lunedì 27 luglio 2026

SONO DIFFICILI LE COSE BELLE

 





Sono difficili le cose belle - Matteo Nucci -

recensione a cura di Alice Bassoli


Questo romanzo è una dolce fiaba contemporanea che parla di lutto, memoria e amore con estrema delicatezza. Non vi nego che mi sono emozionata moltissimo, leggendolo e che scrivendo queste poche righe sento di nuovo il magone stringermi la gola. La protagonista è Arianna, una bambina di dieci anni che, dopo la morte della nonna, si trova a fare i conti con un dolore troppo grande per essere compreso e raccontato. Ma un giorno, lungo la strada che conduce al Gianicolo, accade l'impossibile: una macchina rossa si ferma e dal finestrino compare proprio la nonna. Da quel momento le due intraprendono un viaggio straordinario attraverso un luogo sospeso tra realtà e immaginazione, dove ricordi, sogni e affetti si intrecciano. È un percorso che attraversa soprattutto il passato della famiglia, ma che si accosta spesso anche al presente e al futuro che attende Arianna, aiutandola a comprendere che l'amore non scompare con la morte. Nucci costruisce una narrazione che oscilla continuamente tra reale e fantastico. Il mondo immaginifico in cui si muovono la nonna e la nipote è quasi una fuga dalla realtà e anche uno spazio simbolico in cui elaborare la perdita. Una storia che suggerisce che i legami autentici continuano a vivere nei ricordi, nei gesti e nell'amore che lasciamo dentro chi resta. Un libro delicatissimo e commovente, scritto con grande sensibilità, capace di parlare della morte senza paura e della vita con infinita tenerezza. La prosa è limpida, poetica e ricca di immagini evocative, capace di parlare ai più piccoli senza rinunciare a una profondità che travolge anche gli adulti. Una riflessione autentica e delicata sulla memoria, sull'infanzia e sulla continuità dei legami affettivi. A rendere ancora più preziosa l'opera contribuisce L'astuccio, il racconto che chiude il volume come una sorta di "bonus track": una storia autonoma ma complementare, che riprende gli stessi temi da una prospettiva diversa, arricchendo ulteriormente il significato dell'intero libro. Ognuno di noi deve fare i conti con questo tipo di dolore, radicato e invalidante, un dolore che non si sposta mai, e per il quale non esiste un rimedio. Avevo bisogno di questa storia, della sua dolcezza per niente ruffiana, capace di trasformare il dolore in una fiaba moderna semplice eppure così integra, che tra le tante cose belle che mi ha trasmesso, mi ha aiutata a sentirmi meno sola e a lenire il senso di impotenza che un po’ tutti proviamo di fronte alla morte di un nostro caro.


genere: narrativa

anno di pubblicazione: 2022

pagine: 212

editore: Harper Collins

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