Il miracolo della presenza mentale - Thich Nhat Hanh -
recensione a cura di Francesc Tornabene
I viaggi meditativi non sono il mio forte: sonnecchio e la
mente vaga in posizioni scomode.
Da anni cerco di controllare e migliorare il respiro, ma con
scarsi risultati e piccoli passi avanti.
Così, ho deciso di dare acqua alle radici piuttosto che alle
foglie così che in futuro questa pratica possa radicarsi meglio.
L'acquisto di questo genere di libri è quasi una sfida per
me.
E poi...ehi, "Il miracolo della presenza mentale"
del maestro Thich Nhat Hanh è un manuale di meditazione che ti aiuta a
trasformare ogni atto di vita quotidiana in un'esperienza gioiosa, totale e
illuminante.
Dal lavare i piatti al bere una tazza di tè.
Il perché del Maestro mi ha condotto all'acquisto.
Era una lettera indirizzata ad un vietnamita per aiutarlo a
trovare, in mezzo alle atrocità della guerra, un rifugio mentale ovunque si
trovasse.
E poi è anche l'acquisto ideale per chi va sempre di corsa,
ma soprattutto per chi vuole esplorare una filosofia lontana dalla propria,
migliorare se stesso o per chi è in cerca dei suoi perchè.
È un manuale breve, supera appena le 100 pagine. La
scrittura è semplice, comprensibile; ogni argomento è trattato sinteticamente
ma offre diversi spunti interessanti e qualche esercizio pratico.
Non è necessario isolarsi, si può meditare ovunque.
La vita è fin troppo frenetica per poterne assaporare ogni
momento, così finiamo per vivere in compartimenti stagni.
Rincorriamo il pensiero del futuro, senza avere alcuna
contezza del presente.
E, cosa ancor più paradossale, finiamo per confondere il
mezzo per il fine e viceversa, bloccandoci in un loop infinito.
Eppure serve solo un approccio sorridente per svolgere ogni
azione, quasi fosse un rito da compiere lentamente.
Rallentare ci permette di essere presenti e di vivere ogni
attimo.
Il respiro aiuta la mente e il corpo a non perdersi,
sviluppando la concentrazione e la saggezza.
Sembra banale!
Eppure noi preferiamo correre dietro mulini a vento che ci
allontanano dalla realtà, quando dovremmo solo coltivare il "qui e
ora".
Ho capito che la meditazione non è un'evasione, ma un
incontro tranquillo con la realtà che ci aiuta a sperimentare una quiete
profonda, ad avere un cuore sereno e una mente lucida.
La filosofia più affascinante, però, è quella che permette
di vedere uno nel tutto e tutto nell'uno, abbattendo le barriere che limitano
la percezione della realtà e insegnandoci a guardare gli altri con profonda
compassione.
È fondamentale sapere che esiste un'altra via!
Abbiamo il dovere di imparare i suoi insegnamenti per
trascendere l'odio con l'amore e disinnescare la violenza che attraversa la
storia dell'uomo.
"Ha risvegliato il bambino nell'uomo descrivendoci
l'arte del costruttore di aquiloni del villaggio, e il suono di strumenti a
fiato che questi fragili vascelli portano alle nuvole".
genere: meditazione
anno di pubblicazione: 1992
pagine: 124
editore: Astrolabio Ubaldini



















