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lunedì 29 giugno 2026

VENERE PRIVATA

 




Venere privata – Giorgio Scerbanenco –

recensione a cura di Alice Bassoli

 

La storia si apre con Duca Lamberti, ex medico radiato dall’Ordine e appena uscito dal carcere dopo aver praticato un’eutanasia su una paziente terminale. Un ricco industriale gli chiede di aiutare il figlio Davide Auseri, un giovane che da mesi è sprofondato nell’alcolismo e nella depressione dopo la misteriosa e prematura morte di una  donna. Sembra inizialmente una banale vicenda sentimentale che si trasforma presto però in un’indagine sempre più complessa. Lamberti si addentra così in un mondo fatto di prostituzione d’alto bordo e illusioni infrante, il volto più oscuro della società milanese.

Al centro del romanzo c’è soprattutto l’umanità dei personaggi, descritti con uno sguardo lucido e privo di sentimentalismi.

Duca Lamberti è animato da un forte senso di giustizia e da una profonda compassione per chi soffre.

Aleggia su tutta la storia una riflessione sulla solitudine, sull’emarginazione e sulle conseguenze delle scelte umane.

Si potrebbero voler dire molte più cose su uno dei romanzi più famosi di questo straordinario scrittore, che non ha certo bisogno di qualcun altro che incoraggi il lettore a leggere i suoi meravigliosi romanzi. Sappiamo ormai tutto. Eppure ci troviamo ancora oggi, a distanza di anni, a volerne parlare. Questo grazie alla profonda umanità di cui sono intrise le sue storie, piene di sincerità, talmente oneste. Non sono romanzi ruffiani, i suoi, ben lontani dalla narrativa contemporanea, in cerca di consenso, quella che popola spopola sugli scaffali delle librerie oggi, che vuole leccare a tutti i costi i piedi al lettore, commuoverlo con inutili sentimentalismi e rievocazioni di storie ambientate in un passato commercialmente edulcorato.

Insomma, quando la me lettrice entra in crisi, la cura è sempre e solo una: Scerbanenco. 


genere: giallo

anno di pubblicazione: 1966

pagine: 256

Editore: La nave di Teseo


sabato 11 aprile 2026

I MILANESI AMMAZZANO AL SABATO

 




I milanesi ammazzano il sabato - Giorgio Scerbanenco -

recensione a cura di Alice Bassoli

 

La città è rappresentata come un organismo contraddittorio, attraversato da tensioni, solitudini e marginalità. In questo contesto si muove Duca Lamberti, medico radiato dall’albo per aver praticato eutanasia, chiamato a confrontarsi con un caso che si rivela fin da subito profondamente disturbante.

La vicenda prende avvio quando Lamberti viene coinvolto nella storia di una giovane donna segnata da una fragilità psicologica importante, che scompare senza lasciare traccia e speranze. Attorno a lei si sviluppa una rete di relazioni opache, in cui si intrecciano dipendenza affettiva, sopraffazione e una sottile ma costante violenza psicologica. L’indagine procede per gradi, portando alla luce il lato oscuro dell’essere umano che sfrutta le debolezze altrui per trarne benefici economici. Ed è quella mancanza di scrupoli, la freddezza con cui i colpevoli decidono di compiere questo atto criminoso ai danni di una povera ragazza con problemi psichici, che ci fa riflettere sulla meschinità che spesso si nasconde nell’uomo.

Dal punto di vista stilistico, Scerbanenco adotta una scrittura essenziale e controllata. I dialoghi, per esempio, sono asciutti e realistici.

Il titolo stesso suggerisce una dimensione rituale del male, come se esso fosse parte integrante di una normalità distorta ma accettata. In questa prospettiva, l’opera mantiene intatta la propria attualità, offrendo al lettore contemporaneo uno sguardo lucido sull’animo umano e sulle contraddizioni della modernità.

genere: giallo

anno di pubblicazione: 1969

pagine: 208



sabato 15 novembre 2025

I RAGAZZI DEL MASSACRO

 





I ragazzi del massacro - Giorgio Scerbanenco -

recensione a cura di Alice  Bassoli

 

Giorgio Scerbanenco, padre del Noir italiano, firma qui una delle sue opere più disturbanti e necessarie. Una giovane insegnante viene ritrovata brutalmente uccisa nella scuola privata dove lavora. Accanto al cadavere, ci sono i suoi alunni: un gruppo di ragazzi difficili, apparentemente incapaci di spiegare ciò che è accaduto. L’omicidio è inspiegabile, il movente nebuloso, il clima è quello di un malessere sociale che serpeggia un po’ ovunque. A indagare è il dottor Duca Lamberti, il medico radiato dall’albo e diventato investigatore suo malgrado. La sua è un’indagine che entra nelle crepe dell’adolescenza abbandonata, nelle famiglie disastrate, nei margini della Milano degli anni ’60. È una città che non ha pietà, che ingoia i più deboli e non restituisce mai niente indietro. Più Lamberti scava, più il massacro assume contorni ambigui e rivelatori: in quella classe non ci sono mostri, solo vittime che diventano carnefici dentro un sistema particolarmente marcio. È un romanzo lucido. Scerbanenco scrive con una ferocia asciutta, chirurgica, senza sbavature né compiacimento. L’autore scava nella solitudine dei giovani, nella violenza che nasce dalla mancanza d’amore, nella responsabilità collettiva che la società non vuole assumersi. Lamberti emerge come un investigatore umano, fallibile, capace di guardare oltre l’orrore e cercare la radice del male, non solo il volto del colpevole. Questo libro è un noir, sì, ma anche un manifesto sulla fragilità e sulla disgregazione sociale.
Un capolavoro. 


genere: noir

anno di pubblicazione: 1968