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martedì 29 marzo 2022

LA BAMBINA DI CERA

 





LA BAMBINA DI CERA R. Castelli

Ci sono degli autori che hanno una capacità incredibile. Quella che leggendo un loro libro, magari l'ultimo, appena uscito come in questo caso, ci fanno risentire come a casa. Al sicuro. Tra gli affetti più cari. I quali sai che non ti deluderanno mai. Magari dall'uscita del loro ultimo romanzo è trascorso un anno, nel quale hai letto altre decine di libri, viaggiando per il mondo, conoscendo personaggi incredibili, leggendo storie che ti hanno fatto sognare, arrabbiare, rabbrividire, ma quando dopo tanto tempo esce un loro nuovo libro, che desideravi fosse lì con te da subito dopo aver finito il precedente, avverti nuovamente il sapore di casa, della solidità degli affetti sinceri. Ti senti come se la tua esistenza sia, malgrado tutto, felice, contornata dalle certezze della quotidianità. Tutte queste sensazioni le ho avvertite dopo aver terminato il secondo romanzo giallo scritto da Roberta Castelli, ed edito dalla Golem, con protagonista il commissario Vanedda. Un romanzo che attendevo con trepidazione già da subito dopo aver letto le gesta raccontate nella sua prima indagine. Le certezze di sicuro divertimento che avevo iniziando questo romanzo e le comunque alte aspettative sono state tutte rispettate. Ovviamente è una valutazione personale ma vi assicuro anche oggettiva. Un libro nel quale il sorriso è assicurato. Un racconto ben scritto, curato e solido nel quale la trama gialla forse non è così arzigogolata e complessa come nei più alti esempi del genere ma che vede comunque una storia ben sviluppata, dove l'ironia e la simpatia dei personaggi la fanno da padroni. Angelo Vanedda è in grande spolvero, alle prese con un caso che metterà a dura prova le sue doti investigative. Verrà come sempre ben supportato dalla sua squadra, dall'ispettore Giuseppe Vaccaro in primis e da tutti gli altri collaboratori del commissariato di Lachea. Al consueto gruppo di investigatori si aggiungerà questa volta la figura del sovrintendente Pierluigi Falco. Il quale metterà il cuore di Vanedda in subbuglio. Lui è felicemente accoppiato al suo storico compagno Gerlando ma la vista di Falco lo metterà più di una volta in difficoltà. Anche in questo romanzo una parte importante verrà recitata dal vecchio professore di Vanedda, Gregorio Torrisi, e da suo padre. L'esito delle indagini non sarà comunque così scontato come potrebbe sembrare in un primo momento e l'ispettore dovrà dare fondo a tutta la sua perspicacia per assicurare alla giustizia il vero colpevole. Come di consueto tanti sono gli intercalare e le esclamazioni in siciliano che rendono ancora più esilaranti i dialoghi tra i vari protagonisti. La vicenda che racconta l’autrice e di per sé abbastanza drammatica, nella quale si descrivono anche situazioni emotivamente forti, ma l’atmosfera dissacrante e la certezza che poi alla fine tutto si risolverà per il meglio rendono la lettura rilassante. Vanedda il nuovo Montalbano? Forse, chissà. Ci sono delle analogie: sono siciliani, sono ironici e dissacranti, sono commissari di polizia, ed hanno collaboratori fedeli e pasticcioni. Ma sono anche tanto diversi. Com'è giusto che sia. Ma non nascondo che vedere Vanedda trasposto in TV al pari di Montalbano mi farebbe un piacere immenso. In questo romanzo troveremo un Vanedda a volte più malinconico più introspettivo e nel quale le vicende umane avranno un peso quasi uguale alla trama gialla. Ancora un lavoro della Castelli da applausi che non delude e che fa attendere con ansia la prossima nuova storia con Vanedda (e non solo) protagonista. Complimenti. 

 valutazione: più che buono

genere: narrativa gialla


giovedì 24 marzo 2022

IL CASO INNOCENCE

 



