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domenica 29 giugno 2025

LA STRATEGIA DEL BRUCO




 


La strategia del bruco - Lilli Luini - 

recensione a cura di Gino Campaner

 

📖Spiccioli di trama: i primi a cadere sotto la furia del serial killer sono due coniugi che gestiscono una ferramenta in una zona periferica di Firenze. Apparentemente non c'è un perché. Soprattutto quando il killer compie un altro duplice, efferato, delitto la situazione si complica perche non sembra esserci alcun legame tra il primo e il secondo duplice omicidio. Non è ipotizzabile però la presenza contemporanea di due assassini. Deve per forza esserci qualcosa che lì lega. Ad indagare è chiamato il commissario Castano con la sua validissima squadra. Castano non tarderà a chiedere supporto alla profiler Montaldi per aiutarli a capire con chi hanno a che fare. 

 

🔥Punto di forza: una storia molto interessante. Lilli Luini non la scopro di certo oggi. Ha una lunga esperienza con tanti romanzi pubblicati e questo suo ultimo lavoro mi ha proprio convinto. Un thriller classico ma scritto bene senza inutili iperbole o prove di forza dei protagonisti, un'indagine coinvolgente che fa piacere leggere. Personaggi credibili, anche il serial killer. Tutto ha una logica, non ci sono forzature. Non mancano sorprese e suspense. Ritmo sostenuto. Non aggiungo altro. Non serve. 



🙁Punto debole: Nessuno. Faccio una considerazione personale. Io non amo le serie. Soprattutto quelle infinite. La quadrilogia è il massimo che posso sopportare. La premiata ditta Castano&Montaldi è alla loro quarta indagine. Una più avvincente dell'altra, è vero quest'ultima poi, a parer mio, è la migliore. Siamo però entrati in zona rossa... Spero che anche la Luini la pensi come me.



🏁Finale: adrenalinico come tutto il romanzo. Mai sopra le righe come tutto il resto. Finale corretto. Coerente. Lascia la porta aperta per la quinta indagine. Forse. 



🎓Giudizio complessivo: ⭐⭐⭐⭐💫
A me questa quarta indagine che vede protagonisti il commissario Castano con la sua squadra e la profiler Montaldi è piaciuta tanto, meritandosi un voto altissimo. Non mi capitava di assegnare ad un thriller un voto così alto da tempo. Lilli Luini al termine del libro ci fa sapere che questo romanzo ha avuto una gestazione lunghissima ed un percorso accidentato tra ripensamenti, riscritture ecc. Però devo dire che alla fine il risultato è veramente ottimo. Leggetelo. Complimenti all'autrice. 

 

sabato 21 giugno 2025

OGNI SUO RESPIRO

 




Ogni suo respiro - Flavia Labre -

recensione a cura di Gino Campaner

 

📖Spiccioli di trama: Elena ritorna a Genova dopo un lungo periodo di lontananza nel quale ha cercato di superare un evento che quando avvenne le cambiò la vita. Ma i contorni di quell'incidente non sono mai stati chiariti veramente. Mentre è a Genova accidentalmente si imbatte in Sofia, quella che un tempo era la sua amica più cara. Inseparabili. Ma adesso la sua presenza la infastidisce, la rende nervosa. Cerca di evitarla. Perché? Sofia da brava giornalista vuole capire cosa nasconde un comportamento così irrazionale. 

 

🔥Punto di forza: contenendo l'entusiasmo parlando obiettivamente devo dire che il punto di forza è...il racconto stesso. Si perché, per quel che è il mio parere, devo dire che è uno dei pochi racconti noir che mi hanno convinto completamente, dall'inizio alla fine. Senza riserve. A cominciare dai personaggi, proseguendo con la storia e terminando col finale. Un racconto ricco di pathos, di colpi scena, di suspense, dove l'adrenalina corre veloce, sempre in maggior quantità. 


🙁Punto debole: fatto, scritto due volte senza una t. 


🏁Finale: mentre avanzavo con la lettura del racconto e ne rimanevo sempre più conquistato mi ripetevo speriamo che il finale sia all'altezza speriamo che il finale rappresenti la ciliegina sulla torta. Ed è stato così, un finale perfetto, giusto, coerente, coraggioso. 


