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martedì 15 settembre 2026

PICCOLI FANTASMI

 




Piccoli Fantasmi - Gregg Dunnett - 

recensione a cura di Elisa Caccavale


Al centro della storia raccontata in Piccoli fantasmi di Gregg Dunnett (Nord) c'è la famiglia Martin, ancora segnata dall'omicidio della piccola Layla, rapita e uccisa due anni prima. Il colpevole non è mai stato trovato e l'indagine sembra ormai destinata a chiudersi senza una soluzione. L'ispettore Kieran Clarke, che non si è mai davvero rassegnato al fallimento del caso, decide però di tentare un'ultima strada: riportare la vicenda all'attenzione del pubblico attraverso un programma televisivo, nella speranza che qualcuno si faccia avanti con nuove informazioni. Intanto Gale, il fratellino di Layla, vive il dolore della perdita in un modo decisamente insolito: continua infatti a vedere la sorella, che gli appare sotto forma di fantasma e sostiene di poterlo aiutare a scoprire la verità sulla propria morte. Da questo momento l'indagine della polizia e quella, molto particolare, condotta da Gale finiscono inevitabilmente per intrecciarsi.

La premessa di Piccoli fantasmi è interessante perché intreccia due elementi potenzialmente molto forti: da una parte il lutto di una famiglia che non riesce a superare la morte violenta di una figlia, dall'altra un delitto rimasto senza colpevole. Ed è soprattutto quest'ultimo aspetto a sostenere la lettura, ma la componente gialla segue una strada un po' diversa da quella del classico giallo a enigma. Il romanzo non costruisce infatti tutta la propria suspense intorno alla domanda “chi ha ucciso Layla?”: il lettore arriva piuttosto presto ad avere un quadro chiaro di ciò che è accaduto. Da quel momento l'interesse si sposta altrove, sul capire come la verità riuscirà a venire a galla e, soprattutto, se sarà possibile trovare il modo di dimostrarla. È questo meccanismo a sostenere buona parte della tensione narrativa e a rappresentare uno degli aspetti più riusciti del romanzo: non tanto la scoperta del colpevole, quindi, quanto l'attesa di vedere come potrà essere finalmente incastrato.

Meno convincente risulta invece il modo in cui viene sviluppata la componente psicologica, che pure avrebbe potuto avere un peso molto maggiore. L'idea iniziale di Gale che continua a vedere la sorella offriva infatti molte possibilità sul piano emotivo: un bambino traumatizzato dalla perdita, incapace di separarsi completamente da Layla, che continua a sentirla accanto a sé. Sarebbe stato interessante mantenere più a lungo l'ambiguità su quella presenza, lasciando aperta la possibilità che fosse una proiezione del dolore, del senso di colpa o semplicemente del bisogno disperato di Gale di avere ancora sua sorella con sé.

Dunnett sceglie invece abbastanza nettamente la strada del soprannaturale: Layla non è soltanto una presenza nella mente di Gale, ma un vero fantasmino che compare, parla e fluttua accanto a lui. Una scelta che finisce per sottrarre forza proprio alla dimensione che avrebbe potuto rendere il romanzo più profondo. Il rapporto tra Gale e la sorella morta avrebbe potuto diventare un modo per raccontare il lutto infantile e il difficile confine tra ricordo, immaginazione e realtà; rendendo il fantasma concreto, invece, quell'ambiguità scompare.

Per questo risulta anche difficile considerare Piccoli fantasmi semplicemente un “thriller psicologico”, come viene presentato. La componente psicologica certamente c'è — il trauma di Gale, il dolore dei genitori, la disgregazione della famiglia — ma il romanzo rimane soprattutto a cavallo tra giallo e paranormale. Aggiungere l'aggettivo “psicologico” non cambia il fatto che uno degli elementi fondamentali dell'indagine sia una bambina morta che torna realmente sotto forma di fantasma.

Nel complesso, quindi, Piccoli fantasmi è un romanzo scorrevole, con un meccanismo giallo sufficientemente solido da mantenere viva la curiosità e con una buona idea di partenza, ma che non riesce a sfruttare fino in fondo le potenzialità emotive della sua premessa. Paradossalmente, ciò che manca è proprio un po' più di “fantasma” in senso metaforico: meno Layla che fluttua accanto al fratello e più il peso della sua assenza nella mente di chi è rimasto. Sarebbe stato un romanzo diverso, certamente, ma forse anche più intenso e psicologicamente incisivo.


genere: thriller

anno di pubblicazione: 2026

pagine: 364

Editore: Storm


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