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giovedì 11 febbraio 2021

IL SANGUE DEGLI ABETI

 


IL SANGUE DEGLI ABETI C. Peli

Il romanzo scritto da Corrado Peli, Il sangue degli abeti, edito da TimeCrime è un bellissimo noir. Definirlo genericamente un giallo a mio parere sarebbe riduttivo. Dopo I bambini delle case lunghe, nel quale protagonista era la nebbia ed i silenzi della frazione di San Felice nella bassa bolognese, in questo romanzo, altrettanto coinvolgente, a dominare è il freddo e la neve, l’ambiguità ed il doppiogioco dei protagonisti. Il romanzo è ambientato in quello che per tutto l’anno è un piccolo paese di montagna, ma che d’inverno diventa una frequentata stazione sciistica dell’appennino modenese, dominato dal monte Cimone ed incastrata fra i centri di Pavullo e Sestola. E’ un noir perché, al di là delle indagini che seguono un crimine, i protagonisti, che vengono descritti in modo approfondito nei loro comportamenti e nei loro pensieri, nascondono inconfessabili peccati e segreti. L’autore a poco a poco ci fa scoprire situazioni ed avvenimenti compiuti da personaggi a prima vista insospettabili. Tutto è dominato da una atmosfera cupa, fredda e ambigua. Siamo a Roccacupa, chiamato così perché rimane quasi perennemente in ombra, a causa della ingombrante presenza del monte Cimone. Il maresciallo Luigi Morra guida da anni la piccola stazione dei carabinieri del paese. Siamo vicinissimi a Natale e Morra non vuole scocciature. I turisti stanno per giungere numerosi, e gli abitanti non aspettano altro che far festa e godersi le previste abbondanti nevicate. Lui vuole solo trascorrere nell’ozio le giornate che seguiranno. La sua discutibile linea di condotta è quella di gestire con accondiscendenza i rapporti con tutti gli abitanti del borgo, chiudendo un occhio se non due sulle loro piccole e grandi debolezze, magari in cambio di qualche favore, o di qualche piccola “gratificazione”. Li conosce tutti e di tutti conosce vizi e virtù. Si comporta ormai come un re con i sudditi usando con maestria il bastone e la carota. Non vuole grane, se non si solleva troppa polvere lui, quella poca, farà finta di non averla vista. Tutto procede senza problemi, senza che nessuno debba dolersi di questo modo di mantenere l’ordine, fino a quando non viene rinvenuto, da un contadino, impegnato a spazzar la neve che cade sempre più copiosa, e che si trasformerà col passare dei giorni in una tormenta, il cadavere di una ragazza, Irina Semyonov. Da quel momento tutti gli equilibri faticosamente costruiti cominceranno a vacillare. Per quel genere di “inconvenienti” è infatti competente il comando di Modena e il buon Morra deve cedere obbligatoriamente il passo. Viene incaricata delle indagini, per quel che si rivela da subito un omicidio, il tenente Sandra Pianigiani col fido ispettore Andrea Rocca ad aiutarla. Il tranquillo brigare del paese viene bruscamente interrotto. Ma l’omicidio di Irina non sarà l’unica situazione poco chiara nella quale dovrà mettere le mani la Pianigiani. I misteri si moltiplicano, ed i tentativi di renderle la vita difficile non saranno pochi. Tra gente che mente, che omette, che depista non sarà facile per il tenente riuscire a trovare la strada che conduce alla scoperta dei tanti scheletri nell’armadio sapientemente nascosti. Morra, il sovrano di Roccacupa, durante l’indagine, sarà più volte messo in discussione, si sentirà sempre più franare il terreno sotto i piedi e non tarderà a diventare poco collaborativo quando non apertamente ostile. In questo noir, perfettamente costruito e con una trama complessa e ricca di colpi di scena, di sorprese e di momenti emozionanti, sono tanti i personaggi che renderanno la vicenda sempre più intricata. Ognuno con un passato oscuro ed un presente opaco: Vittoria Segni, Stefano Stanzani, Emiliano Sacchetti, Sabrina Gatti sono soltanto alcuni dei nomi che animano le pagine di questo romanzo. Grazie anche all’aiuto di un giornalista, alla fine il tenente riporterà l’ordine tra i pochi abitanti e i tanti segreti di Roccacupa. Con un epilogo dominato dalla suspense Peli ci fa vivere momenti frenetici. Con molteplici finali, che ribaltano continuamente le certezze fino a quel momento acquisite. Con la speranza di vedere ancora all’opera il tenente Sandra Pianigiani che meriterebbe un lungo discorso a parte, tanto è profonda e caratterizzata la sua figura, faccio i complimenti a Corrado Peli per questo secondo ottimo romanzo. Non fatevelo sfuggire.