🎓Giudizio complessivo: ⭐⭐⭐⭐💫
Non assegno cinque stelle perché si tratta di un racconto e non di un romanzo. Io con i racconti sono sempre un po' in difficoltà quando si tratta di giudicarlo. Preferisco non esagerare anche se il massimo dei voti sarebbero obiettivamente meritati. Questo è veramente un gioiellino, complimenti all'autrice. In poche pagine ha condensato una quantità notevole di emozioni, suspense, colpi di scena. A me è piaciuto proprio tanto. Una volta di più la collana Nerodonna della Golem mi ha convinto. La Origone che ne è la curatrice ha fatto un gran lavoro essendo riuscita a coinvolgere in questo progetto ottime scrittrici. Magari non conosciutissime ma di grande talento. 


genere: giallo/noir

anno di pubblicazione: 2025

 


domenica 19 gennaio 2025

PER AMORE NON SI MUORE

 




Per amore non si muore – Chiara Maggi -

recensione a cura di Gino Campaner

 

Sempre accompagnato dalla convinzione che sia necessario parlarne continuamente, per tenere sempre alta l'attenzione su questo "problema", ho letto il racconto di Chiara Maggi che parla di violenza sulle donne. Il titolo è Per amore non si muore ed è stato pubblicato in proprio. Un racconto che parla di una situazione fin troppo e drammaticamente comune. Una storia di violenza domestica perpetrata da colui che inizialmente si era presentato come il classico bravo ragazzo, pieno di attenzioni e di premure. Ed alle quali la malcapitata di turno non ha resistito. Purtroppo questi uomini, narcisisti e possessivi non rivelano immediatamente la loro natura anzi, purtroppo, spesso, lo fanno solo dopo diverso tempo. Quando la donna a ormai abbassato la guardia, conquistata dal modo di fare affabile e amorevole del compagno. Quando si rende conto che le sta facendo terra bruciata intorno, convincendola che chi le stava vicino lo fa solo per interesse o per opportunismo, ormai è già tardi. Qualsiasi suo (della donna) comportamento che non segua i deliranti obblighi ai quali è costretta (dal modo di vestirsi al modo di comportarsi) dal carnefice sono scenate e percosse. A questo punto ribellarsi (denunciarlo) può essere pericoloso e controproducente. Va fatto con la massima cautela e precauzione. Il consiglio è sempre lo stesso: fermarsi prima, alla prima avvisaglie di comportamento non consono di una persona che dice di amarti. Spesso può far male, sia perché a quella persona ci si era affezionati veramente, sia perché il proprio orgoglio ne esce devastato. Ma non si deve cedere. Se poi lui sostiene che è stato solo un episodio e che non si verificherà più, non credetegli. Gli uomini violenti, possessivi ed iracondi non cambiano. Non lo fanno per nessuno. E prima o poi tornano a mostrare la loro vera (ed unica) natura. Una breve storia che però racconta una realtà, come dicevo in apertura, fin troppo comune. Che aiuta a essere sempre vigili sui segnali ed a non minimizzarli in nessun modo. Complimenti all'autrice. 


genere: narrativa

anno di pubblicazione: 2023


giovedì 2 gennaio 2025

IL POTERE NASCOSTO DELLE DONNE

 




Il potere nascosto delle donne – Nadia Mari -

recensione a cura di Gino Campaner

 