IL CASO INNOCENCE M. Bagnato

Quando ho richiesto con forza (alla redazione del blog) la possibilità di leggere questo incan...questo romanzo non ho detto che lo conoscevo già. Un dettaglio che ho omesso. In effetti lo avevo già letto. Ma è talmente bello che ho voluto rileggerlo con questa nuova veste, che gli ha dato la casa editrice Golem. A me non sembra sia cambiato molto (forse per nulla) dalla sua prima uscita. Gli è stato modificato solo il titolo. Ma andiamo con ordine. Questo romanzo era già stato auto pubblicato dal suo autore, Mattia Bagnato, nel 2020 col titolo L'innocenza non esiste. All'epoca dovette utilizzare la strada del self publishing perché non aveva trovato nessun editore, tra quelli da lui interpellati, disposto a pubblicarglielo. Io all'epoca lo lessi e ne rimasi conquistato. Le predissi grandi fortune con questo libro perché non poteva essere altrimenti. Gli dissi: sono certo che l'auto pubblicazione di questo libro che hai scritto, e che si è resa necessaria per far conoscere il tuo romanzo, sarà solo una tappa, presto una casa editrice lungimirante si accorgerà di questo tesoro e lo ripubblicherà e la tua storia approderà finalmente nelle librerie dove merita di stare e dove il grande pubblico dei lettori potrà testare il tuo talento. Il mio era un semplice augurio ed un auspicio perché nella mia piccola esperienza di lettore di autori capaci che non hanno avuto la possibilità di emergere ne ho visti più di uno e mi sarebbe dispiaciuto molto fosse toccato anche a lui. Ora è stato ripubblicato dalla casa editrice Golem, con un nuovo titolo, Il caso Innocence. Finalmente è arrivata la svolta tanto attesa. Sono stato quindi (facile) profeta e sono molto felice di questo. Passo ora, senza altri indugi, a parlare del libro. La storia che viene raccontata nel romanzo ripercorre la vita di Clara Innocence, dal suo primo giorno di scuola alla sua età adulta nella quale ha vissuto tanti momenti drammatici, tanti soprusi, tanti rovesci portati dal destino che l’hanno indotta ad avere spesso comportamenti irrazionali o dettati dalla disperazione. Ora si trova in carcere perché condannata alla detenzione con l'accusa di omicidio. Clara racconta la sua vita ad una psichiatra forense, Eleonor Page, la quale dovrà stilare una relazione sul colloquio avuto. In base a quello che ascolterà dovrà decidere se ritenere l'imputata sana di mente o meno. E non è una differenza di poco conto quella che passa dall’essere rinchiusa in un manicomio criminale o “solo” in una squallida cella per il resto dei suoi giorni. Un racconto doloroso, pieno di sorprese e di momenti drammatici a cui la dottoressa spesso stenta a credere. Questo è l'inizio della vicenda di più non svelo per non togliere il gusto della lettura. In questo momento mi preme molto di più cercare di trasmettere tutto lo stupore che mi ha suscitato la lettura di questo romanzo. Perché di sensazioni ne ho provate tante e tutte positive. Il libro ti cattura fin dalle prime pagine, non lascia scampo al lettore, ti avvolge e ti conquista. Il racconto della vita di Clara inquieta ma nello stesso tempo non ti permette di staccare per troppo tempo gli occhi dalle pagine. Clara vive con la famiglia a Emerald falls una piccola cittadina che emana negatività e dolore. Emerald Falls conserva sempre, nei racconti di Clara, qualcosa di inquietante, qualcosa di malato che la rende pericolosa e maledetta. Un luogo dove il male attecchisce facilmente favorito da qualche forza oscura e malevola. Abitata da persone malvage, ambigue e colpevoli. Si perché nessuno dei protagonisti del libro si può considerare un personaggio positivo. D'altronde come recitava il titolo originale del romanzo l'innocenza non esiste. E ne sono prova "vivente" gli abitanti stessi della cittadina. Non sono innocenti Sammy e sua madre Cindy. Non è innocente big Joe, né tanto meno Albert, Smitty o Alan Bronson, ma neanche Frank o Bobby. Hanno tutti le mani sporche. Hanno tutti una condotta deplorevole che porterà solo dolore e sgomento. Il libro è scritto in modo mirabile le sorprese e le emozioni si susseguono ininterrotte. Dopo un po’ che si legge, per me è stato così, bisogna prendersi una pausa per lasciar defluire l'adrenalina accumulata. Un finale che non lascia scampo ai protagonisti. Cinico e doloroso. I finali che io amo di più. Un libro che rispecchia perfettamente i miei gusti, modellato sulla mia pelle di lettore. Il manifesto di come deve essere un romanzo per piacermi, senza se e senza ma. Nulla di quello che c'è scritto si può considerare fuori registro. Tutte le vicende sono estremizzate ma nulla è inverosimile. Un romanzo che invito tutti a leggere se non altro per verificare le mie parole e potermi contestare, eventualmente. Sono pronto a tutto ma leggetelo ne vale veramente la pena. Con solo due postille: la prima, astenersi amanti dei romance sdolcinati e quelli che amano i finali zuccherosi. La seconda, preferivo il titolo originale del libro (L'innocenza non esiste) a quello dategli dalla casa editrice (Il caso Innocence). Unica pecca, un dettaglio. 

valutazione: ottimo

Genere: narrativa/noir

 



martedì 8 marzo 2022

LE MIE VALUTAZIONI FEBBRAIO 2022

 






FEBBRAIO 2022


omicidio a tor di quinto           ⭐⭐⭐✶

l'ordine imperfetto                   ⭐⭐⭐✶

finchè morte non ci separi       ⭐⭐⭐✶

è giunta l'ora                            ⭐⭐⭐✶ 

il caso Innocence                   ⭐⭐⭐⭐⭐

la bambina di cera                   ⭐⭐⭐⭐✶  









mercoledì 16 febbraio 2022

E' GIUNTA L'ORA

 



E' GIUNTA L'ORA - Antonello Iovane -

Ho terminato da poco di leggere un romanzo giallo, scritto dall'autore esordiente Antonello Iovane e pubblicato da Echos edizioni. Il romanzo si intitola È giunta l'ora ed è uscito all'inizio di questo mese. Il protagonista si chiama Marty e lavora come impiegato alle poste, in un ufficio nel quale ha un compito piuttosto particolare. La storia è originale, scorre senza particolari difficoltà ed ha un ritmo piuttosto sostenuto. Un romanzo che non descrive "immagini" particolarmente cruente anzi risulta essere una ottima lettura di evasione piacevole e leggera. Il libro è molto breve, forse troppo. A mio parere forse qualche pagina in più sarebbe stata necessaria, anche solo per approfondire la descrizione dei protagonisti o per raccontare in maniera più particolareggiata alcune situazioni descritte nel libro che, a parer mio, avrebbero richiesto un maggiore approfondimento. Tutto sommato comunque un giallo ben riuscito. Nel libro non ci sono momenti di stanca anzi la vicenda cattura l'interesse e coinvolge il lettore fino al termine. Solo due cose mi hanno lasciato un po’ interdetto il finale che io ho fatto fatica ad interpretare e poi il punto interrogativo più grande: perché questo titolo? Non sono riuscito a collegarlo a ciò che avviene nel racconto. In definitiva comunque un esordio positivo e molto promettente. Complimenti.

valutazione: più che discreto

Genere: giallo