lunedì 21 settembre 2026

TUTTI I COLORI DEL BUIO




 


Tutti i colori del buio - Chris Whitaker –

recensione a cura di Lilli Luini

 

Impossibile dare a questo romanzo un’etichetta di genere, ma è sbagliato anche dire che non è. Meglio affermare che non è solo un romanzo di formazione, non è solo un giallo, non è solo un mistery. In realtà bisogna abbandonare tutte le definizioni e chiamarlo semplicemente “romanzo”, 700 pagine, 30 anni di dimensione temporale, quasi tutti gli Stati Uniti come dimensione geografica, anche se il centro attorno a cui ruota questo mondo è in periferia, nel Missouri, dove la vicenda prende inizio nel 1975.

Joseph Macauley, detto Patch, ha 13 anni quando, camminando nel bosco, salva casualmente la giovane Misty da un rapimento. Viene portato via al suo posto e rimarrà oltre un anno nelle mani del suo sequestratore, in una cantina, al buio e solo, tranne per una ragazza, la misteriosa Grace, che ogni tanto lo raggiunge e gli racconta un mondo che Patch non ha mai visto.

Il linguaggio estremamente poetico di Whitaker in questa fase dà il meglio di sé: ero così presa a visualizzare le sue descrizioni che solo molte pagine dopo mi son resa conto che forse quei racconti così vividi contenevano degli indizi per la trama poliziesca.

Non è un caso che questo si annoveri tra i pochissimi libri in cui non ho intuito nessuna delle soluzioni che verranno alla fine: intendiamoci, la vicenda su cui si snoda l’indagine è molto interessante ma è popolata di personaggi di cui l’autore si occupa in profondità, nessuno stereotipo, nessuna frase fatta e neanche nessuna ricetta semplificata. Chi legge è profondamente immerso in loro e nel loro vivere, tempo per le ipotesi ne resta poco e così scappano i collegamenti.

C’è anche da sottolineare una certa bravura dell’autore a tenere le carte coperte senza darlo a vedere. Ci sono personaggi su cui ho avuto dei dubbi, ma alla fine era giusto avere il dubbio solo che il segreto che celavano andava in tutt’altra direzione.

Tornando a Patch: a salvarlo è la sua amica, Saint Brown, apicultrice in erba che diventerà poliziotta. Ma lui non tornerà mai completamente da quell’anno vissuto al buio, continuerà a cercare Grace e la sua ricerca si estenderà a tutte le ragazze scomparse. Senza pesare in digressioni didascaliche, Whitaker affronta il tema del trauma. In mezzo a romanzi consolatori, dove chi torna dal buio supera il momento e riprende serenamente il proprio percorso, ci mostra come ciò non sia possibile, come anche nella migliore delle ipotesi la vita resti divisa tra il prima e il dopo.

Patch trova il suo linguaggio nella pittura e il suo scopo nella ricerca di Grace, ma è ben consapevole di creare sofferenza a chi lo ama. Saint innanzitutto, la cui vita è ugualmente divisa in un prima e un dopo, così come quella di Misty, la ragazza che ha salvato.

Non ha difetti la scrittura, neppure il modo di raccontare, non spettacolarizza il dolore, non indulge in dettagli macabri, li lascia intuire nello scorrere della narrazione.

Se qualcosa non mi è piaciuto, sta in qualche scelta di trama che vede coinvolto Patch in azioni di cui, secondo me, si poteva fare a meno, trovando soluzioni differenti ed evitando la classica domanda del lettore “ma capitano tutte a lui”.

Altre cose potrebbero disturbare i lettori, soprattutto coloro che lo aprono convinti che sia un thriller: non lo è, assolutamente, ci sono tante descrizioni, a volte il ritmo rallenta di molto, cosa che ai giallisti non piace. Come ho detto sono 700 pagine circa, la storia si svolge in un arco di tempo molto lungo e quindi la narrazione ha dei salti temporali.

Girano recensioni che lo acclamano come un capolavoro. Io credo che sia un bel romanzo, superiore alla media ma per il momento mi fermerei qui.


genere: thriller

anno di pubblicazione: 2026

pagine: 726

editore: Einaudi


 

Nessun commento:

Posta un commento