Per tener fede alla mia promessa, quella di leggere almeno un libro al mese che parli di femminismo o di violenza contro le donne, questo mese ho letto il bellissimo saggio di Nadia Mari Il potere nascosto delle donne. In questo momento per me leggere saggi o romanzi che trattano questi argomenti sono l'unico modo per condividere e sostenere la lotta contro la violenza sulle donne, ed anche per conoscere meglio la storia e le istanze delle associazioni femministe. Condivido ogni loro lotta ed ogni loro rivendicazione, le sostengo e le approvo ma non posso fare altro, dal momento che non posso aggregarmi o condividere la lotta di un partito o di un movimento femminista, che alzi la voce in maniera significativa mettendo all'angolo la classe politica, semplicemente perchè non esiste. Se esistesse sarei in prima fila. Quello di cui vi parlo ora, dunque, è un saggio curatissimo e molto approfondito che parla di femminismo ma non solo. Un libro che è stato scritto con grande passione, ed è il risultato di accurati studi e approfondimenti dell'autrice. Un libro che spiega perfettamente tutti gli argomenti che tratta. Inizia parlando di femminismo spiegando cosa si intende con questo termine. Il perché è stato scritto questo saggio. Quali sono i motivi personali dell'autrice all'origine dei quali questo libro è nato e poi con un susseguirsi logico di informazioni e di nozioni si passa a parlare delle persone che, battendosi per un trattamento più dignitoso della donna, hanno dato origine al femminismo. Viene raccontato quale fosse, nei vari periodi storici, la condizione femminile. Come è migliorata, grazie a quali provvedimenti e grazie a chi. Vengono citate e raccontate le figure (quasi esclusivamente donne) che hanno combattuto per ampliare l'orizzonte dei diritti che anticamente non avevano nessun riconoscimento. Si passa ad analizzare la condizione delle donne nel periodo fascista, il loro ruolo nella resistenza. Poi le lotte portate avanti negli anni del dopoguerra, le piccole conquiste ottenute sempre senza risparmiare impegno e sacrificio negli anni 60, i grandi traguardi nei fondamentali anni 70 e così via fino ai giorni nostri. Alternando il racconto della storia con l'illustrazione delle tante figure femminili che hanno lottato contro il patriarcato e il maschilismo imperante. Ci sono poi tanti, tantissimi altri argomenti che vengono trattati in questo saggio, veramente completo e ricco di informazioni. Il femminismo e la difesa dell'ambiente, il femminismo e la difesa del mondo animale. Il rapporto tra femminismo e le tecnologie del futuro ecc. ecc. Appassionato e appassionante, veramente una lettura fondamentale, che non può mancare per chi veramente auspica un mondo più rispettoso delle istanze e della libertà di tutti. Per dare la possibilità ad ogni donna, come avvenuto per l’autrice, e come recita il sottotitolo del saggio, di passare da crisalide a farfalla. Potrei andare avanti a parlarne ancora a lungo tanto mi ha coinvolto ed appassionato ma mi fermo qui, con due auspici fondamentali: il primo è che in tanti leggano il libro della Mari e ne sappiano trarre gli insegnamenti di cui è portatore, ed il secondo, ed ora parlo da admin del gruppo Un libro di emozioni, che lei stessa venga a raccontarcelo. Sarebbe un regalo bellissimo e una testimonianza forte per far diventare sempre più il nostro gruppo un baluardo femminista pronto a raccogliere ogni istanza venga promossa per vivere in un mondo sempre più rispettoso di ogni essere vivente. 


genere: saggio

anno di pubblicazione: 2024

 


domenica 15 dicembre 2024

FARE FEMMINISMO

 




Fare femminismo – Giulia Siviero -

recensione a cura di Gino Campaner

 

