giovedì 22 gennaio 2026

LE VIE DELL'EDEN

 




Le vie dell’Eden – Eskhol Nevo 

recensione a cura di Lilli Luini

 

Romanzo divise in tre parti – o tre lunghi racconti – come già accaduto per una delle più famose opere dell’autore israeliano, Tre piani. Le storie sono indipendenti, ma legate da un fil rouge. Nella prima, un musicista con un doloroso divorzio alle spalle e una figlia amatissima, viene coinvolto in una vicenda oscura da una donna appena conosciuta. Nel secondo, uno stimato medico in lutto finisca accusato di molestie sessuali da un’allieva. Nel terzo, una donna va a passeggio con il marito ma ad un certo punto lui le consegna il proprio telefono, entra in un frutteto e scompare.

Ognuna delle tre storie è una confessione, unica via per la redenzione e l’ingresso nell’Eden. Ma che cos’è questo Eden? Il frutteto in cui entra e scompare Ofer fa riferimento a una storia del Talmud, in cui quattro maestri entrano nel Paradès, il giardino di Dio, da cui uno solo uscirà incolume. Ma Nevo è laico e quindi questo Eden resta indeterminato, indefinito, un luogo in cui non ci sono risposte. Del resto, tutto il romando è costruito sull’indeterminatezza. Ascoltiamo ciò che ci dicono i tre protagonisti, empatizziamo con loro ma non riusciamo a credere fino in fondo alla loro versione dei fatti. L’impressione di venire manipolati è lì, in sottofondo e non ci abbandona. Se le vicende hanno la suspence di un thriller, si discostano dal genere proprio perché non ci sono certezze sulla colpevolezza o l’innocenza. Nel cercare le parole per confessare l’inconfessabile, le tre voci narranti ci mettono di fronte a una matassa inestricabile di ricordi, segreti, mezze verità.

Omri, Caro ed Heli – questi i loro nomi – vengono fotografati e scandagliati nel momento in cui tutta la loro vita vacilla, in cui si trovano di fronte all’ambiguità. È un tema ricorrente nella narrativa di Nevo, che ci mostra come anche nelle vite più normali – quelle che lui identifica con il termine di Borghesistan – si annidino nodi oscuri che non sappiano se è come e quando deflagreranno, magari smossi da avvenimenti irrisori, casuali, che addirittura sottovalutiamo nel momento del loro accadere.

E ancora, Nevo riesce sempre – al di là delle vicende narrate – a darci un quadro dell’incertezza del nostro tempo. Va rilevato che questo libro è stato scritto interamente nel periodo della pandemia, in cui tutti noi mai avremmo pensato di ritrovarci nel tempo dello strapotere della scienza.

Insomma, in conclusione, l’ennesimo, splendido libro di uno dei migliori scrittori del nostro tempo.


genere: narrativa

anno di pubblicazione: 2022


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