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domenica 27 luglio 2025

NERO COME IL BUIO

 




Nero come il buio – F. Forte, D. Lama, L. Vicidomini

Recensione a cura di Dario Brunetti


Nero come il buio è una raccolta di tre racconti noir uscita per Homo Scrivens editore nella collana Gatti neri e vicoli bui. Tre pregevoli firme del noir come Franco Forte, Diego Lama e Letizia Vicidomini impreziosiscono questo volume con delle storie drammatiche che sfociano a volte nella follia a discapito di un equilibrio che raggiunge livelli di alta instabilità a tal punto da perderne completamente il controllo.

La raccolta si avvale dell’introduzione dell’autrice di gialli Serena Venditto che è anche curatrice della collana Gatti neri e vicoli bui.

Smetti di guardare di Franco Forte racconta la storia di una famiglia criminale: Il padre che rappresenta il boss di un vasto impero, la moglie che gestisce l’intera organizzazione, il braccio destro pronto ad eseguire ogni ordine del suo fido padrone e infine il figlio che vuole intraprendere l’ascesa nel mondo criminale scavalcando proprio suo padre. Un viaggio spietato nel mondo del malaffare in cui le persone sono solo marionette vittime della bramosia del potere e del denaro. Lo scrittore si avvale di una narrazione cruda e feroce in cui la morte e il sesso diventano gli elementi imprescindibili di una storia ai limiti della perversione e della violenza. Per ricordare un titolo di un grande film del regista Francesco Munzi, i protagonisti sono delle Anime nere avvolte in una spirale di odio senza fine.

Lockdown di Diego Lama ci conduce nei vicoli di Napoli, nei quartieri come il rione Sanità, Cristallini e Vergini. Come annuncia il titolo della storia siamo in pieno lockdown a causa della pandemia e la città partenopea sembra spettrale in cui regna un silenzio assordante. Siamo in noir eppure in un luogo così buio e deserto, il pericolo è sempre in agguato soprattutto se vi è un protagonista come l’agente Cimmino follemente innamorato della sua Patty che si troverà a gestire una situazione complessa. La pace avrà dei risvolti terrificanti. Lama costruisce un personaggio che è l’esempio del poliziotto modello capace di saper fare osservare le regole. Ci tiene particolarmente e lo deve a suo padre, anch’egli poliziotto. L’autore mette in luce una società in crisi e un sistema completamente alla deriva. Come ne uscirà il nostro protagonista?

Sarebbe scontato citare Eduardo De Filippo essendo a Napoli e invece dedicherò al prezioso racconto di Letizia Vicidomini I teatranti queste parole calzanti di Carmelo Bene “La commedia finisce come una morte e la tragedia come una commedia. Se nella commedia vi è la morte di un’illusione apparente, nella tragedia pur mettendone in scena il suo lato cupo e oscuro potrebbe rivelare una commedia della morte attraverso aspetti assurdi e paradossali. Questa peculiarità è facilmente riscontabile nelle ultime frasi del regista Salvo Carrisi. I protagonisti di questa storia nera sono Francesco D’Alessio, brillante commercialista di successo ed Eleonora Pinto, una professoressa di francese; Entrambi sono stati selezionati dal regista Salvo Carrisi per prendere parte alla commedia Coniugi di Eric Assous. Un’opera teatrale che scava nelle relazioni proprio della coppia. Riusciranno a entrare nella parte i nostri protagonisti?

Sembrano davvero essere entrati nella parte eppure ad un certo punto si rompe un meccanismo che li farà sprofondare in un abisso senza fine dove emergeranno segreti, bugie, relazioni nascoste che sfoceranno in vendette personali.

Dalla commedia alla tragedia il passo sarà breve e il finale lasciamolo ai lettori.

Il teatro diventa il palcoscenico migliore per ambientare una storia nera dai contorni torbidi e drammatici, Letizia Vicidomini mette a dura prova l’equilibrio di una coppia borghese in cui la normalità è una facciata di sola apparenza, in realtà serpeggia ben altro che al momento opportuno dà sfogo a rancori tenuti nascosti per troppo tempo. Emerge una reazione forte ma al tempo stesso vivida dei suoi protagonisti che attraverso la finzione troveranno la purezza di una verità cruda e nera. Ancora una volta chapeau!

 
genere: Noir

anno di pubblicazione: 2025


domenica 16 febbraio 2025

NON SI UCCIDE IL PASSATO

 




Non si uccide il passato – Letizia Vicidomini -

Recensione a cura di Dario Brunetti


Non si uccide il passato è il nuovo noir di Letizia Vicidomini uscito per la Mursia editore nella collana Giungla Gialla curata da Fabrizio Carcano.