Vi assicuro che ci ho pensato molto a cosa fare per mantenere la mia promessa fatta il 25 novembre. Che era quella di leggere ogni mese un libro (saggio o romanzo) che parlasse di violenza sulle donne o di femminicidi o ancora dei movimenti femministi nel mondo per poi discuterne qui con voi.    Le possibilità erano molte. Faccio un video? Una recensione del saggio letto? Un post, con qualche mia breve considerazione?  Ma poi le notizie di attualità che si sono susseguite negli ultimi giorni (ancora violenza, ancora femminicidi) mi hanno fatto pensare che continuare a dire parole anche sentite su questa piaga servisse a poco. Sono sconfortato. Mentre ora scrivo di sicuro c'è un uomo (se così si può definire) che sta pensando come eliminare una donna unicamente colpevole di voler continuare a vivere senza di lui. Non si può, non è possibile. A nulla valgono i braccialetti elettronici, i decreti di allontanamento o gli arresti domiciliari. Provvedimenti inutili, che spesso non funzionano o sono troppo facilmente raggirabili. Serve di più. A chi ci governa questo abominio non sembra interessare, troppo impegnato a distruggere la sanità pubblica ed a sovvenzionare banche e imprenditori. Dovremmo essere noi a fargli capire quali sono le vere priorità. Il libro che ho appena terminato di leggere, Fare femminismo, scritto da Giulia Siviero racconta delle coraggiose lotte femministe dal secolo scorso fino ai giorni nostri. Del loro (le donne) sapersi organizzare in associazioni o movimenti, bellicosi e pronti a dare battaglia per vedere riconosciuti diritti che oggi ci sembrano scontati ma che 50/60 anni fa senza il loro sacrificio non si sarebbero potuti ottenere. Dagli Stati Uniti alla Gran Bretagna, dal Messico alla Francia, o alla Germania o in Italia sono nate organizzazioni di donne che hanno combattuto per istanze fondamentali. Un saggio illuminante è molto ben documentato. Per me un punto di partenza basilare per la scoperta di chi per i diritti delle donne ha lottato veramente, mettendoci tutta se stessa. Vorrei che quella stessa determinazione ci fosse ancora ma oltre alle parole, alle manifestazioni ed ai numeri verdi nelle associazioni femministe di ora non vedo molto altro. Ci vorrebbe la stessa volonta di allora per incidere veramente sulla politica e sulla società civile. Peccato, io sarei stato un partecipe entusiasta di queste lotte. Ma credo mi debba rassegnare e continuare a vedere ancora, per i prossimi anni, femminicidi, violenze assortite sulle donne e diritti calpestati. Fino a quando, finalmente, la storia invece di andare avanti tornerà indietro. Ai controversi ed illusori, ma fondamentali, anni 70. 


genere: saggio

anno di pubblicazione: 2024

 


mercoledì 3 luglio 2024

VIOLATE

 




Violate - Palestra di scrittura e stile gratuita -

recensione a cura di Gino Campaner

 

📖Spiccioli di trama: sono racconti quindi non c'è una vera e propria trama da accennare. Piuttosto si può dire che tutti i racconti sono storie di violenza di genere. L'uomo il carnefice, la donna la vittima. La gran parte di essi purtroppo a una fine molto dolorosa e disturbante, come in effetti avviene tristemente nella realtà. Alcuni per fortuna concedono la speranza in un riscatto della persona maltrattata. 

 🔥Punto di forza: l'aver tradotto in pratica attraverso dei racconti (tra l'altro coinvolgenti ed efficaci) un progetto importante. Parlare della violenza sulle donne, sia essa fisica o psicologica (ancora più subdola). Grazie all'ottimo lavoro delle scrittrici e degli scrittori della Palestra di scrittura e stile gratuita possiamo leggere delle storie che sono dei veri e propri pugni nello stomaco. Sono purtroppo storie che si verificano sempre più spesso nelle nostre città. Non c'è nulla di "inventato". È tutto drammaticamente vero. Ci sono racconti durissimi che parlano di violenze subite da ragazzine, da mogli, fidanzate, amiche. Storie che vorremmo solo create da qualche mente malata ma che invece purtroppo descrivono, spesso edulcorando, quella che è la realtà. 

🙁Punto debole: non ci sono punti deboli quando si mette a punto un'opera di questo tipo. Il punto debole è quello del governo e di chi fa le leggi perché malgrado un presidente (rigorosamente al maschile) del consiglio donna, per la quale un intervento in questa materia sarebbe dovuto essere prioritario, non si è ancora riusciti a mettere a punto una legge che argini il crimine aberrante dei femminicidi e della violenza sulle donne. 

🏁Finale: non c'è un solo un finale, ma sono tanti. Tanti quanti sono i racconti, ovviamente. I racconti sono veramente moltissimi, alcuni molto brevi altri più articolati ma quasi tutti con un finale tragico e che fa profondamente riflettere. Perché purtroppo quasi mai la vittima di violenza riesce a prevalere o quantomeno a salvarsi dal suo carnefice. 

