Amy e Isabelle - Elisabeth Strout -
Recensione di Miriam Donati
L'unico modo per mangiare un elefante è un boccone per volta”Questo è il romanzo d'esordio di Elizabeth Strout ed è sorprendente vedere quanto la sua voce sia già sicura, assolutamente matura. Dimostra già la sua caratteristica capacità di documentare le lotte interiori e i conflitti emotivi, nonché le prove e le tribolazioni delle persone comuni ed è una maestra nell’affrontare le relazioni umane e nel costruire personaggi multidimensionali distinguendosi come un talento unico.
Il
libro affronta temi come la solitudine, la vergogna e la ricerca dell'identità.
Il significato storico del romanzo risiede nella sua capacità di trasmettere le
sfumature delle esperienze delle donne e dei conflitti familiari in una piccola
città, che è un tratto distintivo dell'opera di Strout aprendo la strada alle
successive opere di successo, come "Olive Kitteridge" che ha vinto il
Premio Pulitzer.
In
tutta la prima parte ci sono aggressività e senso di colpa sottaciute che
generano un'elettricità simile a quella che precede un temporale. La struttura è
particolarmente riuscita: da subito alcune allusioni a un avvenimento del
passato recente di Isabelle e Amy preparano il lettore al punto di svolta.
Occorrerà arrivare alla metà del libro perché esso sia ricostruito precisamente
e se ne percepisca tutta l'importanza ai fini narrativi.
Strout adotta uno stile realistico per trasmettere il mondo interiore dei suoi
personaggi e le loro complesse relazioni esplorando la natura umana e i legami
familiari con profonda intuizione psicologica e attenzione ai dettagli. Il
linguaggio del libro è ricco ed espressivo, con un focus sulle esperienze
emotive dei personaggi. L'autrice utilizza abilmente espedienti letterari come
flashback e monologhi interiori per rivelare il passato e le motivazioni dei
personaggi. La struttura narrativa è progettata affinché il lettore si immerga
gradualmente nella vita e nell’atmosfera della piccola città e dei suoi
abitanti e osservi lo sviluppo degli eventi e i cambiamenti nel rapporto tra
Amy e Isabelle. Atmosfera che Strout riesce a rendere di apparente indolenza,
con segreti e passioni sommerse in un luogo dove tutto sembra fermo e dove
l'assenza di emozioni forti è vera solo in superficie.
In realtà tutti i protagonisti della storia nascondono all'interno un fardello da
portare, un rimpianto o un desiderio travolgente che li tiene svegli la notte,
un'inquietudine profonda e la loro agitazione è destinata, con o senza
violenza, a uscire prima o poi dagli argini e a modificare il corso delle loro
esistenze. Si appoggiano l'uno all'altro per conforto e sostegno, ma ci sono
cose che non riescono nemmeno ad ammettere. Il loro modo per superare questo
tormento segreto è combattere, un giorno alla volta, e sperare che le cose
migliorino alla fine: "Ma cosa potevi fare? Continua e basta. La gente
continuava: lo facevano da migliaia di anni. Hai preso la gentilezza offerta,
lasciandola penetrare il più possibile, e le restanti fessure buie che portavi
con te, sapendo che col tempo avrebbero potuto trasformarsi in qualcosa di
sopportabile."
Il
romanzo esplora il complesso rapporto tra una madre vedova, Isabelle Goodrow, che
lavora come segretaria nel mulino locale ed è alle prese con le proprie
insicurezze, e una figlia, Amy, sedicenne alle prese con la propria identità e
che si sente soffocata sotto l'occhio vigile della madre.
Per
molti aspetti, Isabelle e Amy sono come qualsiasi madre e figlia, un misto
feroce di amore e odio scambiato in ogni loro sguardo. Il fatto che mangino,
dormano e lavorino fianco a fianco non fa che aumentare la tensione di due anime sole
incapaci di comunicare in modo significativo tra loro mostrando compassione o
amore.
Per
Amy sua madre è un mistero. Perché non ha amici? Perché è innamorata del suo
capo sposato di mezza età poco attraente? Perché non le parla di suo padre? Tutte
queste domande restano senza risposta e iniziano a marcire dentro Amy che ha
una bellezza delicata e composta e si ritrova - prima con allarme, poi con
un'eccitazione a malapena trattenuta - a palesare la propria sessualità, bersaglio perfetto per un predatore
sessuale che si manifesta nelle vesti dell’insegnante supplente, il signor
Robertson, con cui inizia una relazione, causando
una frattura enorme e gelida che rimarrà incolmabile tra lei e la madre.
Parte
della forza del romanzo deriva dalla capacità di Strout di ambientare le
dolorose lotte di Amy e Isabel nel contesto più ampio di una piccola città.
