bensì un libro che si
prende i suoi spazi e i suoi tempi, l’indagine costruita su dialoghi e
riflessioni, in cui la vicenda torna e ritorna su se stessa per accompagnare il
lettore nei pensieri di Attilio Verzi e dei suoi collaboratori e aiutanti e
giungere, infine, alla risoluzione dei due casi, racchiusa dentro una serie di
scatole cinesi.
✏️Molto accurata la caratterizzazione
psicologica dei personaggi e piacevole la dinamica che lega don Verzi al
sacerdote Augusto Giani, suo braccio destro, la quale ricorda quella tra
Sherlock Holmes e Watson.
🔎Poiché il romanzo è ambientato nel 1846 è interessante scoprire come monsignor Verzi risolva i due casi (l’omicidio di un giovane sacerdote e la sparizione di una ragazza nobile) senza l’attuale aiuto della scienza e delle tecniche forensi, basandosi solo sull’intuizione, il ragionamento e il suo olfatto speciale.
genere: giallo
anno prima pubblicazione: 2017
IL PIU’ GRANDE UOMO SCIMMIA DEL PLEISTOCENE - Roy Lewis –
"Desidero un libro divertente ma non stupido."
Con queste parole mi sono rivolta alla graziosa signorina
della Feltrinelli.
Questa, mi ha guardata sorniona e senza dire nulla si è voltata,
da un grande scaffale alle sue spalle ha estratto dalla massa il libro che mi
appresto a recensire.
- Ecco una lettura simpatica che la farà sorridere - mi
disse con un simpatico sorriso.
E siccome io vado a braccetto con la simpatia, sorella
minore dell'empatia, l'ho acquistato senza se e senza ma. Non me ne sono
pentita.
"Il più grande uomo scimmia del Pleistocene" è il
libro più volutamente anacronistico che io abbia mai letto.
I personaggi rimarcano le caratteristiche di una classica
famiglia inglese (modi e abitudini, linguaggio e comportamenti, humor e ironia)
con la sostanziale differenza che le loro esistenze sono ambientate nella
lontanissima era del Pleistocene, lì lì vicino all’arrivo del famoso Homo
Sapiens.
E si cari amici, i nostri eroi sono i nostri primissimi
antenati.
Scesi dagli alberi, cominciamo ad assumere la posizione
eretta, cacciare selvaggina con le lance di selce, arricchire la propria dieta
con la carne e abitare caverne.
Ma non solo.
Imparano ad accendere e spegnere il fuoco. Si evolvono...
Scritto con un linguaggio dinamico e, malgrado il tema
primitivo dominante, con forme eleganti sia nei dialoghi, colti e premonitori,
sia nella descrizione di una natura primordiale e selvaggia, e per questo
abbastanza cruenta, il romanzo di Roy Lewis è un libro divertentissimo.
Il narratore, Ernest, è anche uno dei protagonisti -
l'autore adotta la tecnica della narrazione omodiegetica - essendo uno dei
tanti figli della grande scimmia, Edward, proiettata al progresso e alla
scoperta.
Immaginatevi questi uomini estremamente primitivi alle prese
con la scoperta del fuoco, le caverne, la pittura sulle rocce, le lance con la
selce grezzamente lavorata e successivamente arroventata, discutere del futuro
e del progresso. E filosofare sull’ombra che appare nei sogni: l'equivalente
alla nostra anima.
Calatevi nelle loro paure e nelle loro reticenze, mettetevi
nei panni dello spassosissimo zio Vania, descritto come un classico conservatore
inglese, retrivo e passatista contrario a ogni forma di innovazione; ma anche
nelle vesti dell’innovatore e progressista fratello Edward che con le
sorprendenti scoperte e invenzioni dà vita a meccanismi sempre più elaborati
che accelerano lo sviluppo, il benessere e la conoscenza del mondo circostante.
"Ogni scoperta, come ogni invenzione, porta con sé
rischi e paure. Tuttavia contenendo i rischi con lo studio e la pianificazione
e superando le paure in forza di una idea utile alla comunità, si arriva al
progresso".
Con intelligenza acuta, ironia e molto "english
style" Roy Lewis ha scritto un piccolo capolavoro letterario - forse più
che capolavoro un libro cult - che ci trascina lontano, lontano, spazzando
Adamo e Eva e il frutto proibito.
Devo dire che ho molto apprezzato sia l'idea della
storia originale, sia la struttura che riesce a reggere l'estremo
anacronismo delle vicende con l’inconfondibile e inimitabile humor inglese, e
anche la velata denuncia alla moderna società speculatrice che tende a
spacciare l’interesse individuale come interesse della collettività
Una fiaba moderna ambientata nel remotissimo passato dove il
dominio (e la speculazione) dell'uomo ha avuto inizio.