🎓Giudizio complessivo: ⭐⭐⭐⭐⭐
Una raccolta di racconti che non fanno sconti. Sono pesanti pugni nello stomaco. Fanno provare una rabbia ed un dolore che difficilmente si riesce a tacitare. Ed è proprio questo, credo, l'intento di questo libro: indignare, fare riflettere, perché qualcosa venga fatto perché si porga un argine a questo flagello. Il compito del lettore è leggere questi lavori e parlarne il più possibile. Perché se si vuole si può fare qualcosa. Il "lavoro" deve partire necessariamente dalla scuola primaria. È un problema culturale, di rispetto delle altrui opinioni o determinazioni. Non si accettano dei no perché la società ci vuole sempre al culmine dell'efficienza. Si deve sempre essere i migliori, i più in vista ed allora non si può accettare una sconfitta, un diniego, un risultato che non ci veda vincitori. La sconfitta non è ammessa, è un risultato inconcepibile. Ma quando si parla di rapporti tra persone tutto questo non può valere, se mai in qualche caso possa essere giustificabile. Ognuno deve poter scegliere liberamente cosa è giusto per sé senza timore di subire ritorsioni. 


genere: racconti

anno di pubblicazione: 2024


mercoledì 30 marzo 2022

IL CUORE DI MARTA





IL CUORE DI MARTA – R. Graniglia -

 Non amo particolarmente le riletture. Ho sempre sostenuto che di romanzi che meritano di essere letti ce ne sono talmente tanti che rileggere ciò che si è già letto è un po' una perdita di tempo. Ma devo ammettere che in questo ultimo periodo per un verso o per l'altro di riletture ne ho fatte diverse. Le ho fatte e le rifarei. Si perché in effetti la rilettura di un libro ti regala sensazioni positive doppie: nuove, dovute all'acquisizione di particolari che la prima volta avevi trascurato, e vecchie, in quanto rileggendo passi già letti tornano in mente emozioni già provate in precedenza. Quindi torno sulle mie convinzioni e ora dico che la rilettura di un libro che ci aveva tanto coinvolto ed appassionato può addirittura essere più piacevole della prima volta a patto che il romanzo fosse superlativo. Questo è il caso del romanzo che ho riletto ultimamente e che si intitola Il cuore di Marta di Roberto Graniglia. Un libro che ho amato moltissimo già la prima volta che lo lessi. Ora che ho finito di rileggerlo questa mia opinione si è ulteriormente rafforzata. Il cuore di Marta è un libro bellissimo ovviamente parlo agli amanti dei libri thriller/horror. È un libro che per questa categoria di lettori non può proprio mancare nella loro libreria. Una storia che all'inizio non trasmette particolari emozioni di angoscia ma pian piano nel racconto si insinuano i primi momenti di tensione via via aumenta la suspense, la paura, i protagonisti diventano sempre più ambigui e pericolosi cresce l'angoscia per ciò che viene narrato e per ciò che potrebbe accadere. Pian piano si costruisce una vicenda delirante e di grande impatto emotivo. Un romanzo sulla disperazione e sull'amore malato. Fin dove ti può spingere lo sconforto per un dolore? Un finale spietato che non lascia spazio ad irrealistici sogni. Un finale che non spiazza perché è logica conseguenza di ciò che si è letto. Ma anche per questo ancora più duro da digerire. Complimenti rinnovati quindi per questo libro, ma Graniglia è autore di altri bellissimi romanzi ad alta tensione che io vi consiglio di leggere su tutti voglio ricordare Il pupazzo di dylan e Nel mio sangue ma anche La casa diroccata e L'oscuro incantatore. Spero di leggere presto un suo nuovo romanzo e per ora mi accontento di rileggere i vecchi.

valutazione: ottimo 

Genere: thriller

 

giovedì 24 marzo 2022

IL CASO INNOCENCE

 



