titolo: OLIVA DENARO
autrice: Viola Ardone
data di uscita: 29 settembre 2021
durata: 6 ore 47 minuti
narratrice: Emanuela Jonica (⭐⭐⭐⭐)
valutazione globale: ⭐⭐⭐⭐
genere: narrativa
titolo: OLIVA DENARO
autrice: Viola Ardone
data di uscita: 29 settembre 2021
durata: 6 ore 47 minuti
narratrice: Emanuela Jonica (⭐⭐⭐⭐)
valutazione globale: ⭐⭐⭐⭐
genere: narrativa
titolo: TRE GOCCE D'ACQUA
Autrice: Valentina d'urbano
Data di uscita: 22 aprile 2022
Durata: 11 ore 17 minuti
Narratrice: Chiara Leoncini (⭐⭐⭐⭐★)
Valutazione globale: ⭐⭐⭐⭐★
Genere: narrativa
LA GEOMETRIA DEL RAGNO C. Nolasco
Ho una grande ammirazione per la penna di Carmen Nolasco. Ogni volta che leggo un suo romanzo ne rimango affascinato. Non fa specie l'ultimo da lei scritto e dato alle stampe. Il titolo: La geometria del ragno, la casa editrice: Les flaneurs, casa editrice alla quale è fedele fin dagli inizi della sua avventura letteraria, è questo, per me, è un altro punto a suo favore. Rappresenta un modo di aver rispetto verso chi crede in te ed ha saputo valorizzarti nel tempo, per me questo è un riguardo che va sottolineato. Non aver cercato gloria altrove dove forse avrebbe ottenuto più visibilità ma rimanere fedele a chi ti ha fatto crescere è un fatto da rimarcare. Les flaneurs peraltro è una casa editrice di grande qualità e di larga diffusione per la quale io nutro grande ammirazione, sia per i libri che pubblica sia per gli autori che ha nella sua scuderia, tutti molto talentuosi che vanno necessariamente scoperti. Una casa editrice indipendente alla quale auguro grandi fortune. Tornando al romanzo, devo dire che è veramente una Gemma. Emozionante, profondo, attuale, fa riflettere e sospirare. Della trama come mia consuetudine non ne parlo è facilmente reperibile e poi citare solo la trama sarebbe assolutamente riduttivo rispetto ad un racconto veramente fatto bene che pur non essendo un giallo (ma avvicinandosi molto) lascia col fiato sospeso innumerevoli volte, ti tiene avvinto alla storia fino alla fine senza accorgersi del tempo che passa e delle pagine che consumi. Ritmo sostenuto, scrittura curata sono altri pregi notevoli. Una lettura che mi ha soddisfatto in pieno. Sento già la mancanza dei protagonisti. Anush Mariani, una donna determinata come solo le mamme disperate sanno esserlo, Gregorio Della Torre, Edo, Ayda, Talin, sono alcuni dei personaggi che popolano il romanzo, che mi hanno tenuto compagnia per troppo poco tempo e che mi hanno saputo far emozionare, gioire e rattristare ad ogni pagina. Ancora tanti complimenti all'autrice e spero che presto torni ad allietarci con un nuovo romanzo.
valutazione: più che buono
genere: narrativa
MAGGIO
acque perpetue ⭐⭐⭐⭐
tra le ombre ⭐⭐⭐⭐
sogni di rock & roll ⭐⭐⭐⭐
neve d’aprile ⭐⭐⭐⭐
la geometria del ragno ⭐⭐⭐⭐★
NEVE D'APRILE S. Sorbera
Neve d'aprile è il titolo dell'ultimo romanzo scritto da
Silvestra Sorbera. È un giallo, e racconta la nuova indagine del commissario
Livia Solari. Livia è il commissario di polizia di Porto Scogliera, paese di
fantasia affacciato sul mare, a sud della Sicilia, ed insieme ai suoi fidati
collaboratori (il suo vice Angelo Spagnoli e l'ispettore Celi) dovrà risolvere
un caso che vede coinvolto anche un suo vecchio compagno di classe. Le indagini
portate avanti dalla squadra investigativa sono svolte in un periodo che vede
l'intera umanità in grande difficoltà, a causa della diffusione del covid-19
che ha fatto tante vittime in tutto il mondo, e che ha costretto tutti
all'isolamento forzato e ad un cambio obbligato delle proprie abitudini. Per
Livia sarà un periodo di forte stress, in parte per colpa della pandemia ma
soprattutto causato dal lavoro e dalla sua "precaria" vita
sentimentale, che la porterà a vivere un momento di malessere, fisico e
psicologico. Alla fine comunque riuscirà, con coraggio e competenza, a
risolvere il caso che era nato, abbastanza casualmente, col ritrovamento del
cadavere di un fotografo catanese, morto per una overdose di farmaci e alcool.