Ma chi ha creato il mondo intero? L'enigma rimane ancora.
Una nota: superate il primo capitolo che risulta poco
"orecchiabile", poi è tutto un divenire comprensibile.
Alla fine rileggete il primo capitolo e la storia è fatta.
"Miei cari" ci esortava, "fate che il vostro motto sia di lasciare il mondo un po' migliore di come l'avete trovato, e dare ai vostri figli condizioni di partenza un po' migliori di quelle che avete avuto voi. Non contate sugli altri. Vivete come l'intero futuro dell’umanità dipendesse dal vostro impegno; in fondo, potrebbe anche darsi! Sono tempi critici, questi, molto critici"
genere: narrativa
I CONTI CHE NON TORNANO - Marco Speciale -
recensione a cura di Dario Brunetti
Paolo Mapelli, amministratore delegato di una banca scompare
in circostanze misteriose, ma nel suo istituto scelte improprie e azzardate
hanno creato un’instabilità dal punto di vista economico. Intanto c’è Giorgio
Canclini, pronto a vendicarsi nei confronti di Mapelli dopo che si è visto
rifiutare dallo stesso uomo, un finanziamento fondamentale per salvare la sua
fabbrica.
Tra i due uomini c’è l’enigmatica figura di Adriana Meis,
moglie del Mapelli, una donna che sembra nascondere più di un segreto, sullo
sfondo l’invisibile presenza dell’ndrangheta pronta a entrare nei gangli
economici-finanziari e infine c’è il vice questore Matteo Caserta, coadiuvato
dalla sua squadra chiamato a svolgere un’indagine complessa quanto
destabilizzante, soprattutto quando non ci sono precisi punti di riferimento su
cui iniziare.
Tra le nebbie di una Brianza violenta dove imperversa il
malaffare, Marco Speciale costruisce un noir di ottima fattura che poggia su un
consistente impianto narrativo e grazie a una prosa elegante e raffinata ci
permette di focalizzare l’attenzione sulle trame oscure dell’alta finanza che
mette costantemente con le spalle al muro la nostra società.
Un affresco limpido di sofferenza e disincanto raccontato
con stile e sapiente maestria in cui va in scena lo stupore per un male che
cela il suo vero volto e al tempo stesso lo spasmodico desiderio di vendetta,
che rende gli esseri umani dei vincitori solo in apparenza, ma alla fine dei
conti solo degli eterni sconfitti.
Il noir catalizza l’attenzione del lettore sin alle ultime
pagine grazie a un ritmo serrato e avvolgente.
Da apprezzare il modo in cui l’autore milanese tratteggia i
suoi personaggi: Giorgio Canclini è vittima di un destino avverso e si vuole
riscattare nel lavoro attraverso una scalata sociale che non gli sarà mai
permessa e lo porterà solo al fallimento, all’opposto Paolo Mapelli ha
raggiunto il suo obbiettivo, ma la malagestione della sua banca gli fa
incontrare il suo acerrimo nemico che ha portato alla sua distruzione, tra i
due uomini serpeggia la figura infima e sfuggente di Adriana Meis.
Un dubbio amletico sorge spontaneo scorrendo le pagine di un
noir struggente e intenso: esiste un bilanciamento tra il bene e il male, la
vendetta è mai giustificata se a mettere fine a un destino è stata la mano di
un altro uomo?
Un noir psicologico che offre molteplici chiavi di lettura,
in cui troveremo il vicequestore Caserta alla disperata ricerca di una verità
che sembrerà sempre più scappargli di mano e che scopriremo solo nelle battute
finali lasciandoci quel retrogusto un po' amaro. Sarà inoltre ossessionato
dalla figura di Adriana Meis rivedendo in lei il personaggio di Madeleine
interpretato dalla splendida e affascinante attrice statunitense Kim Novak.
Con il personaggio di Adriana Meis che ricorda Madeleine,
l’autore vuole rendere omaggio ad un intramontabile classico del cinema
americano come La donna che visse due volte di Alfred Hitchcock, un film
che mescola il thriller al giallo sentimentale. Pellicola cinematografica che
fu tratta dal romanzo omonimo del 1954 della coppia di autori Pierre Bolleau e
Thomas Narcejac.
Genere: Noir
Anno 2023
Casa editrice Altre voci edizioni
STONER - John Williams
📚 "Stoner" di
John Williams è un'esperienza letteraria straordinaria che mi ha rapito fin
dalle prime pagine. La trama segue la vita di William Stoner, un professore
universitario, attraverso le sue gioie, le sue sfide e le sue delusioni. È una storia
intensa che ti fa sentire profondamente coinvolto nel destino del protagonista.