IL CASO INNOCENCE M. Bagnato

Quando ho richiesto con forza (alla redazione del blog) la possibilità di leggere questo incan...questo romanzo non ho detto che lo conoscevo già. Un dettaglio che ho omesso. In effetti lo avevo già letto. Ma è talmente bello che ho voluto rileggerlo con questa nuova veste, che gli ha dato la casa editrice Golem. A me non sembra sia cambiato molto (forse per nulla) dalla sua prima uscita. Gli è stato modificato solo il titolo. Ma andiamo con ordine. Questo romanzo era già stato auto pubblicato dal suo autore, Mattia Bagnato, nel 2020 col titolo L'innocenza non esiste. All'epoca dovette utilizzare la strada del self publishing perché non aveva trovato nessun editore, tra quelli da lui interpellati, disposto a pubblicarglielo. Io all'epoca lo lessi e ne rimasi conquistato. Le predissi grandi fortune con questo libro perché non poteva essere altrimenti. Gli dissi: sono certo che l'auto pubblicazione di questo libro che hai scritto, e che si è resa necessaria per far conoscere il tuo romanzo, sarà solo una tappa, presto una casa editrice lungimirante si accorgerà di questo tesoro e lo ripubblicherà e la tua storia approderà finalmente nelle librerie dove merita di stare e dove il grande pubblico dei lettori potrà testare il tuo talento. Il mio era un semplice augurio ed un auspicio perché nella mia piccola esperienza di lettore di autori capaci che non hanno avuto la possibilità di emergere ne ho visti più di uno e mi sarebbe dispiaciuto molto fosse toccato anche a lui. Ora è stato ripubblicato dalla casa editrice Golem, con un nuovo titolo, Il caso Innocence. Finalmente è arrivata la svolta tanto attesa. Sono stato quindi (facile) profeta e sono molto felice di questo. Passo ora, senza altri indugi, a parlare del libro. La storia che viene raccontata nel romanzo ripercorre la vita di Clara Innocence, dal suo primo giorno di scuola alla sua età adulta nella quale ha vissuto tanti momenti drammatici, tanti soprusi, tanti rovesci portati dal destino che l’hanno indotta ad avere spesso comportamenti irrazionali o dettati dalla disperazione. Ora si trova in carcere perché condannata alla detenzione con l'accusa di omicidio. Clara racconta la sua vita ad una psichiatra forense, Eleonor Page, la quale dovrà stilare una relazione sul colloquio avuto. In base a quello che ascolterà dovrà decidere se ritenere l'imputata sana di mente o meno. E non è una differenza di poco conto quella che passa dall’essere rinchiusa in un manicomio criminale o “solo” in una squallida cella per il resto dei suoi giorni. Un racconto doloroso, pieno di sorprese e di momenti drammatici a cui la dottoressa spesso stenta a credere. Questo è l'inizio della vicenda di più non svelo per non togliere il gusto della lettura. In questo momento mi preme molto di più cercare di trasmettere tutto lo stupore che mi ha suscitato la lettura di questo romanzo. Perché di sensazioni ne ho provate tante e tutte positive. Il libro ti cattura fin dalle prime pagine, non lascia scampo al lettore, ti avvolge e ti conquista. Il racconto della vita di Clara inquieta ma nello stesso tempo non ti permette di staccare per troppo tempo gli occhi dalle pagine. Clara vive con la famiglia a Emerald falls una piccola cittadina che emana negatività e dolore. Emerald Falls conserva sempre, nei racconti di Clara, qualcosa di inquietante, qualcosa di malato che la rende pericolosa e maledetta. Un luogo dove il male attecchisce facilmente favorito da qualche forza oscura e malevola. Abitata da persone malvage, ambigue e colpevoli. Si perché nessuno dei protagonisti del libro si può considerare un personaggio positivo. D'altronde come recitava il titolo originale del romanzo l'innocenza non esiste. E ne sono prova "vivente" gli abitanti stessi della cittadina. Non sono innocenti Sammy e sua madre Cindy. Non è innocente big Joe, né tanto meno Albert, Smitty o Alan Bronson, ma neanche Frank o Bobby. Hanno tutti le mani sporche. Hanno tutti una condotta deplorevole che porterà solo dolore e sgomento. Il libro è scritto in modo mirabile le sorprese e le emozioni si susseguono ininterrotte. Dopo un po’ che si legge, per me è stato così, bisogna prendersi una pausa per lasciar defluire l'adrenalina accumulata. Un finale che non lascia scampo ai protagonisti. Cinico e doloroso. I finali che io amo di più. Un libro che rispecchia perfettamente i miei gusti, modellato sulla mia pelle di lettore. Il manifesto di come deve essere un romanzo per piacermi, senza se e senza ma. Nulla di quello che c'è scritto si può considerare fuori registro. Tutte le vicende sono estremizzate ma nulla è inverosimile. Un romanzo che invito tutti a leggere se non altro per verificare le mie parole e potermi contestare, eventualmente. Sono pronto a tutto ma leggetelo ne vale veramente la pena. Con solo due postille: la prima, astenersi amanti dei romance sdolcinati e quelli che amano i finali zuccherosi. La seconda, preferivo il titolo originale del libro (L'innocenza non esiste) a quello dategli dalla casa editrice (Il caso Innocence). Unica pecca, un dettaglio. 

