Io e te – Niccolò Ammaniti -
recensione a cura di Francesca Tornabene
Un viaggio veloce, senza filtri nè romanticismi, che mi ha
rapita fin dalla prima pagina.
Mi ha fregata il titolo "Io e Te" così diretto di
un legame stretto che volevo e dovevo immediatamente esplorare.
Tutto inizia da una bugia del protagonista riguardo una
settimana bianca con gli amici.
In realtà non sono andata lontano: la storia si sviluppa
quasi interamente in una cantina, una bolla fuori dal mondo in cui Lorenzo e
sua sorella Olivia mettono a nudo le loro fragilità umane.
Questa intimità forzata con i personaggi mi ha ricordato che
non ci si può nascondere per sempre dietro alle nostre bugie per essere
accettati dagli altri: prima o poi la vita va affrontata!
È il crollo delle illusioni il momento più catartico di
questo viaggio: il momento in cui l'ostilità si trasforma in empatia e due
fratelli quasi estranei smettono di contendersi lo spazio, iniziando ad
abbandonare i propri rifugi emotivi per crescere insieme.
La struttura narrativa è incredibile.
Tutto parte da un flashback di Lorenzo che anticipa il
racconto dell'evento formativo più importante della sua vita.
Poi la storia si sviluppa in tre atti: dall'isolamento
iniziale all'imprevisto che rappresenta il punto di svolta, fino al climax
finale che porta al cambiamento.
Alla fine del flashback si torna all'inizio, in quel bar, a
quel biglietto di poche righe.
Un'emozione sospesa che è andata oltre il mio viaggio.
Nessuno si salva da solo!
genere: narrativa
anno di pubblicazione: 2010
pagine: 116
editore: Einaudi