😍
I punti di forza di questo libro sono molteplici:
innanzitutto, la scrittura impeccabile di Williams, che riesce a catturare
l'essenza delle emozioni umane con una maestria sorprendente. Inoltre, i
personaggi sono descritti in modo così autentico che sembra quasi di conoscerli
personalmente. 🖋️👥
Tuttavia, devo ammettere che il ritmo della narrazione può
risultare lento per alcuni lettori, ma vi assicuro che la pazienza sarà
premiata. La profondità della storia e la crescita dei personaggi nel corso del
romanzo sono veramente gratificanti. 📖🐢
Il finale di "Stoner" è stato per me fonte di
riflessione e di emozioni contrastanti. Non voglio svelare nulla, ma vi posso
assicurare che lascerà un'impronta profonda nella vostra mente. 🤫
"Stoner" è un libro che vi farà riflettere sulla
vita, sull'amore e sul significato della felicità. È una lettura toccante e
coinvolgente che consiglio a tutti coloro che amano romanzi intimi e ben
scritti. Non lasciatevelo sfuggire! 👏📖😊
genere: narrativa
anno prima edizione: 2016
NERO - Marco Faccio -
Il primo è stato Il mostro di Procida. A questo è seguito
Spaccacuori e per ultimo Nero. Tutti e tre con i medesimi protagonisti ovvero
Pietro, giornalista in erba, Bianca, su fidanzata e anchorwoman e Vic, la
caporedattrice di Pietro. L'autore di questi tre romanzi è Marco Faccio. La
casa editrice read red road. Sono partito a leggerli dall'ultimo pubblicato ed
ora vi racconto quali sono state le mie impressioni. Nero è un romanzo che
appartiene al genere thriller. La vicenda raccontata riguarda le indagini che
un pool di investigatori e magistrati conducono per scoprire l'identità di un
serial killer che sta seminando il panico nelle strade della città di Roma. I
soggetti "colpiti" non sembrano avere legami tra loro. Perché
l'assassino si accanisce in maniera così cruenta su di loro? Uccidendoli e poi
mutilandoli? Il romanzo è un classico thriller ma la drammaticità della storia
e le peculiarità di alcuni personaggi lo rendono piuttosto originale. I
protagonisti sono, come detto in precedenza, due giornalisti uno della carta
stampata e l'altra della TV. Le indagini sono serrate così come gli omicidi.
Quando finalmente si svela l'identità dell'assassino la storia prende un tono
ancora più angosciante con la confessione del killer. Una serie di pesanti
pugni nello stomaco che lasciano il lettore piuttosto provato. Almeno queste
son state le mie sensazioni. Devo però aggiungere che il libro a mio parere per
essere veramente efficace sarebbe dovuto finire proprio a questo punto. Ovvero
dopo la confessione dell'assassino e l'articolo successivo scritto da Pietro.
Invece l'autore ha voluto proseguire il racconto ancora per alcuni capitoli.
Chiudendolo definitivamente qualche decina di pagine dopo. Così facendo Faccio
ha reso la storia sì meno cruda e dolorosa ma a mio parere l'ha però resa anche
meno incisiva e angosciante. Io avrei scelto di interromperlo prima ma capisco
la sua decisione. Questo comunque non inficia più di tanto il mio giudizio e la
bontà oggettiva di un romanzo che è veramente ben scritto.
genere: thriller
Valutazione. buno
anno prima edizione: 2023
L'OMBRA DEL VENTO - Carlos R. Zafon -
recensione a cura di Francesca Simoncelli
Ogni libro ha una strada per arrivare a noi; pensiamo di essere stati noi a sceglierlo ed invece è il contrario. In fila davanti ad una libreria, per il firma copie di Alberto Angela, guardo una ragazza, indecisa se affrontare un’orda di fan o se tornarsene a casa. Io le sorrido, lei ricambia e si avvicina. Si mette in fila anche lei, iniziamo a chiacchierare e mi confessa che è stato il mio sorriso gentile a farle decidere di rimanere.
Ci raccontiamo qualcosa delle nostre vite e poi, inevitabilmente, finiamo per parlare di libri. L’attesa è lunga, ma la compagnia la rende piacevole. D'un tratto la ragazza mi chiede “Hai mai letto l'ombra del vento?” Alla mia risposta negativa, lei mi dice che è un libro che devo assolutamente leggere, perché è meraviglioso, appassionante, coinvolgente. Prendo blocco e penna e mi appunto titolo ed autore, per non dimenticarli.
Finito l’evento ci salutiamo ed io torno a casa con il pensiero che oggi la vita mi abbia riservato una sorpresa nella sorpresa: non solo tengo tra le mani il libro autografato di un uomo che ammiro e stimo infinitamente, ma ho anche trovato un’amica. Appena possibile acquisto il libro ed inizio la lettura.