valutazione: ottimo

Genere: narrativa/noir

 



giovedì 11 febbraio 2021

ANDROMEDA

 



ANDROMEDA G. Morozzi

Perdonatemi, so bene come è strutturata una recensione. Quali cose vanno esposte prima e quali dopo. Questa volta voglio partire dal fondo, dalle mie considerazioni finali. Si perché non resisto più dalla voglia di dire che questo libro è bellissimo. Per i miei gusti ovvio, ma in questo romanzo thriller, anche oggettivamente, c'è tutto ciò che si vorrebbe leggere quando ci si approccia ad un libro di questo genere. Suspense, colpi di scena, sorprese, pathos, tensione e anche cinismo. Tanto cinismo, soprattutto nel finale. Un finale giusto, coerente col resto del racconto ma che non fa sconti, come è giusto che sia, e come è giusto che sia soprattutto in questo caso. Il vissero tutti felici e contenti è un finale irreale in assoluto, lo sarebbe a maggior ragione in questo caso. Ma a questo punto possiamo riavvolgere il nastro e partire dall'inizio. Questo romanzo thriller, che si intitola Andromeda, è stato scritto da Gianluca Morozzi ed è pubblicato dalla Perrone editore. In questo racconto non ci sono commissari o ispettori di polizia né investigatori privati. La prima scena che noi “vediamo” ci racconta che siamo all'interno di un edificio, (che si scoprirà poi essere una villa), in una stanza con una ampia finestra. All'interno del locale c'è Dimitri, legato mani e piedi ad una croce di Sant'Andrea, e lì vicino c'è un individuo che da lui vuole sapere una cosa molto semplice: il suo nome. Dimitri deve dire il nome dell'individuo accanto a lui altrimenti per lui saranno problemi seri. Basta aggiungere che poco lontano da loro fa bella mostra di sé una motosega. Il problema grosso e che Dimitri proprio quel nome non se lo ricorda, o forse non lo ha mai saputo. Il pazientissimo individuo, (soprannominato Borg), per cercare di fargli tornare la memoria gli racconta la sua storia, la storia della sua vita ad iniziare dall’infanzia. Ricordi vecchi di più di 30 anni, fatti che ne hanno segnato indelebilmente l’esistenza. Cosi veniamo a conoscenza del primo trauma che segnerà la sua vita. Subìto a 3 forse 4 anni. Ci presenta poi la sua famiglia: la mamma, (fallimentare attrice, con molto poco talento); la nonna, che gli ripeteva come un mantra: stai lontano dai tossici e dai comunisti (e che abitava al piano di sopra); il padre, ricco ed insignificante e la sorella, Lucrezia. La sua giovinezza, da timorato di dio, fino a giungere al primo snodo fondamentale della sua vita. L’amicizia con Rocco Siderno, nata sui banchi della scuola media superiore dell’istituto privato San Barnaba di Bologna, che lo introduce a festini non proprio innocenti. Gli aneddoti e le avventure vissute con Rocco non si contano, e sono tutte raccontate nel dettaglio da Borg nella speranza che un lumicino si accenda nella memoria di Dimitri, ma nulla. All’individuo cosi non rimane altro da fare che cominciare ad usare la motosega…I racconti continuano, i personaggi si moltiplicano, fino a giungere all’altro snodo fondamentale dell’esistenza di Borg, che prende forma col nome di Alina. Attraverso tante altre situazioni, che faranno trattenere il fiato più di una volta, tra sorprese e momenti anche divertenti giungiamo al drammatico finale, nel quale Borg rivela finalmente perché Dimitri si trovi li legato e non più perfettamente integro. Un libro, l’ho già ampiamente anticipato, praticamente perfetto scritto da un autore originale ed ecclettico, in grado di passare dal thriller alla commedia, dal giallo all’ironico senza grandi difficoltà, anzi ottenendo sempre ottimi risultati. Morozzi oltre che scrittore originale e creativo (saggi, romanzi ma anche tanti racconti) è un bravissimo fumettista, un ottimo musicista, un conduttore radiofonico, un direttore editoriale (della casa editrice Fernandel) e, non ultimo, docente in corsi di scrittura creativa. Gianluca Morozzi è un artista ed un personaggio fondamentale per la nostra recente letteratura. Con questo romanzo, a parer mio, ha scritto una altra pietra miliare, della sua vasta produzione, da leggere assolutamente e da mandare a memoria. Complimenti.