La soluzione dell'indagine lascerà però strascichi dolorosi al suo stato d'animo
ed al rapporto di coppia che sta vivendo. Finale che vede la chiusura delle
indagini ma che rimane aperto per quel che riguarda la sua vita privata. Con
questo romanzo si giunge alla sesta indagine del commissario Solari e della sua
squadra. L'autrice si muove con buona disinvoltura nello scrivere le storie che
li vedono protagonisti. La penna della Sorbera ha tratteggiato un commissario
che crea immediata simpatia per le sue piccole beghe familiari, per la sua
abnegazione al lavoro e la sua correttezza nei confronti di colleghi ed
indagati. Anche questo romanzo, come molti altri della serie, è piuttosto
breve, ed avendo un buon ritmo si legge velocemente e con partecipazione. I
romanzi col commissario Solari sono tutti autoconclusivi anche se da una storia
all'altra i personaggi principali evolvono quindi è comunque preferibile aver
letto le precedenti indagini per seguire al meglio la vita del commissario.
L'indagine in sé inizia e termina col finire del romanzo ma la vita dei
protagonisti ha comunque una continuità. Soprattutto gli ultimi due (La ciccannina
e questo, Neve d'aprile) sono molto legati uno all'altro. Entrambi infatti
parlano dell'epidemia di coronavirus ed hanno alcuni personaggi minori in
comune. La Sorbera scrive con mano sicura, in maniera facilmente fruibile e
coinvolgente permettendo al lettore di procedere spedito senza dover affrontare
lunghe descrizioni. Il difetto più grande è che forse in questi racconti manca
un po’ di pathos. I momenti palpitanti sono pochini, questi libri non sono
sicuramente adatti agli amanti del brivido. Sono certo comunque che
l'obbiettivo principale dell'autrice non fosse quello di mettere inquietudine
nel lettore ma fosse quello di divertire ed intrattenere e da questo punto di
vista l'obiettivo è perfettamente centrato. Complimenti.
Genere: giallo
WAFER, PARAFARMACI E SOGNI DI ROCK & ROLL M. Gravieri
Qualche tempo fa ho letto un romanzo il cui titolo era Kaeru.
L'ho trovato originale e divertente. Niente affatto banale. Qualche giorno fa
Matteo Lorenzi, il suo autore, ha consigliato la lettura di un romanzo. Io non
me la son lasciato sfuggire, ben sapendo che era abbastanza lontano, come
genere, dalle mie abituali letture. Ma ho voluto comunque accettare la sfida.
Ora vi racconto le mie impressioni di lettura. Il romanzo si intitola Wafer,
parafarmaci e sogni di rock &roll ed è stato scritto da Mattia Gravieri. Un
libro molto divertente, leggero, scritto bene, si legge velocemente e con
interesse. Un libro che parla di sogni infranti e occasioni mancate, alle quali
però c'è (quasi) sempre la possibilità di porvi rimedio. L'importante è mettere
da parte l'orgoglio e riconoscere i propri errori e, se esiste uno spiraglio
per riprendere la storia interrotta, lottare, per farla diventare una voragine.
Il romanzo racconta come quattro attempati (ma neppure tanto. Cinquant'anni o
poco più) ragazzi ex componenti di una band giovanile di musica rock si
ritrovano grazie ad uno di loro, Luca. All'inizio della storia Luca chiede agli
altri (Claudio, Gabriele, Saverio) di tornare a suonare ancora una volta
insieme anche solo per rimediare al loro ultimo burrascoso incontro in sala di
incisione che ne ha decretato lo scioglimento. Gli eventi che seguiranno li
porteranno a riflettere sulle loro vite e su quello che sono diventati. È una
favola (rock) e come ogni favola che si rispetti ha un lieto fine. Ma in questo
romanzo non è importante l'approdo ma il viaggio. Il racconto che costruisce
l'autore è accattivante e si fa leggere volentieri. Il ritmo è incalzante come
nelle migliori performance rock e non lascia spazio alla noia. Si sorride e si
riflette senza prendersi troppo sul serio. Ma è proprio questo che
contraddistingue il racconto: l'essere leggero ma non ovvio. Sono certo di
non sbagliare (credo ci abbia pensato anche l'autore) se dico che il brano
musicale che fotografa perfettamente questo romanzo è Sogni di rock & roll
di Ligabue anch'egli emiliano-romagnolo come la città protagonista del libro,
che è Bologna. Tanti passaggi, così come alcuni personaggi, della canzone li ho
"rivisti" nel romanzo. Per inciso io amo molto la musica di Ligabue,
soprattutto la sua produzione più vecchia. Sensazioni positive quindi per un libro
che merita di essere letto. Grazie a Matteo Lorenzi per l'imbeccata.
valutazione: buono
Genere: narrativa