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domenica 5 settembre 2021

LE LACRIME DEL COMMISSARIO

 


LE LACRIME DEL COMMISSARIO S. Cova

Le lacrime del commissario è l’ultimo romanzo scritto da Sergio Cova e pubblicato da Morellini. Il personaggio principale è il commissario Scalabrin. Riappare dopo otto anni dalla sua ultima indagine (Una via d’uscita) ma ritorna in ottima forma. Forse non quella fisica, a causa di una lesione alla gamba, (che si procura all’inizio del romanzo e che lo obbligherà a compiere le indagini aiutandosi con un bastone per camminare), ma certamente quella che più serve agli investigatori, cioè quella mentale, dove l’intuito e il coraggio sono essenziali. Scalabrin anche in questa dolorosa storia è supportato dal fido ispettore Patuzzi, dal vice commissario Mutti e dal resto della squadra: dal dottor Guerini, medico legale, e da Marco Berzi capo della scientifica. La vicenda si consuma a Samagno, paese nei pressi di Varese, affacciato sul lago Maggiore. Siamo a dicembre, la neve e il freddo la fanno da padroni. Scalabrin abita con la compagna in un antico casolare dell’ottocento ristrutturato, e riportato all’antico splendore, con grande fatica e sacrificio.  Una notte di fine novembre viene chiamato, insieme alla sua squadra, ad intervenire sul luogo del ritrovamento di un’auto data alle fiamme, ed il cui successivo incendio è stato da poco domato dai vigili del fuoco. Sono stati chiamati in seguito alla triste scoperta fatta dai pompieri dopo aver spento l’incendio: all’interno dell’auto c’è un corpo carbonizzato e dalle prime indagini tutto fa supporre si tratti di Caterina Sala, giornalista di cronaca nera del giornale locale. Per Scalabrin la Sala non è una giornalista qualunque. E’ una donna che non gli ha mai nascosto il suo amore, benché non corrisposto. Lo intervistava spesso e anche se non la conosceva bene le era molto affezionato. Da questo inquietante ritrovamento parte un’indagine che vedrà impegnata tutta la squadra, e non solo. Per Scalabrin i momenti di disagio e di dolore aumenteranno ad ogni nuova scoperta fatta dall’inchiesta. La sua pazienza e la sua tolleranza verso la crudeltà dell’essere umano saranno messi a dura prova. Ma soprattutto ciò che subirà i maggiori danni sarà la sua emotività e il suo stato d’animo. Scoprirà cose sconcertanti che lo manderanno in crisi. Ma anche grazie alla sua grande forza di volontà riuscirà a superare questi difficili momenti. Scalabrin con determinazione renderà giustizia a tutti coloro che avranno subito atroci dolori. Cova scrive un giallo molto coinvolgente, prendendo spunto da un fatto reale (come evidenzia lui stesso nelle note finali del romanzo), costruendoci attorno una storia emozionante piena di sorprese e di momenti avvincenti. Tutti i personaggi sono tratteggiati con grande cura e sono tutti funzionali alla vicenda che viene raccontata. Il ritmo è sostenuto e il lettore non si annoia mai, continuamente stimolato da nuove situazioni che Cova, con grande abilità, crea in rapida successione. Un plauso sincero all’autore, che scrive con successo ormai da alcuni anni.  La sua scrittura, pulita e sicura riesce a trasmettere la voglia di leggere, con grande partecipazione, dall’inizio alla fine della storia che racconta. Alla prossima Scalabrin (magari un po’ prima di otto anni), complimenti.

valutazione: buono

genere: 1giallo

 