valutazione: ottimo

genere: thriller

 


giovedì 22 agosto 2019

SANGUE SPORCO




SANGUE SPORCO E. Aragona
Un libro che mi ha attratto da subito fin da quando Amazon me lo ha proposto come lettura consigliata (era maggio). Non so cosa mi abbia colpito di più; forse la copertina, forse la sinossi, che evocava le storie raccontate nei suoi libri (principalmente Il rumore dei tuoi passi e Quella vita che ci manca) da
Valentina D’Urbano che io amo moltissimo. Fatto sta che appena sono riuscito ho letto, con molta curiosità, questo romanzo scritto da Enrica Aragona ed edito da Corbaccio dal titolo Sangue sporco. Protagonisti della storia sono gli abitanti di un quartiere di Roma, Isola nuova, che è, citando l’autrice, un “agglomerato urbano a sud di Roma che iniziava dove la città finiva, era ancora, un cantiere a cielo aperto ingombro di terrificanti scheletri di cemento e stradine senza uscita, tutte da asfaltare”. Il libro inizia raccontando di una famiglia, i Guarino, a cui viene assegnata una casa popolare al quadrilatero 3, un posto fatiscente ancora prima di essere terminato. Qui la famiglia vivrà nel più assoluto degrado morale (padre assente, matrigna brutalmente manesca). Insieme alla loro, tante altre storie di vite sconfitte dalla povertà e dall’ignoranza. Scilla Guarino è la protagonista e la voce narrante del romanzo, viviamo insieme a lei la sua storia da quando piccolissima è giunta all’Isola nuova fino all’età adulta: la sua amicizia con Renata, con Natalina e con tutti gli altri abitanti del quartiere. Le drammatiche vicende che si intrecciano alla sua difficile esistenza nella quale ha vissuto amori sbagliati ed esperienze sconvolgenti fino alla decisione che ad un certo punto è costretta a prendere. Ora il suo presente è fatto di un lavoro, di una nuova casa e di una figlia (senza padre) ma non può dimenticare le persone ed i luoghi in cui è cresciuta. La storia è condotta in prima persona, su due piani temporali: Scilla da giovane, anni ‘80 e Scilla adulta anni 2000. Il libro di Enrica Aragona ricorda l’atmosfera di degrado dei primi romanzi della D’Urbano ma attenzione non ne imita lo stile perché la sua scrittura ha una propria personalità, un proprio modo di analizzare vite borderline; anzi la sua è più dura, più cinica, un vero pugno nello stomaco. Una sorta di ansia agita il lettore perché anche i dialoghi e le immagini, che evocano le sue descrizioni, sono di forte impatto emotivo. Questo romanzo però non ha nulla di eccessivo anzi fotografa in modo spietato la realtà, perché purtroppo queste “isole” nelle nostre città esistono veramente. Quartieri dormitorio senza servizi, senza assistenza dove domina il degrado e l’abbandono. Enrica Aragona dipinge un quadro desolante ma vero. Aspro e doloroso, ma senza enfatizzare. Non ce n’è bisogno. La speranza di uscire indenni da questi posti non esiste, si rimane comunque indelebilmente segnati e ad un certo punto l’unico modo per salvarsi è scappare. Rendersi conto che vivere è un’altra cosa e cercare un riscatto, tanto necessario quanto doveroso. Un libro bellissimo, un romanzo che merita, nella mia personalissima classifica, il massimo dei voti. Complimenti all’autrice. Chi etichetta questo romanzo come un romance a parer mio a capito poco o nulla. Consigliatissimo.
valutazione: ottimo
genere: altro