Napoli è una carta sporca e nessuno se ne importa cantava Pino Daniele in uno dei più suggestivi ed emozionanti brani del nostro tempo, ed è così che Napule è rimane scolpita nella nostra memoria raccontandoci una città attraverso le sue bellezze e le sue contraddizioni, con quel mix di luci e colori e poi ci sono le ombre che prendono forma lasciando la sua gente nella paura e che vive rassegnata nel degrado. Eppure al tempo stesso gli abitanti non hanno mai smesso di sognare ad occhi aperti sperando in un cambiamento.

https://youtu.be/hvP16lYaFco?si=7aJapVHmMfQPrMZz

Il tempo passa pure per Andrea Martino, l’età avanza inesorabile e i primi malanni iniziano a farsi sentire, l’ex commissario si era sempre vantato di avere la vista simile a un’aquila, fino a quando un giorno un problema all’occhio gli ha presentato il conto. Si è ritrovato a subire con urgenza un intervento per distacco della retina.

Il commissario ormai in pensione deve stare a riposo per non affaticare gli occhi, ma quando nel reparto oculistico incrocerà Virginia, un’infermiera che lo segue e che le hanno assassinato suo marito, Giacomo Rinaldi, inizierà a indagare su un uomo affiliato alla camorra e con dei precedenti penali.

Ci sarebbero tanti colpevoli che avrebbero potuto eliminare un uomo così brutale e violento, ma l’indagine per Andrea Martino che come sempre non può fare a meno di ficcanasare nelle vite altrui, risulterà particolarmente complessa.

Come se non bastasse ci sono i fantasmi di un passato mai dimenticato che tornano a far visita ad Andrea Martino, si tratta di un caso freddo, un omicidio irrisolto sul quale la polizia ha smesso di indagare.

Si tratta del delitto di Andrea Martino nonno di Andrea definito anche lui denominato “il commissario buono”. Era il periodo riguardante la Seconda guerra mondiale e Andrea si era appena legato sentimentalmente a una donna di nome Melina. Pochi giorni dopo in uno dei quartieri malfamati di Napoli, l’uomo subisce un vero e proprio agguato, verrà rinvenuto cadavere ucciso a coltellate. Chi voleva la sua morte? Su cosa stava indagando il commissario Andrea Martino? La sua indagine pestava i piedi a qualcuno che ha deciso di commissionarne il delitto? Perché si è disposta subito l’archiviazione di un omicidio di un uomo che rappresenta la legge?

Tanti quesiti, forse davvero troppi pure per Andrea Martino che dovrà affrontare due casi completamente differenti, in un periodo in cui lo vede piuttosto debole e claudicante, ma chi è legato ha un profondo senso di giustizia e verità non smette mai di esercitare la funzione di commissario, anche quando ormai è in pensione. La vita insegna che nel corso degli anni, sul proprio cammino e svolgendo il suo lavoro, ci si trovano persone di esperienza e di sicura affidabilità, come l’ispettore Luigi Scherillo.

Andrea Martino è il commissario buono per eccellenza, non si rassegna ad aver aiutare la gente che è in difficoltà, può contare sull’amore di Luisa che è sempre al suo fianco e forse vi è una necessità impellente di trovare quel senso di serenità e pace contemplando le mura domestiche che racchiudono quel calore familiare. Eppure Andrea in maniera ostinata vuole debellare quel male oscuro che sporca Napoli pur restando nell’ombra, ma al servizio della legge.

Ci sono storie nere che pur lasciando tanto di quel retrogusto amaro in bocca raccontano spaccati di vita pulsante, attraverso i suoi romanzi Letizia Vicidomini ci ha condotto per mano nei vicoli di una città come Napoli che nasconde tanti di quei segreti che il passato non dimentica.

Non si uccide il passato racconta tante microstorie del passato e del presente, amore, disperazione, morte, senso di giustizia saranno elementi imprescindibili di una storia costruita attraverso una cura maniacale del dettaglio che ha consentito alla Vicidomini di tratteggiare alla perfezione i suoi personaggi che spiccano per la loro autenticità.

C’è un passaggio significativo che rafforza i concetti che il romanzo vuole esprimere:

C’era tanto dolore nel presente, tanta ingiusta vita da migliorare, persone vive in cerca di giustizia o semplicemente di pace. Perché guardare indietro? Forse, perché il passato non si uccide, mai.

Saper narrare delle storie in maniera esemplare, sembra una peculiarità scontata riconosciuta proprio a tutti, ma forse c’è ancora chi sa offrire al lettore quel qualcosa in più.

Letizia Vicidomini ha la grande capacità di saper andare oltre le storie focalizzandosi su delle realtà che accompagnano il nostro presente, ne sviluppa gli aspetti psicologici di una società attraverso le sue zone d’ombra, ma nonostante ciò osservando il male, possiamo trovare la luce che conduce alla via del bene. Il personaggio di Andrea Martino che noi lettori portiamo nel cuore è un valido esempio, un uomo che ha il dono di lenire le ferite di una società a volte ingiusta e crudele grazie alla sua sensibilità d’animo e soprattutto alla capacità di saper ascoltare e capire le mancanze di un’umanità fragile.

Non si uccide il passato è una pregevole gemma letteraria a cui ci si affeziona e non si dimentica, le storie che lasciano un segno indelebile nella nostra anima non sono di passaggio come le nuvole, tendono a restare sempre con noi e a non abbandonarci mai.


genere: giallo

anno di pubblicazione: 2024