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mercoledì 23 settembre 2026

L'ESTATE CHE HO UCCISO MIO NONNO

 




L'estate che ho ucciso mio nonno - Giulia Lombezzi -

recensione a cura di Stefania Calà


La protagonista di questo romanzo è la sedicenne Alice, figlia di genitori separati, ragazza in sovrappeso, che un bel giorno si ritrova a convivere con il nonno materno, un uomo dispotico e burbero, trasferitosi a casa sua e della madre a causa di gravi problemi di salute. La ragazza non gradisce questa intromissione nella sua vita ma riesce quasi a tollerarla, fino a quando, però, non scopre le angherie che il nonno infliggeva a sua madre quando questa era giovane. Alice, con il supporto emotivo degli amici Angiu e Cane, inizia così a fantasticare sulla possibilità di sopprimere il vecchio.

Ciò che colpisce, dal punto di vista della trama, è l'attaccamento e il senso di protezione che Alice ha nei confronti della madre, quasi i ruoli fossero invertiti. Ma la Lombezzi è oltremodo brava a filtrare questo sottobosco psicologico attraverso le percezioni di un'adolescente, pensando come lei, parlando come lei, percependo il mondo come lei. Il linguaggio (vero protagonista del romanzo) è talmente aderente al personaggio da restituire al lettore lo spessore della complessità dell'età adolescenziale moderna.

Vengono infatti esplorate (con grande tatto e maestria, a metà tra il detto e il non detto) le fragilità, l'impossibilità di comunicare attraverso lo stesso registro, la rabbia e la frustrazione per non poter fare di più, oltre a un disperato e inespresso bisogno d'amore.

Un aspetto particolarmente importante dell'opera, poi, è il rapporto che Alice ha con il suo corpo, baluardo e ultima difesa tra il suo essere più intimo e il mondo che la circonda.

Si tratta, in definitiva, di un romanzo di formazione scritto benissimo, al di là della storia in sé e del finale (che non mi ha convinta del tutto). Di certo è una lettura per nulla superficiale che lascia molto su cui riflettere. 

Voto 7,5/10

 

Cit. "Mi sa che la mia vita è in gran parte un sottotesto."

Cit. 'La nicotina e la birra sono un rimborso, il rimborso di questi giorni che fanno male."

Cit. "Differenze tra nonno e papà: papà lavava i piatti. Su cose del genere si giocano intere generazioni."

Cit. "Galleggio nell'abbraccio spugnoso dei carboidrati".

Cit. "Dire a qualcuno sei migliore di me è un ricatto schifoso."

Cit. "Non me ne frega un cazzo di ciò che hai subito. Aver subito non è una scusa per fare del male. Non lo è mai."

Cit. "Forse è per questo che ingrasso tanto. Per provare a tornare visibile."


genere: narrativa

anno di pubblicazione: 2025

pagine: 313

editore: Bollati Boringhieri

 


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