martedì 27 gennaio 2026

AMY E ISABELLE

 




Amy e Isabelle - Elisabeth Strout -

Recensione di Miriam Donati

 

L'unico modo per mangiare un elefante è un boccone per volta”Questo è il romanzo d'esordio di Elizabeth Strout ed è sorprendente vedere quanto la sua voce sia già sicura, assolutamente matura. Dimostra già la sua caratteristica capacità di documentare le lotte interiori e i conflitti emotivi, nonché le prove e le tribolazioni delle persone comuni ed è una maestra nell’affrontare le relazioni umane e nel costruire personaggi multidimensionali distinguendosi come un talento unico.

Il libro affronta temi come la solitudine, la vergogna e la ricerca dell'identità. Il significato storico del romanzo risiede nella sua capacità di trasmettere le sfumature delle esperienze delle donne e dei conflitti familiari in una piccola città, che è un tratto distintivo dell'opera di Strout aprendo la strada alle successive opere di successo, come "Olive Kitteridge" che ha vinto il Premio Pulitzer.

In tutta la prima parte ci sono aggressività e senso di colpa sottaciute che generano un'elettricità simile a quella che precede un temporale. La struttura è particolarmente riuscita: da subito alcune allusioni a un avvenimento del passato recente di Isabelle e Amy preparano il lettore al punto di svolta. Occorrerà arrivare alla metà del libro perché esso sia ricostruito precisamente e se ne percepisca tutta l'importanza ai fini narrativi.
Strout adotta uno stile realistico per trasmettere il mondo interiore dei suoi personaggi e le loro complesse relazioni esplorando la natura umana e i legami familiari con profonda intuizione psicologica e attenzione ai dettagli. Il linguaggio del libro è ricco ed espressivo, con un focus sulle esperienze emotive dei personaggi. L'autrice utilizza abilmente espedienti letterari come flashback e monologhi interiori per rivelare il passato e le motivazioni dei personaggi. La struttura narrativa è progettata affinché il lettore si immerga gradualmente nella vita e nell’atmosfera della piccola città e dei suoi abitanti e osservi lo sviluppo degli eventi e i cambiamenti nel rapporto tra Amy e Isabelle. Atmosfera che Strout riesce a rendere di apparente indolenza, con segreti e passioni sommerse in un luogo dove tutto sembra fermo e dove l'assenza di emozioni forti è vera solo in superficie.
In realtà tutti i protagonisti della storia nascondono all'interno un fardello da portare, un rimpianto o un desiderio travolgente che li tiene svegli la notte, un'inquietudine profonda e la loro agitazione è destinata, con o senza violenza, a uscire prima o poi dagli argini e a modificare il corso delle loro esistenze. Si appoggiano l'uno all'altro per conforto e sostegno, ma ci sono cose che non riescono nemmeno ad ammettere. Il loro modo per superare questo tormento segreto è combattere, un giorno alla volta, e sperare che le cose migliorino alla fine: "Ma cosa potevi fare? Continua e basta. La gente continuava: lo facevano da migliaia di anni. Hai preso la gentilezza offerta, lasciandola penetrare il più possibile, e le restanti fessure buie che portavi con te, sapendo che col tempo avrebbero potuto trasformarsi in qualcosa di sopportabile."

Il romanzo esplora il complesso rapporto tra una madre vedova, Isabelle Goodrow, che lavora come segretaria nel mulino locale ed è alle prese con le proprie insicurezze, e una figlia, Amy, sedicenne alle prese con la propria identità e che si sente soffocata sotto l'occhio vigile della madre.

Per molti aspetti, Isabelle e Amy sono come qualsiasi madre e figlia, un misto feroce di amore e odio scambiato in ogni loro sguardo. Il fatto che mangino, dormano e lavorino fianco a fianco non fa che aumentare la tensione di due anime sole incapaci di comunicare in modo significativo tra loro mostrando compassione o amore.

Per Amy sua madre è un mistero. Perché non ha amici? Perché è innamorata del suo capo sposato di mezza età poco attraente? Perché non le parla di suo padre? Tutte queste domande restano senza risposta e iniziano a marcire dentro Amy che ha una bellezza delicata e composta e si ritrova - prima con allarme, poi con un'eccitazione a malapena trattenuta - a palesare la propria sessualità, bersaglio perfetto per un predatore sessuale che si manifesta nelle vesti dell’insegnante supplente, il signor Robertson, con cui inizia una relazione, causando una frattura enorme e gelida che rimarrà incolmabile tra lei e la madre.