mercoledì 18 agosto 2021

PICCOLA LIBRERIA CON DELITTO




PICCOLA LIBRERIA CON DELITTO E. Molini

Un romanzo, questo, che nasce dopo la positivissima esperienza che Elena Molini ebbe col suo precedente libro, Piccola farmacia letteraria, col quale ebbe un ottimo riscontro di pubblico e di critica. Come allora esce un po’ in sordina, se pur pubblicato da una grande casa editrice come la Mondadori. Forse la causa è da ricercare nel nome dell’autrice, non di forte richiamo (parlo dei più, non certo di noi appassionati lettori) o forse per il profilo basso che intende tenere, comunque, malgrado il successo, la Molini. Vi assicuro però che anche questo romanzo dal titolo Piccola libreria con delitto non è affatto male, anzi. L’autrice in questo secondo libro ha voluto dare un’impronta più gialla al racconto mantenendo comunque, fondamentalmente, una veste di commedia brillante alla storia. I personaggi principali sono praticamente gli stessi. La protagonista assoluta è Blu Rocchini, la titolare di una libreria pensata come una farmacia, che attraverso il suggerimento di adeguate letture cura le ferite dell’anima e del cuore. Una ragazza semplice, Blu, altruista e, come la gran parte dei giovani, un po’ confusa su chi sia, o debba essere, il suo compagno ideale. Una ragazza con un forte senso dell’amicizia, che va al di là di ogni altro rapporto. Così è anche per chi ha deciso che poteva fare a meno di lei, come la sua amica d’infanzia Rachele che negli ultimi tempi è completamente sparita. Rachele però cerca improvvisamente il suo aiuto, e lo fa per un motivo molto serio. La supplica di aiutarla a scagionarsi dall’accusa di omicidio del suo attuale compagno. Blu, pur non sapendo neppure da dove iniziare, si dà immediatamente da fare. Ingaggia un avvocato ed inizia ad indagare. Un giallo declinato al femminile dove gli uomini hanno solo un ruolo di contorno. Le vere protagoniste sono le ragazze che a vario titolo frequentano la libreria, ci sono: Chiara, Mia, Carolina, Sery ma poi anche, grazie ai “giovedì delle cose non dette” un appuntamento di lettura e non solo, promosso dalla libreria, Rubina, Ginevra, Arianna, Cleo, Ludovica. Poi c’è Tilde, la nonna di Blu, e ancora Giulia, Melissa ecc. Insomma un racconto che parla di pensieri e di situazioni colorati di rosa nei quali mi sono sentito, comunque, da subito a mio agio. Pochi dicevo i personaggi maschili e quasi tutti di passaggio. Il più importante è sicuramente Giulio Maria, un caro amico di Blu, titolare del bar che sta accanto alla libreria, un altro ruolo importante lo ricopre l’ispettore Portelloni e poi ci sono Manfredi, Arno, Filippo ma tutti, appunto, con un ruolo abbastanza marginale, tranne qualche eccezione. Quindi un giallo ma con varie sfumature, tutte date da colori chiari e vivaci mescolati tra loro da una buona dose di ironia e di leggerezza. Una storia che non faccio fatica ad ammetterlo, mi ha sorpreso. Mi ha tenuto piacevolmente compagnia e mi ha fatto apprezzare un’autrice che non conoscevo. Un racconto che tiene per la seconda metà le sorprese e le emozioni più grandi, ma che anche nella prima parte si fa apprezzare senza sforzo. Blu è una ragazza piuttosto singolare anche se comune a molte sue coetanee. Un personaggio indovinato che ha secondo me ancora molto da dirci. Una storia tutta da scoprire e da leggere giusta per questa stagione di sole e di mare. Complimenti alla Molini che aspetto ora con curiosità per leggere il suo prossimo lavoro letterario.

 Valutazione: buono

genere: giallo

 


LE MIE VALUTAZIONI LUGLIO 2021

 







LUGLIO 2021


piccola libreria con delitto               ⭐⭐⭐⭐

lacryma                                             ⭐⭐⭐⭐★

Le lacrime del commissario             ⭐⭐⭐⭐ 

Ciccannina                                         ⭐⭐⭐★

Eddie deve morire                            ⭐⭐⭐⭐ 

vieni come sei                                    ⭐⭐⭐⭐


VIENI COME SEI

 




