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sabato 13 settembre 2025

DONNAREGINA

 




Donnaregina – Teresa Ciabatti –

recensione a cura di Alice Bassoli

 

Non è solo la storia di un boss: è piuttosto il tentativo di Teresa Ciabatti di mostrare che il male è umano e che raccontarlo significa confrontarsi con la propria umanità. 

L’intervista si trasforma in una relazione narrativa più ampia: Misso non è raccontato solo come boss, ma come uomo con fragilità: ama i colombi, crede negli UFO, ha una madre da cui non riesce a separarsi, vive ricordi familiari, e ha un figlio gay (la questione della sessualità nelle famiglie mafiose è centrale).

Parallelamente, la protagonista-autrice vive la sua lotta personale: con sé stessa, con la madre, con la figlia adolescente, con le sue paure, i sensi di inadeguatezza, i ricordi, la scrittura. Il viaggio non è solo verso la comprensione del boss ma anche verso la comprensione del proprio ruolo come madre, figlia, donna che scrive.

Il romanzo non è reportage puro, ma mescola biografia, autobiografia, finzione, confessione. Ciabatti riflette sul proprio sguardo, su quanto può essere “incontaminato”, e su come il narrare sia anche manipolare. 

La convivenza di stili (cronaca, biografia, autofiction) potrebbe non piacere a tutti: chi cerca un romanzo “nera pura”, o una biografia rigorosa, potrebbe restare un po’ deluso.

Ancora una volta l’autrice e’ fedele al suo stile confessionale, febbrle e spietatamente lucido.

La scrittura è frammentata, sincopata, segnata da frasi brevi e taglienti: uno stile che restituisce il flusso disordinato dei pensieri, il continuo oscillare tra confessione privata e riflessione sociale. La voce narrante è senza filtri, a tratti disturbante, perché mette in scena ciò che spesso rimane nascosto.

Meraviglioso. 


genere: narrativa

anno di pubblicazione: 2025


sabato 5 ottobre 2024

I GIORNI FELICI

 




I giorni felici - Teresa Ciabatti -

Recensione a cura di Alice Bassoli


📺 1977: Il sogno di una bambina prodigio Nel 1977, Sabrina Mannucci ha sei anni ed è una bambina prodigio, o almeno così la vede il padre Riccardo, funzionario Rai. Quest'uomo, ambizioso e sognatore, nutre grandi speranze per la sua bambina, convinto che il suo "genio" rappresenti una via d'uscita dalla vita ordinaria e soffocante della piccola borghesia romana in cui vivono. La famiglia Mannucci è una caricatura teneramente esilarante della tipica famiglia italiana di quegli anni: una madre che si dedica ai figli con eccessiva protezione, un padre che cerca di proiettare le proprie aspettative sui bambini, e Sabrina, che diventa il fulcro di sogni e delusioni.

 

🏥 2007: Al capezzale del padre Nel 2007, la famiglia si riunisce al capezzale di Riccardo, ora gravemente malato di cancro. Sabrina e i suoi fratelli sono ormai adulti, e questo incontro forzato diventa un'occasione per fare i conti con il passato, le aspettative non soddisfatte e i rancori mai sopiti. La narrazione si snoda attraverso ricordi, confronti e riflessioni, esplorando come la visione idealizzata della famiglia e dei sogni di successo possa scontrarsi con la realtà.

 

📼 Un ritratto dell’Italia attraverso il piccolo schermo: Teresa Ciabatti ci offre uno spaccato intimo e sarcastico dell'evoluzione di questa famiglia, affiancando il racconto personale dei Mannucci alla storia d'Italia attraverso la televisione, simbolo del cambiamento sociale e culturale.

 

La scrittura della Ciabatti è incisiva, capace di alternare momenti di leggerezza a riflessioni più cupe sulla vita e sulle relazioni. La famiglia Mannucci, protagonista della storia, è perfettamente costruita nelle sue contraddizioni e nelle sue tensioni, con personaggi che risultano veri e vicini a noi.

Il finale sorprende (alla faccia!), rompendo le aspettative e lasciando una sensazione di meraviglia mista a disorientamento totale.

Da leggere assolutamente!


genere: narrativa

anno di pubblicazione: 2008