Parte della forza del romanzo deriva dalla capacità di Strout di ambientare le dolorose lotte di Amy e Isabel nel contesto più ampio di una piccola città. Alcuni elementi della vita lì sembrano senza tempo: il flusso costante di pettegolezzi, le gerarchie sociali invisibili ma comunque rigide, le antiche interruzioni della vita (malattia, adulterio, violenza). Nuovi elementi, tuttavia, segnalano un periodo più buio: sono stati avvistati UFO e una giovane ragazza è scomparsa e potrebbe essere stata rapita. Strout intreccia bene questi elementi nel racconto della relazione sempre più aspra tra Amy e Isabelle. Coglie il senso emergente di sé di Amy, la sua lotta per diventare adulta ed essere accettata, la successione selvaggia di emozioni durante l'adolescenza e la sorprendente scoperta del sesso. Realizza anche un ritratto meravigliosamente sfumato di Isabelle, una donna brillante e spesso arrabbiata che ha solo imperfettamente sostituito la passione con lo stoicismo. Isabelle disprezza le colleghe del mulino, ma essendo madre single è lei stessa esclusa dall'élite dei colletti bianchi della città. E lei ha i suoi demoni con cui fare i conti, la solitudine autoindotta aggravata dalla consapevolezza che la sua giovinezza sta svanendo. Certo, è amareggiata e controllante, ma fa del suo meglio per crescere bene la figlia. 

La situazione degenera quando Amy e il suo insegnante vengono scoperti in circostanze compromettenti e gli istinti protettivi di Isabelle emergono contro il risveglio sessuale della figlia, facendo esplodere risentimento e malintesi latenti. Si spezza il già fragile legame che condividono e Isabelle, terrorizzata che la storia trapeli e comprometta la loro fragile posizione nella comunità, è costretta ad affrontare i propri errori passati e il sentimento di fallimento.   

I momenti di connessione tra madre e figlia sono scarsi, appesantiti da incomprensioni, eppure questi momenti portano il peso di un amore non espresso. Entrambi i personaggi sono imperfetti ma facilmente riconoscibili, illustrando un'esperienza universale di vicinanza familiare mescolata a dolore. Il romanzo non si tira indietro dalle discussioni schiette su desiderio, tradimento e l'impatto della segretezza sulle relazioni.

La storia è significativa grazie anche alla capacità di Strout di creare personaggi realistici. Personaggi secondari, come le colleghe di Isabelle, rappresentano un aspetto cruciale della storia e offrono spunti su diversi aspetti della femminilità. Le donne affrontano le proprie difficoltà interagendo con la comunità più ampia, dimostrando che ognuno ha le proprie battaglie nascoste. Le sfumature delle relazioni femminili sono articolate con cura, dimostrandone vitalità e profondità. Le colleghe insegnano indirettamente a Isabelle lezioni di vita, mentre conoscono anche la figlia che è stata assunta per il periodo estivo.

Nelle lunghe giornate al mulino, piene del continuo chiacchiericcio e delle discussioni delle altre donne, Amy e Isabelle vengono inconsapevolmente coinvolte nella vita delle colleghe e quando inizieranno ad accorgersi che non solo nelle proprie vite, ma anche in quelle delle altre donne tutto è in movimento e che nessuna tra loro è davvero sola, quando volgeranno lo sguardo, inizieranno a mutare e a ricongiungersi alle altre.
Questa svolta coincide nel romanzo con un cambio sul piano narrativo molto intenso: se fino ad allora la storia alternava unicamente le vicende di Amy a quelle di Isabelle, dal momento in cui madre e figlia, ma soprattutto Isabelle, iniziano ad aprirsi ai sentimenti, alle storie e al dolore delle persone che hanno vicine, anche il romanzo inizia a narrare le vicende degli altri personaggi che ruotano intorno a loro, acquistando finalmente una profondità e una percezione di simultaneità fino a quel momento assente.
Accorgersi all'improvviso che nessun evento è mai l'unico nella storia di una comunità, o di una famiglia, o di un gruppo di amiche, permette ad Amy di scoprire un pezzetto di sé e a Isabelle di ritrovarne un altro.

Isabelle ha affrontato la sua gelosia, le sue paure e le sue imperfezioni. Il romanzo immortala la lotta tra comprensione e accettazione generazionale. Strout invita i lettori a riflettere sui propri legami materni e sulle complessità insite nella crescita. Le ultime pagine evocano sia speranza che tristezza, dipingendo un ritratto di resilienza di fronte a turbolenze emotive.

Avvolgente e credibile, il romanzo ha anche qualche pecca: un finale prevedibile, la decisione di non introdurre un singolo personaggio maschile positivo e alcune lungaggini soprattutto a metà libro relative a minuzie descrittive e conversazioni insignificanti della vita in una piccola città obiettivamente ininfluenti.

 

Genere: Narrativa

Anno di pubblicazione: 2015


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