Alcuni elementi della vita lì sembrano senza tempo: il flusso costante di
pettegolezzi, le gerarchie sociali invisibili ma comunque rigide, le antiche
interruzioni della vita (malattia, adulterio, violenza). Nuovi elementi,
tuttavia, segnalano un periodo più buio: sono stati avvistati UFO e una giovane
ragazza è scomparsa e potrebbe essere stata rapita. Strout intreccia bene
questi elementi nel racconto della relazione sempre più aspra tra Amy e
Isabelle. Coglie il senso emergente di sé di Amy, la sua lotta per diventare
adulta ed essere accettata, la successione selvaggia di emozioni durante
l'adolescenza e la sorprendente scoperta del sesso. Realizza anche un ritratto
meravigliosamente sfumato di Isabelle, una donna brillante e spesso arrabbiata
che ha solo imperfettamente sostituito la passione con lo stoicismo. Isabelle
disprezza le colleghe del mulino, ma essendo madre single è lei stessa esclusa
dall'élite dei colletti bianchi della città. E lei ha i suoi demoni con cui
fare i conti, la solitudine autoindotta aggravata dalla consapevolezza che la
sua giovinezza sta svanendo. Certo, è amareggiata e controllante, ma fa del suo
meglio per crescere bene la figlia.
La
situazione degenera quando Amy e il suo insegnante vengono scoperti in
circostanze compromettenti e gli istinti protettivi di Isabelle emergono contro
il risveglio sessuale della figlia, facendo esplodere risentimento e malintesi
latenti. Si spezza il già fragile legame che condividono e Isabelle,
terrorizzata che la storia trapeli e comprometta la loro fragile posizione
nella comunità, è costretta ad affrontare i propri errori passati e il
sentimento di fallimento.
I
momenti di connessione tra madre e figlia sono scarsi, appesantiti da
incomprensioni, eppure questi momenti portano il peso di un amore non espresso.
Entrambi i personaggi sono imperfetti ma facilmente riconoscibili, illustrando
un'esperienza universale di vicinanza familiare mescolata a dolore. Il romanzo
non si tira indietro dalle discussioni schiette su desiderio, tradimento e
l'impatto della segretezza sulle relazioni.
La
storia è significativa grazie anche alla capacità di Strout di creare
personaggi realistici. Personaggi secondari, come le colleghe di Isabelle,
rappresentano un aspetto cruciale della storia e offrono spunti su diversi
aspetti della femminilità. Le donne affrontano le proprie difficoltà
interagendo con la comunità più ampia, dimostrando che ognuno ha le proprie
battaglie nascoste. Le sfumature delle relazioni femminili sono articolate con
cura, dimostrandone vitalità e profondità. Le colleghe insegnano indirettamente
a Isabelle lezioni di vita, mentre conoscono anche la figlia che è stata
assunta per il periodo estivo.
Nelle
lunghe giornate al mulino, piene del continuo chiacchiericcio e delle
discussioni delle altre donne, Amy e Isabelle vengono inconsapevolmente
coinvolte nella vita delle colleghe e quando inizieranno ad accorgersi che non
solo nelle proprie vite, ma anche in quelle delle altre donne tutto è in
movimento e che nessuna tra loro è davvero sola, quando volgeranno lo sguardo,
inizieranno a mutare e a ricongiungersi alle altre.
Questa svolta coincide nel romanzo con un cambio sul piano narrativo molto
intenso: se fino ad allora la storia alternava unicamente le vicende di Amy a
quelle di Isabelle, dal momento in cui madre e figlia, ma soprattutto Isabelle,
iniziano ad aprirsi ai sentimenti, alle storie e al dolore delle persone che
hanno vicine, anche il romanzo inizia a narrare le vicende degli altri
personaggi che ruotano intorno a loro, acquistando finalmente una profondità e
una percezione di simultaneità fino a quel momento assente.
Accorgersi all'improvviso che nessun evento è mai l'unico nella
storia di una comunità, o di una famiglia, o di un gruppo di amiche, permette
ad Amy di scoprire un pezzetto di sé e a Isabelle di ritrovarne un altro.
Isabelle
ha affrontato la sua gelosia, le sue paure e le sue imperfezioni. Il romanzo immortala
la lotta tra comprensione e accettazione generazionale. Strout invita i lettori
a riflettere sui propri legami materni e sulle complessità insite nella
crescita. Le ultime pagine evocano sia speranza che tristezza, dipingendo un
ritratto di resilienza di fronte a turbolenze emotive.
Avvolgente
e credibile, il romanzo ha anche qualche pecca: un finale prevedibile, la
decisione di non introdurre un singolo personaggio maschile positivo e alcune
lungaggini soprattutto a metà libro relative a minuzie descrittive e
conversazioni insignificanti della vita in una piccola città obiettivamente
ininfluenti.
Genere:
Narrativa
Anno di pubblicazione: 2015

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