VIENI COME SEI C. M. Bertola

Vieni come sei è il titolo dell'ultimo romanzo scritto da Claudia Maria Bertola e pubblicato da Morellini editore. Si tratta di un giallo, ma non solo. Anzi, per me rappresenta molto di più che un semplice giallo. Siamo al cospetto di un altro splendido esempio di giallo "sociale", come avevo già definito l'ultima fatica di Mario Mazzanti (Mistero a Chinatown). La Bertola lo dice chiaramente nelle note conclusive del romanzo. Questo libro è un omaggio a tutti i clochard che vivono con grande dignità la loro condizione, e soprattutto ad Ibrahim ed Aurelio, senzatetto anche loro, conosciuti dall'autrice in un piccolo parco di Milano. Li ha fatti diventare protagonisti di questo giallo, con un'ottima trama ed un ottimo intreccio narrativo, che restituisce attenzione ai più sfortunati ed emarginati, ai cosiddetti barboni, che il più delle volte sono persone miti, “solo” con una storia particolare (spesso drammatica) alle spalle. La protagonista principale è la stessa del precedente romanzo della Bertola, Vernice nera, Marina Novembre. Marina non è un’agente di polizia, tanto meno un commissario, ma nella vita si occupa di comunicazione, anche se ora ha ereditato e gestisce un rifugio in alta montagna sulle dolomiti. Adesso si trova Milano per le feste di natale, in attesa di riprendere la sua attività al rifugio. Una Milano gelida, che diventa presto anche lei protagonista del romanzo, con le descrizioni puntuali ed approfondite che ne fa la Bertola, in particolare dei suoi parchi cittadini delle sue strade e dei suoi luoghi di ritrovo. Città costantemente sotto una abbondante e fitta nevicata che ne confonde i contorni e la rende ancora più misteriosa ed enigmatica. Marina riceve una richiesta di aiuto dalla sua amica Flavia. Vuole che Marina trovi il modo di scagionare Ibrahim Taia, un senzatetto, al quale portava spesso té caldo e coperte, dall'accusa di omicidio. Un brutale omicidio, perpetrato su una diciannovenne, al parco Marinai d'Italia, dove lui ed i suoi fratelli di sventura avevano trovato rifugio in questo rigidissimo inverno. Flavia non può credere che una persona gentile e colta come Ibrahim possa aver compiuto un atto del genere, anche se le prove a suo carico sembrano schiaccianti. Marina inizia ad indagare...Marina è un personaggio che io ho amato da subito e va dato grande merito alla Bertola per averlo creato. Non è una wonder woman, non è una donna tutta d'un pezzo. Marina è una "ragazza" di 47 anni con una dolorosa forma di artrite reumatoide alle mani che le deformano, le arrossano. Non si arrende dinanzi alla malattia ed agli ostacoli che la vita le presenta, anzi la motivano ancor di più, sempre ostinata e determinata a conoscere la verità delle cose. In amore non tutto va per il verso giusto, anzi. E non potrebbe essere altrimenti se a 47 anni si ritrova sola a gestire un rifugio di alta montagna. La Bertola, con questo lungo e particolareggiato romanzo, mette in campo una ottima trama gialla, con tante sorprese ed imprevedibili colpi di scena. Il suo stile invoglia la lettura, regala ritmo e interesse. L’autrice riesce sapientemente nell’intento di abbinare una vicenda con protagonista la suspense con un racconto che getta uno sguardo dolce e amorevole a tutte quelle persone sfortunate che per qualche triste ragione si son ritrovate a vivere di espedienti, o che, come i rider che consegnano cibo a domicilio, si ritrovano a dover sbarcare il lunario con stipendi da fame, correndo rischi gravissimi, percorrendo le strade della città in sella alle loro bici. Persone che il più delle volte vivono sommessamente e con grande dignità la loro condizione. Un romanzo assolutamente da leggere. Complimenti all'autrice.

Valutazione: buono

genere: giallo

 


mercoledì 7 luglio 2021

EDDIE DEVE MORIRE

 



EDDIE DEVE MORIRE A. Biggio

Eddie deve morire è il titolo del romanzo scritto da Antonio Biggio per la Blitos edizioni, pubblicato del mese di giugno. E’ un romanzo piuttosto originale con cui l’autore ha voluto omaggiare un gruppo heavy metal molto noto, che ha avuto le sue migliori fortune negli anni ’80 e ’90 e che è ancora, da più di 40 anni, protagonista della scena musicale mondiale, gli Iron Maiden. Un romanzo non banale, con una storia molto ben articolata e nella quale nulla è lasciato al caso. Una vicenda complessa, condotta su più piani temporali con continui rimandi al passato rispetto all’azione che si sta svolgendo nel presente. Un racconto che vede anche protagonisti i componenti degli Iron Maiden ma non solo. Anzi loro sono i comprimari, il protagonista principale è Andrew Briggs sergente ispettore della polizia di Londra. Andrew è un poliziotto ma la sua vera aspirazione sarebbe quella di cantare in una band famosa. Anzi una band l’aveva anche fondata, insieme al suo amico Mike, gli Shining Blades, ma l’avventura non ebbe un lungo seguito. Non riuscirono a sfondare nel mondo musicale così l’amico si arruolò in polizia e poco dopo riuscì a trascinare anche Andrew. Gli rimane l’amore per l’heavy metal e la smisurata passione per gli Iron Maiden dei quali conosce ogni segreto e per i quali non ha perso un solo concerto. Ma i personaggi che si muovono all’interno della vicenda sono moltissimi, e tutti hanno un ruolo importante nello sviluppo del romanzo. Un libro corposo, ma che scorre con rapidità perché produce grande interesse nel lettore, coinvolge e fa vivere emozioni per tutta la lunghezza del libro, e nel finale regala una scarica di adrenalina ulteriore. Come dicevo un romanzo che tratta diversi argomenti. Il principale, quello che vede anche coinvolti gli Iron Maiden, è quello che riguarda il fanatismo religioso. All’inizio del loro percorso musicale gli Iron Maiden scrissero delle canzoni che vennero riunite nell’album The number of the beast, alcuni interpretarono le parole di quelle canzoni come una esaltazione del demonio. Partendo da questo fatto Biggio costruisce una storia coinvolgente nella quale questo argomento rappresenta il filo conduttore di tutto il romanzo, ma non è il solo tema trattato. Ce ne sono tanti altri che si intersecano con grande capacità a quello principale. Un romanzo che deve essere letto perché solo cercarne di raccontare la trama non è sufficiente, ed anzi non rende affatto giustizia alla complessità del libro. Per Biggio questo è il suo primo romanzo. Lo ha scritto omaggiando una band leader dell’heavy metal, che lui ama molto. Ma Biggio è soprattutto un grande appassionato di teatro nel cui ambiente ha trascorso più di 30 anni di vita. Ora questa nuova esperienza anche come scrittore che spero non si esaurisca con questa opera. Spero infatti di poterne presto riapprezzare la prosa e la fantasia in un prossimo romanzo. Per il momento complimenti per questo.