Man mano che le pagine si susseguono, i personaggi prendono vita dentro la mia mente e la descrizione dei luoghi mi immerge nella Barcellona di metà ventesimo secolo: un libro che parla di libri, una delle situazioni che preferisco in un romanzo. La storia narra di un ragazzo che viene in possesso di un’opera custodita nel cimitero dei libri dimenticati, dove vengono conservati i volumi che altrimenti andrebbero persi.
Da quel
momento iniziano avventure, pericoli e misteri e la scoperta di quanto la sua
storia sia parallela a quella dell'autore del romanzo.
Si
intrecciano amore, amicizie e storie di famiglia, che tengono il lettore con il
fiato sospeso fino all'ultima pagina.
Arrivata
alla parola fine, ho dentro di me un turbinio di emozioni: la gioia di aver
scoperto un grande capolavoro ed uno scrittore straordinario; il dispiacere di
aver già terminato la lettura... avrei voluto che non finisse così presto; e soprattutto
lo stupore, per aver realizzato che davvero è stato questo libro a scegliere me
ed ha trovato una sua strada per arrivare a destinazione.
genere: narrativa
anno prima pubblicazione: 2011
IL SANGUE CHE TI SCORRE ACCANTO - Serena Vinci -
genere: narrativa
valutazione: più che buono
anno di pubblicazione: 2023
Titolo: La psicologa, di B.A. Paris, Casa Editrice Nord
📖 Trama: In una comunità
tranquilla, Alice acquista una casa a un prezzo incredibile, ma scopre poco
dopo che la proprietaria precedente è stata uccisa proprio lì, nella sua camera
da letto. Mentre indaga sulla verità, i vicini di casa si chiudono in un
silenzio ostinato. Eventi inquietanti iniziano a verificarsi, portando Alice a
sospettare che ci sia qualcosa di oscuro dietro l'apparenza perfetta del
vicinato. La ricerca della verità si trasformerà in un incubo.
🔠 Il libro è molto
scorrevole, la prosa è fluida tant’è che il libro si divora in pochissimo
tempo.
😱 La suspence cresce
pagina dopo pagina. Man mano, ho cominciato a sospettare di tutti i personaggi
coinvolti nella storia, grazie alla maestria dell'autrice.
🫣 colpo di scena finale!
👩⚖
Verdetto finale: ⭐ ⭐ ⭐ ⭐ ⭐ 5 stelle perché l’autrice mi ha
tenuta incollata alla storia fino alla fine.
Assolutamente consigliato!
E TUTTO DIVENNE LUNA - Georgi Gospodinov -
Recensione di Miriam
Donati
Gospodinov
colpisce il lettore con sarcasmo, ironia e spietatezza. E soprattutto turba con
una prosa particolare, con suggestioni al limite dell’assurdo, impossibili da
catalogare in un genere definito tra controsenso e poesia
Lo stile è affascinante, capace di
descrivere le scene più inverosimili con candore e quelle più macabre con
distacco, in una mescolanza che alterna dolcezza e sgomento per i modi
imprevedibili in cui si sviluppa l’esistenza.
Incalzato
sia dalla scrittura, sia dall’originalità, il lettore è costretto a divorare i
racconti senza fermarsi. Il finale arriva in tutti come una folgorazione, ma
senza sollievo, anzi, che sia drammatico o sarcastico, la sensazione di
angoscia rimane invariata.
Al
centro di tutte le trame delle diciannove storie c’è sempre l’ossessione
incalzante di un tempo che sta per scadere e l’idea di una fine che sembra la
conseguenza estrema della fragilità della condizione umana. Storie di vita
quotidiana di persone in crisi con se stesse, narrazioni di vite che lottano
contro quelli che sono i mali di tutti: la solitudine, e i vari tentativi per sfuggirla, la
malinconia, la memoria, l’assenza, l’incertezza e l’inevitabilità degli eventi, la paura di vivere, della povertà, di non essere amati.
Ogni racconto è dramma e commedia insieme che si combinano secondo
variabili originali, per dare vita a un puzzle di vite apparentemente casuale e
scoordinato con un fil rouge comune: la consapevolezza che gli eventi non
possono essere controllati e che il mondo potrebbe finire da un momento
all’altro, in modi per di più impensabili a prescindere che si sia nella
Bulgaria comunista o nell’Italia attuale. In ogni racconto bastano a volte un
paio di righe per colmare il divario culturale e sociale, linguistico e
mentale, e ci si ritrova in un altro mondo, un altro modo di narrare: inquietante
e attraente insieme.
genere: narrativa