valutazione: più che buono

Genere: 3noir

 


venerdì 28 febbraio 2020

IL MARGINE DELLA NOTTE







Il margine della notte (Ombre Vol. 2) di [Salamino, Ferdinando]

IL MARGINE DELLA NOTTE F. Salamino
In questo romanzo, che rappresenta il sequel del primo libro scritto da Ferdinando Salamino ovvero Il kamikaze di cellophane, il protagonista (di entrambi), Michele Sabella, si trova in Inghilterra. Si è trasferito lì per mettere quanta più distanza possibile tra se e Milano, teatro del suo drammatico passato. Con lui c’è Elena la donna per la quale ha messo in pericolo la sua vita e con la quale sta vivendo ora un rapporto molto tormentato dopo le traversie che hanno dovuto affrontare e che ne hanno profondamente modificato l’esistenza. Michele in Inghilterra (in un paese delle Midlands) è stato assunto nella Hate crimes division, una sezione della polizia locale che però non ha compiti operativi ma solo di dissuasione e di segnalazione di crimini d’odio. Elena invece passa la maggior parte del tempo in casa ad ubriacarsi e ad ignorarlo pur vivendo sotto lo stesso tetto. Una sera, dopo un intervento per sedare gli animi surriscaldati di due inglesi in lite, uno di origine medio orientale, Michele ed il suo compagno Kane vengono chiamati dalla centrale e vengono mandati a visionare la scena di un crimine. Questa volta però non si tratta di una semplice rissa ma di uno “strano” suicidio. Per Michele dietro a quell’atto si nasconde ben altro ed inizia ad indagare. Comincia così una storia appassionante e coinvolgente che vedrà Michele ancora preda dei suoi demoni e delle sue intuizioni che lo metteranno inevitabilmente nei guai; tutto questo mentre il suo rapporto con Elena peggiora di giorno in giorno. Riuscirà, come sempre pagandone un prezzo salatissimo, a smascherare le torbide trame che si celano dietro quel “suicidio”. Finalmente ora il kamikaze di cellophane che vive in Michele può tornare ad assopirsi e dare tregua alla sua anima tormentata. Leggendo questi romanzi (Il margine della notte e Il kamikaze di cellophane) mi rendo conto una volta di più che scrittori non ci si può inventare e soprattutto coloro che a 20/30 anni riescono a scrivere romanzi destinati a diventare best seller sono una eccezione, rarissima. Non dico che chi scrive per avere successo debba ever compiuto 50 anni ma credo che le esperienze accumulate nella vita siano fondamentali per poter scrivere cose profonde, che emozionano, che prendono l’anima ed a farlo con una prosa corretta, lineare che coinvolge ed appassiona. Per questo ritengo Ferdinando Salamino uno scrittore vero. Una persona che ha fatto un percorso importante nella sua vita e si è reso conto ad un certo punto che, essendo anche grande appassionato di libri, sarebbe stato affascinante cimentarsi con la scrittura. Aveva cose belle da raccontare e lo avrebbe potuto fare sfruttando il suo vissuto, dall’alto del suo background culturale, anche animato da una potente motivazione; non si è improvvisato scrittore lo era già in pectore. Questo dai suoi libri traspare chiaramente. Scrittura sicura, appropriata...