valutazione: buono

genere: giallo


mercoledì 30 giugno 2021

LACRYMA

 


LACRYMA D. Lupia

Sono stato sollecitato a leggere questo romanzo da una scrittrice (Elisa Mantovani) che io apprezzo molto. Non mi sono fatto pregare ed ho subito dato seguito al suo suggerimento. Domenica Lupia è l’autrice di questo romanzo intitolato Lacryma con la “Y”, che lo rende già di per sé particolare, curioso, attira l’attenzione. Però, molte volte, questi richiami nel titolo o nella copertina (molto particolare anch’essa) sono solo uno specchietto per le allodole. Spesso poi il contenuto è deludente e gli unici che meritano i complimenti sono il grafico e l’ideatore del titolo. Questo caso è diverso, molto diverso. Si perché ad un titolo accattivante si accompagna anche un racconto di tutto rispetto, che colpisce, che sbalordisce. Il protagonista è Michele (la voce narrante) ma in realtà i personaggi principali sono tre. Michele, Vik e Bea. Questa storia allucinante inizia per colpa di 9 centesimi, quelli che mancano a Michele per comprarsi una birra al supermercato. Lui senza birra non ci può stare, è il suo modo per concludere la sua giornata di studio. Michele è infatti uno studente universitario di filosofia di 25 anni. Nove centesimi, non può rinunciare al suo rituale per nove centesimi, sta per entrare nel panico quando giunge salvifica la voce di Vik, che allunga la mano e glieli deposita di fronte. La felicità risiede spesso nelle piccole cose, nei gesti gentili, pensa Michele. Felice saluta il suo salvatore e si avvia all’uscita. Si ma, riflette, non posso andarmene così, devo ringraziarlo, magari offrirgli una sigaretta. Da questa stretta di mano nasce un romanzo sconvolgente, che trasformerà per sempre la loro vita. Una storia costruita in maniera impeccabile dall’autrice, che passa da una situazione assolutamente normale per terminare il racconto con i nostri personaggi precipitati tra le fiamme dell’inferno. Una vicenda folle, ma talmente assurda che potrebbe benissimo essere reale. Una storia che pone una serie infinita di interrogativi, che regala tanti spunti di riflessione. L’amore può essere così totalizzante da rendere ciechi e portarti all’autodistruzione, senza riuscire a reagire? L’amore ti può plagiare? Domande che nascono leggendo questo racconto che non lascia respirare, denso di colpi di scena, di situazioni al limite, ed anche oltre. Un romanzo nel quale il lettore è catturato dalle pagine, che divora una dopo l’altra per capire, per sapere. Quando si pensa di essere giunti al punto più buio dell’incubo ecco che leggiamo qualcosa che ci fa vedere ancora più nero. Un libro che non regala speranza, che non concede redenzione. E’ un libro che racconta come un’esistenza banale, anonima, noiosa possa trasformarsi in una vita degradata, corrotta, deviata. Un libro che ho letto con molto piacere, complimenti all’autrice e grazie ad Elisa per il suggerimento. Particolare non di poco conto è stato pubblicato in proprio, e questo per me rappresenta sempre un punto a favore, a prescindere dal libro. Il self publishing è una scommessa su sé stessi, dove ci si assume interamente, e coraggiosamente, il rischio dell’insuccesso ma che può essere anche molto gratificante. Il grande vantaggio di pubblicare self risiede nell’essere padroni di se stessi, di poter scrivere senza nessuno che ti obblighi a modificare il testo, il titolo, il giorno dell’uscita del romanzo o altro ancora. Aspetto negativo la necessità di gestire tutte le incombenze post scrittura: correzione, grafica, distribuzione e promozione. La cosa fondamentale però, per me, è quella di affidarsi ad un valido editor, che sappia, eventualmente, correggere le imperfezioni. E qui l’editor (Giada Obelisco) è assolutamente di prim’ordine. In definitiva ottimo Lavoro Domenica Lupia, complimenti.

Valutazione: più che buono

genere: narrativa