L'estate che ho ucciso mio nonno - Giulia Lombezzi -
recensione a cura di Stefania Calà
La protagonista di questo romanzo è la sedicenne Alice,
figlia di genitori separati, ragazza in sovrappeso, che un bel giorno si
ritrova a convivere con il nonno materno, un uomo dispotico e burbero,
trasferitosi a casa sua e della madre a causa di gravi problemi di salute. La
ragazza non gradisce questa intromissione nella sua vita ma riesce quasi a
tollerarla, fino a quando, però, non scopre le angherie che il nonno infliggeva
a sua madre quando questa era giovane. Alice, con il supporto emotivo degli amici
Angiu e Cane, inizia così a fantasticare sulla possibilità di sopprimere il
vecchio.
Ciò che colpisce, dal punto di vista della trama, è
l'attaccamento e il senso di protezione che Alice ha nei confronti della madre,
quasi i ruoli fossero invertiti. Ma la Lombezzi è oltremodo brava a filtrare
questo sottobosco psicologico attraverso le percezioni di un'adolescente,
pensando come lei, parlando come lei, percependo il mondo come lei. Il
linguaggio (vero protagonista del romanzo) è talmente aderente al personaggio da
restituire al lettore lo spessore della complessità dell'età adolescenziale
moderna.
Vengono infatti esplorate (con grande tatto e maestria, a
metà tra il detto e il non detto) le fragilità, l'impossibilità di comunicare
attraverso lo stesso registro, la rabbia e la frustrazione per non poter fare
di più, oltre a un disperato e inespresso bisogno d'amore.
Un aspetto particolarmente importante dell'opera, poi, è il
rapporto che Alice ha con il suo corpo, baluardo e ultima difesa tra il suo
essere più intimo e il mondo che la circonda.
Si tratta, in definitiva, di un romanzo di formazione
scritto benissimo, al di là della storia in sé e del finale (che non mi ha
convinta del tutto). Di certo è una lettura per nulla superficiale che lascia
molto su cui riflettere.
Voto 7,5/10
Cit. "Mi sa che la mia vita è in gran parte un
sottotesto."
Cit. 'La nicotina e la birra sono un rimborso, il rimborso
di questi giorni che fanno male."
Cit. "Differenze tra nonno e papà: papà lavava i
piatti. Su cose del genere si giocano intere generazioni."
Cit. "Galleggio nell'abbraccio spugnoso dei
carboidrati".
Cit. "Dire a qualcuno sei migliore di me è un
ricatto schifoso."
Cit. "Non me ne frega un cazzo di ciò che hai subito.
Aver subito non è una scusa per fare del male. Non lo è mai."
Cit. "Forse è per questo che ingrasso tanto. Per
provare a tornare visibile."
genere: narrativa
anno di pubblicazione: 2025
pagine: 313
editore: Bollati Boringhieri

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